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Uno scritto molto difficile sul non detto finora

Uno scritto molto difficile sul non detto finora

Non vorrei esser frainteso, ma ho l’impressione che stia prendendo forma una sorta di nuovo millenarismo, di crisi di fiducia nel futuro e in questa realtà che si traduce in credenze di tipo magico, ufologico, New Age. Sento e percepisco una crisi di valori e di senso tanto profonda quanto reale che striscia fra le pieghe dei discorsi, che narra di inquietudini enormi che sono la manifestazione di paure inconfessabili o ancestrali. Percepisco una crisi del fatto religioso non come istituzione ma come senso profondo, come fede in quanto tale. Ho fatto una piccola ricerca privata anche su youtube e su certi autori, che mi ha disturbato molto, intorno a certi aspetti pseudo-religiosi dei diversi “esperti” di alieni come von Däniken, Zecharia Sitchin, Malanga. Ho letto le loro convinzioni come una ricerca di un qualcosa di divino e sacro non più rintracciabile nelle forme della società contemporanea. Questa ricerca del sacro che guarda a possibili presenze aliene nel remoto passato della terra è indice di una crisi radicale dei valori e delle credenze e anche se finora essa è stata limitata finora a gruppi di appassionati a temi legati all’occulto capisco che essa è il segnale di paure sedimentate nella società industriale. Il senso della vita è in crisi profonda nella presente civiltà perchè questo sistema di valori premia il possesso dei beni e milioni di esseri umani sono esclusi dalla grande festa dell’abbondanza finta o non ci credono più. Ecco che le paure profonde e le inquietudini inconfessabili si materializzano in una sorta di pesante attenzione misticheggiante alle teorie clipeologiche, ufologiche e della cospirazione. Questo accade quando la civiltà è scossa dalla crisi economica, la fede diventa un fatto politico o spettacolare, nuove potenze imperiali emergono e la grande potenza imperiale statunitense entra in crisi. C’è qualcosa di spaventoso nella piega che ha preso questa civiltà industriale giunta al suo terzo tempo. Sembra, ma in qualche caso è bene togliere il sembra, che ciò che prima era attribuito a Dio, agli angeli e ai demoni venga attribuito di peso a forze aliene; ad esempio il concetto di matrice creazionista, teso a mettere in discussione la teoria dell’evoluzione darwiniana,  di un atto soprannaturale che fonda la razza umana  è oggi mutato in una teoria che vuole l’umanità manipolata da alieni, o comunque l’elemento alieno avrebbe interagito con le prime forme di civiltà. Queste teorie non sono novità, le leggevo da pre-adolescente sui libri di Peter Kolosimo, autore fermo nelle sue convinzioni clipeologiche e ufologiche e nel concetto del condizionamento alieno all’inizio della civiltà umana. Le sue teorie il Kolosimo le aveva esposte e pubblicate fin dal 1969 anno del suo successo editoriale. Tutto questo bagaglio fra l’ufologia e la metafisica torna prepotentemente oggi grazie a internet e ai libri e al millenarismo legato al 2012. Questo però è possibile perché la crisi di senso che attraversa la civiltà industriale è profonda, così profonda che deve cercare teorie così lontane e improbabili per darsi un punto di riferimento, per trovare qualche risposta alla domanda: Chi siamo?
  In questi anni c'è la novità di questo ritorno del già noto perché la questione “aliena”, per così dire, adesso si lega a tendenze misticheggianti, magiche o a visioni delle origini dell’umanità di matrice creazionista. In realtà credo che dietro il mistero e il discorso su ciò che non è ancora spiegato ci sia una inconfessabile speranza di veder chiaro dentro il senso della vita umana e dentro il destino della propria civiltà, uno sforzo di comprensione che un tempo sarebbe stato proprio delle divinità e dei profeti. Quindi da un certo punto di vista l’altro deve esistere, non è solo una questione filosofico-bruniana del ritenere ragionevole e razionale l’ammettere la vita su altri pianeti ma piuttosto un delimitare un senso e un confine alla propria condizione umana proprio quando una serie di confini mentali e abitudini consolidate sembrano venir meno per via dell’immigrazione, dei cambiamenti climatici, delle nuove tecnologie che cambiano le relazioni fra gli esseri umani; ad esempio penso ai telefonini in grado di fare foto, film, e collegarsi in internet. Non mi ero mai reso conto di quanto profondissima e gravissima fosse questa crisi, anzi comincio a pensare che essa segni un momento di passaggio forse è in arrivo un terzo tempo della Terza Rivoluzione Industriale o perfino una Quarta Rivoluzione Industriale. Il presente adesso può diventare passato.

IANA per Futuro Ieri

Pubblicato il 29/5/2010 alle 23.9 nella rubrica Diario.

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