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Il mio commento alla traduzione di F.Allegri


iacopo nappini's Gravatar

30 gennaio 2011 at 15:12

 

Complimenti per la traduzione che deve esser stata onerosa.
Comunque il grande e premio Oscar rivela senza ombra di dubbio la profonda preoccupazione che scuote il gigante USA.
Inoltre, quasi in un gioco di paradossi, il nostro rivela che alcune critiche eccessive, agitate, scomposte che le minoranze di sinistra extraparlamentare e della destrissima nostalgica del Belpaese degli anni settanta rivolgevano al sistema USA sono vere, del tutto o in parte.


Ecco il catalogo di evidenze che si possono trarre dalla traduzione:

1. In USA esistono forme di censura Soft e talvolta Hard
2. Gli USA sono una civiltà Bellicista e capitalista
3. In USA le minoranze al potere sono più forti della somma delle disperse forze democratiche e liberali.
4. Gli USA hanno una cultura di massa, diretta dall’alto, controllata, conformista, legata a forti interessi economici, alla stregoneria di sette segrete di banchieri e finanzieri
5. Gli USA sono una potenza imperiale e pur nel vincolo di un regime sedicente “Democratico” portano avanti politiche globali di dominio e controllo
6. L’Italia uscita vinta e militarmente occupata dal tempo della disfatta Nazi-Fascista è parte della sfera di dominio e controllo degli Stati Uniti
7. La guerra è uno strumento ordinario e frequente della politica estera e interna degli USA
8. La cultura popolare e televisiva degli USA è un pezzo del sistema di Soft Power integrato perfettamente con le politiche militari e di repressione poliziesca e plagio delle masse
9. Il capitalismo USA praticando la distruzione creativa per scopi di trasformazione e sopravvivenza del sistema permette l’esistenza di soggetti alla Moore. Essi sono utili per dissolvere i vecchi poteri e per far emergere i nuovi. Elezione di Obama docet. Senza il lavoro iniziato dallo “spaccaferro” Moore e altri come lui in tanti avrebbero avuto difficoltà a dar un calcio al patriottismo millenaristico-repubblicano di Bush e dei suoi.
10. Non c’è oggi in Italia un soggetto politico che pensa la contemporaneità nella sua minacciosa natura, solo gruppi dispersi e singoli si rovinano domeniche, pomeriggi e parte dell’esistenza per tracciare qualche provvisoria certezza in questo presente che va verso la dissoluzione di vecchi poteri e l’emergere di nuove forze dominanti. Il tutto nel silenzio, nell’ostilità, nel disprezzo dei molti che sono italiani e italiane e vogliono vivere sperando nel miracolo di un passaggio televisivo, di una raccomandazione ben fatta, di una vincita miracolosa alla lotteria, nell’intercessione sacra di un Santo Protettore della famiglia.


Ancora una volta il grande specchio degli Stati Uniti rivela come l’Italia non si sia compiuta, la maggior parte della popolazione sia terrorizzata dal presente e ami svendere il furturo dei figli e nipoti per vivere la farsa tragica di una realtà di cose allucinate e deformi. In questo il gigante a stelle e strisce si rivela pragmatico, intelligente, abile, efficace. C’è in prospettiva da cambiar le facce e i sistemi del potere per salvare il potere nella sua essenza e nella sua natura. Spazio a questo Moore. Se riesce a creare certe condizioni di trasformazione della realtà e del suo racconto è bravo e avrà il suo pezzo di sogno Americano, se fallisce è un perdente, avanti il prossimo…
Non sempre l’intelligenza e la forza del potere che è dominio e controllo sulle civiltà umane e sulle risorse planetarie s’esprime con finezza e talento; talvolta i metodi possono esser rozzi ma efficaci.

Pubblicato il 3/2/2011 alle 18.3 nella rubrica Diario.

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