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Il Belpaese e la scuola Ignorata

opera di I. Nappini

Le Tavole delle colpe di Madduwatta
IL BELPAESE E LA  SCUOLA IGNORATA
Le vicende della scuola italiana non sembrano interessare alle  sedicenti classi dirigenti; si può dire che essa non è fra le priorità delle minoranze al potere e a onor del vero anche la popolazione adulta sembra nel complesso poco interessata alla scuola. Di solito sui giornali, in televisione, sulle riviste  si parla di scuola in caso di inizio dell’anno scolastico, alla fine dell’anno scolastico, e in caso di vicende di cronaca nera o giudiziaria. Quindi dal mio osservatorio sul balcone di casa osservo un mondo umano italiano  chiuso in se stesso e una scuola che interessa solo in casi estremi o in  scansioni temporali ben definite utili per la polemica politica o per il solito moralismo un tanto al chilo nell’ambito circoscritto del giornalismo italiano tendenzialmente fazioso e opaco. Potrebbe essere invece di generale e pubblica utilità capire come nella scuola cadono e ricadono importanti fenomeni sociali e di costume che riguardano i bambini e gli adolescenti; la vicenda scolastica nazionale nel suo quotidiano è la grande occasione mancata per una riflessione sul quotidiano banalissimo che non è affatto così semplice da decifrare. Presento ai lettori una citazione da un testo che può aiutare a capire quanto la scuola sia parte delle grandi trasformazioni culturali e sia a sua volta aggredita da fenomeni che assolutamente non le appartengono e che  non può e non sa controllare. Può esser utile osservare questa citazione che presenta una situazione tipica della scuola elementare ovvero la presenza dell’immaginario culturale nipponico veicolato dai cartoni animati che è tanta parte delle fantasie e dei giochi dei bambini e sul quale il disinteresse dei mass-media è assoluto. Leggo questo come la dimostrazione del profondo disprezzo per il futuro del Belpaese e per le  nuove generazioni incluse da parte del sistema. 


Giuseppa Cappuccio, Cartoni animati a scuola, Città Aperta Edizioni, Troina, 2008
“I cartoni animati possono essere considerati un evento socio-culturale degli ultimi trent’anni; un evento che ha come palcoscenico il sofisticato apparato mondiale dei media e che ha permesso un incontro tra gli assetti culturali e mediatici della civiltà occidentale e gli scenari della cultura orientale contemporanea. Come già sottolineato più volte, i cartoni animati sono considerati spesso come un prodotto per bambini; in realtà essi oggi, si rivolgono all’intera famiglia, diventando anche uno spettacolo utile per riunire e commentare vicende spesso intrise di una morale particolare. E’ troppo semplicistico etichettare i cartoni animati come necessariamente divertenti e adatti ai bambini solo perché disegni animati; anche se negli anni i cartoni hanno modificato struttura e genere di storia, la loro capacità di coinvolgimento dei bambini rimane tutt’ora sottovalutata. L’applicazione delle regole del buon senso alla valutazione della adeguatezza, per fasce d’età, di un cartone animato non è di per sé errata ma può non bastare la complessità della problematica. E’ fondamentale, quindi, che insegnanti e genitori acquisiscano le competenze necessarie per poter scegliere cartoni animati adeguati allo sviluppo cognitivo, affettivo e relazionale dei bambini. ” pp.31-32


IANA per FuturoIeri


Pubblicato il 25/9/2010 alle 13.44 nella rubrica Diario.

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