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Olio di Palma Bifrazionato



Olio di Palma Bifrazionato

L'olio di palma bifrazionato è un derivato dell'olio di palma (un olio vegetale a basso costo molto usato nell'industria alimentare) ottenuto per frazionamento e successiva raffinazione. È molto usato come olio di frittura nella ristorazione per la sua economicità. Ha un punto di fumo alto, intorno ai 235 °C.[1]

Questo scrive Wikipedia intorno all’ingrediente usato per friggere un prodotto dolciario tipo Cenci di carnevale da me acquistato alla COOP sotto casa. Di solito leggo le etichette ma stavolta non ho fatto caso alla scritta in piccolo che recita:”Fritto in olio di palma bifrazionato”.  In altre parole alla “Dolcezze Savini s.r.l” di Figline Valdarno  hanno fritto un dolce tipico, se si può ancora definire tale un simile prodotto dolciario, in qualcosa che è un derivato da un olio che con buona pace di tutti non mi comunica il senso di una tradizione. Lasciando perdere le considerazioni ecologiste e salutiste, che hanno bisogno di conoscenze specifiche che non ho, mi pongo un problema di tipo personale. I cenci sono/erano/resteranno un dolce tipico del carnevale, ossia qualcosa che viene da un mondo contadino antico fatto di necessità, privazioni, sfoghi di rabbia repressa. Un mondo che ha preceduto quello presente e tali dolci sono il lascito di una civiltà pre-industriale. Cucinare i ceci nell’olio di palma bifrazionato è  ricondurre di prepotenza ciò che proviene dal passato nell’immediato presente, è togliere al prodotto dolciario la sua natura intima di esser parte di una tradizione. Ma quanto devo pagare per un dolce tradizionale fritto in una dignitosa teglia dove bolle l’olio di semi della nonne di un tempo remoto? Eppure quel passato remoto oggi ricondotto alle leggi del mercato e delle sue manie produttive ha lasciato in dote a questo presente una serie di realtà come la Befana, Il Carnevale, il Natale, Capodanno, Pasqua. Questi momenti di festa e di passaggio son stati inclusi entro le logiche e le forme della presente civiltà industriale e dei consumi. Io ho il sospetto che per buttar davvero giù l’idea di una tradizione che si regge sulla frittura con Olio di Palma bifrazionato si debba passar per un cambiamento antropologico, ossia deve emergere una nuova tipologia di essere umano.

Del resto i cultori della storia e quelli di un certo idealismo germanico danno per acquisite nozioni come l’Uomo Medioevale, l’Uomo del Rinascimento, l’Antico Egiziano e via così. Secondo questa filosofia della storia forme specifiche di cultura, produzione e consumo vengono associate a determinate civiltà che sono state formate da uomini e donne che l’espressero e ne furono parte. In questi anni si dovrà manifestare cosa è l’umano della terza rivoluzione industriale. Del resto se l’uomo dell’età Moderna per via della scoperte geografiche di Colombo e Vespucci ha scoperto la patata, il pomodoro e il peperone l’uomo della terza rivoluzione industriale farà i conti con l’olio di palma bifrazionato, gli alimenti modificati geneticamente e i fast-food. Mi chiedo però in quanti in questo Belpaese senescente, difforme, deforme  e disordinato si rendono conto che il nuovo mondo non è lontano ma è qui e ora e sta spedendo tutte le ragioni del remoto passato e le sue finezze in una riserva indiana per antiquari, nostalgici e cultori del trapassato remoto.

IANA per FuturoIeri

Pubblicato il 12/1/2010 alle 17.58 nella rubrica Diario.

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