.
Annunci online

  noglobalizzazione [ Forum di critica alla modernita' e a questo nocivo sviluppo ]
         


23 settembre 2011

Ottimo, Ottimoo, Ottimo: superata la velocità della Luce.



Smentito Einstein, velocità della luce può essere superata: esperimento riuscito al Cern.

Questo è uno dei tanti titoli che si trovano in rete, la scoperta è ormai confermata e rilancia in questi tempi di bestiale barbarie la scienza e la speranza. Scienziati e Fantascienziati adesso possono ridefinire la propria visione sul mondo. Ciò che era relegato nei libri di fantascienza è oggi un fatto, parte della fisica del Novecento andrà riscritta o rifatta da capo. Forse è il segno questo di un mondo nuovo dell'inabissamento definitivo di un Novecento cadaverico, sanguinario, esagerato e putrefatto che nei suoi ultimi sussulti di sopravvivenza è riuscito a inquinare il nuovo millennio. Spero che questo momento di gloria per la scienza d'Europa segni la fine di quest'epoca che ha debordato aldilà dei suoi limiti cronologici. Ora c'è da sperare che il superamento di questo limite considerato per quasi un secolo insuperabile sia di buon auspicio per altri ambiti quali la politica, l'emissione di moneta da parte delle banche centrali private, la legalità  la questione della pace, il ridimensionamento dei centri di potere finanziari e così via... La scienza ha battuto un colpo e ha aperto una finestra sul futuro. A questo punto è bene accogliere mentalmente il nuovo tempo e concettualmente abbandonare i resti decomposti e osceni di un Novecento morto. Molto delle cose distorte e pazze sopravvisute al se stesse e alla propria epoca passata è da buttare nella spazzatura o nella raccolta differenziata. Ma queste cose riguardano la politica, la finanza, il neo-liberalismo, la volontà di potenza dei poteri imperiali e delle loro multinazionali al seguito, l'emissione di moneta a partire dalle banche private associate nelle BANCHE CENTRALI, la globalizzazione, l'uso sistematico dello strumento della guerra da parte delle presunte democrazie per risolvere le controversie internazionali, la sopravvivenza in forma grottesca di ideologie morte e decomposte da decenni nella vita politica, la scelerattezza di classi dirigenti formate da miliardari sociopatici.
Superata la velocità della luce, ottimo auspicio, bellissimo annuncio, peraltro molto atteso.



IANA per FuturoIeri




23 settembre 2011

PICCOLO ELENCO DEI VERI SPRECHI CASTALI

Nel momento in cui il governo Berlusconi intende imporre al Paese una manovra correttiva della manovra correttiva della Legge Finanziaria 2011, uno scioglilingua da circa 100.000.000.000 di Euro a danno soprattutto delle fasce più deboli degli italiani (dai 30.000 €/anno lordi in giù), che si spera le forze politiche più assennate e oneste vorranno bocciare in sede di conversione parlamentare dell'ennesimo Decreto Legge (subitaneamente ratificato dalla firma più veloce del West), eccovi un elenco - parziale ma integrabile o modificabile - di Enti pubblici, tutt'ora attivi, considerati inutili dalla Corte dei Conti o da altre analisi/valutazioni sul tema:

