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Si fa presto a dire scuola...





De Reditu Suo - Terzo Libro

Si fa presto a dire scuola…

Una delle cose che stupisce chi scrive è la facilità con cui si ragiona di scuola, chiunque crede in materia d’insegnamento di aver la sua dottrina infallibile. C’è un motivo: insegnare e apprendere sono fatti banali e quotidiani nel mondo umano anche quando avvengono lontano da aule, dirigenti scolastici, insegnanti e registro di classe. Tuttavia voglio ricordare una banalità assoluta che concerne l’insegnamento: il professore è nella stragrande maggioranza dei casi solo in cattedra, ossia è responsabile di ciò che insegna e attore del suo ruolo davanti ai suoi allievi. Questa condizione professionale non è capita dalla maggior parte della gente comune che solitamente trasmette dei saperi professionali o di buon senso a conoscenti, colleghi, figli e coniuge, ma solitamente non si è trovata in cattedra. Quindi è difficile per chi giudica la scuola dal di fuori capire quanto essa non sia più da anni il luogo privilegiato e quasi monopolistico della trasmissione di conoscenze e comportamenti socialmente accettati, la pubblicità commerciale i videogiochi di nuova generazione, e la televisione con i suoi programmi d’intrattenimento condizionano pesantemente le fantasie, i comportamenti e le aspettative della gioventù italiana. Quindi in classe c’è il docente, i suoi allievi e l’ombra della civiltà della terza Rivoluzione Industriale che non ha ancora deciso se continuare a proporre una società dei consumi in crisi di risorse e di senso o se passare a qualche altro modello di vita rispetto al quale gli umani dei paesi avanzati e sedicenti civili dovranno conformarsi. Mi viene in mente a questo proposito certi scritti del primo Don Milani e certi passaggi del suo libro sulle sue prime esperienze pastorali a San Donato di Calenzano. Il sacerdote già allora osservava e criticava aspramente i primi e minimi segnali del consumismo e l’evidenza di un nuovo modo di controllare le passioni e le aspettative degli esseri umani attraverso un finto benessere,le  illusioni e gli spettacoli.  Questa forma del potere economico e politico non è più da tempo una novità  e anzi oggi è in rapida mutazione. Questa condizione straordinaria di trasformazione è determinata dalla formazione di nuovi poteri imperiali nel mondo umano che contendono risorse e potere geo-politico all’Impero Anglo-Americano e dalle crisi economiche e di risorse che ogni tanto prendono forma minando il fondamento del consumo felice e acritico. Oggi come ieri gli strumenti per capire sono pochi e confusi, la scuola è coinvolta perché esiste qui e ora in questo contesto umano e sociale e perché il suo operare avviene in una società italiana profondamente colpita dalla crisi nelle sue aspettative e nelle sue illusioni.  La scuola italiana nelle sue diverse realtà è uno dei tanti ambiti della nostra complessa civiltà sul quale si rifrange l’energia disgregatrice di questa crisi. Forse non sarebbe male riconoscere la duplicità del ruolo della scuola che consiste idealmente nell’operare in una condizione di autonomia per suoi fini educativi e formativi e nel suo essere parte integrante e importante di una  società umana articolata  che esige dalla scuola risposte e soluzioni.

                                                                                IANA per FuturoIeri

Pubblicato il 4/5/2010 alle 20.10 nella rubrica Diario.

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