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Ricette precarie n.3

Lez.02, 03??. Fate voi.

Il tempo giusto

Prima settimana di ottobre.  Ancora non piove, ma manca poco ma siete già con il naso chiuso. Meglio: così non sentite i sapori.

L’Occasione.

Gli anni passati vi portano il ricordo amaro di tutti i vostri fallimenti amorosi, delle disavventure passate, del quotidiano lavorare in termini grigi e deprimenti.

Una galleria di pensieri e ricordi color pece s’affastella prepotente nella vostra testa imponendo il quesito isidioso  che chiama in causa il perché siete fra i vivi in questa valle di lacrime.

Cominciate a chiedervi se per caso non siete voi gli univi vivi e tutti gli altri morti a loro insaputa. In fondo che ne sapete davvero della vita e della morte.

Mentre meditate su quest’abisso esistenziale vi viene i mente che la cucina è libera.

Siete soli e liberi di far maldestri fra pentole e fornelli.

 

Ricetta precaria

Ci vorrebbe un piatto di riso. Con qualche salsa che stasi il naso.

Vuole il caso che avete il wasabi in frigo da due anni, mese con aromi che l’accompagnano.

Unite subito con risentimento e ira la salsa di soia a il wasabi.

Bollite il riso trovato per caso con una noce di burro e del sale messo a caso per far prima in una pentola d’acqua.

Una volta scolato il riso unitelo in un pastone unitario con le melanzane o altre sostanze del frigo che possono esser affini con il concetto di una massa informe a prevalente color bianco.

Schiaffate sull’impasto, freddo a caldo a seconda dei gusti e del tempo che avete da dedicare alla cosa, la salsa composta di soia e wasabi.

Avete il naso tappato dai raffreddori quindi la salsa non potrà far altro che bene. Il sapore nemmeno lo sentite date le condizioni di salute e con un gotto di vino passa pure questo pasto.

Chiamate il tutto: melanzane e riso per nasi chiusi.

E anche stavolta avrete così risolto.

 


 

 

Pubblicato il 19/10/2015 alle 14.5 nella rubrica Diario.

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