Blog: http://noglobalizzazione.ilcannocchiale.it

Bananìa e la guerra degli alieni di Andromeda

 


 

De Reditu Suo - Secondo Libro

                        Bananìa e la guerra degli alieni di Andromeda

 Il Belpaese di Bananìa al tempo della sua Repubblica Cleptocratica conviveva con le basi aeree, spaziali e navali delle genti di Atlantide. Gli Atlantidei vivevano su più continenti non erano un vero e proprio popolo ma un migliaia di comunità diverse fra loro che erano unite da solidi patti e da leggi comuni, avevano anche una lingua franca con la quale comunicavano si trattava di uno strano dialetto in origine parlato da certi goti che vivevano nelle paludi  e in tetre foreste. I goti che vivevano nel Vecchio Mondo avevano aiutato gli Atlantidei ormai preda  una violenta crisi sociale e istituzionale a creare un essere artificiale l’Imperatrice di Atlantide per risolvere con metodi efficaci e funzionali i loro problemi sociali, economici e militari. Ora l’essere superumano si trovò presto in intesa perfetta con gli alieni della galassia di Andromeda, i quali potevano benissimo risolvere la questione del pianeta azzurro e delle vicende umane con una delle loro spettacolari invasioni planetarie con conseguente colonizzazione e ridefinizione delle forme di fauna e flora. Contro le loro abitudini preferirono aiutare l’imperatrice di Atlandide a creare un popolo suo nuovo e a fornire i mezzi e il supporto per creare tipologie di forme di vita umane alterative a quelle presenti in quel momento sul pianeta azzurro. Gli alieni avevano colto l’opportunità d’indirizzare le forme di vita sul pianeta azzurro nella direzione da loro auspicata, una guerra piccola o per procura avrebbe cambiato poco ma la possibilità di far usare le armi di distruzione di massa ai contendenti cambiava le prospettive. C’era la concreta possibilità di rendere compatibili on la loro civiltà gli atlantidei mutandoli e trasformandoli nel fisico e nella mente e d’intervenire nella flora immettendo nell’indifferenza generale e in condizioni relativamente favorevoli, delle specie nuove. Fu così che essi iniziarono a passare dei dati preziosi all’imperatrice di Atlantide. Del resto la fortuna era dalla loro parte perché da quasi due secoli la forma dominante di potere era la società per azioni con personalità giuridica, di fatto una realtà che non aveva un corpo proprio e non apparteneva al mondo animale ma era un prodotto artificiale; quindi l’intesa fra gli alieni e le forme di vita artificiali era una cosa possibile. La multinazionale usa gli umani per prosperare in un dato sistema di produzione, sviluppo e consumo, basta sostituire agli umani degli alieni e il risultato non cambia. Per la multinazionale era una cosa buona e giusta sostituire gli umani con gli alieni  se non tutti almeno in parte: per prima cosa l’alieno meglio organizzato e armato poteva con facilità aver ragione degli umani in una controversia fra consumatori e società o  fra società e collaboratori, in secondo luogo l’alieno aveva una società divisa in caste e per funzioni e se mettevano delle bio-macchine a produrre e dei ceti privilegiati a consumare a nessuno veniva in mente di mutare i ruoli sociali creando sindacati e mafie di vario tipo. Un buon affare quindi per entrambi e ben presto l’intesa fra le parti fu perfetta. Anzi la guerra con le armi di distruzione di massa era benvenuta, finalmente una soluzione ottima, o  così sembrava. Gli umani diminuiscono, gli alieni arrivano e colonizzano quindi  i profitti volano e gli azionisti di maggioranza si godono i guadagni stratosferici assieme ai nuovi padroni. In tutto questo ragionamento mancava però un potere poco malleabile che era quello dell’imperatrice di Atlantide che aveva sì il progetto di fare degli Atlantidei un popolo simile a quello delle genti di Andromeda ma per suoi fini e per creare il suo potere assoluto. Ma di questo scriverò un’altra volta… 

 IANA  per FuturoIeri

 

Pubblicato il 4/3/2010 alle 18.43 nella rubrica Diario.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web