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Sulla Costituzione, una ripubblicazione di Franco

27 Apr, 2010

De Reditu Suo -

Costituzione materiale e costituzione formale nel Belpaese morto

Ripubblicato  da: F. Allegri In www.empolitica.com/

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De Reditu Suo
Costituzione materiale e costituzione formale nel Belpaese morto

17/01/2010
Del Prof. I. Nappini
Il Belpaese di ieri è morto, e per ieri non intendo la Resistenza, il 1948, il 1968, intendo umilmente la fine degli anni settanta e i primi anni ottanta, ossia il tempo della mia infanzia.
Quel mondo all’apparenza ordinato, dove fra una strage terroristica e un disastro sociale milioni d’italiani vivevano odiandosi, disprezzandosi, ignorandosi, aveva qualche regola.
OGGI NON CI SONO REGOLE, TUTTO È NELLE MANI DEL DIO-DENARO E DI CHI PUÒ USARLO PER TRASFORMARE LA REALTÀ, LA STESSA POPOLAZIONE NON È PIÙ LA STESSA È CAMBIATA RADICALMENTE NELLA COMPOSIZIONE CULTURALE, NELLE ORIGINI, NELLE SPERANZE, NELLA SUA INTIMA NATURA.
A partire dagli anni successivi a tangentopoli si è avuta una silenziosa, ma non meno forte e strisciante abiura.
DI FATTO IL BELPAESE per mano delle sue VERE CLASSI DIRIGENTI, di natura economica e finanziaria, e di quelle altrettanto classi ma un po’ MENO DIRIGENTI ossia i politici di professione, HA INTRAPRESO UNA TRASFORMAZIONE VOLTA A RIDEFINIRLO AD IMMAGINE E SOMIGLIANZA DEL MODELLO SOCIALE E POLITICO STATUNITENSE.
Ecco la vera Costituzione materiale: si tratta di far saltare nella quotidiana vita politica e sociale gli aspetti caratteristici della Costituzione ereditata dal passato remoto.
La rovina in sede penale dei politici della Prima Repubblica ha creato le condizioni per la dissoluzione delle antiche fedeltà: IL PASSATO ERA DIVENTATO UN PROBLEMA DA SCARICARE, MA L’ABIURA È STATA SEGRETA, STRISCIANTE, VILE.
La Costituzione Formale è rimasta lì sulla solenne carta nero su bianco proprio come era stata pensata e scritta MA LA POLITICA E LA SOCIETÀ CHE CONTA SONO ANDATE ALTROVE.
Sono andate a cercare IMPROBABILI SOCIETÀ MULTIRAZZIALI E MULTIETNICHE in una terra di odio radicato fra campanile e campanile, hanno sognato L’ABOLIZIONE DEI DIRITTI DI CARATTERE SOCIALE in cambio di un chimerico liberalismo da colonizzati, hanno vagheggiato FINTI AFFRATELLAMENTI FRA LE DIVERSE CONFESSIONI RELIGIOSE senza mai mettersi in discussione, hanno ragionato di LIBERO MERCATO PER LE CLASSI SOCIALI DEBOLI che devono vivere del lavoro precario e salariato mentre le classi più elevate miracolate dai patrimoni di famiglia o dalla politica avevano i QUATTRINI E LE RELAZIONI E LE RENDITE per far fronte a ogni imprevisto.
Qualcuno ha forse visto in televisione il figlio di un primario di chirurgia, di un sottosegretario o di un notaio minacciar di buttarsi di sotto da un palazzo perché licenziato, o si son forse visti ministri, tenori, campioni di motociclismo, banchieri e calciatori di serie A montare su un tetto e occuparlo ad oltranza assieme alle maestranze in cassa integrazione? Certo che no!
QUESTO VENTO DI FOLLIA È IL SEGNO DI UN BELPAESE ORMAI RIDOTTO AD ESSERE UNA MASSA INFORME DI REALTÀ SOCIALI DIFFERENTI CHE STANNO ASSIEME PIÙ PER ACCIDENTE CHE PER VOLONTÀ PROPRIA E LA MISCELA SI È FATTA TORBIDA PROPRIO QUANDO LE COMUNITÀ STRANIERE DA ANNI RESIDENTI IN ITALIA HANNO COMINCIATO A CHIEDERE DEI RICONOSCIMENTI SOCIALI E POLITICI.
La grande paura per il futuro è anche il timore di dover condividere qualcosa di sostanziale e socialmente rilevante con l’altro che è venuto da lontano.
Il desiderio di tornare alle antiche fedeltà costituzionali ostentato da alcune associazioni temo che nasconda UNA MALEDETTA PAURA DI RICONOSCERE LA FINE DI UN TEMPO E DI UN PICCOLO MONDO ANTICO TUTTO ITALIANO E INTIMAMENTE MESCHINO E AUTOREFERENZIALE.
L’INTELLIGENZA DEI GIUSTI DEVE COMINCIARE A PREVALERE SULLA VILTÀ DEI TEMPI.

Il professor Nappini cura il sito http://noglobalizzazione.ilcannocchiale.

Pubblicato il 1/5/2010 alle 12.2 nella rubrica Diario.

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