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L'Italia del remoto futuro:note politiche e omicidi di follia

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Il terzo libro delle tavole

Viaggio nell’Italia del remoto futuro

Note politiche e omicidi di folla

 ( anticipazione da uno scritto ancora tutto da scrivere)

Fra le note che segnai in quel momento c’erano queste parole.

Il destino dell’Antico Ordine nel Belpaese di cose mi sembrò crudele e beffardo, i vecchi poteri crollavano sotto il peso delle macerie sociali e civili che avevano causato per creare un facile consenso e una stupidità di massa che portasse il peso dei loro errori e della loro corruzione e della loro avidità criminale. Proprio la demenza e il cretinismo televisivo  e virtuale che avevano profuso per decenni aveva creato quella massa amorfa, imbelle e dissoluta di plebi elettorali cittadine che non aveva nel momento del bisogno mosso un dito per loro. La feccia instupidita da nani e ballerine, da donnine con le labbra e le tette gonfiate, da presentatori pieni di problemi psicologici e sessuali, da demagoghi irresponsabili e malvestiti, da capi politici creati da agenzie di pubblicità e di pubbliche relazioni, da cantanti e intrattenitori di bassa lega, da videogiochi infantili e dementi li aveva abbandonati alla prima difficoltà. L’opera di questo strano regime alimentato dagli alieni Xenoi, del tutto nuovo nel mondo umano, pare essere proprio quella di stroncare le ragioni del passato e di creare una forma altra di cittadinanza. Sempre che si tratti di cittadinanza e non di altro. I disegni di questo regime mi sono infatti oscuri. In questi capi c’è un bisogno di aver ragione per forza, di darsi un sapere e un potere unitario, potente che fatalmente emargina le opposizioni anche quelle banalmente culturali o di pensiero; sono in presenza di un disegno nicciano, o forse di una potente alchimia sociale dovuta alla disperazione e al fallimento delle precedenti generazioni e dei regimi che hanno preso possesso di questa penisola. Come hanno fatto ha portare dalla loro parte milioni di ex depravati, di consumatori compulsivi, di vigliacchi patentati? Dove portano le note e gli appunti che ho scritto?

