Blog: http://noglobalizzazione.ilcannocchiale.it

Da dove nasce la presente catastrofe


Le Tavole delle colpe di Madduwatta

Terzo Libro

Da dove nasce la presente catastrofe


Devo iniziare con un: “Io credo” che la crisi di risorse e di crescita della civiltà industriale oscuri un fatto banale: il potere è potere su masse di esseri umani e sulla capacità che questi hanno di produrre ricchezza e di trasformare in beni di varia natura le risorse naturali. C’è è vero la crisi, ma c’è anche una questione di fondo che riguarda che fare in relazione al potere di dominio e controllo su miliardi di esseri umani, sulle loro aspettative, sul loro immaginario collettivo, sui loro bisogni, sui loro consumi, sulla loro capacità di produrre o distruggere ricchezza. Se gli USA perdono il comando e controllo delle principali risorse planetarie perderanno anche l’enorme potere che oggi hanno in materia d’immaginario collettivo, di ostentazione di un modello di vita e di consumi, d’influenza politica e sociale a livello globale. Le multinazionali USA oggi dominanti dovrebbero davvero far a mezzo con i soci arabi, cinesi, europei, asiatici, giapponesi e così via. I super-padroni non bianchi, non made in USA, non WASP entrerebbero nei club e nelle stanze dove si decide e non più chiedendo per favore o con il cappello in mano ma con il passo e l’arroganza del nuovo ricco che dà lo sfratto ai vecchi proprietari della villa signorile. La cosa grave è che potrebbero farlo in virtù di un crollo drammatico del valore del dollaro comunemente in uso. Ora io credo che nessun CEO WASP intenda cedere un pollice del suo potere a questi rappresentanti dei nuovi imperi concorrenti e delle potenze minori associate a tali forze. Quindi a mio avviso la crisi del sistema di produzione e consumo è aggravata da una lotta di piccole famiglie di miliardari e appartenenti a caste di enorme potere per il mantenimento e l’espansione della loro sfera di dominio e controllo. Ora io vedo molti segni di questo cedimento imperiale attraverso quel poco di comunicazione via internet che riesco a contattare nel tempo limitato che ho a disposizione. L’immaginario collettivo che passa dalla rete attraversa molte categorie comunicazione e in particolare la pornografia, le immagini e i video legati alla guerra nelle sue diverse forme, le previsioni catastrofiche di santoni, profeti mediatici, scienziati. Il sesso, il sangue e la paura dell’ignoto sono gli ingredienti della maggior parte delle narrazioni e dei film, telefilm e talvolta cartoni animati; sono tre ingredienti fondamentali quando si tratta di vendere una storia popolare e di largo consumo.  Invito il gentile lettore a riflettere sul fatto che questi sono i tipici ingredienti, diversamente mischiati, dei film di guerra, fantascienza e d’avventura. Ciò detto “Io credo” che oggi l’immaginario collettivo composto anche di questi suddetti elementi sia permeato dalla percezione della dissoluzione di un vecchio ordine Eurocentrico e Statunitense e dall’irruzione del nuovo che viene dall’Asia e non solo. Si pensi alla proliferazione dei fumetti pornografici del Sol Levante, alle nuove guerre in Medio-Oriente, Asia e Nord-Africa, alle profezie di calamità cosmiche mitigate dal pessimismo di matematici e  scienziati che osservano il declino delle risorse naturali e i limiti raggiunti da questo modello di sviluppo. Di fatto l’immaginario collettivo è colonizzato da paure profonde, da pulsioni emotive provenienti dall’inconscio che sono legate all’emersione di nuovi poteri imperiali e dal senso di fine di un ciclo storico. In Europa come nel Nuovo Mondo l’ordine antico è scosso da centinaia di milioni di asiatici, africani, nord-africani, medio-orientali che vogliono la loro fetta di consumi e di benessere, che entrano nel commercio mondiale, che producono, che fanno la guerra, che migrano. Se non arriva una caduta di miracoli tecnologici e politici c’è da temere un ciclo di nuove guerre fra inclusi e d esclusi dal benessere e dal potere globale  o una catastrofe dovuta al combattersi dei nuovi imperi con i vecchi. I segni esteriori di questo cedimento del vecchio mondo di valori e di comportamenti sono facili da trovare in rete e non solo, alle volte basta girare per un giorno intero in una città italiana di mezzo milione di abitanti e fare attenzione ai particolari e ai dettagli; la fine di un tempo che è stato è presente apertamente o meno  nei beni di consumo, nelle pubblicazioni audio e  video  in vendita nelle edicole, presente nella pubblicità, nei volti e nei linguaggi dei cittadini e dei lavoratori. Fine di un mondo Eurocentrico e crisi di un mondo incentrato sugli USA ecco cosa emerge dal passeggiare osservando con attenzione i segni di questa contemporaneità. Questa è una catastrofe perché alla fine forzerà anche i più diffidenti e ottusi a confrontarsi con questo presente in modo aperto e aspro, per forza di cose si dovrà formare ciò che sostituirà un ordine di valori logorati e incoerenti con questo presente e forse questo sarà parte di una redistribuzione del potere globale su umani, beni e risorse naturali che avverrà fra i capi e i boss dei vecchi imperi decadenti e i loro rivali che operano in quelli emergenti.

 

IANA

Pubblicato il 21/9/2011 alle 13.20 nella rubrica Diario.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web