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Diario Precario dal 8/11/2012 al 14/11

 

Precario

 

Data. 8/11

 

Note.

Mobilitazione delle Provincie Italiane contro le iniziative del governo, minacciano di spegnere il riscaldamento alle scuole per mancanza di finanziamenti.

La cronaca mi dà senso di nausea, fastidio.

Le notizie del TG3 sul concorso mi sono parse surreali,  amio modesto avviso degne di una provocazione futurista o di un quadro di Dalì o di De Chirico. Eppure mi sa che sono vere. Fin troppo vere.

 

Considerazioni

Cosa è oggi il lavoro del docente? Sembra una foglia, un tronco di legno in mare aperto, una nuvola nel cielo. Ossia qualcosa che viene spinto qua e là dal vento, dalle onde, dal caso.

 

Precario

 

Data. 9/11

 

Note.

Ancora notizie sulle mobilitazioni.

La scuola dove lavoro vive il disagio della situazione presente, per ora è l’insieme di coloro che vivono nella scuola che accusa i colpi di tempi.

La notizia delle agitazioni ora sembra davvero interessare i giornalisti.

Aria di elezioni anticipate?

Chissà.

Considerazioni

Ci vuole un grande silenzio interiore per ascoltare se stessi. Qualche volta ci provo ma non riesce bene la cosa. C’è sempre troppo casino intorno a me, ci vorrebbe l’austerità di un monastero o il rigore di un tempio buddista al tempo dello shogunato Tokugawa. Quindi mi ascolto a momenti. La pace interiore e il silenzio mistico son cose di pregio, oggi rare.

Data. 10/11

Note.

 Mobilitazione delle scuole in alcune grandi città d’Italia.

La cronaca parla di docenti e allievi assieme nella protesta.

Servizi  del TG3. Danno copertura mediatica alla protesta in atto. Interessante.

 

Considerazioni

Quello che avevo visto a Firenze si ripete altrove, le due parti in causa nella scuola allievi e insegnanti assieme nelle protesta. Che risultato!

Solo questo dovrebbe far pensare.

 

Data. Dal 11/11 al 14/11/12

Note.

 Mobilitazione delle scuole continua. Sciopero generale Europeo ben riuscito a Firenze.

Fatto corso della FLC per concorsone, non mi ha rasserenato la cosa. Se possibile il mio umore è peggiorato davanti all’evidenza della natura della prova.

La cronaca parla di nuovo  di docenti e allievi assieme nella protesta. La copertura mediatica non manca stavolta. Odore di elezioni?

Sicuramente. Già si parla di votare per il Lazio e si è già votato per la Sicilia con risultati dirompenti.

Burocrazia per esame di Judo. Pure questa. Quest’anno è infilato male quanto a carte e certificati.

 

Considerazioni

Sento il peso degli anni. Il precariato mi provoca una diffidenza verso tutta la realtà, verso tutti i rapporti umani. Credo sia stato un grave errore affidare la realtà Italiana ad una ricetta sociale che ha funzionato nell’ex Impero Inglese e negli USA per due decenni. Non siamo come Italia impero, quindi non può esser quella la soluzione che in fondo è scaricare sulla società le contraddizioni dell’accentramento della ricchezza nelle mani di poche famiglie di supermiliardari. La schiena dell’Italia è troppo piccola per un peso così tremendo.

Ho avuto fra le mani il vecchio tesserino del Judo. Che roba. Il tipo della foto sono io in un tempo lontano da questo. Molto lontano. Sono passati nemmeno dieci anni. Oggi è  come se fosse passato un abisso di tempo, trascorsa una vita altra. Sette o otto anni sono un salto su un diverso pianeta. Questa terza  civiltà industriale corre troppo in fretta, forse vuol arrivare alla fine della sua corsa in anticipo. In fondo accelerare un percorso di trasformazione  e mutazione anche negativa sul piano di sofferenze ed effetti è percorrere un tempo e delle situazioni. Questa forma di civiltà aumenta ritmo e velocità di trasformazione del reale e velocizza i tempi  di obsolescenza del già prodotto e già usato. Per il suo bene  dovrebbe rallentare ma in realtà va ancora più forte.

 

Pubblicato il 21/11/2012 alle 17.13 nella rubrica Diario.

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