Istituto agronomico per l’oltremare
Istituto opere laiche palatine
Istituto di beneficenza Vittorio Emanuele III
Opera nazionale dei figli degli aviatori
Unione italiana tiro a segno
Ente per le ville vesuviane
Istituto per il Commercio con l'Estero (ICE)
Centro Italiano di Ricerche Aerospaziali (CIRA)
Associazione italiana combattenti e reduci
Comitato nazionale un secolo di fumetto italiano
Istituto di Studi e Analisi Economica (ISAE)
Centro Italiano Ricerche e Informazioni sull’EConomia delle imprese pubbliche (CIRIEC)
Circondari
Comunità collinari
Provincia dell’ Ogliastra
Provincia di Fermo
Provincia BAT Barletta-Andria-Trani
Provincia di Monza-Brianza
Provincia di Biella
Provincia di Crotone e Vibo Valentia
Provincia di Prato
Regione Molise
Regione Basilicata
Fondo Assistenza Sanitaria Dirigenti Aziende Industriali (FASDAI)
Opera Nazionale Combattenti (ONC)
Ente nazionale per le tre Venezie
Fondazione figli degli italiani all’estero
Casse mutue provinciali malattia per gli esercenti attività commerciali (n. 31)
Renato Brunetta, detto dai suoi amici il watusso intelligente, Barone della Universita di Venezia
Ente Giuliano Autonomo di Sardegna (EGAS)
Orfanotrofio militare di Napoli
Opera Nazionale di Assistenza all’Infanzia delle Regioni di Confine (ONAIRC)
Orfanotrofio marina militare di Napoli
Ente Nazionale per l’Assistenza agli Orfani dei Lavoratori Italiani (ENAOLI)
Ente patronato Regina Margherita pro ciechi
Istituto "Paolo Colosimo" di Napoli
Associazione Nazionale Controllo Combustione (ANCC)
Ente Nazionale per l’Addestramento dei Lavoratori del Commercio (ENALC)
Comitato di liquidazione dell’Ente Autonomo Gestione Aziende Termali (EAGAT)
Ente Nazionale Lavoratori Rimpatriati e Profughi (ENLRP)
Utenti Motori Agricoli (UMA)
Ente Nazionale di Previdenza dei Dipendenti da Enti di Diritto Pubblico (ENPDEDP)
Ente Nazionale di Previdenza e di Assistenza alle Ostetriche (ENPAO)
Istituto Nazionale Gestione Imposte di Consumo (INGIC)
Ufficio Accertamenti e Notifica Sconti Farmaceutici (UANSF)
Gestione e servizi per l'ass. obbl. contro le malattie della cassa naz. prev. ed ass. avvocati e procuratori
Comitati di coord. e compensazione tra le casse mutue di malattia delle az. private del gas
Ente Colombo '92
Opera Nazionale Invalidi di Guerra (ONIG)
Gestione e servizi di ass. san. della cassa marittima meridionale per gli infortuni sul lavoro e le malattie
Cassa conguaglio zucchero
G.f.b. - min. beni cult. e amb. - "ind. di missioni eseguite per ragioni di ufficio a richiesta di privati e di enti non statali"
Fondazione Bettino Craxi
Banco nazionale prova armi da fuoco
Scuola archeologica italiana di Atene
Stazione Sperimentale per l’industria delle Conserve Alimentari (SSICA)
Stazione Sperimentale del Vetro
Stazione Sperimentale per la Seta
Stazione Sperimentale per i Combustibili
Stazione Sperimentale Carta, Cartoni e Paste per carta (SSCCP)
Stazione Sperimentale per le industrie degli Oli e dei Grassi (SSOG)
Stazione Sperimentale per le industrie delle Essenze e dei derivati degli Agrumi (SSEA)
Stazione Sperimentale delle Pelli e Materie concianti
Istituto per la Promozione Industriale (IPI)
Centro per la formazione in economia e politica dello sviluppo rurale
Comitato nazionale italiano per il collegamento tra il Governo e la Fao
Stazione zoologica ‘A. Dohrn’
Istituto Nazionale Di Alta Matematica ‘F. Severi’ (INDAM)
Istituto Nazionale di AstroFisica (INAF)
Istituto nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS)
Istituto di studi giuridici internazionali
Ente Nazionale delle Sementi Elette (ENSE)
Istituto postelegrafonici (Ipost)
Istituto degli affari sociali
Istituto Nazionale per Studi ed Esperienze di Architettura Navale (INSEAN)
Consorzi di Bonifica
Ambiti Territoriali Ottimali acque
Ambiti Territoriali Ottimali rifiuti
L.O.D.E. Casa
Legautonomie
Opera Nazionale Maternità e Infanzia (ONMI)
Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro le Malattie (INAM)
Difesa Servizi SpA
Ente Italiano Montagna (EIM)
Ente irriguo umbro-toscano
Pio istituto elemosiniere
Unione ufficiali in congedo
Istituto per l' Africa e l' Oriente
Cassa conguaglio trasporti di gas e di petrolio liquefatto
Fondazione Guglielmo Marconi
Unione accademica nazionale
Notai
Difensori civici
Agenzia nazionale per la sicurezza alimentare
Autorità garante della concorrenza e del mercato
Autorità garanti del contribuente per il fisco e la burocrazia
Agenzia per le organizzazioni senza scopo di lucro di utilità sociale
Garante per la protezione dei dati personali
Centro nazionale per l'informatica nella pubblica amministrazione
Commissione per la valutazione, la trasparenza e l'integrità delle amministrazioni pubbliche
Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza
Centro sismologico di Udine
Centro Iniziativa e Ricerca sul Sistema Educativo e Scientifico (CIRSES)
Centro Internazionale di Radiocomunicazioni Mediche (CIRM)
Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro (CNEL)


- QUESTO PEZZO NON MI PIACE, NON CAPISCO DOVE VUOL ARRIVARE E QUALE TIPO DI REAZIONE VUOL FAR MATURARE NEL LETTORE. CONFUSO, DISPERSIVO, IMPRECISO SI PRESTA A OGNI TIPO DI CRITICA E DI FRAINTENDIMENTO. SI TRATTA DI UN PEZZO MALFATTO SENZA ALCUN DUBBIO.

IANA


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. politici sprechi casta enti inutili

permalink | inviato da noglobalizzazione il 23/9/2011 alle 8:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa



23 settembre 2011

VITALIZIO REGIONALE (E PARLAMENTARE) UN PRIVILEGIO ORMAI INSOPPORTABILE

Forse pochissimi di coloro che ci leggono sono a conoscenza di un esempio forse piccolo ma urticante dei privilegi della “casta” politica.
Molte Regioni, negli anni, hanno approvato Regolamenti che attribuiscono ad Assessori e Consiglieri regionali un vero e proprio vitalizio. Cioè una rendita vita natural durante, per il solo fatto di aver seduto qualche anno su una qualche poltrona regionale!
E se questo non vi basta vi diciamo, senza timore di smentita, che detto vitalizio è persino reversibile al coniuge in caso di morte del beneficiato!!!
Lo scandalo è venuto fuori grazie alla denuncia del Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi (Pd) che ha fatto la dichiarazione pubblica sotto acclusa.
Ora, umilmente ci domandiamo, anzi domandiamo a tutti gli attuali Assessori e Consiglieri della Regione Toscana e delle altre Regioni nella stessa situazione: ma non vi vergognate almeno un po’ di vivere sulle spalle dei vostri corregionali?
Possiamo esser tutti d’accordo che di politica non si deve campare, se non - giustamente - per lo stretto periodo in cui si ricoprono incarichi pubblici e ci si mette al servizio della propria comunità?!
Ben venga dunque l’iniziativa di Rossi e di coloro che vorranno seguirlo, anche Parlamentari visto che dopo solo due anni sei mesi e un giorno si beccano un pensione pingue ma molto “disonorevole”. Ma lo si faccia davvero e a partire dalla consiliatura/legislatura in corso.
Tutti i cittadini, indistintamente, di sinistra, di centro e di destra e - soprattutto - i delusi dalla politica, o i cassintegrati a zero ore, o ancora i disoccupati, ve ne saranno sinceramente grati.
Ecco, diteci adesso, con che faccia 'sti politici, soprattutto romani, possono chiedere sacrifici e riforme al sistema previdenziale dei comuni mortali????

