.
Annunci online

  noglobalizzazione [ Forum di critica alla modernita' e a questo nocivo sviluppo ]
         


21 ottobre 2015

Ricette precarie n.4

Ricetta precaria

E’ la 4?

Mentre siete soli con banchi e sedie nell’aula deserta per occupazioni, assemblea, cose varie e affini  vi torna in menteun fatto. Anni fa, mentre cercavate  video e documentari, siete incappati in una serie vista su Youtube. Si tratta di Shtrafbat una serie russa del 2004 di cui non avete capito nulla data l’enorme differenza linguistica.

Una cosa è però certa si racconta della vicenda di un  battaglione di disciplina dell’Armata Rossa composto da delinquenti comuni e di vario tipo che con diverse motivazioni si fa massacrare per difendere la madrepatria Russa dall’invasione nazista.

La scena finale del battaglione che si fa massacrare in trincea al punto che rimane vivo solo l’ufficiale, anche lui sottoposto al regime di punizione, e un Pope che si è unito alla truppa e ha prestato ai morituri  il conforto spirituale quando erano vivi.

Quest’esperienza vi ha dimostrato come in fondo in certe nazioni e presso certi popoli la memoria di chi si è fatto ammazzare per la collettività ha un suo peso e in fondo qualcosa di tanti oscuri sacrifici e sanguinose redenzioni ha trovato modo d’emergere.

Ma quale paragone è possibile con il Belpaese dove ogni discorso sull’oscuro passato degenera in rissa verbale fra politici e VIP variamente assortiti nei salotti televisivi. Il discorso serio o è pane per pochi eruditi o materia di sodalizi di curiosi, o è ridotto a qualche conferenza o presentazione di libri.

Qui in questo giardino di penisola il mondo è diventato una favola sulla quale si può dire tutto e il contrario di tutto perché non ci sono verità condivise nemmeno quella elementare quale può esser l’evidenza che  qualcuno ha vinto e altri hanno perso il Secondo Conflitto Mondiale.

Fra i vincitori non risulta esserci l’Italia, ma questo dato semplice non è inteso e non è meditato  in tutte le sue conseguenze perché vivere nel mondo dei sogni ideologici o nelle fantasie fa comodo alle genti nostre.

Dato che siete fuori il consiglio culinario è quello di andare a mangiare in un ristorante greco, così evitate sinistri esperimenti con le pentole e ripassate la storia. Già perché la Grecia ha vinto la Seconda Guerra Mondiale. Strano vero! Non si direbbe oggi come oggi.

Eppure è così. Le isole del Dodecaneso preda bellica italiana nella guerra del 1911-12 contro la Turchia sono andate agli elleni con il trattato del 1947 e ci furono anche le riparazioni di guerra da pagare.

A tavola mediterete meglio su quanto poco contino la storia e  la realtà oggettiva nel vostro Belpaese.

Già che ci siete per chiudere il pasto  fatevi un brandy Metaxa che ha affinità di suono con il leader-dittatore greco che fermò l’aggressione italiana al suo paese per tutto il 1940.

Così tanto per fare.

E anche stavolta avrete così risolto.




19 ottobre 2015

Ricette precarie n.3

Lez.02, 03??. Fate voi.

Il tempo giusto

Prima settimana di ottobre.  Ancora non piove, ma manca poco ma siete già con il naso chiuso. Meglio: così non sentite i sapori.

L’Occasione.

Gli anni passati vi portano il ricordo amaro di tutti i vostri fallimenti amorosi, delle disavventure passate, del quotidiano lavorare in termini grigi e deprimenti.

Una galleria di pensieri e ricordi color pece s’affastella prepotente nella vostra testa imponendo il quesito isidioso  che chiama in causa il perché siete fra i vivi in questa valle di lacrime.

Cominciate a chiedervi se per caso non siete voi gli univi vivi e tutti gli altri morti a loro insaputa. In fondo che ne sapete davvero della vita e della morte.

Mentre meditate su quest’abisso esistenziale vi viene i mente che la cucina è libera.

Siete soli e liberi di far maldestri fra pentole e fornelli.

 

Ricetta precaria

Ci vorrebbe un piatto di riso. Con qualche salsa che stasi il naso.

Vuole il caso che avete il wasabi in frigo da due anni, mese con aromi che l’accompagnano.

Unite subito con risentimento e ira la salsa di soia a il wasabi.

Bollite il riso trovato per caso con una noce di burro e del sale messo a caso per far prima in una pentola d’acqua.

Una volta scolato il riso unitelo in un pastone unitario con le melanzane o altre sostanze del frigo che possono esser affini con il concetto di una massa informe a prevalente color bianco.

Schiaffate sull’impasto, freddo a caldo a seconda dei gusti e del tempo che avete da dedicare alla cosa, la salsa composta di soia e wasabi.

