Blog: http://noglobalizzazione.ilcannocchiale.it

Diario Precario dal 3/10 al 12/10

Precario

Data. Dal 03 al 04 /10/2012

 

Note.

Insegnata storia Medioevale, Storia dell’Italia nell’età Contemporanea, Filosofia ellenica. Non sono soddisfatto, occorre una verifica per capire il buon effetto delle mie lezioni. Devo capire quanto sono state efficaci le mie lezioni. Gli studenti dell’ultimo anno sono una cosa a parte.

Come devono sapere gli studenti ciò che è importante e significativo in modo che il docente riesca ad accorgersene in una verifica? Forse che essi hanno conoscenze affini o riconducibili alla materia in oggetto e che il sottoscritto non riesce a vedere o registrare? Una domanda importante questa qui. Perché non provare a capire se hanno delle conoscenze proprie e vedere se sono frammenti sparsi presi da fonti diverse o qualcosa di più sicuro? Devo pensarci.

 

Considerazioni.

La strada che ho fatto giovedì a piedi per raggiungere l’auto dei colleghi che mi davano un passaggio fino all’istituto è stata la fonte di una riflessione. Alcuni negozi nel corso degli anni sono diventati appartamenti, perfino un discount è diventato parte di un condominio, il marciapiede mi ha comunicato un senso di cattiva manutenzione, l’aria era umida e il cielo nuvoloso. Di nuovo la sensazione di vivere come in un tempo sospeso, fra l’urgenza di un qui e ora pieno di problemi materiali concreti  e un tempo altro lontano, che arriverà chissà quando e come. Curioso. Il passato sembra essere lì da qualche parte, il presente è ora, ma è il senso di ciò che sarà nel futuro che manca nella vita quotidiana. Forse ci mancano l’equivalente dei profeti del mondo antico.

 

 

 Precario

Data. Dal 05 al 07 /10/2012

 

Note.

I fatti notevoli di questi tre giorni sono legati alla burocrazia e alle attività mie non di lavoro. Incredibile quanto scuota il mio animo la burocrazia scolastica e quanto riesca a turbare la mia vita quotidiana; di fatto è un  fattore di destabilizzazione della mia vita. Una visita al nonno e a Firenze-gioca la fiera ludica, attività sociale come presentatore dell’esibizione del Judo-club al Centro Commerciale, cena con Alessio e due studenti universitari russi di passaggio. Molto materiale su cui riflettere.

 

Considerazioni.

Questa vita banale passa da esperienze diverse nel volgere della stessa giornata, talmente diverse da sembrare incompatibili o difficilmente accostabili, sembra di vivere staccati da un senso unico  e dalla logica delle cose che lega le parti del vissuto quotidiano, un po’ come nei sogni.

La visita al nonno e alla fiera ludica fiorentina mi ha ripresentato sotto i miei occhi luoghi noti e arcinoti, appartenenti alla memoria dell’infanzia, della pre-adolescenza, dell’adolescenza. Tutto è cambiato. E’ come se la realtà della memoria mi raccontasse una storia di cui si trova qua e là qualche traccia, qualche residuo, dei simboli, delle case, dei fabbricati. Il tempo di prima si è dissolto, un nuovo mondo umano ha preso il posto di ciò che era prima.

Precario

Data. 8 e 9/10/2012

 

Note.

Lezioni di storia e filosofia. I tempi annunciano i primi scioperi. Noto come una tensione che s’infila nel quotidiano. Le circolari su scioperi e assemblee sindacali convivono con il lavoro ordinario, con la lezione frontale e perfino con l’uso della LIM.  L’attività del docente è stata messa in pausa più volte in questi giorni per la lettura di circolari su questi temi, che avvisano studenti e famiglie di eventuali disservizi. 

Considerazioni.

Questa attività di circolari che annunciano disservizi fanno segnare al “barometro della scuola” la possibilità d’improvvisi scioperi degli studenti e del personale o perfino occupazioni. Questo porterà problemi sul programma, lo so. Si tratta di qualcosa che ho già visto, però è anche vero che va accolto un tempo difficile per quello che è. Forse anche operare nelle difficoltà può aiutare a capire meglio l’ordinario, o forse è l’ordinario che esiste solo nella mia mante e in realtà la realtà del mondo umano e  naturale è dominata dalla differenza, dal conflitto e dalla precarietà

Ricordare.

Il modo di dire del vecchio maestro di Judo : la vita passa tra momenti di gioia intervallati da dolori e dispiaceri, occorre cogliere l’attimo felice.

E’ morto da anni ma aveva per tempo espresso la sua saggezza.

Precario

Data. Dal 11/10/2012

 

Note.

Assemblea sindacale in orario di lavoro, riuscitissima, partecipata, con voci diverse.  Da anni non vedevo cose del genere e il personale femminile della scuola era la maggioranza. Ovviamente c’ero. Quelle che solo dieci anni fa erano forze sindacali collocabili a sinistra e in area “progressista” sono spiazzati dai fatti degli ultimi anni, dove di fatto le maggioranze parlamentari hanno espresso politiche neoliberali aggressive e non le solite politiche tradizionalmente conservatrici. Ho notato nelle parole di tanti intervenuti e anche in quelle dei sindacalisti la difficoltà a convivere con i tempi presenti e il disagio forte per una situazione spiacevolissima sul piano economico e sindacale. Per non parlare della condizione presente della società italiana e di quella che un tempo era denominata “questione morale”.  Di fatto nella riunione siamo stato chiamati allo sciopero che cade stavolta in una giornata nella quale io non lavoro. Dopo è probabile anche uno sciopero generale.