Ero confuso ma nello stesso tempo determinato ad arrivare al punto, dovevo trovare una spiegazione, o una combinazione di possibili spiegazioni; descrivere la dissoluzione dell’Antico Ordine non era abbastanza per me. Oggi sono arrivato a una determinazione che posso con senso di responsabilità presentare ai lettori: il regime si è dissolto sotto il peso della sua corruzione in combinazione con una straordinaria pressione militare dovuta alla Guerra Xenoi. Guerra e corruzione interna hanno distrutto un certo modo di essere abitanti della Penisola, la potenza culturale dei nuovi occupanti unita al disgusto profondo che una parte dei popoli di questa terra nutrivano per se stessi e il loro passato hanno annientato l’Antico Ordine. Quanto penso alla dissoluzione penso ai capi e ai gregari che scappavano con la cassa in mano abbandonando alla strage figli e parenti ma avendo cura di portarsi dietro un sacchetto o una borsetta con dentro le loro droghe preferite, documenti compromettenti, certificati di credito. Ne hanno beccati tanti con rotoli di banconote, orologi d’oro, gioielli rubati e una manciata di pillole blu e verdi o qualche pacchettino di polvere bianca, spesso per divertirsi li lasciavano andare in crisi d’astinenza e in quelle condizioni li esponevano al pubblico ludibrio via internet o peggio per le strade e le vie. Quando le scene dei capi, dei miliardari e dei funzionari di rango sbavanti e farneticanti arrivarono in Germania e nel Nord molti si chiesero se non fosse un trucco o plagio. Invece  no. Era tutto vero, erano vere anche  le folle incrudelite che prendevano a calci e colpi di bastone i vecchi padroni, gli urinavano addosso, gli lanciavano ogni sorta di spazzatura mentre venivano colpiti dai malori dovuti all’astinenza, spesso le vittime legate a dei pesi o a dei pali e non potevano sottrarsi alle pubbliche umiliazioni. La violenza contro le donne era poi bestiale, vi furono casi, in episodi di omicidio di folla, di sfondamento del cranio causati da oggetti contundenti e pietre e le vittime erano le donne dei capi o le loro amanti o peggio ancora delle escort. Forse la violenza sulle donne, spesso compiuta da altre donne si rivelò più decisa e crudele di quella dei loro padroni e amanti un tanto a servizio; per farle soffrire di più arrivavano ad ammazzargli i figli. In effetti questa esplosione di violenza sorprese molto le popolazioni del Nord, tutto sui pensava tranne che nel paese della gente che cucina la pizza e i  maccheroni, porta i baffi e suona i  mandolini si potesse dare una punizione così atroce e sproporzionata. Si parlò allora di bestialità innata, di natura mafiosa, di turbe culturali e biologiche, perfino di razza. In realtà cose simili si erano date già nella vicenda di queste terre e di questi popoli. In realtà i capi vicini agli Xenoi volevano spezzare il legame con i boss e i podestà stranieri, l’umiliazione pubblica prima dell’annientamento fisico era utile, c’era poi qualcosa che portava al peggio delle pulsioni sessuali, della pornografia, delle torture delle guerre imperiali d’inizio secolo. La popolazione doveva sfogarsi, scaricare sui vinti le pulsioni sadiche, provare il piacere del distruggere per stroncare il legame che li univa al passato, perché era il passato la bestia che il nuovo regime voleva uccidere e spellare. Non doveva essere possibile il ritorno al passato o il recupero di quella storia, oblio, umiliazione, calunnia e l’evidenza della corruzione  e della natura mercenaria dei piccoli capi del Vecchio Ordine dovevano essere confezionati per stroncare ogni ricordo positivo, ogni nostalgia. Il passato era il male, era una cattività a Babilonia, era la schiavitù d’Egitto era il punto più basso e degradante della vicenda umana su quella striscia di terra fra Europa e Africa. Le bandiere nere con i disegni di morte e le deliranti  parole bianche erano il sudario che copriva una storia sbagliata fin dalle origini. Oggi mi sento di scrivere che quei fatti erano l’esito di un odio antico marcito e ingigantito dai continui fallimenti delle minoranze al potere, ma non dovevano sorprendere, non dovevano portare a una moltiplicazione delle giustificazioni e delle ipotesi. So che il gentile lettore potrà esser scandalizzato da quanto scrivo ma il sistema era un sistema di corruzione, di degenerazione, di plagio continuo che eccitava la parte peggiore dell’essere umano. Quella parte peggiore non porta al coraggio, all’onestà, alla forza ma alla degenerazione fisica e morale, alla viltà fatta sistema e quindi nel momento della disgrazia e della sconfitta le plebi dissolute  e imbelli si rivoltarono contro i loro padroni e i loro meschini protettori; colui che vive nella corruzione e nella degenerazione non conosce fedeltà o nobiltà di sangue. L’impasto di degenerazione, uso sistematico della menzogna, servilismo meschino, elevazione di personaggi impreparati a posti di responsabilità, collusione del potere politico con la criminalità organizzata aveva creato una società debolissima, inesistente sul piano della cultura e del rispetto di se stessa, così lo Xenoi ha potuto puntare su questa grande debolezza per insinuarsi e associarsi agli umani e segnare il suo controllo sul pianeta Azzurro. Il problema è che parte della vicenda umana sul pianeta passa da questo territorio e dai popoli che abitano questa terra e integrare la civiltà del Belpaese con la cultura Xenoi  ha permesso agli alieni di inserirsi nella vicenda storica e artistica di tre continenti. Oggi posso dire con assoluta calma che questo è il portato di un grande fallimento della civiltà umana, senza le lotte imperiali per l’egemonia sul pianeta e senza i sistemi di dominio e controllo fondati sui peggiori istinti e paure delle masse popolari questi estranei non sarebbero mai riusciti a inserirsi e a portare a buon effetto la loro guerra vittoriosa. In un certo senso le genti del Belpaese ci hanno tradito, infatti si sono consegnate a questo nuovo dominio attraverso una grande abiura per non dover rendere conto dei loro errori e dei loro peccati. Confesso di essere irritato da questo comportamento, eppure non posso non riconoscere talento in chi ha gestito questo passaggio e determinazione ai confini del cinismo e della criminalità da parte delle popolazioni che hanno trasformato la loro condizione da vinti a vincitori diventando una strana appendice degli Xenoi. Certo che non è proprio un popolo alla Capitan Harlock, l’avventuriero salvatore  dell’umanità eroe dei fumetti e dei film giapponesi, quello che è sorto dalle ceneri del Vecchio Ordine. In fondo è l’esperimento di un nuovo uomo, o forse la venuta di una gnosi aliena estranea a ciò che è stato il corso delle civiltà umane negli ultimi due millenni.


Pubblicato il 23/5/2012 alle 21.52 nella rubrica Diario.

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