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MA LA REPUBBLICA NON ERA FONDATA SUL LAVORO?

Dal quotidiano Metro del 20/11  apprendiamo:” Saranno anche “bamboccioni”, ma almeno, di fronte alla ricerca del lavoro, i giovani italiani di fantasia ne hanno molta  (forse anche perché sono costretti a farsi venire qualche idea, se vogliono portare a casa un po’ di denaro).  I giovani fra io 18 e i 34 anni che vivono ancora con i genitori sono 7 milioni e 368.000.  E sono loro che cercano qualche tipo di lavoro su internet…”.

Curioso! Ero convinto che la Repubblica Italiana fosse “fondata sul Lavoro”  come è scritto nel primo articolo della Costituzione, quindi credevo che il lavoro fosse fondativo dell’identità della gente nostra.  Invece, a quanto pare, l’articolo presenta al lettore il lavoro  come qualcosa di diverso, legato alla sfera del caso e della fantasia, e par di capire all’arte di arrangiarsi.   Maestri di quest’arte devono essere, per evidente stato di necessità, i più giovani.  Il quotidiano sembra riprendere un curioso  luogo comune dell’italiano che deve fin da giovane supplire con la destrezza e la creatività a quello che manca alla società e al sistema-Italia, quasi che il futuro delle nuove generazioni dovesse appartenere al caso e i problemi fossero sempre e solo individuali e non di tutti.  Un po’ come se venisse detto ad ognuno di questi giovani: “il nostro ordinamento sociale e politico non ha un futuro per te, arrangiati!”.

C’è da chiedersi che paese sia mai questo che scrive nel suo testo fondamentale parole così alte e poi sottovoce e con un fare da  contrabbandiere fa capire che i valori tante volte dichiarati e ostentati non sono mai stati creduti.

A cura dell'Associazione Futuro Ieri - http://digilander.libero.it/amici.futuroieri/liber.htm

Pubblicato il 22/11/2007 alle 22.53 nella rubrica Diario.

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