 

Considerazioni.

Questa situazione è per me una cosa paradossale. Da anni scrivevo su questioni di cultura, società e perfino di politica, cercando di agganciare il meglio che circola in Italia, ovviamente nei miei limiti. Quindi l’aggressività dei modelli di società e d’azione politica del neo-liberalismo  era nota e per quasi dieci anni in occasione di discussioni o assemblee sindacali avevo espresso le mie posizioni e le mie considerazioni. Spesso mi scambiavano per un tipo singolare se non peggio. Col senno di poi ho la soddisfazione personale di vedere tanti che vedono quello che io analizzavo e osservavo nei ritagli di tempo alla luce di studi e letture mie. Si tratta di una tipica soddisfazione amara. Ho avuto ragione su alcune cose ma tanto non serve, i molti si sono mobilitati dopo, a partire da una situazione di difesa delle proprie condizioni di lavoro quando le controparti hanno già completato lo schieramento e posto in essere la loro strategia. Quella che una volta era denominata, con più o meno precisione filosofica,  “Egemonia Culturale” è al livello di classi sociali benestanti o ricche in mano alle diverse forme dell’ideologia politica neo-liberale, e la conseguenza è la creazione dell’agenda politica sulla base delle idee forti di carattere neo-liberale. Da qui viene quello che è il calare il peso tragico della crisi finanziaria mondiale in atto  sui ceti che lavorano in modo precario o con uno stipendio medio o basso.

 

Ricordare.

Queste cose sul pensiero neo-liberale io le avevo dette in pubblico per tempo. Svuotando la mia stanza in questi giorni ho ritrovato il volantino del gruppo  Quinto Alto, un sodalizio informale di filosofi e di studiosi, era una tre giorni di studi sulla scuola di cui io ero il più giovane promotore. S’ intitolava “ pensare la scuola” e mi ero riservato la conferenza che parlava delle politiche di carattere neo-liberale sulla scuola alla luce di una serie di testi che avevo studiato. Sono passati sei anni da allora.

 

Precario

Data. 12/10/2012

 

Note.

Sciopero della scuola. Ci siamo arrivati. Ci sono arrivato. La prima impressione è venuta dal treno dei pendolari. Studenti, venditori ambulanti di colore, lavoratori, impiegati dei ceti medio-bassi. Ho visto una fatica di vivere in quei volti e nei gesti che da sola giustifica qualsiasi sciopero. Poi la pioggia, la folla nel luogo del raduno, le vecchie conoscenze, qualche battuta, qualche discorso, le bandiere con il rosso come colore tipico, i megafoni e via per la sfilata nel centro cittadino. Cosa notevole di questo corteo: studenti e personale ATA e insegnati assieme, tutti nello stesso scorrere.  Il corteo si ferma e poi il gesto di consegnare le richieste scritte alle autorità e la chiusura della manifestazione. Per il resto della giornata problemi in casa, preoccupazioni varie, lavori di spostamento di mobilia, lezione di Judo.

Risultato: stanco.

 

Considerazioni.

Questa manifestazione è ben riuscita, il problema è il dopo. Infatti sono rimasto in quei luoghi dopo lo scioglimento del corteo e la vita cittadina è tornata a scorrere, come se non fosse successo nulla, come se fosse passata una qualche specie d’interruzione. Sciopero, corteo, discorsi, volantini, passaggio nelle vie cittadine sono passati per le strade e le piazze. Queste poi hanno ripreso il loro corso ordinario. Il quotidiano sembra fatto di fango. Un lago intero di fango. Riesce ad assorbire tutto, a sporcare tutto, a rimanere se stesso qualsiasi cosa cada sulla sua superfice. Il punto è questo. Come è possibile nel XXI secolo incidere sul quotidiano, far in modo che questo ordinario scorrere delle cose si fermi?

Forse lo sciopero generale?

Ci deve essere un modo per determinare una mobilitazione che incida nel quotidiano della società del XXI secolo. Per ora però non riesco a vedere gli strumenti di rivendicazione e protesta del XX secolo come la soluzione al problema della trasformazione della mentalità e dell’immaginario collettivo di milioni di esseri umani che vivono nel Belpaese. La propaganda politica, la pubblicità commerciale, l’inquadramento nella vita lavorativa o nelle diverse categorie di consumatori ad oggi sono più forti del richiamo ai simboli sindacali e di contestazione e alla fisicità degli scioperi e delle manifestazioni. Ci vuole una strategia comunicativa che spiazzi quelli che volontariamente o involontariamente sono strumenti e forze di controllo dei sentimenti e delle idee di milioni di umani. Questi strumenti sono di fatto in mano a una minoranza di ricchissimi di orientamento politico neo-liberale fortemente interessati a creare una società di individui separati, soli e facilmente condizionabili e possibilmente poveri o indebitati e con reti sociali d’assistenza nulle o ridotte nell’efficacia. Tanta parte delle aspirazioni e delle prospettive immaginarie di milioni di singoli sono il prodotto delle impressioni della pubblicità commerciale  e dei prodotti d’intrattenimento sul vissuto quotidiano. Questo è il punto da trasformare, occorrono modelli e visioni del mondo altre e diverse.

 

Pubblicato il 13/10/2012 alle 11.48 nella rubrica Diario.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web