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IN MEMORIA DI UN MAESTRO DI JUDO (9)

 

Elogio funebre del Maestro Ivo

Non ero preparato alla morte del maestro che è arrivata come un fulmine a ciel sereno.
Avendo seguito delle tracce e non un canovaccio riporto il discorso che ho pronunciato il giorno del funerale del maestro Ivo Fischi così come lo ricordo e come ho potuto ricostruirlo.

Nessuno di noi può arrivare preparato a questo momento, non è possibile, quindi sarò breve.

La situazione non consente del resto discorsi lunghi e non è né l’occasione, né il luogo per farli.

Ivo, a suo modo, resterà l’incontaminato possesso di coloro che l’hanno amato in vita. Ciò che ha generosamente donato a tutti noi: il suo tempo, le sue parole, il suo impegno, se stesso, nella vita, nel lavoro e nello sport gli viene oggi restituito. Il suo elogio funebre siamo noi. Coloro che sono qui oggi testimoniano ciò che è stato il maestro con la loro semplice presenza. Guardiamoci: l’essere presenti qui in così grande numero è l’omaggio liberamente donato alla sua persona e alla sua opera. Quel che ho capito in vent’anni di lui è stata la sua unità di vita, di lavoro e insegnamento. Il fatto che abbia voluto nella cassa il suo judogi e la sua cintura ne è la prova. Quest’unità è oggi utopia. Il suo metodo e il suo insegnamento era certo quello d’insegnare a lottare: ma con le regole e nelle regole, mai contro di esse. Da questi suoi principi derivava la sua amarezza nel contastare i costumi dei tempi. Il suo insegnamento,che sapeva essere giusto, è stato alle volte da lui difeso con durezza dalle critiche. Questo suo essere maestro gli ha imposto talvolta scelte difficili per sé e per gli altri. Le sue scelte e le sue decisioni le ha prese per onorare il suo ruolo, per difendere i principi, per dare l’esempio.

Un maestro per sempre

Il maestro Ivo

Pubblicato il 15/1/2009 alle 1.56 nella rubrica Diario.

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