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La recita a soggetto: il terzo uomo della notte


per approfondire

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La recita a soggetto

Anno 2010 estate, nel villino di periferia di Vincenzo Pisani si presentano di notte lo zio Francesco e lo Zio Marco Pisani preoccupati da uno strano annuncio.  I due dopo anni si parlano di persona.

Francesco:  Certo che in Italia se non sei un signore, un notaio, un primario, figlio di onorevole o commendatore  e sbagli partito o t’infili in cause perse, bè insomma cerchi il malocchio. La sfortuna colpisce sempre quelli che sbagliano partito in Italia specie se hanno un piccolo affare. Puntualmente arriva il controllo della sanità, dei pompieri, la provincia, accertamento fiscale. Certo cose che capitano per caso, perchè c’è il malocchio.

Marco: Amuleti, contro queste magie occorrono potenti amuleti, modestamente ho avuto un piccolo affare rovinato, e da allora amuleti. Ecco qua, sotto la croce d’oro della comunione un bel piccolo corno napoletano, fatto con il corallo; roba serie, efficace.

Francesco:  Ma non mi pare una cosa così signorile, dici efficace, chissà? Comunque occorre se si ha un piccolo commercio o una piccola attività star lontani dalla politica.

Si ode un rumore, un cigolio e poi il campanello. Francesco si sposta e si dirige verso la porta.

Francesco:  Qua  sotto c’è uno che parla in inglese. Mi pare cerchi di scusarsi. Senti un po’ che vuole.

Marco: Lascia perdere, siamo italiani. Siamo gli zii di Vincenzo, cerchi lui di sicuro. Dai sali!

Francesco: Questo chi è, che vuole? Chiedi almeno chi è.

Il forestiero entra nel corridoio, si guarda attorno e poi si rilassa.

Ingegnere: Lasciate che mi presenti. Ingegner Leandro Campi, non volevo disturbare ma ho visto la luce accesa e attendevo di parlare con il titolare per una cosa…

Francesco: Fammi indovinare, ti deve dei soldi!

Ingegnere: Quasi, anzi…grossomodo è così.

 Marco: Quel matto scatenato! Hai visto la luce con qualcuno dentro e hai pensato:ora lo trovo, e invece nulla! Che fregatura. Hai trovato due che ne sanno meno di te e che l’aspettano. Ammesso che si faccia vivo stanotte. Ma chi sei, cosa fai nella vita?Scusa se sono brusco.

Ingegnere: Leandro Campi, ingegnere mi occupo di organizzazione aziendale e qualità dei materiali in una società che lavora per una multinazionale ben presente su questo territorio. Prima di un certo viaggio in Asia ho cenato con il Vince che mi  aveva invitato ma al momento finale  a causa di uno spiacevole caso ho dovuto far fronte io al conto, invero un po’ salato. Si era rimasti d’accordo che mi avrebbe restituito la cifra. Sapete per lui io sono il vicino di casa e fra noi c'era da dire intorno a quella strana iniziativa di metter un mini-campeggio nel giardino. Sapete ci tengo al decoro e volevo evitare un litigio e di metter in mano la cosa agli avvocati.

Francesco: Cerchi di capire non siamo una famiglia di mascalzoni, ma il malocchio…

Marco: Lascia perdere il malocchio, piuttosto le tasse, inflazione, la crisi dei valori e della dignità dei ceti borghesi… Questa crisi economica è una vera e propria emergenza morale!

