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Ricette precarie n.4

Ricetta precaria

E’ la 4?

Mentre siete soli con banchi e sedie nell’aula deserta per occupazioni, assemblea, cose varie e affini  vi torna in menteun fatto. Anni fa, mentre cercavate  video e documentari, siete incappati in una serie vista su Youtube. Si tratta di Shtrafbat una serie russa del 2004 di cui non avete capito nulla data l’enorme differenza linguistica.

Una cosa è però certa si racconta della vicenda di un  battaglione di disciplina dell’Armata Rossa composto da delinquenti comuni e di vario tipo che con diverse motivazioni si fa massacrare per difendere la madrepatria Russa dall’invasione nazista.

La scena finale del battaglione che si fa massacrare in trincea al punto che rimane vivo solo l’ufficiale, anche lui sottoposto al regime di punizione, e un Pope che si è unito alla truppa e ha prestato ai morituri  il conforto spirituale quando erano vivi.

Quest’esperienza vi ha dimostrato come in fondo in certe nazioni e presso certi popoli la memoria di chi si è fatto ammazzare per la collettività ha un suo peso e in fondo qualcosa di tanti oscuri sacrifici e sanguinose redenzioni ha trovato modo d’emergere.

Ma quale paragone è possibile con il Belpaese dove ogni discorso sull’oscuro passato degenera in rissa verbale fra politici e VIP variamente assortiti nei salotti televisivi. Il discorso serio o è pane per pochi eruditi o materia di sodalizi di curiosi, o è ridotto a qualche conferenza o presentazione di libri.

Qui in questo giardino di penisola il mondo è diventato una favola sulla quale si può dire tutto e il contrario di tutto perché non ci sono verità condivise nemmeno quella elementare quale può esser l’evidenza che  qualcuno ha vinto e altri hanno perso il Secondo Conflitto Mondiale.

Fra i vincitori non risulta esserci l’Italia, ma questo dato semplice non è inteso e non è meditato  in tutte le sue conseguenze perché vivere nel mondo dei sogni ideologici o nelle fantasie fa comodo alle genti nostre.

Dato che siete fuori il consiglio culinario è quello di andare a mangiare in un ristorante greco, così evitate sinistri esperimenti con le pentole e ripassate la storia. Già perché la Grecia ha vinto la Seconda Guerra Mondiale. Strano vero! Non si direbbe oggi come oggi.

Eppure è così. Le isole del Dodecaneso preda bellica italiana nella guerra del 1911-12 contro la Turchia sono andate agli elleni con il trattato del 1947 e ci furono anche le riparazioni di guerra da pagare.

A tavola mediterete meglio su quanto poco contino la storia e  la realtà oggettiva nel vostro Belpaese.

Già che ci siete per chiudere il pasto  fatevi un brandy Metaxa che ha affinità di suono con il leader-dittatore greco che fermò l’aggressione italiana al suo paese per tutto il 1940.

Così tanto per fare.

E anche stavolta avrete così risolto.

Pubblicato il 21/10/2015 alle 21.34 nella rubrica Diario.

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