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Il mondo umano muta ma il Belpaese dov'è?

De Reditu Suo

Il mondo umano muta ma il Belpaese dov’è?

Ripensando umilmente a una qualsiasi sceneggiatura ben scritta si osserva che la realtà dove si muovono i protagonisti della vicenda muta, le azioni o le omissioni  dei personaggi creano l’aspetto comico o drammatico dello scritto. Si tratta di una banalità, di un fatto tratto dalla realtà: gli umani si muovono, fanno cose,parlano, scrivono,  hanno speranze e cambiano la loro vicenda umana e quella di coloro che gli stanno attorno; qualche volta con modi riprovevoli altre volte con modi leciti. Il mondo umano muta in continuazione anche sul piano reale, perfino nella banalità di tutti i giorni; eppure in Italia tutto sembra immobile, morto, noioso. Il canovaccio della politica e della società cerca di replicarsi, tutto cerca di replicarsi con le stesse logiche del secolo scorso, con una retorica pseudo-risorgimentale che sembra appena uscita dalla bocca di qualche prefetto Giolittiano che ha appena festeggiato il capodanno del 1911, con i figli dei professionisti che ereditano i mestieri dei padri, con la stessa doppia o tripla morale da anni cinquanta. Nella sostanza dei fatti il Belpaese sta cercando a viva forza di negare la realtà, di chiudersi in se stesso, di fuggire da ogni verità e realtà che non sia un rozzo illudersi di essere immutabile e al centro del mondo. Il mondo umano sta cambiando in fretta, emergono nuove potenze imperiali, le vecchie declinano.
L'Asia si sta trasformando in un continente industrializzato, la Cina è già una potenza globale e la Russia dismessi i panni logori e rozzi dell’impero Rosso è diventata una potenza imperiale sotto l’insegna dell’aquila bicipite dei Cesari d’Oriente e degli Zar. Le  nostre sedicenti classi dirigenti probabilmente stanno lavorando al solito gioco della doppia morale: da un lato sanno perfettamente che gli equilibri mondiali sono scossi ma devono far finta di nulla e cercano di far passare idee e opinioni fra la maggior parte della popolazione che evitano sul momento inquietudini e malessere. Come al solito giocano su due tavoli: quello della realtà e quello delle illusioni e delle menzogne. Le illusioni e le  menzogne sono per la “Gente” ossia per le masse indistinte di consumatori e di cittadini, mentre la realtà è privilegio dei pochi, di ha beni, rendite, potere, o svolge un lavoro economicamente o politicamente delicato. La realtà ci parla di una crisi tremenda che sta mettendo in discussione l’Impero Anglo-Americano che sta creando milioni di poveri che si sommano ai lavoratori precari in Europa e negli USA, ma le parole d’ordine sono ancora consumi e ottimismo; la “Gente” deve credere ciò che vogliono le minoranze al potere anche se tutto mostra l’opposto della grande mistificazione pensata e programmata per le masse anonime di consumatori. Or la politica del Belpaese sta perdendo un momento straordinario, potrebbero lorsignori cambiare la storia dello Stivale raccontando semplicemente alle genti  nostre quel che sanno davvero della crisi: quanti milioni di disoccupati in più, quali rapporti nuovi di forza tra potenze, quanto conteranno d’ora in poi per noi i rapporti diplomatici e commerciali con Cina e Russia quali colossali interessi si stanno muovendo nella Penisola. Ma tutto tace, le genti del Belpaese sono distratte e nel bisogno chiedono miracoli e indulgenze. La politica e le classi dirigenti si son di nuovo perse le genti loro. Non è una novità.

IANA per FuturoIeri

Pubblicato il 13/11/2009 alle 23.4 nella rubrica Diario.

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