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Il Tempo che passa è un giudice spietato

De Reditu Suo - Secondo Libro

                               Il Tempo che passa è un giudice spietato

Il tempo che passa è un giudice spietato, durissimo e inflessibile e capita che oggi metta a dura prova le antiche verità. La cronaca giudiziaria di questo febbraio 2010 sta ammazzando qualsiasi residuale speranza di chi da una parte o dall’altra avesse creduto nel sistema Italia, ogni giorno è una prova durissima a causa degli scandali a ripetizione e inoltre le ruberie più turpi gettano una luce sinistra sulla possibilità della Seconda Repubblica di reggersi sulle sue gambe. Adesso perfino la Protezione Civile è messa in discussione e suscita sospetti e amare considerazioni, forse le cose storte dovevano essere corrette molto tempo fa. L’esito di questo nuovo giro di scandali è la perdita di credibilità delle istituzioni e dei partiti politici di questa Repubblica ormai a mezzadria con la criminalità  e le associazioni a delinquere.   Il tempo solitamente giudice spietato adesso ostenta nel suo scorrere i patetici fallimenti di questa Seconda Repubblica nata dalle rovine di tangentopoli e dal crollo di credibilità della Prima; capisco quanti hanno  la tentazione di chiudersi in casa e non ascoltare o vedere più nulla. Proprio perchè si delinea la disgregazione della credibilità del sistema della Seconda Repubblica è  necessario che si formino delle forze sociali e politiche in grado di far quel lavoro di collegamento fra la politica e la maggior parte della cittadinanza, attività prima svolta dai partiti. I partiti politici ormai sono dei contenitori di personaggi e di interessi particolari, anche dove sono in contatto con la popolazione in realtà assolvono la funzione di  tutelare interessi di parte. Si pensi alla Lega Nord che non a caso dichiara di rappresentare la gente della costruenda Padanià. Nei fatti la maggior parte della popolazione italiana dovrà creare forme di mobilitazione sociale e civile parallele a quelle della politica ufficiale o accettare di vivere in questo tempo sospeso dove il nuovo non c’è e quel che è  morto finge di esser vivo.  In realtà da tempo hanno preso forma delle manifestazioni di mobilitazioni politiche con un largo seguito e capacità organizzative proprie soprattutto in chiave di contrasto alle iniziative politiche del Cavalier Berlusconi. Segno questo dei limiti delle organizzazioni politiche sedicenti di sinistra sopravvissute al terremoto politico di Tangentopoli.

Il tempo è un giudice tremendo perché in realtà non giudica, semplicemente ostenta i fatti di cui si viene a sapere, mostra le macerie di ciò che è andato perduto, narra la fine di uomini e poteri ritenuti potenti o addirittura divini; non si tratta di un rito giudiziario o di una celebrazione sacra ma solo della nuda esposizione di ciò che non è più vivo.

Il vedere ciò che ha cessato  d’essere, quel che è oscenamente finito è fonte per gli uomini di grande dolore perché mostra la brevità dell’esistenza e la vulnerabilità della stessa.  Quindi questa crepuscolare Seconda Repubblica sta moltiplicando a dismisura il male di vivere perché alle troppe cose pessime o fatte male si va a sommare il clima generale di decomposizione e strage delle illusioni.

IANA  per FuturoIeri

Pubblicato il 23/2/2010 alle 19.28 nella rubrica Diario.

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