Avete il naso tappato dai raffreddori quindi la salsa non potrà far altro che bene. Il sapore nemmeno lo sentite date le condizioni di salute e con un gotto di vino passa pure questo pasto.

Chiamate il tutto: melanzane e riso per nasi chiusi.

E anche stavolta avrete così risolto.

 


 

 




19 ottobre 2015

Ricette precarie n.2

Precariato e bassa cucina

 

Lez.01, ma anche 01,02, 4  in fondo ma chi se ne frega…fate voi

Il tempo giusto

Seconda settimana di ottobre, con umido e cielo coperto ma portatore di bruciori di stomaco a causa della lettura della cronaca sui quotidiani.

L’Occasione.

Gli anni passati vi offendono, il ricordo delle cose fatte in gioventù vi risulta amaro; vi ricordate anche del vostro primo incarico da precario.

Sembra passato un decennio ma son di più. Son almeno dodici anni e tale siete oggi come eravate ieri.

Solo più, infelice, solo e risentito con questo pezzo di mondo che vi odia e che odiate

Una ricetta quindi per giorni normali e semplici

 

Ricetta precaria

Ci vorrebbe un minestrone di croste di formaggio e verdure per star meglio con lo stomaco

Prendete un minestrone lasciato per pietà da vostra madre, o chi per lei, nel frigo  o in alternativa qualcosa di congelato e dozzinale preso alla COOP sotto casa.

Frugate nel frigo e cavate dai suoi meandri tre o quattro croste di parmigiano dall’apparenza immangiabile.

Unite le croste fredde e sinistre alla roba detta altrimenti minestrone di verdure.

Buttate tutto in una pentola, lasciate bollire mentre leggete la cronaca degli ultimi scandali sul Fatto Quotidiano.

Nel mentre pensate a tutta la putrefazione morale e civile del Belpaese date due o tre buone rimestate alla vostra sbobba.

Terminata la lettura con rabbia e stizza versate tutto in un piatto da zuppa.

Abbondate col vino se c’è così sentirete meno il sapore; se non basta qualche cucchiaio di salsa di soia a caso per ammazzare tutti  i sapori

Avrete così risolto.




19 ottobre 2015

Ricette precarie

Precariato e bassa cucina

 

Lez.00, ma anche 01 in fondo ma chi se ne frega…

Il tempo giusto

Terza settimana di ottobre, con umido e cielo coperto ma portatore di raffreddori e malanni misti

L’Occasione.

Gli allievi e le allieve  vi hanno lasciato come un cretino con il portatile acceso e  con la lavagna scritta piena di appunti su quell’evento di creazione dell’identità italiana che  fu la Grande guerra.

Perché.

Perché dovevano fare un’assemblea  NON AUTORIZZATA nei locali della scuola a sorpresa e voi siete stato sorpreso, siete rimasto in aula aspettando il rientro dalla campanella.

Da buon precario avete capito.

Capito di aver fatto la figura del pollo nel girarrosto dell’ambulante che esita il fragrante e  odoroso pennuto il giorno del mercato a Sesto. Fregato.

 

Ricetta precaria

Ci vorrebbe un rinforzino finale al pasto.

Un dolce tenero e un leggero alcolico raffinato per rilassarsi dopo il secondo.

Dal momento che è notoria la vostra incapacità di produrre cose degne di consenso nelle mense  questo è il consiglio.

Cercate fra le colline  e le montagne qualche casa del popolo sopravvissuta ai giorni dei governi Berlusconi, D’Alema e Prodi.

Trovato il sito arcaico e misterioso  comprate a prezzo d’usura una bottiglia di grappa da battaglia di quelle che s’offrono ai clienti dopo pasto in modo che possan esser braccati sulla via di casa dalla polizia stradale con fondato motivo.

Aggiungete un dolce a caso preso dal primo barre/pasticceria/rivendita di apericena e affini percolosi sotto casa.

Abbinate le due cose fingendo distacco da nobile prussiano della Grande Guerra.

Non ci crede nessuno ma fa parte del colore della cosa.

Strozzatevi con i due acquisti mangiando con ira il manufatto pregno di zuccheri e sostanze grasse e bevete con rabbia una tazza di sostanza liquida dall’incerta gradazione e dal sinistro odore;  sdraiatevi come un cetaceo spiaggiato sul divano o sul letto; se c'è la poltrona meglio.

Accendete il computer portatile e sintonizzatelo su  un documentario a caso su Youtube per conciliarvi il sonno tormentoso e iroso in un dormiveglia sfibrante e poco costruttivo.

Avrete così risolto.



sfoglia     settembre        dicembre
 







Blog letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom

ISCRIVITI: "no-globalizzazione" direttamente nella tua casella email