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Una traduzione di Franco Allegri su USA e debiti pubblici europei e non solo

I Pericoli dell’Economia Globale

23 luglio 2012 | Autore: F. Allegri


I Pericoli dell’Economia Globale
15/03/2012
Di Ralph Nader
Per mesi i nostri titoli sono andati su e giù a causa di problemi vari, ma nessuno è stato più ricorrente delle preoccupazione per la crisi finanziaria in Grecia.
Mattina dopo mattina, New York City si basò sugli scambi commerciali dei capitalisti da casino con la Grecia e sulle ultime indiscrezioni in arrivo dall’Europa occidentale alle loro menti.
Cosa farà la ricca Germania per salvare la Grecia al collasso e piena di debiti?
La Francia sarà d’accordo con tali piani?
L’iniezione massiccia di liquidità da parte della Banca centrale europea aiuterà le banche a comportarsi in modo da aiutare la Grecia, tra gli altri paesi?
Giorno dopo giorno di negoziazione, negli USA.
Perché? La Grecia è un paese di poco più di dieci milioni di persone con un PIL inferiore a quella del New Jersey.
Ma perché è vicina alla scogliera di bilancio, gli osservatori finanziari temono l’effetto domino.
Se la Grecia fallisse male, potrebbe trascinare Portogallo, Spagna, Irlanda e poi forse l’Italia più vicino al disastro finanziario.
E qual’è la catena che lega la Grecia a queste nazioni e poi ai paesi più grandi dell’UE e attraverso l’Atlantico agli Stati Uniti?
E’ la profonda interdipendenza provocata dalla globalizzazione delle imprese e dei grandi speculatori finanziari, che accumulano derivati come i credit default swap e le altre piramidi intricate di scommesse su altre scommesse.
Esse sono le banche, gli hedge funds e gli altri enti che mettono i soldi della gente in scommesse o azzardi sempre più astratti e complessi fatti da parassiti o grande finanza.
Non è cambiato molto dopo il crollo di Wall Street del 2008 oltre il suo rinnovato credo che voi, i tassati, sarete costretti ancora una volta dal suo governo a tirare fuori dai guai i colossi finanziari sempre più grandi che sono così intrecciati da essere “troppo grandi per fallire”.
Gli operatori che fanno denaro speculativo dal denaro speculativo, scambiato in trilioni di dollari, ora tengono in ostaggio l’economia reale con la quale la gente fa i soldi fornendo i beni necessari o voluti e i servizi.
Il destino dei lavoratori americani, le loro pensioni e le imprese reali che li impiegano, si basano sui domino globalizzati che una traballante Grecia potrebbe mettere in moto.
Questa è la logica vile di un’economia casinò globale, guidata da algoritmi computerizzati di una frazione di secondo e mimetizzati dalla teoria fasulla del “libero commercio”, che in realtà è commercio gestito dalle multinazionali.
Gli Stati Uniti non hanno bisogno di essere incatenata dai capitalisti globali a quello che può accadere in Grecia o in Spagna o in Portogallo.
Dovremmo essere meno dipendenti dalle economie finanziarie all’estero e più autosufficienti e indipendenti dai rischi molto contagiosi dell’economia globale.
Per questo motivo l’attività economica più basata sulla comunità che c’è nel nostro paese – le cooperative di credito, rinnovabili, efficienza energetica, ambulatori sanitari di comunità, mercati alimentari della comunità, ecc -sarà più isolata da devastazioni sismiche globali.
Quelle stesse economie di comunità avrebbero aiutato a proteggere il popolo greco dalle grinfie astute di Goldman Sachs e di altri creditori aggressivi da casinò.
Purtroppo, le campagne presidenziali e del Congresso intellettualmente impoverite mai proposero mezzi per far uscire il paese dalle super camicie di forza degli speculatori globali.
La tirannia politica a due partiti – Repubblicano e Democratico – è troppo in ginocchio davanti agli scrittori di controllo dei capitalisti imperiosi per difendere le persone i cui voti si sforzano di garantire.
Mentre i cittadini degli USA lottano, Wall Street e Washington si preoccupano della Grecia.
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Tradotto da F. Allegri il 23/07/2012.
Franco Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri, è laureato in scienze politiche, nel 2008 riuscì a prevedere e spiegare il fallimento di Lehman Brother prevedendo anche la data del 18 settembre, da agosto 2009 spiega il litigio tra Berlusconi e Fini come causa prima del governo Monti. ALL’ORIZZONTE CI SONO NUOVI FALLIMENTI BANCARI E GUERRE.
Traduce scritti politici e si occupa di cittadinanza.
Si dedica alla libera informazione politica ed economica e traduce le lettere di Michael Moore, Ralph Nader e Lester R. Brown.
Su Facebook è Futuro Ieri.

Pubblicato il 25/7/2012 alle 12.16 nella rubrica Diario.

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