Ingegnere: Signori, vi prego… Capisco. Capisco. Sono passati i tempi nei quali la gente comune poteva guardare con fiducia al futuro e al ruolo sociale del vicino di casa, ormai da due decenni questa nostra sfortunata patria è preda di ogni disordine. Prima poteva far paura il capitalismo con il suo creare una società razionalmente organizzata e gerarchizzata in nome del profitto, con il suo controllare i bisogni e le passioni umane attraverso la radio, la pubblicità, la televisione. Oggi siamo a un tempo diverso. Il sistema per una sua mutazione dovuta alla fine del comunismo e della socialdemocrazia europea si è trasformato in esternalizzatore di settori commerciali, di servizi e di produzioni fuori dai paesi di antica industrializzazione. Questo processo di de-industrializzazione  a verso l’Asia ha creato il disfacimento di settori industriali e manifatturieri e anche di agenzie legate ai servizi.  Il consumismo compulsivo e indotto  tipico degli Stati dell’Europa e del Nord-America si sta trasformando nel disordine di tutto un ceto medio e medio – basso che diventa povero e con poche prospettive di crescita e di salvezza individuale. Solo che non pensavo di trovarmi questa cosa nel giardino davanti casa, da buon studioso di numeri, cifre e sistemi sapevo che il fenomeno avrebbe toccato anche i paraggi del mio villino, ma questa cosa qui mi è risultata strana. Surreale. Il mio vicino di casa per lucrare un po’ ha fatto questa cosa, mi disturba da un lato e mi rende pensieroso. Cosa ci aspetta ancora da questa crisi epocale. Scusate non ho ancora chiesto…

Francesco: Francesco Pisani piccolo imprenditore, rovinato dalla guerra del 1999

Marco: Sul 1999 non ci creda troppo, io sono Marco Pisani esperto di Marketing e consulente, e un tempo  proprietario di una fabbrica. Oggi di fatto a spasso. Ma di belle speranze e con un piccolo gruzzolo.

Francesco: Ma bravo, rompi le scatole per una notte e poi si scopre che hai le pezze al culo.

Marco: Taci scemo, siamo in presenza di un visitatore e poi che ti frega, pensa alla tua fabbrica dei miracoli che dici esser sparita in Serbia sotto un bombardamento della NATO.

Francesco: Certo, sissignore. Una tragedia. Grande tragedia. Mi ascolti è andata davvero così la mia rovina è stata quella.  Solo per rispetto di questa casa non faccio un casino. La signora poi dorme, quindi ora silenzio! Ma la prego si accomodi, segga, questo è il mio posto sul divano.

Il visitatore si siede, osserva i due;  è imbarazzato

Ingegnere: Forse disturbo in fondo mi son messo a ragionare prima di una storia di una cena non pagata dal vostro nipote e poi mi son messo a ragionare di cose fra l’economia e la filosofia della scuola di Francoforte, sapete  gli argomenti sulla razionalità della società industriale e l'individuo di Adorno e Horkheimer…

Francesco: Fammi indovinare erano generali di Hitler?

Ingegnere: Assolutamente proprio l’opposto: erano filosofi e studiosi degli anni quaranta e cinquanta del Novecento…

Marco: Lo scusi è ignorante, magari ha fatto due soldi, ha delocalizzato ma non è andato oltre il liceo…

Francesco: Tu non oltre la terza media, ciarlatano; ma ora voglio onorare l’ospite, vedete questo coltellino svizzero.  Adesso vado a scassinare un cassetto di cui la signora mi ha detto e gli prendo il whisky al caro  nipote.

Lo zio Francesco si alza ed esce, Marco e Leandro rimangono soli.


Marco: Lo scusi di nuovo, è un po’ bestia; ma in fondo è buono, talmente buono da essere un po’ scemo. Pensi che i suoi amici ex comunisti una volta  al governo con i bombardamenti intelligenti gli hanno spianato nel 1999  la fabbrichetta di calzature in Serbia. Loro che tuonarono sul comunismo e la resistenza hanno spazzato via l’unico paese comunista davvero nato da una grande resistenza di popolo. Così va il mondo,il malvagio e il demoniaco  restano a galla mentre il povero e l’ingenuo affogano.

Lo zio Francesco torna silenzioso con una cosa sotto il braccio, la mostra è una bottiglia  quadrata.

Francesco: Gente, questo qui si beve il whisky giapponese, roba da non crederci e c’è mezza bottiglia per noi. Roba fina, si sente dall’odore. Minimo cinquanta euro a litro. Ora prendo tre bicchieri.

Ingegnere: Vedo che la generosità con la roba altrui è di famiglia, eppure qualcosa mi trattiene. Ditemi vi prego quale è stata la causa delle vostre disavventure imprenditoriali?

Pubblicato il 21/6/2011 alle 20.42 nella rubrica Diario.

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