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Otto settembre data da ricordare e segnare sul calendario




Otto settembre. Una data simbolica per le genti del Belpaese, un vero e proprio luogo della memoria che forse meriterebbe se non una celebrazione almeno qualche forma di ricordo ufficiale. In sintesi si può dire sul piano psicologico e dell'immagine del Belpaese che sparirono in un solo pomeriggio tutte le allucinazioni di gloria e di potenza del regime fascista e dell'Italia monarchica, di fatto quella data segna un momentoo della verità: L'Italia non era mai stata impero ma al contrario era un paese dell'Europa del Sud  pieno di problemi e discordie interne e di grandi miserie con una popolazione povera e risentita contro le minoranze al potere. I ceti più poveri, che avevano meno da perdere dal collasso dell'Italia monarchico-fascista, erano ben disposti ad accogliere le forze armate alleate o addirittura a supportare la Resistenza antifascista o far parte di partiti di sinistra ormai sulla strada della guerra partigiana. Le caste al potere in Italia aveva giocato le  risorse  delle popolazioni in un una guerra pericolosa e avventurosa  mal combattuta dai soldati e dai marinai e ancor peggio condotta dai vertici militari e politici con il danno di esser associati con alleati davvero poco raccomandabili. La guerra presso gli esseri umani  semplifica le cose, è difficile capire l'Italia o giudicarla, ma quel giorno era certissimo che l'Italia non era Impero, non era potenza, e meno che mai civiltà. Chi arrivò dopo la monarchia fu infatti forzato a far ripartire le disperse genti d'Italia a partire da un cumulo di macerie e di illusioni assurde alimentate per decenni da monarchici e fascisti. La distanza fra quel tempo e i nostri anni rende impossibile fare un discorso prendendo alcuni fatti di quel giorno e vedere il corrispettivo nel quotidiano, tuttavia in quel giorno emerge qualcosa che pare esser rimasto in diversa forma anche oggi: le popolazioni del Belpaese sono scisse dalle loro minoranze al potere, il potere che domina le genti del Belpaese è sempre altro dal popolo, assurdamente retorico, infido, nel suo agire, spesso malvagio negli atti che lo qualificano agli occhi della popolazione. Anche nella prosperità c'è nelle genti d'Italia un fondo pieno di sospetto e di tacito rancore verso le minoranze al potere. Non si spiega altrimenti quel fatto odierno, semplice e quotidiano dato dalla la critica acida e piena di odio  che in forma privata o fra amici sono soliti fare gli italiani verso i politici, i personaggi, i piccoli e grandi VIP. Nel 1943 i generali, la famiglia reale, i seguaci più stretti  del sovrano fuggirono e la popolazione si ritrovò  da sola, senza Stato che sparì in un pomeriggio,  e occupata da eserciti stranieri che combatterono metro per metro risalendo la Penisola. Questo senso di un potere di caste lontane o aliene dalle popolazioni d'Italia  appiccicate ai soldi e alle risorse che si possono spremere dalle diverse genti  permane ancora oggi. Tenendo presente i tempi di questo quotidiano si osserva, grazie alla maggior libertà di parola e di pensiero, che la scissione fra popoli della Penisola e il Palazzo è rimasta. Ecco che l'Otto Settembre alla luce di questa mia considerazione è una data da meditare perchè  sul piano storico mostra fino a dove può portare l'opera di caste al potere aliene dalla vita quotidiana della popolazione e dalle sue ordinarie e straordinarie gioie e sofferenze.

IANA per FuturoIeri

Per una lettura veloce dei fatti:

http://it.wikipedia.org/wiki/Armistizio_di_Cassibile
http://it.wikipedia.org/wiki/Proclama_Badoglio_dell'8_settembre_1943
http://it.wikipedia.org/wiki/Resa_senza_condizioni
http://it.wikipedia.org/wiki/Seconda_guerra_mondiale

Pubblicato il 8/9/2011 alle 12.8 nella rubrica Diario.

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