Blog: http://noglobalizzazione.ilcannocchiale.it

Rat-Man nei panni di Harlock: quando non basta la Parodia

La valigia dei sogni e delle illusioni

Rat-Man nei panni di Harlock: quando non basta la Parodia.

La vita è difficile. Scriverò qualcosa che a molti non suonerà bene. Ma credetemi, così è giusto.

Il Rat-Man numero 74 di Leo Ortolani si è indirizzato stavolta a colpire con la sua parodia l’opera del maestro giapponese Leiji Matsumoto. Si tratta di un rispettoso pestaggio cartaceo fatto usando con il suo personaggio di punta: Capitan Harlock. L’impianto della cosa è geniale: si prende di mira il celebre Capitan Harlock, e si badi bene solo quello della serie del 1978 contro Raflesia, disegnandolo come  il suo Topaccio vile, orbo, scemo, balordo e scimmiesco; Ortolani va oltre la figura del pirata spaziale e allarga  la sua satira per prendere pesantemente in giro anche i manga per ragazze inserendo nella parodia anche una figura femminile, sedicente transessuale, che cerca di distogliere Rat-Man dalla sua interpretazione fantozziana di Harlock per immetterlo nel loro fumetto per ragazze sull’orlo della chiusura. Si tratta di una botta a tutto ciò che è, ed è  stato, l’universo fumettistico e artistico del Matsumoto il quale si forma, fra l’altro, come autore di fumetti per ragazze.

Alcune invenzioni di Ortolani sono notevoli e meritano ammirazione fra le tante citerò Rattock che abbandona per quarantadue volte di fila la sua astronave per paura delle aliene donne-pianta, Rattock che viene rigirato come un vecchio calzino dalla Regina nemica al suo primo incontro, e la scena formidabile nella quale il protagonista del fumetto si affaccia da una vignetta per contemplare il suo pubblico constatando con sorpresa di essere letto da tanti affezionati. Inoltre c’è da sottolineare che la presa in giro s’estende alla serie animata e alle famosissime musiche che la caratterizzano. Il riferimento va sempre alla serie classica del 1978, infatti Rat-Man/Harlock può scegliere come colonna sonora nello spazio o una musica dolce e triste o le tele-prediche di Radio-Maria. Il topastro, ovviamente, si sintonizza su Radio-Maria con una radio antidiluviana. Questo numero 74 è un buon lavoro e una dissacrazione ben confezionata.

Qualcosa però non va.

Primo: Harlock è sempre in coppia con Tochiro uomo o con Tochiro-Computer, anche nella serie classica. Ortolani elimina questo fatto e si dimentica perfino della piccola Mayu su cui ruota tanta parte della vicenda del Pirata Spaziale.

Secondo: Ortolani non ha colpe in questo, sembra un tipo che ha cervello e talento, ma è troppo facile prendere in giro la colossale industria dell’animazione e del fumetto giapponese quando non si ha nulla di equivalente. E’ un fatto che la cultura popolare giapponese veicolata dai Manga, come vengono chiamati, è uno strumento potentissimo per favorire le esportazioni giapponesi, anche di beni e prodotti non direttamente collegabili ai fumetti; lo stesso potere politico s’interessa di questo settore industriale con forti ricadute culturali, economiche e di soft-power. Alle volte si ha la sensazione, lo scrivo da lettore di fumetti, che vi sia nel fare satira e nel citare gli autori giapponesi una sorta di rivalsa, di invidia mal celata, che si sfoga nella presa in giro e nel ridicolizzare. In sintesi si tratta di un complesso d’inferiorità fantozziano, ormai caratteristico delle genti del Belpaese, e che evidentemente s’estende anche al settore animazione e fumetti.

Forse in questo caso è da citare come difesa d’ufficio del maestro nipponico quella frase del celebre Fantozzi che in cura dallo psicologo della ASL chiede come può uscire dal complesso d’inferiorità. Il medico davanti a una folla di curiosi risponde che:”Lei non ha un complesso d’inferiorità. Lei è inferiore!”.

IANA per FuturoIeri

Pubblicato il 28/9/2009 alle 21.50 nella rubrica Diario.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web