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Note sugli eroi dei fumetti in Italia

La valigia dei sogni e delle illusioni

Note sugli eroi dei fumetti in Italia

L’eroe e in particolare gli eroi finti, quelli commerciali tendono a mostrare qualcosa della cultura che li ha prodotti, e penso proprio ai supereroi dei fumetti statunitensi. La mia riflessione va  agli eroi dei fumetti italiani e in particolare a quelli della casa editrice Bonelli, riconosciuta come una delle più importanti nel contesto nazionale. Del resto è di questi giorni la notizia che una delle sue creature il famoso investigatore dell’occulto Dylan Dog verrà avrà la sua trasposizione cinematografica negli Stati Uniti. E’ un fatto che i fumetti che sono la potenza della Bonelli sono Zagor, Nathan Never, Legs Weaver, Tex e Dylan Dog. Ossia non c’è un solo eroe dei fumetti italiani che goda di una certa notorietà e della sua conseguente fetta di mercato che sia riconducibile al Belpaese, per essere precisi non c’è un solo eroe italiano. Questo vale per qualsiasi tipologia: dal selvaggio West alla fantascienza non c’è un protagonista italiano. Tra i fumetti di un certo spessore, fuori da un contesto “Bonelliano”,  e in contesto che rimanda agli anni settanta, troviamo la figura di Geremia Lettiga un italo-americano che svolge un ruolo di spalla comica all’interno delle avventure del gruppo TNT, un personaggio tutt’altro che eroico nel contesto alla Brancaleone delle avventure di Alan Ford e del gruppo TNT. Va da sé che anche i luoghi nei quali si svolge l’azione degli eroi preferibilmente non riguardano il Belpaese, evidentemente è facile vendere in Italia un fumetto su Dylan Dog investigatore londinese o su Alan Ford da New York, non è così semplice se costui risiede a Milano o a Roma. In questo contesto di fumetti seriali fa eccezione la miniserie in 14 volumetti di “Volto Nascosto” che presenta numerosi personaggi italiani e tratta di un eroe etiopico che combatte il colonialismo  italiano negli anni novanta dell’Ottocento in Africa Orientale. L’ambientazione in quel caso ha a che fare con il Belpaese e con la sua storia, ma a ben vedere si tratta di una produzione minore che si segnala per la sua originalità. Mentre il Belpaese sembra sparire dall’immaginario eroico dei fumetti al contrario Giappone e Stati Uniti son presentissimi con i “manga” e con una lunga processione di supereroi. Se dal Giappone ritornano le serie classiche dei grandi autori  e quelle di Go Nagai in particolare,  riviste e corrette alla luce dei tempi, con i suoi robot e demoni che salvano l’arcipelago e il mondo intero, dagli Stati Uniti arriva una pletora di super eroi mascherati si  votano a salvare un mondo americanizzato, la libertà in senso liberal-democratico, e ovviamente la proprietà privata e la bandiera a stelle e strisce. La domanda del perché l’Italia non ha i suoi eroi a partire da quelli finti e commerciali è legittima e ha senso.  Forse una parte della risposta sta nel fatto che l’eroe finto è diverso da quello antico che aveva un legame con la storia immaginata come leggenda, con la  legittimità del potere e con il mondo degli Dei e degli Eroi. L’eroe finto è un prodotto commerciale, è il frutto dell’artista, dello studio dove lavorano dei professionisti, dell’editore e qualche volta del produttore di film e cartoni animati, quindi la sua storia è un’invenzione che deve vendere: una merce. Se questa merce riesce nel miracolo di essere anche arte e quindi cultura, come è il caso di certe opere del grandissimo e defunto Magnus, meglio; se non è arte ma solo merce va bene lo stesso: basta venda. Essere editori, disegnatori e sceneggiatori vuol dire far un mestiere in fin dei conti. Il Belpaese s’accontenta: non cerca l’adolescenziale immedesimazione in tipi eroici che si chiamano Giovanna, Rosa, Ugo o Esposito. La prima povertà di Dei ed Eroi parte dagli stessi abitanti del Belpaese; forse siamo troppo assuefatti alle sciagurate avventure belliche del Novecento, al familismo e al disprezzo per il merito e alla disistima per noi stessi per lasciarci andare ai sogni di gloria o coltivare la sincera ammirazione per figure di singoli che sfidano i loro limiti, o per un modelli ideali d’esseri umani votati all’individualismo eroico e altruistico.

IANA per FuturoIeri

Pubblicato il 30/8/2009 alle 19.58 nella rubrica Diario.

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