Rossi: «Aboliamo il vitalizio per consiglieri e assessori»
L’intervento del presidente della Toscana al congresso dell’ IdV a Pisa. «Chi fa politica ha diritto ad una pensione dignitosa, non a privilegi»
«A me del vitalizio per i consiglieri e gli assessori regionali non importa proprio nulla. Anzi, aggiungo di più: dopo l'approvazione della finanziaria e del Bilancio 2011, propongo di abolire subito i privilegi del vitalizio. Abbiamo ridotto drasticamente i Consigli di Amministrazione di Enti e agenzie dipendenti dalla Regione. Adesso non ci saranno più poltrone retribuite per politici. Si dovrà riacquistare anche quella dimensione della politica che è servizio civile, ricompensato con un gettone da 30 euro». Queste le parole del presidente della Regione Enrico Rossi durante il suo saluto al congresso regionale dell' Italia dei Valori che si svolge oggi a Pisa.
«Dopo queste riforme di riorganizzazione, già contenute nella Finanziaria 2011, che la Giunta approverà venerdì prossimo, - ha aggiunto Rossi - propongo che il Consiglio regionale si occupi anche del vitalizio che è presente anche nelle Regioni sul modello di quanto esiste in Parlamento. Ritengo sia giusto eliminare tutti i privilegi che ad esso sono collegati».
Il presidente Rossi ha proseguito ricordando come «in Toscana, sul terreno della sobrietà e della moralizzazione, avremo così tre primati: la riduzione del numero dei consiglieri regionali (da 65 a 55) e degli assessori (da 14 a 10); la soppressione delle indennità di carica in tutti gli Enti e aziende derivate della Regione; la cancellazione, nel 2011, anche del vitalizio».
«Mi auguro - ha concluso Rossi - che facciano altrettanto anche tutti coloro che a parole dicono di voler cambiare. Per questo mi rivolgo a tutte le altre Regioni e in primo luogo al Parlamento dove c’è una proposta di legge al riguardo che però il PdL non ha mai voluto discutere. Credo che ora il momento sia quello giusto, visto che la crisi impone sacrifici a tutti. L’Italia ha bisogno di aria nuova e pulita. Credo che alla politica, in un momento storico difficile nel quale vengono chiesti sacrifici a tutti, spetti il compito di dare il buon esempio».

Stralcio da Comunicato Regione Toscana - 24/10/2010




22 settembre 2011

I molti chiedono di non capire e di non sapere





Via dal paese dei ciarlatani


Le Tavole delle colpe di Madduwatta

Terzo Libro

I molti chiedono di non capire e di non sapere

Devo scrivere qualcosa sulle grandi tragedie di questi ultimi anni e come le ha recepite  la maggior parte degli italiani che non sono l’amabile minoranza che cerca le informazioni rete, che fa attività sociali, che crede in valori spirituali e morali aldilà del proprio tempo, che s’impegna in uno sciopero, che fa volontariato politico in modo disinteressato. Tutto ciò che non turba la vita quotidiana nel senso più stretto, meschino, egoistico  e squallido non esiste e se esiste l’urlo dei molti è uno e uno solo: ME NE FREGO! Cosa volete che interessi al comune italiano se il deserto che avanza nel mondo crea milioni di profughi? Se il sistema capitalista  in crisi perché a trovato i suoi limiti di risorse? Se i problemi globali sono aggravati dall’emergere di nuove potenze imperiali che contrastano il sistema di dominio e controllo Anglo-Americano? Se, come alcuni affermano, è stato raggiunto il picco del petrolio? Se nel mondo  lo sviluppo di fonti energetiche rinnovabili sconta un ritardo rispetto all’urgenza dei tempi? Se la guerra è diventata parte del sistema di produzione e consumo dei paesi industrializzati? Nulla! La maggior parte delle genti d’Italia è anziana e sa di avere un tempo di vita limitato, il suo mondo è solo ed esclusivamente se stesso e i piaceri immediati, il futuro lontano non esiste, non ci guadagnano, non ci lucrano sopra, i guasti gravissimi che maturano adesso saranno forse cose con cui dovranno rompersi il cranio figli e nipoti; come dire C***I loro!

