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Si fa presto a dire scuola: un anno in meno uguale più disoccupazione?

I fatti sono i seguenti: il Ministero e il ministro di centro-sinistra stanno organizzando una curiosa sperimentazione che è la presa delle misure per ridurre il liceo di un anno e tagliare altri 40.000 posti di lavoro nel settore. La cosa è talmente aperta che l’articolo della Repubblica,  che riporto a giustificazione del mio intervento, lo scrive senza giri di parole pur dando spazio a tanti punti di vista.

Devo fare alcune considerazioni. Cinque.

La prima è di carattere personale: sono nel numero di coloro che saranno certamente falciati dall’iniziativa e costretti a un periodo difficile di disoccupazione.

La seconda è la mia convinzione che questa sia la rappresentazione plastica di una politica di destra ultra-neoliberale, quindi  la dimostrazione dell’estraneità del presente centro-sinistra e delle sue forze a qualsiasi riferimento ai diritti sociali anche quelli presenti nella prima parte del Dettato Costituzionale. Del resto lo Stato Liberale Classico riconosce i diritti individuali e non quelli sociali. La presente sedicente “sinistra di governo” del Belpaese oggi con questa trovata si è seduta alla destra del Partito Repubblicano degli USA.

Terza considerazione: i cinque anni di liceo sono parte di un sistema scuola già colpito da tagli e riduzioni di ogni tipo negli ultimi dieci anni. Fra le funzioni non esattamente comprese della scuola c’è stato storicamente quello di nazionalizzare le genti del Belpaese di farne, per dirla in modo rozzo, qualcosa che assomigliasse a un Popolo Italiano, a una Nazione. Una scuola con altre riduzioni e tagli e più corta come potrà mai assolvere la funzione di dare una comune educazione a giovani e giovanissimi provenienti culturalmente ormai dai cinque continenti  e appartenenti a gruppi sociali diversi quando non addirittura rivali? Non lo farà! Punto.

Quarta considerazione: ho il sospetto che a rimetterci saranno le materie letterarie, umanistiche e i programmi già oggi son difficili da portar avanti. Inseguire, se questa fosse mai l’intenzione, il modello anglo-americano di scuola privata per i ricchi - e per tutti gli altri quel che resta- qui nel Belpaese porterà nell’immaginario collettivo a una svalutazione della considerazione della cultura e delle eredità culturali (a questo punto indegnamente consegnate dagli antenati a questi tempi tenebrosi).

Quinto: la scuola e i licei hanno già dato fin troppo. Io non posso parlare per i colleghi ma solo per me e ritengo che sia necessario invertire la tendenza. “Più scuole e meno aerei da guerra” per dirla con uno slogan facile e demagogico.

 

http://www.repubblica.it/scuola/2013/10/23/news/ministro_carrozza_d_il_via_al_liceo_di_4_anni_si_risparmierebbero_1_380_mln_di_euro-69238917/

(…Un accorciamento del percorso liceale da 5 a 4 anni, nell'arco di un quinquennio, determinerebbe la perdita netta di quasi 40mila cattedre con un risparmio per le casse del ministero di oltre un miliardo e 300 milioni di euro all'anno. Un'ipotesi che allontanerebbe per diverso tempo anche le possibilità di essere immessi in ruolo per decine di migliaia di precari in attesa da decenni di una cattedra fissa. Per Marcello Pacifico questa "sperimentazione non riguarda una semplice decurtazione del percorso di un anno, ma anche l'avvio di una metodologia che punti ad una didattica per competenze, laboratoriale e integrata. Il tutto con lo scopo di accorciare i tempi di apprendimento e consentire di ammortizzare la mancanza del quinto anno".

Secondo il rappresentante dei lavoratori, "l'obiettivo cui punta il ministero è quindi più che evidente: creare un precedente, per il quale nella prossima estate non potranno che essere tessute le lodi, per puntare dritto alla soppressione di 40mila cattedre. Già il Governo Monti  -  continua Pacifico  -  aveva quantificato un risparmio nazionale, attraverso la sparizione di altrettanti docenti oggi impegnati nelle classi quinte di tutte le superiori d'Italia, pari a 1.380 milioni di euro". Un tentativo che "fu fatto proprio da quel governo, prima tentando un improbabile sondaggio sulla riduzione di un anno della scuola secondaria superiore e successivamente provando a portare a 24 ore l'orario di insegnamento settimanale di tutti i docenti"...)

Pubblicato il 12/12/2013 alle 20.16 nella rubrica Diario.

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