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Sintesi: Il Maestro - terzo atto - Gaetano Linneo

Terzo atto

 

Si senta la voce del padrone che  saluta i tre con frasi di circostanza, e fa due o tre battute rivolte a Franco e Vincenzo per via del fatto che Franco ha pagato anche il conto di Vincenzo. I cinque si trovano presso il ponte che porta alla stazione ferroviaria di Vernio. Notte, freddo, il panorama delle montagne  intorno è ben visibile nella fredda aria della notte.

Clara Agazzi: Questo panorama è davvero notevole. Queste montagne viste dalla prospettiva del ponte del torrente  che grazie al suo scorrere interrompe l’ambiente urbano e agricolo e apre la vista a Sud e Nord. 

Paolo Fantuzzi: Questo è davvero un bello spettacolo. Il freddo rende limpida l’aria si vede per chilometri nonostante il buio.

Stefano Bocconi: Son stato proprio bene. Il fatto di aver avuto in omaggio al tavolo le bottiglie di grappa e limoncello mi ha davvero rinfrancato. Devo però prender fiato. Ho a stento messo nello stomaco il dolce. Ho bevuto e mangiato più del mio solito.

Vincenzo Pisani: In effetti i dolci sono speciali. Tempo fa avevo l’abitudine perfino di portarne  via uno e di mangiarlo il giorno dopo.

Franco: E allora, eccoci qui dopo coppe alla crema di mascarpone, mattonella al cioccolato, panna cotta… Tutto fatto bene, belli i colori, la densità, l’intensità del sapore.

Stefano Bocconi: Veramente buoni. Ma quello è il professore si è fermato al parcheggio e ragiona con  i suoi amici del Judo.

Paolo Fantuzzi: Una notte davvero magica. Abbiam fatto bene a venir fin quassù.

Franco:  In effetti anche se fa freddo le montagne, l’acqua che scorre, i boschi creano uno scenario suggestivo.

Vincenzo Pisani: Scusate, mi allontano un attimo per sentire se il professore ha bisogno di esser riaccompagnato da me o fa in altro modo.  

Franco:  Quello lo conosco. Aspetti. Mi scusi ma lei è Linneo quello che fa arti marziali con il professore.

Gaetano Linneo: Precisamente, e mi ricordo di te.  Tu sei franco quello della cittadina di Cemento, quello che scrive sulla rete.

Franco:  Infatti scrivere e far partecipare la cittadinanza e i miei lettori ai grandi problemi che scuotono la cittadinanza cosciente e presente a  sé stessa è uno dei miei vanti, come quello di aver un mio pubblico di lettori. So che siete esperto di faunistica e di scienze che riguardano la natura e un esperto di arti marziali. Oso chiedere cosa ne pensate di quel che scrivo assieme al professore e altri.

Gaetano Linneo: Una richiesta facile che esige una risposta difficile. Per prima cosa voglio dire una cosa sul mezzo che usate, ossia la rete internet. Su quel mezzo tre sono le S importanti: Sangue, Sesso, Soldi. Il grosso di quel che passa dalla rete è legato a questi tre elementi. La prima S è il simbolo di quel che è rappresentato e mostra la guerra, la violenza privata, criminale,  organizzata, i film dell’orrore, sport di contatto o di lotta e cose simili. Lo spettacolo cruento,la lotta, la guerra, l’orrore, e in particolare i videogiochi dove si combatte, si uccide, si distrugge attirano un pubblico vasto. Lo stesso posso dire dell’altra S che è il Sesso ed è la parola simbolo di ciò che può attrarre sul piano della seduzione o dello stimolo sessuale  molti di quelli che smanettano  sulla rete. Il sesso e la seduzione in tutte le loro forme sono anche meravigliosi e potenti strumenti in mano a pubblicitari esperi. La terza S rappresenta i soldi e qui si va dai casinò on-line, alle società di servizi, alla vendita di beni su internet, alle banche e così via…  Anche questo attira il pubblico per questioni d’acquisizione di beni o servizi. Le tre S sono i simboli di ciò che attrae maggiormente sulla rete. Il che non toglie che ci sia chi cerca la ricetta della torta della nonna o un riassunto di filosofia per i liceali. Ma le tre S sono le calamite più forti, si pigliano il grosso dell’utenza; spesso sono dosate in modiche quantità anche sui portali. Quello che costruite con la vostra attività è l’usare un mezzo, che si presta ad essere il megafono di pulsioni forti, inconsapevoli e aggressive dell’essere umano, per veicolare informazione, conoscenze, riflessioni. Dalla vostra parte c’è il fatto che l’essere umano ha bisogno di veder mostrato secondo uno schema credibile il suo mondo di tutti i giorni, ha bisogno di spiegazioni più o meno serie che riconducano i mille fatti di questo presente a spiegazioni coerenti, non contraddittorie. Nell’umano c’è il vedere, l’ascoltare, il contare e molto altro ancora. Ma c’è anche il bisogno di dare ai fatti piccoli e grandi una coerenza, un filo logico, una relazione di causa-effetto. Ad esempio per capire la piena di un fiume non basta osservare l’acqua che scorre e percepire l’umidità. Sarà necessario collegare assieme i giorni di pioggia della settimana, le condizioni precedenti la piena, la stagione, i lavori fatti sugli argini e decine di cose del genere. La capacità razionale di creare una spiegazione coerente e non contraddittoria di un frammento di mondo che ci riguarda è  il necessario completamento delle facoltà e dei mezzi che si hanno per osservarlo e percepirlo. Dare strumenti che vanno in questo senso è un fatto positivo. Non spaventatevi se fra i numeri dei vostri contatori di visite e quelli di una presentatrice televisiva o di un cantante alla moda troverete differenze enormi. Il superfluo e l’effimero sono i compagni di strada delle tre S di cui ragionavo prima. Il mezzo della comunicazione sulla rete ha aspetti per così dire democratici, ma alla fine occorre puntare a un pubblico preciso e con un progetto chiaro e distinto di comunicazione.

Franco:  Questo riguarda il mezzo. Ma dietro il mezzo ci sono le idee, i pensieri, i valori immateriali.

Gaetano Linneo: Il mezzo condiziona le forme con cui si esprime il comunicare i valori immateriali.

Pubblicato il 2/2/2015 alle 2.37 nella rubrica Diario.

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