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Il significato delle parole

L'amico Franco Allegri mi manda questa sua traduzione di una lettera di Nader il paladino dei consumatori e dei cittadini americani. Devo dire che mi conforta scoprire che le mie inquietudini e i miei dubbi sull'Impero Anglo-Americano sono confortati da una simile fonte. Ancora una volta si comprende come in Italia le notizie sul "gigante a stelle" e strisce siano legate a un senso nostalgico delle cose, a un pensare di vivere ancora in un tempo immobile e indefinito nel quale la straprovincia Italia dell'Impero guardava prostrata i miracoli del potente conquistatore. Proprio l'esempio che viene dal Nader dovrebbe spingere a riconsiderare tanti luoghi comuni e a dismettere l'abito servile e meschino di un Belpaese incapace di reggersi sulle sue gambe e continuamente bisognoso di patroni forestieri che lo salvano dalle sue scelleratezze.  Da l mio punto di vista proprio l'orgoglio americano che trapela dalle parole dell'avvocato più famoso degli USA dovrebbe indicare alle genti della Penisola la possibilità di un modo diverso di rapportarsi al potere e alle forze che dominano il presente. Credo che quando andrà giù il grande impero si dissolverà anche questa reggenza, fondata sulle illusioni, che tiene prigionieri di ricordi malati e della follia le genti della Penisola.

IANA



Il significato delle parole

04/09/2009

Di Ralph Nader

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Vi stupite di quello che accade alle parole quando cadono nelle mani dei propagandisti governativi o aziendali?

Spesso giornalisti ed editori non si stupiscono abbastanza.

Essi ripetono le parole persino quando il risultato è un raggiro o un doppio senso.

Ecco alcuni esempi.

Un giorno si e uno no leggiamo dei "detenuti" imprigionati per mesi o anni dal governo federale in USA, Guantanamo Bay, Iraq e Afganistan.

Non sanno i media che la parola corretta è "prigionieri", senza curarsi di quello che Bush, Cheney e Rumsfeld diffusero?

Il dibattito duro, il contrasto sull'assicurazione sanitaria e i $2,5 triliardi spesi questo anno in sanità coinvolgono consumatori e "fornitori".

Come si può descrivere venditori o distributori, (spesso dannosi, negano i benefici, manipolano i contratti mal scritti, frodano Medicare e Medicaid per miliardi) come "fornitori". Ho sempre pensato che "i provveditori" fossero persone che si occupano delle loro famiglie o impegnati in opere caritative. In qualche modo, la definizione del dizionario non si adatta ai profili della grande avarizia di Aetna, United Healthcare, Pfizer e Merck.

"Privatizzazione" e il "settore privato" sono eufemismi molto diffusi che ingannano la stampa ogni giorno.

Lo spostare beni posseduti dal governo o funzioni in mani aziendali, come Blackwater, Halliburton, e i conglomerati che controllano ora le autostrade pubbliche, le prigioni, e i sistemi dell'acqua potabile sono "aziendalizzazioni", non l'immagine leggera dell'andare al "privato" o nel "settore privato".

E' il settore delle multinazionali!

"La riforma della pratica illecita medica" è un altro termine improprio. Di solito significa restringere i diritti legali della gente ingiustamente ferita dagli ospedali e dai dottori, o limitare la responsabilità di questi venditori multinazionali quando la loro negligenza nuoce a pazienti innocenti. Bene, "la riforma della pratica illecita medica" o la "sua crisi" non si applicherebbero alle pratiche negligenti o cattive di medici di professione per quelli che chiedono giustizia. Dopo tutto, quasi 100.000 persone muoiono ogni anno a causa di errori medici/ospedalieri; dal rapporto della Harvard School of Pubblic Health. Centinaia di migliaia si ammalano o si feriscono, per non menzionare i tributi anche più grandi dati alle infezioni indotte dall'ospedale. "Le riforme" proposte incollano questo alla gente sbagliata - i pazienti - non i venditori.

"Libero commercio" è usato sempre come eufemismo.

E' un commercio gestito dalle multinazionali come si vede dalle centinaia di pagine di leggi a loro favore del NAFTA e del WTO. "Il libero commercio" abbassa le barriere fra le nazioni in modo che i cartelli, i monopoli palesi e non giustificati, le pratiche e i prodotti di contraffazione, contrabbando e quelli dannosi possono muoversi nel mondo senza ostacoli. In merito all'uso costante di queste parole va sottolineato che penetrano anche il linguaggio di coloro che lottano contro le politiche di quelli che per primi coniarono questi eufemismi.

Voi leggerete dei "detenuti", "dei provveditori", di "privatizzazione", di "settore privato" e di "libero commercio" nelle pagine della "Nation" e delle riviste dei progressisti, alle loro conferenze con i loro capi e durante le interviste ai mezzi di informazione.

Dopo la gente fa notare loro queste parole boomerang e ancora non cambia nulla.

La loro usanza è cronica.

Molto di ciò che siamo che facciamo e pensiamo è espresso con il linguaggio che scegliamo.

La parola tende a divenire la cosa nella nostra mente come S. Chase puntualizzò 70 anni fa nel suo lavoro classico "La Tirannia delle Parole".

Permetteteci di fermare lo sgarbo al dizionario!

Permetteteci di fermare la resa ai propagandisti e agli imbroglioni delle pubbliche relazioni!

Frank Luntz - il mago della parola Repubblicano che inventò il termine "tassa sulla morte" per sostituire "tassa sulla proprietà" è così sprezzante dell'inettitudine verbale del Partito Democratico (come l'usare "opzione pubblica" invece di "scelta pubblica" e l'usare sempre i suddetti sbagli) che li sfida offrendo un consiglio gratuito ai Democratici.

Suggerisce che potrebbero contrattaccare il suo "tassa sulla morte" con "tassa dei miliardari".

Nessun Democratico l'ha fatto.

Ricordate il significato delle parole.

L'uso delle parole in modo giusto e con il vero valore è uno dei caratteri di un buon libro.

Tre nuovi libri spiccano per il loro parlar giusto.

In Grand Illusion: The Myth of Voter C hoice in a Two-party Tyranny, Theresa Amato, il mio ex dirigente della campagna elettorale, espone gli ostruzioni fatti dai 2 partiti maggiori che negano la scelta di voto per il 3° partito e gli indipendenti.

Proprio fuori è Empire of Illusion: The End of Literacy and the Triumph of Spectacle del vincitore del Pulitzer, Chris Hedges.

Ed infine, l'autobiografia vigorosa, maliziosa e anche breve di quello spirito libero, Jerry Lee Wilson, The Soloflex Story: An American Parable.

Senza resistere ai loro stili differenti, questi autori esercitano la disciplina semantica.

Fine.

Tradotto da F. Allegri il 09/10/2009

Franco Allegri è presidente dell'associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche e si dedica alla libera informazione politica ed economica. Per approfondire visita il sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri. Su Facebook puoi fare amicizia con lui cercando Futuro Ieri.

Pubblicato il 11/10/2009 alle 13.10 nella rubrica Diario.

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