Blog: http://noglobalizzazione.ilcannocchiale.it

Quale Italia sarà possibile?

La valigia dei sogni e delle illusioni

Quale Italia sarà possibile?

 

Il Belpaese dovrà pur essere qualcosa prima o poi. Le cronache di questo 2009 di crisi, non ancora finito, mi mostrano un Belpaese preda di classi dirigenti indegne, aliene dalle difformi e disperse genti che popolano l’Italia. Lo scudo fiscale votato per ben due volte in modo rocambolesco e pazzo con numerose assenze nella maggioranza e nell’opposizione aiuta coloro che si sono dilettati nella creatività in materia fiscale. Io che mi alzo la mattina per andare a lavorare mi chiedo come posso venir tutelato da uno Stato che mi tassa con mano inflessibile e che si dimostra amorevole e generoso con personaggi che in altri paesi finirebbero in galera, per anni. Perché la cattiva politica è anche questo modo di gestire lo Stato. I rappresentanti del popolo, anche se con qualche deformità, rappresentano tanta parte della popolazione italiana.  Lo scudo fiscale proprio perché cade in tempi straordinari di disgrazia e di miseria mi fa intendere come i poteri del Belpaese siano deboli e divisi, preferiscono inseguire i disonesti e i furbi perché non hanno scelta. O credono di non averne una diversa. Del resto se si appellassero alla Nazione e alla sua volontà di riscatto cosa potrebbero mai ricavare dal momento che la Repubblica ha quasi sempre mostrato alle genti d’Italia la via della frammentazione attraverso le ideologie dei diversi  partiti e il pertinace conseguimento di specifici interessi di parte quando non addirittura un clientelismo spicciolo sconfinante nel nepotismo.

L’Italia deve diventare una civiltà; altrimenti ai primi gravi rovesci di fortuna, che capitano ogni tanto nel volgere di un secolo, la frammentazione degli interessi e dei gruppi porterà alla disgregazione dello Stato e della Repubblica. L’enorme peso politico della Lega Nord è un segnale ben preciso di questo processo in atto. Ogni interesse particolare e privato mancando dei valori comuni a tutta la popolazione diventa una totale e assoluta esigenza politica là dove trova rappresentanza. Ora c’è da chiedersi a chi giova un sistema politico che cura ogni possibile frammentazione all’interno della popolazione. Certamente ad alcuni singoli che approfittano della debolezza e dell’incertezza generale, ai poteri finanziari che trovano una realtà debole e passibile di ogni condizionamento, e ai poteri politici stranieri che si tolgono di torno il problema di una potenziale potenza regionale nel mezzo del Mediterraneo.

Quest’ultima dovrebbe essere la prima di tutte le evidenze. Il Belpaese che verrà, in un tempo purtroppo ancora molto lontano, dovrà spazzar via i cattivi propositi dei finti amici, dei finti alleati e dei nemici. Potrà farlo solo se troverà qualche valida ragione per star assieme, se onorerà dei  valori condivisi, se si darà un modello di vita culturale e civile che oggi è assente; questo qualcosa deve però prescindere da un senso di paura o d’oppressione. La civiltà italiana dovrà essere valida e autonoma di per sé senza bisogno di poggiarsi su stampelle militari o politiche altrui.

IANA per FuturoIeri

Pubblicato il 14/10/2009 alle 18.14 nella rubrica Diario.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web