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UNA NOTIZIA SEMPLICE

Il giorno 17 gennaio 2008 il quotidiano City pubblicava un’intervista al premio Nobel per l’economia Joseph Stiglitz.   L’illustre intervistato faceva osservare che la crisi economica USA è certa, resta da capire quanto sarà grande perché l’incertezza è solo sulle dimensioni del fenomeno.  Il cosiddetto Vecchio Mondo verrà senza alcun dubbio colpito in quanto l’economia è globale e la crisi di una superpotenza non può non colpire tutte le economie.  Curiosamente il premio Nobel consiglia all’Europa ciò che negli USA non può essere concepito o proposto da qualsiasi soggetto politico  degno di nota ossia una riduzione dei consumi e una minor dipendenza dai paesi fornitori di risorse energetiche.  Il pulpito statunitense è senza alcun dubbio quello meno indicato per formulare simili proposte, tuttavia questa strana uscita del personaggio è utile per sradicare le troppe illusioni che tanti nel Belpaese coltivano per ignoranza, pigrizia, cretinismo.   Il pericolo che minaccia l’economia globale  per l’intervistato è la stagflazione ossia un’economia ferma mentre i prezzi continuano a salire, uno scenario da incubo per i poteri politici e le società che fondano la loro ragione di vita sul consumo e sul materialismo più schietto e brutale.  Anche perché in assenza di politiche adeguate potrebbe verificarsi  l’impoverimento delle società colpite dalla crisi in un contesto di disoccupazione crescente.  Le crescite infinite esistono solo nel mondo dei sogni, e sempre a cavalo fra incubo e sogno si collocano cose come:” i poteri buoni, gli imperi pacifici, le belle principesse minacciate dai draghi e i principi azzurri”.  Chi credeva nell’albero della cuccagna e nell’invincibilità degli Stati Uniti oggi deve, di fronte a questi ed altri fatti ricredersi uscire dal mondo dei sogni e guardare la realtà per quello che è.  C'è  stato nel passato un presidente USA che chiedeva retoricamente di chiedersi non cosa la sua Nazione poteva fare ma cosa poteva fare per il suo paese l'interlocutore di turno.  Questa domanda estrapolata dalla retorica sarebbe una bella domanda da porre in modo perentorio ai nostri italici tifosi pro Stati Uniti: cosa intendete fare per il paese che voi  considerate la guida della civiltà e del progresso.  Forse niente davanti al concreto interesse del vostro portafoglio?.

 

IANA per Futuroieri  http://noglobradiotv.splinder.com

Pubblicato il 20/1/2008 alle 18.11 nella rubrica Diario.

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