 L’unica risposta di cui sono capaci consiste in un invito ora violento e fascistico ora cortese e borghese simil-giolittiano a lasciarli in pace: non vogliono capire, non vogliono sapere. Vogliono ciò che gli è utile per vivere, qui e ora. Il resto non esiste, non è mai esistito, non potrà mai esistere. Da tempo medito che la grande corruzione nei partiti della Prima Repubblica non sia stata tollerata ma semmai incentivata ed esaltata da generazioni d’italiani per le quali ogni richiamo al dovere o alla collettività o alla Patria suonava fascista, idiota, demenziale. Il fondo egoistico e suicida ai fini della continuazione di una Nazione italiana portato avanti da intere generazioni d’italiani è ben registrato da certi film di Alberto Sordi, di Paolo Villaggio, perfino di Totò. La  necessità di sopravvivere alla propria meschinità e di strappare all’avidità e alla cattiveria del mondo una ragione di vita o un qualche espediente  per far fortuna è ben registrata da tanti personaggi grotteschi e comici interpretati da questi grandi del cinema. Quel piccolo egoismo da commedia è in realtà il grande dramma storico di una massa di italiani che non si sono mai identificati con il loro paese, con interessi nazionali, con minoranze al potere che li rappresentavano, infatti nel loro maniacale egoismo milioni d’italiani avevano capito  che con certe classi dirigenti monarchiche, fasciste, della partitocrazia cose come Bene Comune, Patria, Interesse Nazionale sono parole vuote e integralmente false. Come si fa a credere che i fatti della cronaca siano in grado di smentire questa natura disfattista e lucidamente analitica. I molti che se ne fregano non sono né stupidi, né pazzi, né anarchici , né fascisti; costoro nella maggior parte dei casi  sanno che non esiste rimedio perché non ci sono infermieri sociali o medici politici al capezzale del Belpaese agonizzante per colpa di speculazioni finanziarie mondiali, dell’incapacità delle nostrane minoranze al potere di gestire anche l’ordinario e dei troppi  interessi militari stranieri. Allora fatto quel minimo che serve, assolta la propria coscienza con qualche gesto simbolico, creato un piccolo alibi nel caso la barca della Repubblica affondi per propria colpa fanno i loro comodi, tirano a campare, si presentano al lavoro,ritirano la pensione, se gli conviene alimentano il sistema del clientelismo e dell’economia in nero oppure no. Parte del pensiero di milioni d’italiani non è razionale ma di natura magica e fa quindi strane associazioni e dissociazioni fra i diversi fatti della realtà e combina desideri, favole, illusioni pubblicitarie, fantasie televisive e realtà con un a certa disinvoltura; ma una cosa è certa che quel che questi milioni non sanno o non capiscono quando è ostile e si avvicina al portafoglio lo percepiscono subito. Quindi non né solo un problema di non sapere, di non capire o di televisione cattiva maestra. Tanta parte delle genti del Belpaese hanno scelto di fingere di non sapere e di non capire per vivere in un mondo d’illusioni televisive, notizie senza conferma, illusioni della pubblicità e della propaganda di guerra. In molti casi non è ignoranza ma una scelta e credo a questo punto sostanzialmente consapevole solo apparentemente viziata o inconscia. Del resto se pochi fra gli abitanti del Belpaese fanno il  “bene” gli altri cosa hanno scelto di fare?

IANA per FuturoIeri





22 settembre 2011

Caste al potere, caste illegittime



Le Tavole delle colpe di Madduwatta

Terzo Libro

Caste al potere, caste illegittime

 

Questa globalizzazione è data, creata e voluta da poteri oligarchici composti da poche famiglie di miliardari perlopiù WASP che usano il proprio controllo del potere politico e del complesso militar-industriale made in USA e dei loro alleati per finalità proprie di profitto e di dominio. La questione vera della prossima decrescita non è quanti posti di lavoro verranno creati in Asia, quanti milioni di nuovi consumatori cinesi e indiani, quante centinaia di migliaia di specialisti, quadri, ingegneri sforneranno le università asiatiche e brasiliane, il vero problema è quale casta di ricchissimi avrà in mano il controllo di masse di centinaia di milioni di esseri umani che producono, consumano, si divertono, spendono, talvolta votano nei paesi industrializzati vecchi e nuovi. Certo che i CEO delle multinazionali se si fanno da parte e arrivano un cinesi o brasiliani  a dirigere  che costano la metà il profitto della multinazionale sale, ma loro sono lì apposta per mantenere  il posto e per loro preciso interesse privato; quindi pace al profitto che costa un proprio sacrificio e al contrario meglio delocalizzare la produzione che rischiare il proprio comando e controllo. Oggi il pericolo di nuove guerre è dato non da differenze ideologiche ma dal determinare quali caste di ricchissimi e di privilegiati con le loro quote azionarie e i loro patrimoni controlla la politica, l'economia, e la vita sociale di interi stati. Il problema non è il colore della bandiera dei soldati che uccidono, rubano, torturano, ammazzano innocenti ma la contrario chi controllerà l’appalto per i carri armati, i bombardieri, gli elicotteri e i rifornimenti di munizioni e viveri e quale società privata vincerà l’appalto, quali banche controlleranno le aziende minerarie dei popoli vinti, quali finanziarie stabiliranno il prezzo del petrolio che gli sconfitti dovranno offrire a forza sul mercato e infine con quali mediatori politici e con quali  faccendieri partiranno i progetti per la ricostruzione dei paesi distrutti dai bombardamenti. Il denaro creato dal sistema di banca centrale in USA, UK  Europa prolifera con la guerra  si fortifica attraverso essa trasformando attraverso la propaganda di guerra le critiche al sistema affaristico e bancario che lucra sulla guerra   e  le perplessità su un simile modo di vivere  e fare economia elementi di contestazione, di disfattismo, di simpatia con il nemico quale che sia. Il  motore della guerra aldilà di banalità retoriche e stramberie idealistiche è l'esercizio da parte di una  minoranza al potere di un dominio padronale e dispotico su milioni di esseri umani che vanno sottomessi o condizionati con le buone o con le cattive maniere. La libertà relativa che esiste in questa parte di mondo umano mi consente di delineare questo paesaggio del potere umano dove regnano nascoste  pulsioni inconsce egoistiche, sadiche e avide; il possesso dell'uomo, dei frutti del suo lavoro, e della natura intesa come risorse è ciò che è dietro il conflitto e la guerra fatta a colpi di speculazione borsistica e di spedizioni militari. La volontà di potenza e di dominio delle minoranze al potere che si riuniscono in gruppi e conciliaboli di potentissimi nasconde questo tipo di pulsioni, i fatti della cronaca quotidiana mi hanno persuaso. Devo dire che mi ha impressionato anche la cronaca scabrosa quando per qualche scandalo a sfondo sessuale i potenti del mondo vengono messi in ridicolo sui media, come è capitato anche al presidente del consiglio italiano e al presidente francese del FMI. Questi umani al potere rivelano tutte le loro debolezze e la loro necessità di esercitare il potere e d’accumulare  miliardi per elevarsi sopra il resto dell’umanità, questo controllare è  cosa che si fa attraverso il possesso  delle banche, dei media, dell’intrattenimento musicale  e televisivo, di veri e propri  eserciti di servi, di confidenti, di politicanti iscritti in qualche libro paga, mercenari, giornalisti, opinionisti. Il possesso inteso come pulsione proveniente dalle proprie profondità psichiche è la grande forza di questa falsa aristocrazia che esercita un enorme potere sul mondo umano attraverso il controllo dei meccanismi finanziari. Questo rende queste caste indegne di esercitare il potere sulla razza umana, un simile potere fondato su egoismo, paura, brama di potere, volontà di dominio non può fondare alcun potere legittimo e corrompe fatalmente i poteri politici su cui esercita il suo potere. Non può nascere con queste basi una casta di umani che faccia uscire l’umanità totalmente o parzialmente dai suoi limiti e da una civiltà industriale ormai prossima schiantarsi sul limite delle risorse. Forse sanno di poter solo gestire la velocità e la forza dello schianto.

