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I miei viaggi di ieri, oggi, domani: L'Italia del lontano futuro

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Le Tavole delle colpe di Madduwatta

I miei viaggi di ieri, oggi, domani: L’Italia del lontano futuro

I miei lettori sanno quanto sia molesto nel mettere alla prova la loro pazienza con le mie considerazioni più o meno futuristiche, strane, profetiche, metafisiche. Quindi li esorto a sopportarmi anche stavolta. Scriverò infatti di un viaggio non fatto, ma possibile solo come esperimento di pensiero e fantasia; qualcuno direbbe fantasia malata. Viaggio nella mia Italia di un Remoto futuro, luogo utopico dove il male di questi anni si è dissolto e il Belpaese torna ad essere dopo due millenni una civiltà unitaria, reale, potente, in grado di esercitare un potere proprio sul mondo umano e naturale  per sua scienza, capacità, volontà. Quindi qualcosa che oggi è ben oltre la comune capacità di capire, di decifrare, d’interpretare. Per prima cosa inizio a scrivere che l’Italia che sarà vedrà sparire una delle cose più orrende di queste Repubbliche ovvero il calcio professionistico. Gli stadi cittadini sono demoliti o riconvertiti a miglior uso. Tale vizio coltivato dalle genti del Belpaese portò per anni i segni della volontà di degenerare il proprio pensiero ragionando di cose senza senso come i patroni delle squadre di serie A, i colori cittadini, i deliri per il calciomercato, lo sfogo isterico delle partite, le passioni per le finte vicende sentimentali dei calciatori illustri. Data la corruzione mentale generalizzata portata dal fenomeno esso fu lentamente ma inesorabilmente dismesso e abiurato con forza dalle genti del Belpaese le quali non avevano più bisogno di un distruttore culturale di massa così tossico e nocivo, le squadre furono così sciolte, le bancarotte delle medesime portarono a pesanti condanne detentive e al risarcimento dei danni morali e materiali che questa cosa strana e pazza aveva provocato nel Belpaese. Qualcuno si suicidò togliendo il disturbo e alleggerendo la civiltà dal suo inutile peso corruttore. Il posto degli Stadi è stato preso da grandi apparati museali  nati con l’intento di divulgare la conoscenza delle scienze umane e naturali e i padri di famiglia invece d’iniziare i figli al delirio campanilistico e irrazionale oggi portano la prole a formarsi una mentalità aperta alla curiosità, allo studio, alla conoscenza. Questa novità è un grande beneficio alle genti disperse del Belpaese che trovano così la forza per rigenerare quel primato culturale perso da secoli. La fede nel Dio Unico ormai dispersa fra sette di origine protestante e stranezze varie è stata rinnovata come Chiesa di Stato includendo fra la soddisfazione generale i vangeli apocrifi e la filosofia gnostica, questo ricollega le tradizioni antiche con le nuove forme di spiritualità che cominciavano ad emergere nel XXI secolo.  Il beneficio spirituale è stato evidentissimo al punto che grande è  il numero di quanti provenienti dall’estero si trasferiscono nel Belpaese per unirsi a un popolo così alto e nobile che perfino arrivava a sfiorare le cose divine nel suo quotidiano. Per questo gli edifici e gli oggetti di culto son così ben tenuti in quel lontano futuro e la religione è concreto strumento di liberazione individuale e collettiva dal male e onorata e stimata al punto tale che le confessioni forestiere han poca presa sulla popolazione e anzi  esse tendono a dissolversi nel corpo unitario della Nazione in comunione con il piano divino. Del resto dove si dissolve il legame fra Stato e fede, è lo Stato o il leader locale che assume su di sé la sacralità del potere; e non volendo le genti del Belpaese trasformare partiti e singoli in chiese di formato ridotto o i dirigenti politici in seminaristi e preti laici vollero creare una Chiesa di Stato creata a loro immagine e somiglianza come del resto già i loro antenati avevano fatto al tempo degli ultimi Cesari. La popolazione stessa dismessi i panni rissosi e scellerati e dissoluti dei loro antenati delle Repubbliche