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La civiltà italiana come costruirla (V)



De Reditu Suo - Secondo Libro

                               La civiltà italiana come ricostruirla (V)

 Il ragionamento sulla possibile ricostruzione della civiltà italiana civiltà deve includere una parte ragionata su quali forze oggi possono essere motivate e coinvolte in una tendenza volta a determinare la ricostruzione della civiltà italiana. Purtroppo i tempi non sono felici, la civiltà da determinare e costruire è lontana; ben oltre la linea dell’orizzonte. Occorre uno sforzo profetico nello stesso tempo pedagogico per pensare il darsi di una civiltà sopra questa massa informe di macerie accatastate che compongono un  presente fatto di miti perduti, di memorie distorte o dimenticate, di stagioni politiche rovinate dalla corruzione e dallo scorrere del tempo. Per restare nell’ovvietà osservo che una scommessa sul futuro può esser fatta solo da chi ritiene di averne uno, dal momento che l’immediato presente e i suoi rapporti di potere e di dominio è il territorio dove regna l’economia  e la politica dei nostri tempi è evidente che il primo motore di questo percorso va ricercato altrove. Questo altrove è da determinare in forze sociali e di pensiero da costruire occorre che si formi una pubblica opinione degna di questo nome e non le solite tifoserie elettorali capitanate da rozzi ultras che fanno mestiere della politica e sono terrorizzati dall’idea di perdere soldi e considerazione sociale ad ogni evento elettorale sfavorevole alla causa loro. C’è bisogno di una civiltà italiana perché i tempi esigono che delle forze morali e civili  prendano in mano gli esiti delle civiltà che sono state presenti nel trapassato e nel passato remoto nella penisola. Scrivo questo pensando alla grande miseria che regna fra le genti umane del pianeta azzurro, ai pericoli delle nuove guerre a bassa intensità, alla minaccia di gravi conflitti e delle più che probabili crisi economiche e di risorse. Una massa di disgraziati infilati in questa penisola sedicenti classe dirigente  che replica in piccolo la civiltà Anglo-Americana non serve neanche agli statunitensi e alla NATO figurarsi alla maggior parte degli italiani.  Quello di cui questa umanità disgraziata che ruota nel sistema solare con il suo pianeta azzurro potrebbe aver bisogno è una civiltà che sommi il meglio di quel che si è avuto nella penisola con le possibilità delle nuove tecnologie atte a migliorare la qualità della vita e a ridurre gli effetti distruttivi della civiltà industriale. La vita umana deve prendere una forma e avere un senso compiuto e non essere abbandonata nelle mani di esperti di Marketing e pubblicità e sottoposta ai consigli d’amministrazione delle multinazionali e delle banche  o peggio al capriccio di minoranze che vivono di politica. Queste forze commerciali, finanziarie, tecnocratiche tendono per loro natura a manipolare gli esseri umani e non a rafforzare le loro capacità critiche, la loro volontà di costruire qualcosa che sfidi il tempo che passa, qualcosa che dà forma e stabilità alla propria vita. Il Belpaese potrebbe fare moltissimo se avesse una civiltà in grado di associare il suo passato antico e moderno con la civiltà industriale.

IANA per FuturoIeri

Pubblicato il 12/3/2010 alle 15.3 nella rubrica Diario.

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