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DATI CERCATI, DATI TROVATI

Ho letto la rivista INTERNAZIONALE, e precisamente il numero del 24/30 ottobre 2008, questa rivista pubblica articoli da tutto il mondo e li edita tradotti in Italiano. Si  trovano dei dati. Non so quanto siano centrati, però mi sono reso conto che la stampa e la televisione nel Belpaese tendono ad omettere una cosa che in questi casi sarebbe vitale esprimere: le cifre. Mi sono reso conto che nel Belpaese si ragiona della crisi come se fosse una maledizione, un terremoto, l'ira di Dio che si scatena. Tutto tranne che un fenomeno umano misurabile, circoscrivibile nello spazio e nel tempo con vittime e carnefici, con nomi, cognomi, cifre. Mi chiedo che cosa è mai questa economia se proprio le cifre e i conti sono avvolti dal mistero, e come può esserci corretto rapporto fra governati e governanti se non viene comunicato l'esatto importo del disastro. A che titolo si chiederanno nuove tasse e nuovi tagli! Solo mettendo nero su bianco le cifre e mostrando al pubblico i colpevoli duramente puniti, che sono tanti e ci sono, si potrà chiedere ai molti dei sacrifici economici. Comunque queste alcune cose interessanti che ho trovato nei diversi pezzi tratti dalla stampa internazionale.

Un articolo di Loretta Napoleoni informa che la domanda di Euro in Europa è passata da 19 miliardi di contanti a 712 miliardi per effetto di questa crisi. (Un segnale inquietante non c'è che dire).

 Nel 2007 le famiglie statunitensi che hanno perso la casa a causa delle note vicende del crack finanziario sono state 750.000, nel 2008 dovrebbero essere 3.000.000 le famiglie sfrattate.

Ad oggi negli Stati uniti una famiglia su sei ha un debito superiore al valore della casa, questo fenomeno riguarda circa 12 milioni di famiglie.

La guerra Afgana costa agli statunitensi 100 milioni di dollari al giorno, in un anno sono circa 36 miliardi di dollari.

La grande società Freddie e Fannie ha mutui a rischio per 5.000 miliardi di dollari, il suo debito è di 1.600 miliardi.

La Gran Bretagna ha il 50% di tutti i debiti contratti con le carte di credito in Europa.

 I prezzi dell'acciaio nelle sue diverse qualità sono scesi, a seconda del tipo, dal 20% al 70% dall'inizio dell'estate.

Ai lettori le considerazioni del caso.

IANA per FuturoIeri
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Pubblicato il 27/10/2008 alle 18.37 nella rubrica Diario.

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