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DUE GIGANTI E UNA CRISI CONTRO LA SCUOLA

La scuola nel Belpaese ha, da trent’anni a questa parte, avuto due giganti dai piedi d’argilla che si sono scagliati contro di essa. Uno era il gigante sedicente di sinistra che contestava l’autoritarismo dei docenti e delle strutture spesso per organizzare azioni politiche strumentali, l’altro il gigante sedicente di destra che criticava pesantemente le istituzioni scolastiche bollandole come inutili e sprecone perché lontane dagli interessi del mondo della produzione e degli affari. I due giganti, che sono in realtà le due principali correnti critiche che hanno investito la scuola, sono fra loro fratelli, li accomuna il sospetto verso qualsiasi voglia forma d’autonomia che viene in essere nel normale rapporto fra docente e allievo, proprio quando il lavoro di colui che sa diventa d’istruzione e di formazione nello stesso tempo. Che si voglia affidare questo rapporto alle alchimie politiche e alla loro declinazione politica, posizione del gigante sedicente di sinistra; o che si voglia affidarlo al mercato ossia a minoranze di miliardari che decidono per tutti, idea del gigante sedicente di destra, il minimo comune denominatore dei due giganti è la diffidenza verso la libertà d’insegnamento e in generale il sospetto verso la scuola. Adesso che la crisi economica minaccia di travolgere oltre l’economia anche lo Stato e l’ordine costituito, il potere politico, oggi dominante, ritiene di dover tagliare le spese di carattere sociale.  Nel Belpaese si pensa a sforbiciare la scuola. Elementari, medie e superiori sono in discussione e anche l’università è colpita al cuore; ossia nella ricerca. Davanti al crollo dei miti del Dio-denaro, viscido idolo proposto ai molti da minoranze di miliardari al potere, ecco che si punta a colpire la scuola pubblica che ha la funzione di prepare alla complessità del mondo e a mettere le basi delle capacità critiche. Questo compito, che non è secondario, di formazione e preparazione è sempre più arduo da conseguire, la critica distruttiva dei due giganti ha lesionato la credibilità della scuola in generale, i nemici della civiltà e della cultura ora sfruttano questo danno per fare i loro comodi. La crisi non li spaventa, anzi è lo strumento del loro potere. Chi sono è ovvio si tratta delle solite minoranze di miliardari al potere che si nascondono dietro le facciate dei banchieri, degli amministratori delegati, dei consigli d’amministrazione, e bramano la prosecuzione del loro potere, con ogni mezzo, passsare sopra i diritti di un paio di generazioni di italiani non li spaventa, anzi forse la sfida li eccita.

IANA per FuturoIeri
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Pubblicato il 16/10/2008 alle 21.8 nella rubrica Diario.

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