 

IANA per FuturoIeri




21 settembre 2011

Da dove nasce la presente catastrofe


Le Tavole delle colpe di Madduwatta

Terzo Libro

Da dove nasce la presente catastrofe


Devo iniziare con un: “Io credo” che la crisi di risorse e di crescita della civiltà industriale oscuri un fatto banale: il potere è potere su masse di esseri umani e sulla capacità che questi hanno di produrre ricchezza e di trasformare in beni di varia natura le risorse naturali. C’è è vero la crisi, ma c’è anche una questione di fondo che riguarda che fare in relazione al potere di dominio e controllo su miliardi di esseri umani, sulle loro aspettative, sul loro immaginario collettivo, sui loro bisogni, sui loro consumi, sulla loro capacità di produrre o distruggere ricchezza. Se gli USA perdono il comando e controllo delle principali risorse planetarie perderanno anche l’enorme potere che oggi hanno in materia d’immaginario collettivo, di ostentazione di un modello di vita e di consumi, d’influenza politica e sociale a livello globale. Le multinazionali USA oggi dominanti dovrebbero davvero far a mezzo con i soci arabi, cinesi, europei, asiatici, giapponesi e così via. I super-padroni non bianchi, non made in USA, non WASP entrerebbero nei club e nelle stanze dove si decide e non più chiedendo per favore o con il cappello in mano ma con il passo e l’arroganza del nuovo ricco che dà lo sfratto ai vecchi proprietari della villa signorile. La cosa grave è che potrebbero farlo in virtù di un crollo drammatico del valore del dollaro comunemente in uso. Ora io credo che nessun CEO WASP intenda cedere un pollice del suo potere a questi rappresentanti dei nuovi imperi concorrenti e delle potenze minori associate a tali forze. Quindi a mio avviso la crisi del sistema di produzione e consumo è aggravata da una lotta di piccole famiglie di miliardari e appartenenti a caste di enorme potere per il mantenimento e l’espansione della loro sfera di dominio e controllo. Ora io vedo molti segni di questo cedimento imperiale attraverso quel poco di comunicazione via internet che riesco a contattare nel tempo limitato che ho a disposizione. L’immaginario collettivo che passa dalla rete attraversa molte categorie comunicazione e in particolare la pornografia, le immagini e i video legati alla guerra nelle sue diverse forme, le previsioni catastrofiche di santoni, profeti mediatici, scienziati. Il sesso, il sangue e la paura dell’ignoto sono gli ingredienti della maggior parte delle narrazioni e dei film, telefilm e talvolta cartoni animati; sono tre ingredienti fondamentali quando si tratta di vendere una storia popolare e di largo consumo.  Invito il gentile lettore a riflettere sul fatto che questi sono i tipici ingredienti, diversamente mischiati, dei film di guerra, fantascienza e d’avventura. Ciò detto “Io credo” che oggi l’immaginario collettivo composto anche di questi suddetti elementi sia permeato dalla percezione della dissoluzione di un vecchio ordine Eurocentrico e Statunitense e dall’irruzione del nuovo che viene dall’Asia e non solo. Si pensi alla proliferazione dei fumetti pornografici del Sol Levante, alle nuove guerre in Medio-Oriente, Asia e Nord-Africa, alle profezie di calamità cosmiche mitigate dal pessimismo di matematici e  scienziati che osservano il declino delle risorse naturali e i limiti raggiunti da questo modello di sviluppo. Di fatto l’immaginario collettivo è colonizzato da paure profonde, da pulsioni emotive provenienti dall’inconscio che sono legate all’emersione di nuovi poteri imperiali e dal senso di fine di un ciclo storico. In Europa come nel Nuovo Mondo l’ordine antico è scosso da centinaia di milioni di asiatici, africani, nord-africani, medio-orientali che vogliono la loro fetta di consumi e di benessere, che entrano nel commercio mondiale, che producono, che fanno la guerra, che migrano. Se non arriva una caduta di miracoli tecnologici e politici c’è da temere un ciclo di nuove guerre fra inclusi e d esclusi dal benessere e dal potere globale  o una catastrofe dovuta al combattersi dei nuovi imperi con i vecchi. I segni esteriori di questo cedimento del vecchio mondo di valori e di comportamenti sono facili da trovare in rete e non solo, alle volte basta girare per un giorno intero in una città italiana di mezzo milione di abitanti e fare attenzione ai particolari e ai dettagli; la fine di un tempo che è stato è presente apertamente o meno  nei beni di consumo, nelle pubblicazioni audio e  video  in vendita nelle edicole, presente nella pubblicità, nei volti e nei linguaggi dei cittadini e dei lavoratori. Fine di un mondo Eurocentrico e crisi di un mondo incentrato sugli USA ecco cosa emerge dal passeggiare osservando con attenzione i segni di questa contemporaneità. Questa è una catastrofe perché alla fine forzerà anche i più diffidenti e ottusi a confrontarsi con questo presente in modo aperto e aspro, per forza di cose si dovrà formare ciò che sostituirà un ordine di valori logorati e incoerenti con questo presente e forse questo sarà parte di una redistribuzione del potere globale su umani, beni e risorse naturali che avverrà fra i capi e i boss dei vecchi imperi decadenti e i loro rivali che operano in quelli emergenti.