stabilì di cambiar vita e di adattarsi alla conservazione e formazione di una civiltà propria non inquinata dalla penetrazione culturale straniera volta a disgregare identità e  volontà politiche locali per fini imperiali estranei quando non ostili alla vita e  alla natura delle genti del Belpaese. Così ritrovata la propria identità culturale infangata dalla potenza straniera, purtroppo durata secoli, le genti del Belpaese riscoprono anche il senso della loro civiltà e della bellezza che è insita nel costruirla e nel farla prosperare. Per questo in quel remoto futuro compare un popolo non meschino, non maligno, non inferiore, non infelice. Il turista  come prima impressione può dire che quelle genti son in buona saluta perché in pace con se stesse e perché la malvagità della vita trovando dei blocchi nel vivere sereno non riesce a spezzare quella gioia di vivere che forse solo in quelle terre, da quando è ricomparsa, può essere pienamente apprezzata. La difformità stessa delle genti del Belpaese da quando l’ingerenza finanziaria, militare, politica straniera e aliena dalla civiltà umana si è dissolta si è risolta in unità sostanziale. Senza le persuasioni occulte della propaganda bianca, grigia e  nera delle potenze imperiali che usavano la penisola per i loro scopi  di conquista, di dominio e di controllo le genti della penisola hanno ritrovato se stesse e le loro intime ragioni di convivenza. Questa ritrovata dignità ha comportato la riduzione drastica della criminalità organizzata. L’economia della Penisola tolto di mezzo lo straniero e il criminale suo complice ha potuto risollevarsi e senza incentivi di Stato, che scaricano sui più poveri del Belpaese i costi dell’innovazione industriale, e si è formata una diversa forma di borghesia e un diverso modello di sviluppo economico e di produzione di beni e servizi. Da tempo il resto degli umanità sentiva il bisogno di mitigare il potere dei grandi imperi che si erano formati nel XXI secolo con un potere più mite, a misura d’essere umano, di antica tradizione umanistica e l’Italia è in quel tempo provvidenziale. Talvolta capita per le strade pulire e ordinate, sì perché da alcuni decenni gli appalti pubblici per nettezza urbana e rifacimento del manto stradale non danno più luogo a truffe e raggiri, di trovare uomini e donne con delle decorazioni. Questo è dovuto a un fatto straordinario che si è prodotto nel XXI secolo ossia integrazione di forze ausiliarie  nelle forze armate. A turno estratti da categorie sociali in grado di lasciare temporaneamente il lavoro civile un certo numero di abitanti del Belpaese supportano in divisa le forze armate per periodo limitati di tempo. Questo è dovuto alla pressione militare che gli imperi del XXI secolo per fini egoistici e particolari esercitano su tanta parte del mondo umano e di conseguenza le genti del Belpaese devono limitare i danni globali di queste potenze irresponsabili con autentici interventi umanitari e con la dissuasione armata. Del resto da secoli è comune da parte delle potenze imperiali l’uso di milizie locali, signori della guerra, terroristi e feccia indesiderabile per destabilizzare e rapinare paesi e popoli privi di governi e di forze armate in grado di difenderli. Così le genti del Belpaese non volendo affidare integralmente la loro difesa a professionisti e mercenari, come fanno abitualmente le potenze imperiali ormai rette da oligarchi e plutocrati, chiamano il loro stesso popolo attraverso una turnazione a difendere se stessi e gli altri dai popoli che vivono schiavi dei pochi o che sono posseduti da un desiderio insano di provocare il male. Questo è a detta di tutti gli uomini liberi dell’umanità il segno della liberalità e della giustizia del popolo italiano che solo fra i molti che tutela se stesso liberando gli altri dall’oppressione. Ma di questo fatto straordinario ed ad oggi incredibile altro dirò la prossima volta sempre a proposito di questo viaggio così singolare.

IANA per FuturoIeri


Pubblicato il 18/12/2010 alle 17.1 nella rubrica Diario.

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