Blog: http://noglobalizzazione.ilcannocchiale.it

GENTE MIA DOVE SIETE?

Mi capitò quando ero liceale di leggere un racconto nel quale Dio chiedeva a Caino conto dell’uccisione del fratello. Lo chiamava chiedendo dove fosse.

Il luogo ove era Caino non era solo fisico ma anche morale, era il nascondiglio del fratricida.

Io non so se davvero c’è un Caino ma mi sono convinto da tempo che non ritrovo più l’Italia della mia infanzia, l’Italia di trent’anni fa. Non so dove sia oggi ciò che pure ho visto, ho annusato, ho ascoltato. Quella di oggi è un qualcosa di strano, di deforme, che assomiglia solo per l’evidente sovrapposizione dei luoghi e del territorio a quel mondo umano e sociale che avevo conosciuto da bambino. L’Italia di oggi non riesco a capirla, non sembra neanche più un paese unitario ma un mettere una su l'altra  culture diverse, alcune di esse addirittura di recente immigrazione.

Non sono Dio ma mi verrebbe voglia di dire: Gente mia dove siete!

Forse sono solo ombre, parti della mia mente aggredita dalla nostalgia di un tempo lontano, o forse no. Davvero quel mondo umano si è perso, quella società si è trasformata al punto di diventare qualcosa di assolutamente irriconoscibile. Mi manca quell’essere noi stessi che coincideva con il sentirsi parte di una storia perlopiù maledetta ma comune, quel riferirsi in qualche modo a vicende se non condivise almeno comuni, che in qualche modo ti scusavano in un certo senso e giustificavano il tuo essere qui e ora in questo sciagurato mondo di viventi in conflitto. In particolare faccio riferimento a un certo qual senso comune che portava a pensare in termini di futuro, di mondo possibile, di una storia personale da costruire. Certo l’infanzia fa brutti scherzi specie nei ricordi, le cose cattive possono venir obliate, quelle buone ingigantite, ma pur considerando le molte cose che parlano a sfavore di quel tempo mi sento comunque libero di affermare che quel mondo umano aveva nel complesso una visione più rosea del futuro, questa mia affermazione non è una statistica è una mia percezione. Oggi non trovo più la mia gente. La cerco, ma intorno tutto è finito anche le tracce del passato sembrano dissolte, restano alcune cose tangibili che perdurano negli anni come la cattedrale, le piazze principali, i ponti, i parchi cittadini ma intorno è come se fossero passati non trenta ma cento e più anni, tanto è cambiata la società.

Ci sono giorni in cui mi sento in esilio, non è che non capisco questo mondo umano, è che non lo sento più come mio, come se nel corso della mia vita avessi già attraversato almeno due epoche diversissime e lontane.

Mi manca quel mondo trapassato perché oggi posso dire che, a ragione o a torto, esso era un pò anche mio.


IANA per Futuroieri  http://digilander.libero.it/amici.futuroieri/liber.htm

Pubblicato il 12/7/2008 alle 13.45 nella rubrica Diario.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web