 

IANA




17 settembre 2011

Il terzo libro delle tavole



Le Tavole delle colpe di Madduwatta

Il terzo libro delle tavole

L’Italia e la ricostruzione della memoria pubblica

Tempo fa avviai una riflessione sulla costruzione dell’identità italiana, oggi in tempi di crisi del sistema di produzione e consumo In Europa e USA, di guerre non più episodiche ma integrate nel sistema finanziario e dei complessi militar-industriali delle grandi potenze a vocazione imperiale emerge la fragilità politica e di sistema del Belpaese. Questo terzo libro delle tavole vuole dare un contributo intorno alla complessità dei processi che definiscono la propria memoria pubblica e l’appartenenza di un privato a una comunità umana. Presento, quale primo contributo, qui uno schema storico per iniziare una riflessione su quanto sia frantumata e complicata la memoria pubblica a partire dai 150 anni dell’Unità d’Italia. Il terzo libro sarà anche dedicato a quella parte della cronaca e dei fatti clamorosi del quotidiano che esigono una meditazione e una considerazione.

1861-  Il Risorgimento

L’avventura dell’Italia Unita si apre a grandi speranze di gusto romantico per via della presenza di grandi eroi ottocenteschi come Mazzini e Garibaldi. Il Regno Unitario che si costituisce, e che è privo di alcune regioni del nord-est, si presenta come un nuovo Stato Nazionale su cui sono collocate molte speranze non solo italiane.

1861- 1876   La destra Storica al potere

L’Italia passa dalla poesia alla Prosa, al posto dei grandi ideali – la poesia- emerge l’evidenza di un Risorgimento tormentato e contrastato, di una Nazione giovane con grandi masse popolari e contadine povere e poverissime, di classi dirigenti insensibili alle sofferenze quotidiane dei loro amministrati e di un popolo italiano tutto da costruire  e da istruire. Intanto il brigantaggio è represso con estrema durezza e grande è la distanza fra la stragrande maggioranza degli italiani e le minoranze al potere.

1876-1887  La Sinistra Storica

La sinistra storica constatando la distanza enorme fra paese legale e paese reale, fra sudditi del Regno d’Italia e la minoranza di ricchi e di nobili che di fatto governa il paese e ha i diritti politici cerca di avvicinare le masse popolari con riforme sociali ed edificando monumenti agli eroi del Risorgimento e attuando titolazioni patriottiche di piazze e vie. Intanto l’emigrazione italiana verso il Nuovo Mondo si presenta come un fenomeno inedito che coinvolge milioni d’Italiani. Tuttavia per la prima volta la minoranza al potere si pone il problema di nazionalizzare e istruire  le masse che costituiscono il popolo italiano.

1887-1896  L’età Crispina

L’età Crispina segna l’emergere di una minoranza politica autoritaria con forti legami con i grandi industriali del Nord e i latifondisti del Sud. Da una lato aggredisce con estrema violenza poliziesca le manifestazioni di protesta operaie e contadine dall’altro coltiva un nazionalismo aggressivo e colonialista che fa presa sui ceti medi, la nuova formula di creazione degli italiani fa leva su riforme di carattere giuridico, amministrativo e sociale. La disfatta coloniale dell’esercito italiano ad Adua fa emergere un nazionalismo esasperato e forze socialiste diffidenti e ostili al concetto stesso di Nazione. Emerge l’impegno politico dei cattolici in quel momento culturalmente ostili alle minoranze che esercitano il potere in Italia.

 

1898-1900  Sangue e fango sull’Italia.

L’età Crispina cessa al momento della disfatta coloniale, la protesta sociale è soffocata nel sangue anche nella civilissima e industrializzata Milano dove  spara con i cannoni contro donne e bambini in sciopero. La repressione sociale è durissima, l’idea risorgimentale di fare gli italiani è di fatto spento. La politica diventa terreno di terribili contrasti, per evitare la disgregazione delle libertà fondamentali l’opposizione ricorre all’ostruzionismo parlamentare. Su questo biennio di sangue e fango  cade il regicidio del 1900 per mano dell’anarchico Gaetano Bresci.

