Blog: http://noglobalizzazione.ilcannocchiale.it

IL CALCIO DELL’ASINO

Alle volte capita che si manifesti nella realtà quel proverbio antico che recita:”Arlecchino si confessò burlando”. Ossia che malefatte e timori taciuti vengan fuori alla luce del sole in circostanze festose o in occasione di burle e affini. Questo è a mio avviso il caso di un numero di una rivista gratuita fiorentina “Giullari” che è distribuita in città e ha il patrocinio di Provincia e Comune. Nel numero di Novembre 2008 pubblica una vignetta che ricade nel suddetto proverbio, un  tal Fremura mostra un disegno con un commesso viaggiatore sfacciatamente asiatico mentre offre a un commerciante un albero di natale rinsecchito in cui fanno bella mostra di sé decorazioni tratte dalla spazzatura come una scarpa rotta, lattinine vuote, stracci. L’asiatico nel fumetto così s’esprime “per le prossime festività natalizie, in catalogo abbiamo questo articolo (made in China) che pare fatto apposta per il vostro mercato (…)”.

Questo è un calcio dell’asino nei confronti dei saccenti e arroganti banchieri e dei professori d’economia, degli imbottitori di crani della persuasione politica, dei mestieranti della televisione fatta di chiacchere e luoghi comuni che hanno proclamato per anni la superiorità del mercato rispetto a qualunque altra cosa e che ora hanno distrutto perfino le basi su cui si fondava il loro potere. Di sfuggita ricordo che la nazione maggiormente colpita da questa disfatta economica e ideologica è quella statunitense. La stupidità delle  affermazioni di queste pessime categorie di umani si fonde perfettamente con la natura perfettamente e integralmente criminale dei bancarottieri che hanno distrutto i risparmi di milioni di famiglie negli Stati Uniti e in Europa. La rivista in questione si occupa di cose locali e non ha particolari pretese ma in un colpo solo con una vignetta senza particolari pregi stilistici smaschera il bluff dei potenti e dei loro esperti pagati un tanto a menzogna. Le paure che emergono inconsapevolmente dal disegno sono due: il travolgimento del Vecchio Mondo e dell’impero Anglo-Americano ad opera dell’Asia e della Russia e la fine del benessere e l’inizio di un periodo di minorità e di povertà per questo piccolo continente schiacciato fra l’Africa e l’Asia. Incidentalmente ricordo che l’Italia in Europa è il solito vaso di coccio fra i vasi di ferro e che quindi pagherà caro e probabilmente per tutti questo crollo di civiltà altrui. E’ amaro vedere che invece di far appello al coraggio di tutti e dare un forte esempio le nostre caste al potere s’arroccano per difendere i loro piccoli privilegi a costo di mandar in malora la stragrande maggioranza della nostra gente. Le nostre paure e le verità inconfesssabili, prima fra tutte che questo paese da decenni non ha più difensori nelle sue sedicenti classi dirigenti, emergono dalla satira, dallo scherzo, dalla provocazione. Aspetto solo di scoprire che siamo entrati nella terza guerra mondiale nel corso di uno spettacolo di Beppe Grillo o di Dario Fo. So che può succedere. Qui si è perduto ogni limite da anni

IANA
Sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri

Pubblicato il 15/11/2008 alle 1.2 nella rubrica Diario.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web