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L'Italia e la Repubblica per vecchi


De Reditu Suo - Secondo Libro

 L’Italia e la Repubblica per vecchi

I ceti dominanti in Italia, giudizio noto e ormai logoro, sono senescenti, impresentabili entro i limiti del consorzio umano, indescrivibili se non nelle opportune sedi penali; inoltre siamo l’unico paese dove un trentacinquenne esser ancora pensato come giovane. Del resto sempre più spesso i giovani italiani vengono presi in giro e offesi da coloro che li chiamano “Bamboccioni”, di solito costoro sono gente anziana e ricca che ha fatto fortuna e guarda con disprezzo i suoi simili che cercano di strappare alla malvagità dei tempi un poco di sicurezza economica e di pace sociale e familiare.  Tutta l’intelligenza e la dignità umana urla di sdegno contro il Belpaese, contro il suo egoismo sociale da caricatura, contro i deliri della politica che vedono di mattina la magistratura come un pericolo sovversivo in odore di bolscevismo e la sera l’invocano contro no-global, contro i  poveri che occupano case sfitte ed edifici pubblici e i licenziati. La Repubblica è oggi una garanzia per quelle poche decine di migliaia di vecchi che son riusciti a strappare alla malvagità del mondo umano  dei beni e delle proprietà di un certo valore, si può dire che tutto lo Stato esista per tutelarli e proteggerli e la politica di professione li coccola e li tranquillizza.  Non un solo appartamento  privato sfitto sarà dato a una ragazza-madre, non un solo pezzo di terra sarà espropriato a favore del piccolo agricoltore, non un solo privilegio di casta o professionale sarà tolto per permettere a qualche giovanotto che vuol  farsi strada di cercare la sua libera professione. Il Belpaese è oggi una Repubblica per vecchi terrorizzati che sta creando un odio fra generazioni e generando uno spaventoso male di vivere. Forse c’è una giustizia profonda nascosta in tutto questo, in fin dei conti gli umani non sono come gli insetti che nel corso  dello scorrere delle generazioni tendono a ripeter gli stessi atti, gli umani mutano gli strumenti e le forme delle loro civiltà. Nello scorrere delle generazioni anche la Seconda Repubblica con i suoi egoismi da pollaio e le sue furberie da ladri di galline diverrà una cosa remota, una serie di trovate giuridiche, sociali e criminali non più in sintonia con i tempi. Per assurdo se un filosofo del Rinascimento si trovasse davanti a un documentario sui bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, e intendo proprio quelli che hanno bruciato intere città con la popolazione, cosa potrebbe dire se non: E’ la fine del mondo! Eppure il mondo umano non è finito con la Seconda Guerra Mondiale, anzi siamo più di sei miliardi e in proporzione si potrebbe vivere meglio di come viveva l’umanità alla fine degli anni trenta del Novecento, anche perché scienza e tecnologia hanno messo a disposizione delle classi dirigenti delle possibilità impensabili ai tempi di Hitler e Mussolini, si pensi, ad esempio, allo sfruttamento dell’energia solare e allo sviluppo di internet. Ma questa Repubblica di vecchi aspetta che altri si cimentino nel salvare l’umanità da se stessa perchè forse non vuole più salvarsi.

IANA  per FuturoIeri

Pubblicato il 11/2/2010 alle 20.39 nella rubrica Diario.

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