1901- 1913  L’Età di Giovanni Giolitti

L’età di Giovanni Giolitti segna un periodo di riforme e di progresso sociale, economico e industriale che trasforma lentamente ma inesorabilmente l’Italia in una potenza regionale dotata di una propria potenza militare e industriale anche grazie alle innovazioni della Seconda Rivoluzione Industriale e fra queste l’energia elettrica. Le proteste contadine nel sud sono represse, aperture alle forze sociali e operaie nel Centro-Nord. Emerge l’impegno politico dei cattolici fino a quel momento culturalmente  ostili alle minoranze che esercitano il potere in Italia. Il suffragio universale maschile è un fatto, c’è la possibilità di avvicinare le masse popolari alla Nazione nonostante la presenza fortissima di una cultura cattolica e socialista diffidenti verso lo Stato Nazionale e le sue classi dirigenti.

1914  L’Italia del Dubbio.

L’Italia è l’unico paese  fra le potenze d’Europa che evidenzia una massa popolare ostile all’entrata nella Grande Guerra, il grande massacro scientifico e  industrializzato che riscriverà la storia del pianeta e della civiltà industriale. Giolitti è ostile al conflitto che comporterebbe il rovesciamento dell’alleanza con il Secondo Reich e l’Impero d’Austria-Ungheria, il parlamento è contrario  alla guerra, il popolo freddo e diffidente, i ceti borghesi impauriti.  Solo una minoranza di nazionalisti di varia origine è favorevole per spirito d’avventura; la Corona per motivi di prestigio internazionale e  di potere è orientata a stracciare l’alleanza e a dichiarare la guerra.  

1915-1918  L’Italia della Grande Guerra.

L’Italia in tutte le sue articolazioni sociali paga un prezzo spaventoso al conflitto mondiale imposto da una minoranza di nazionalisti politicizzata e organizzata e di estremisti politici di destra a tutto il resto della popolazione della penisola. I morti sono più di Seicentomila, tutta l’Italia è coinvolta, lo sforzo è enorme e ipoteca il futuro del paese a causa dei debiti contrati e delle perdite umane, quasi tutte le famiglie italiane direttamente o indirettamente sono toccate dal conflitto.

 

1919-1920  Il Biennio rosso

L’influenza della rivoluzione d’Ottobre e della presa del potere Comunista in Russia determina e la resa dei conti fra le forze politiche e sociali dopo la Grande Guerra determina un periodo di forte scontro sociale con accenni rivoluzionari che porta all’occupazione delle fabbriche e di alcuni latifondi incolti da parte delle masse popolari arrabbiate e impoverite. Il mito della rivoluzione Bolscevica e la disillusione per la Vittoria Mutilata sembra spegnere qualsiasi identità patriottica. Emerge la reazione quadristica,  armata e terroristica  fascista che intende imporre all’Italia intera la sua concezione di patria  e di Stato.

 

1922-1924  Il Fascismo al potere

Mussolini riesce a trasformare i fasci di combattimento in una forza politica autorevole che ha rapporti con il Vaticano, con la Corona, con l’Esercito e con la grande industria italiana. Nell’Ottobre del 1922 con un finto colpo di Stato che segue la “Marcia su Roma” comincia a costituire un modello di Stato che deve sostituire quello liberale e giolittiano attraverso un governo di coalizione che trova ampio consenso in parlamento. L’idea è usare il fascismo per creare lo Stato fascista che deve a sua volta creare l’italiano nuovo. Il fascismo manipola la scuola, lo Stato, i riti pubblici per arrivare al suo scopo politico principale.

1925-1935  Il  Regime fascista

Il fascismo cerca di creare il suo italiano ideale militarizzando la scuola pubblica, determinando riforme sociali, trasformando il partito in istituzione, plagiando al gioventù e distorcendo la vita quotidiana sulla base della sua demagogia patriottica.  L’Italiano del futuro dovrebbe essere l’italiano del fascismo.

1935-1939  Anni Ruggenti

Il fascismo appare vincente. Crea l’Impero a danno delle popolazioni dell’Etiopia che vengono aggredite e conquistate, sfida i grandi imperi coloniali d’Europa e la Società della Nazioni. Il prezzo per questa operazione è il legarsi ai destini del nuovo regime nazista che ha proclamato al fine della Repubblica di Weimar e la nascita del Terzo Reich. Hitler e Mussolini s’impegna nella guerra di Spagna, emerge una diffidenza fra gli italiani e il regime, stavolta la guerra del regime è ideologica e non nazionalista e colonialista. Tuttavia le vittorie in Etiopia  e Spagna spengono il dissenso. Intanto Hitler e il suo Terzo Reich iniziano la seconda guerra mondiale.

 

 

1940-1943  La guerra Fascista

Il fascismo e il suo Duce Mussolini s’impegnano nella guerra mondiale al fianco del Giappone e del Terzo Reich ma le forze armate italiane son mal equipaggiate, peggio comandate e in generale il morale è basso. L’Italia fascista e monarchica dimostra di non essere in grado di sostenere il conflitto pur essendo una delle tre potenze principali dell’ASSE.  Le disfatte del 1942  del 1943 in Russia e  Africa e l’invasione del territorio italiano da parte degli Anglo-Americani determinano la caduta del fascismo e la resa incondizionata del Regno d’Italia nel settembre del 1943.

1943-1945  La Resistenza

Si formano due stati in Italia, uno monarchico a Sud e uno Nazi-fascista a Nord. Uno controllato da Hitler e denominato Repubblica Sociale di cui è leader Mussolini appoggiato da una schiera di fanatici fascisti e l’altro sotto il controllo degli alleati. Si formano nell’Italia Centro-Settentrionale le forze armate partigiane antifasciste malviste dagli alleati per via della componente comunista e socialista. L’Italia diventa così un campo di battaglia, l’unità nazionale è dissolta, gli italiani si dividono e si combattono fra loro. Il futuro è incerto e legato alla prossima spartizione dell’Europa e del mondo che sarà fatta dai vincitori del Conflitto mondiale.

