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Si fa presto a dire scuola: tagliare dove il filo è più corto?

Si fa presto a dire scuola: tagliare dove il filo è più corto?

Ricapitolo i fatti per quel che sono: il Ministero e il ministro di centro-sinistra stanno organizzando una curiosa sperimentazione che è la presa delle misure per ridurre il liceo di un anno e tagliare altri 40.000 posti di lavoro nel settore.  Il fatto è noto al pubblico come agli esperti del settore. Al termine della mia riflessione presento una scelta dei molti scritti comparsi sulla rete sul ponderoso tema. Tuttavia a titolo strettamente personale descrivo quel che si chiama un leggerissimo sospetto con un proverbio chiaro e sintetico:” il filo si taglia dove è più corto”. Per fare tagli di cassa dei governi e dei gruppi dirigenti possono far diverse scelte. Una è la meno inquietante sul piano elettorale: “tagliare dove le forze sociali e lavorative  colpite possono mettere in campo minori ritorsioni politiche e rivendicazioni sindacali e atti che tolgono voti e consenso”.

Questo mi pare sia il caso della scuola in quanto essa è frammentata in tante realtà lavorative e sociali. Basti pensare che esistono scuole materne, elementari, medie e superiori con il loro personale, le loro esigenze, i loro problemi. A livello poi di personale che lavora nella scuola esso è diviso in ambiti di lavoro diversissimi. C’è il personale ATA  (i vecchi bidelli per capirsi) , il personale di segreteria, i docenti, i vicepresidi, il dirigente scolastico che un tempo era denominato preside,  il personale che si occupa di laboratori e aule computer, e altro ancora…

Per esempio in un liceo può far parte dello stesso consiglio di classe riunito per uno scrutinio un supplente con la prospettiva di una supplenza breve, un professore con incarico annuale magari precario da dieci o dodici anni, un docente che ha vinto un concorso nel millennio scorso (ossia nel 1999), un docente prossimo alla pensione.  Questa frammentazione aiuta a indebolire il momento della rivendicazione e della protesta sindacale e rende facile attuare tagli nel settore o intervenire sulla scuola. Aggiungo poi che i sindacati nella scuola sono più di uno e non è scontata la collaborazione fra essi. Non vedo un disegno diabolico nel trasformare e tagliare sulla scuola, o se c’è esso è il frutto di convergenze e d’opportunismo, piuttosto vedo la solita politica neoliberale tipica della destra statunitense che vede nello Stato che si occupa di sociale e di collettività il problema e nel privato la soluzione. Dal momento che sul sociale si deve tagliare ecco che la scuola appare come un terreno dove forze disperse si prestano ad esser colpite separatamente. Nulla di strano. In tempi come questi dove fra le forze politiche non c’è un terreno di valori di natura collettiva e comunitaria condivisi e stabili la politica tende a pensarla alla maniera della sofistica e ai colpi bassi e a considerare la volontà della maggioranza o del più forte la legge legittima. Usando un facile paragone mi permetto di scrivere che: “La corda della scuola è strappata in più punti. Si taglia facile. Basta recidere dove i fili sono più sottili”.

Riporto alcune fonti per provare le basi oggettive della mia riflessione:

http://www.repubblica.it/scuola/2013/10/23/news/ministro_carrozza_d_il_via_al_liceo_di_4_anni_si_risparmierebbero_1_380_mln_di_euro-69238917/

http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=12706

http://www.flcgil.it/scuola/docenti/corsi-di-riconversione-su-sostegno-per-i-docenti-appartenente-ad-insegnamenti-in-esubero.flc

http://www.corriere.it/scuola/13_dicembre_01/riforma-cicli-liceo-quattro-anni-316bbfb2-5a6b-11e3-97bf-d821047c7ece.shtml

http://www.partitodemocratico.it/doc/262587/liceo-di-4-anni-carrozza-e-puglisi-perch-no.htm

Pubblicato il 19/12/2013 alle 19.42 nella rubrica Diario.

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