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Il risveglio in un altro tempo e in un altro luogo

De Reditu Suo

Il risveglio in un altro tempo e in diverso luogo

Nel Belpaese la libertà di pensiero è poco praticata, la maggior parte dei cittadini accetta più o meno passivamente ciò che arriva dalla televisione e dai giornali e riviste “popolari”, stavolta però c’è qualcosa di nuovo, l’Italia è cambiata moltissimo in vent’anni, è irriconoscibile. E’ cambiata la mentalità, i costumi e le logiche, perfino la politica e il lavoro. Quando metto assieme nella mia mente ciò che è vecchio con ciò che è nuovo, osservo qualcosa di strano. Mi pare che accostando i due tempi si verifichi n passaggio così forte che sembra di risvegliarsi in un altro tempo e in un altro luogo. E’ come se vent’anni da poco trascorsi avessero avuto una potenza tale da far fare alla società italiana un salto di oltre un secolo, come e le trasformazioni profonde della società del Belpaese fossero state accelerate. Così capita che un tranquillissimo signor Mario Rossi si svegli una mattina scopra che la realtà in cui credeva di vivere ha cessato d’essere tanti anni fa; inizia a quel punto la sua personale traversata verso questo presente così confuso e inquietante. Purtroppo chi dovrebbe condurre i pubblici affari per limitare i danni di questa traversata del deserto sono quelle centinaia di migliaia di “italiani” che vivono di politica e sulla politica; costoro sono orami un grande ceto parassitario che finge di far amministrazione e attività di mediazione fra le parti sociali ma in realtà ha come unico scopo la preservazione del proprio tenore di vita e talvolta di alcuni specifici privilegi. In realtà le diverse genti d’Italia sono abbandonate al loro destino, a questi temi scellerati e violenti senza alcun vero conforto o sostegno, la massima che spiega la psicologia profonda degli italiani ”ognun per sé e Dio contro tutti” si sta ritorcendo contro  tutta la  nostra gente prescindere dalle differenze. Il singolo isolato non può creare gli strumenti per interpretare e operare in questa complessità, ha bisogno di un sistema di valori e di relazioni, di capire se stesso e di salvarsi dall’inquinamento psicologico della pubblicità commerciale e della propaganda politica che lo condizionano pesantemente. Uno si può dare dei valori se ha una sua intima libertà di pensiero che esclude i pesanti condizionamenti di questo sistema di produzione e consumo. Non poi detto poi che questo bizzarro paese dei balocchi costituito da un rozzo impasto di  pubblicità, propaganda bellicista, interessi finanziari e plagio delle masse anonime di consumatori abbia davanti a sé i decenni su cui fa conto, il sistema è pieno di contraddizioni e fragile: basta una grave disgrazia a metterlo in discussione. Questo presente italiano che ha usurpato il passato non solo non è sacro ma non ha neppure delle solide basi; sembra un bivacco di affaristi e delinquenti, la sosta oltraggiosa delle orde barbariche sulle rovine di qualche antica città dell’impero romano d’occidente rasa al suolo. E’ molto probabile che il prossimo futuro sia diverso da questo presente così miserabile e chiacchierato, potrebbero prendere di nuovo forma quei deliri ideologici e sanguinari che seppelliscono i regimi scellerati e corrotti sotto un furore che reclama un rinnovamento anche a costo di ridurre tutta la realtà in una distesa di cenere e di rovine macchiate di sangue e fango.

  IANA per FuturoIeri

Pubblicato il 16/11/2009 alle 14.36 nella rubrica Diario.

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