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Inizio gennaio 2010




De Reditu Suo

Inizio gennaio 2010

Il Belpaese è arrivato al primo anno del secondo decennio del nuovo millennio. C’è arrivato intero, senza secessioni o invasioni ma con tutti i suoi problemi e le sue contraddizioni irrisolte. Fra le cose notevoli c’è da segnalare la solidità di una Seconda Repubblica che in qualche modo esiste, resiste, sussiste. Una Seconda Repubblica che si fonda sulla Costituzione della Prima e che continuerà a farlo per tre motivi: senescenza delle minoranze al potere, estraneità della maggioranza della popolazione italiana ai grandi principi nobili del nostro diritto, mantenimento delle differenze fra Costituzione formale e Costituzione materiale.

Quest’ultimo argomento può essere poco chiaro e per renderlo evidente mi limito a far osservare che è definita Costituzione materiale quel che viene realmente applicato del dettato costituzionale nella concretissima e viva realtà mentre Costituzione formale indica quanto è scritto parola per parola sulla Costituzione. L’estraneità della popolazione ai grandi principi e la tendenza generale a distorcere il senso delle regole scritte per volgerlo a fini particolari è precisamente l’evidenza dello spirito dei tempi, forse è precisamente l’intima natura di questo “secondo tempo” della Democrazia in Italia. Potrei prendere molti esempi dalle polemiche pre-elettorali intorno alle primarie del PD, alle vicende delle violenze sui braccianti di colore nel Sud, fino alla cronaca giudiziaria di cui si occupa il giornalista Marco Travaglio che ha di solito come “protagonisti” politici e imprenditori corrotti e l’immancabile Cavaliere attuale Presidente del Consiglio. Ora però sono stanco e rimando quanti fra i miei gentili lettori vogliono immergersi nel male di vivere quotidiano e nello squallore della cronaca a cercarsi il sito di Beppe Grillo e quelli collegati ad esso. Quello che mi preme osservare è l’ambiguità di una Seconda Repubblica che s’appoggia alla Prima e che va in una direzione altra e per molti versi opposta. La Seconda Repubblica è la figlia innaturale della terza rivoluzione industriale, è nata vecchia perché la sua creazione è l’assemblaggio di pezzi avanzati dalla precedente più qualche soggetto politico e sociale nuovo che ha trasformato interessi particolari, e talvolta privati, in questioni politiche. Così è facile prendere la stampella di ciò che è stato prima per tener in piedi ciò che è qui e ora. Per questo la precedente Costituzione resta il fondamento di questa democrazia che da tempo nei fatti e negli esiti sta cercando di scaraventare nella pattumiera i diritti sociali, il principio lavorista e l’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge. C ‘è un Belpaese reale fatto di egoismi e di tendenze criminali che è più forte di qualsiasi polizia e di qualsiasi tribunale e di qualsiasi indignazione collettiva e ignora il dettato costituzionale. Esso reclama indulgenze, privilegi, esenzioni dalla legge comune, indulti, leggi favorevoli ai loro interessi e pubbliche assoluzioni per i vecchi delitti dei politici di tangentopoli, silenzio e più in generale impunità.  La morale della seconda Repubblica è semplice, banale, comprensibile: Ognun per sé e Dio contro Tutti.

 

IANA per FuturoIeri

Pubblicato il 14/1/2010 alle 19.32 nella rubrica Diario.

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