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L’Italiano educato dagli stranieri invasori- quinto discorso




De Reditu Suo - Terzo Libro

L’Italiano educato dagli stranieri invasori- quinto discorso

Ora mi trovo ad affermare una cosa che per la maggior parte degli abitanti della penisola è follia: “Pochi sono i Problemi Politici oggi nel Belpaese”. Quelli che oggi passano per questioni politiche sono in realtà prettamente problemi tecnici di controllo della propria macchina elettorale, questioni di collocazione di personaggi in determinate posizioni di potere, azioni di mediazione sociale fra gruppi organizzati ,i poteri che rappresentano lo  Stato e la finanza, alchimie da stregoni della parola e del consenso per tener assieme masse di elettori e le contraddizioni interne delle principali formazioni politiche, talvolta si tratta di fatti che interessano la magistratura e in quel caso entra in scena la natura tecnico-burocratica del rito giudiziario. I veri problemi politici sono se fare o meno le nuove guerre mascherate da operazioni umanitarie, e si noti bene che quando una forza armata entra in un territorio in conflitto sono i generali e i servizi segreti a definire che cosa è opportuno fare, e la gestione militare di un conflitto è  il massimo della tecnica  e della scienza dei nostri tempi.   Quindi fare o non fare una guerra è un problema politico. Risulta essere un grave problema politico il decidere se l’acqua e i servizi di nettezza urbana siano da porsi sotto la gestione privata; litigare per collocare questo o quel personaggio nel consiglio d’amministrazione di una qualche municipalizzata al contrario non è un problema politico ma di gestione tecnica della propria macchina elettorale o degli equilibri della coalizione. Fare della presente carta fondamentale una Costituzione formale  e non materiale è un pesante condizionamento politico di cui possono essere autori solo dei soggetti politici, delegare alcune realtà associative e di privati a far osservazioni in merito o a “difendere” la Costituzione della Repubblica è da parte delle forze politiche una forma di gestione del consenso e di attribuzione di ruolo a forze esterne ai partiti politici.    La confusione del ruolo politico e del ruolo tecnico avviene perché gran parte delle decisioni veramente importanti che cambiano la vita quotidiana non sono più prese nel Belpaese ma nei consigli di amministrazione delle multinazionali o presso gli esecutivi delle cinque potenze vincitrici (loro, altro che discorsi
farisaici) che all’ONU hanno diritto di veto, hanno dei complessi militar-industriali potentissimi, e le armi di distruzione di massa. Disabituati dalla forza e dal dominio dei vincitori della Seconda Guerra Mondiale a considerare il vero potere politico e le vere scelte politiche le genti disperse del Belpaese si son ridotte a pensar che sia politica anche la lite di condominio, ma è evidente che questa cosa non è politica ma un qualcosa di  infelice che non ha un suo nome.

IANA per FuturoIeri

Pubblicato il 7/6/2010 alle 18.32 nella rubrica Diario.

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