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DA FLORENTIA A FLORENCE

Sui giornali di questi giorni, ricchi di boutade ferragostane, ve n’è una che ci è parsa particolarmente prostrata dalla canicola estiva. Si tratta della applicazione del nuovo Regolamento di polizia municipale fiorentina.

Negli Stati Uniti, più precisamente nello Stato dell’Oregon, vi è un luogo che si chiama “Florence”, appunto la traduzione anglosassone della nostra Firenze. Questa cittadina è stata costruita un po’ copiando l’originale – ha persino un ponte che vorrebbe imitare Ponte Vecchio – e un po’ ricreando le atmosfere del vecchio West americano. Insomma il consueto, ardimentoso, ibrido secondo i gusti a stelle e strisce.

Perché la citiamo? Perché a Florence fa bella mostra di sé, spesso per allietare sparuti stranieri che la visitano, un impeccabile sceriffo con tanto di pistola, cappellone e stella al petto.

Ma l’abbiamo sempre intimamente pensato: gli americani sono talvolta un po’ naif.

L’altro giorno leggendo i quotidiani locali, ma anche nazionali e persino internazionali, pareva di stare a Florence invece che a Firenze. Qualche americano le avrà pure confuse.

Un Assessore sceriffo, polizia municipale sguinzagliata a far multe per i mozziconi di sigaretta a terra, i panni stesi al balcone, le biciclette appoggiate ad un palo. Quasi da aver paura a uscir di casa.

Siamo veramente convinti che i problemi di Firenze siano questi? Certo, non vogliamo giustificare azioni comunque incivili, ma se leggiamo i libri di Pratolini o ne vediamo le trasposizioni cinematografiche del periodo neorealista, San Frediano pullulava di panni alle finestre e di bici in giro. Le rastrelliere allora non c’erano, come al posto dei fast-food o dei kebab c’erano le osterie e al posto delle griffe i vecchi artigiani. Era indecente anche quella Firenze? O è indecente la nostra coscienza sporca di oggi?

Dimenticavamo: nel frattempo i cantieri della tramvia giacciono abbandonati a se stessi, nella zona a traffico limitato ci entrano cani e porci (Suv compresi, in grande abbondanza), zone della città vengono oramai considerate territorio franco di sperimentazione per architetture mostruose, vedasi il nuovo tribunale di Novoli, oppure per sostituire il verde pubblico con il verde “pay per view”, vedasi l’intenzione di fare lo stadio di calcio a Castello.

Ma in compenso lo sceriffo allieta i turisti, anche da noi un po’ più sparuti di prima.

 

Amici di Futuro Ieri - http://digilander.libero.it/amici.futuroieri/appel.htm

Pubblicato il 20/8/2008 alle 13.6 nella rubrica Diario.

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