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Una ricetta precaria per dessert e noia sconsolata. N.11

Ricetta precaria

Siamo a 11 come le dita della mano, più una di un piede.

Mostri esadattili esclusi dal conteggio grossolano sulle dita.

Allora, andiamo al dunque prendete un barattolo di dozzinale gelato alla panna possibilmente di provenienza empolese, ficcatelo con forza iraconda dentro un bicchiere in cui avete collocate almeno quattro o cinque fragole mature e grosse. Di quelle golose. Poi aggiungete un cucchiaio grosso di amaro al tartufo prodotto in qualche semisconosciuta distilleria umbra. Agitate tutto e cominciate a mangiare il composto godendovi le fragole semigelide mentre contemplate la punta della Calvana. Già perché qualche mano ignota in una domenica di pioggia ha scritto sotto la croce NO INC in caratteri bianchi. Segno di protesta già visto in altre parti d'Europa e in ben diverse occasioni; un atto manifesto contro la decisione di costruire l'inceneritore presa dal Palazzo. Francamente molte cose potevo aspettarmi ma non questa. Non si vedeva un atto politico da quelle parti da quando i militi della Repubblica Sociale e i partigiani comunisti si erano sparati nel lontano 1944. Qualcuno ha picchiato un colpo sulla cassa da morto della pubblica opinione nella piana fra Prato e Firenze. Novità quindi sotto le nuvole cariche di pioggia.

Mai visto in trent'anni di vita in questi termini una roba come questa. Per una volta una domenica triste, domestica, umida, sconsolata e piovosa si è risolta con una sorpresa. Aggiungete alla degustazione l'audizione di canzoni partigiane tipo “Fischia il vento” e “Bella Ciao” quest'ultima solo ed esclusivamente nella versione del coro dell'Armata Rossa; perché la versione italiana appare alle vostre orecchie troppo poco solenne.

E anche così avrete risolto

Pubblicato il 9/5/2016 alle 12.42 nella rubrica Diario.

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