1946-1947  Il Dopoguerra

L’Italia dopo una difficile e contrastata votazione diventa Repubblica e s’inizia a pensare alla sua ricostruzione. Intanto nel 1947 a  Parigi le speranze italiane sono deluse, il trattato di pace è punitivo ela Resistenza non viene valorizzata dai vincitori che ne hanno dopotutto tratto profitto , Alcide De Gasperi si trova a dover liquidare la pesante eredità fascista e monarchica.

1948-1953 L’Italia Democristiana

L’Italia diventa democristiana, nell’aprile del 1948 il responso elettorale punisce socialisti e  comunisti e premia i democristiani legati agli Stati Uniti e al Vaticano. L’Italia della Democrazia Cristiana di Alcide De Gasperi fra molte contraddizioni e tanti limiti cerca di legare l’economia all’Europa del Nord e la politica estera agli Stati Uniti impegnati nella lotta contro il comunismo. Si forma una Repubblica Italiana che esce dalle emergenze e comincia a ritagliarsi un suo ruolo economico e politico.

 1954-1963 Il Miracolo economico

L’Italia si trasforma in civiltà industriale, le antiche culture contadine, rionali, cittadine, popolari iniziano a dissolversi. Quanto di antico e  di remoto aveva fino ad allora limitato l’azione propagandistica dei nazionalismi fascisti e  monarchici si dissolve. L’Italia si trasforma rapidamente e aldilà della volontà delle classi dirigenti timorose di non controllare più la mutazione sociale ed economica in atto. La criminalità organizzata intanto diventa una potenza economica e sociale  nel Mezzogiorno d’Italia.

1963-1968 Il primo Centro-Sinistra

L’Italia è governata con il contributo del Psi, inizia una stagione di riforme volta ad aiutare i ceti popolari, a riequilibrare le differenze sociali, a migliorare la scuola pubblica, nasce la scuola media. Ma i tempi sono aspri, il contrasto fra comunismo sovietico e regimi capitalisti è durissimo e il riflesso in Italia è pesantissimo. Intanto la televisione inizia a rideterminare e a formare la comune lingua italiana. Emerge la distanza enorme fra cultura alta e fra le masse popolari avviate al consumismo acritico e una ridefinizione di sé sulla base degli stimoli pubblicitari della società mercantile. Pasolini denunzia la trasformazione degli italiani da cittadini a consumatori.

1969-1976 L’Italia della Strategia della tensione

L’Italia paga un prezzo spropositato alla miopia politica delle minoranze al potere e alle mire politiche degli stranieri, la contestazione di carattere sociale diventa durissima emerge un terrorismo italiano di destra e di sinistra inserito nelle logiche degli ultimi anni della guerra fredda. Per l’Italiano contano due sole identità quella derivata dall’appartenenza politica e quella data dalla propria collocazione entro i parametri della società dei consumi. Pasolini muore atrocemente in circostanze non chiare il 2 novembre 1975.

1976-1990  L’Italia di Craxi

Craxi diventa il leader indiscusso del PSI e l’ago della bilancia della Repubblica, con la presidenza Pertini avviene un fatto inaudito la distanza fra masse popolari e  potere politico, il famoso Palazzo si riduce, aumenta il consenso per il PSI e per i partiti di governo il PCI viene ridimensionato l’Italia ascende al rango di potenza globale. Questo ha però un rovescio della medaglia: corruzione, clientelismo, disgregazione di ogni morale e di ogni valore social o umano non di natura mercantile, pesante indebitamento  dello Stato, ingerenza di poteri illegali nella vita pubblica del paese. Il Craxismo dominate esprime una labile forma di nazionalismo garibaldino che cerca di collegarsi alle antiche glorie risorgimentali.

1991-1994 L’agonia della Prima Repubblica

L’Italia di Craxi si decompone, la crisi politica e morale della Repubblica italiana è evidentissima e le inchieste giudiziarie travolgono, disfano e umiliano i grandi partiti di massa che cambiano nome e ragioni ideologiche o si dissolvono. le novità internazionali successive alla Prima Guerra del Golfo del 1991 tendono a determinare il governo mondiale di una sola grande potenza gli USA e lo spostamento dei grandi affari internazionali verso l’Asia e l’Oceano Pacifico  riducono l’importanza dell’Italia e del Mediterraneo. La confusione fra gli italiani è enorme perché i vecchi punti di riferimento si dissolvono.

1994-2000 L’Italia della Globalizzazione

Berlusconi e il suo schieramento di centro-destra e i raggruppamenti eterogenei di centro-sinistra sono i protagonisti della vicenda politica italiana. L’identità italiana malamente formata  negli anni della Repubblica attraverso il mutuo riconoscimento dei partiti usciti dalla realtà della Resistenza e della creazione della Repubblica inizia a dissolversi. Lentamente si forma un quadro politico fra due grandi raggruppamenti politici contrapposti che sconfessa la molteplicità della identità politiche di parte e la crisi sociale creata dai processi di globalizzazione dissolve le identità legate al benessere e al facile consumismo. L’identità italiana sembra disgregata in una miriade di suggestioni pubblicitarie e demagogiche. Intanto la situazione internazionale peggiora partire dalla guerra del 1999, si determinano nuove potenze imperiali che contrastano gli Stati Uniti.

2001-2011 L’Italia della crisi globale

Il progetto di creare un Nuovo Secolo Americano pare dissolversi fra le dune irachene e le montagne afgane, gli USA sono impegnanti in due guerre logoranti contro insorti e  terroristi in Medio Oriente e Asia, l’Italia vi partecipa con sue forze. La globalizzazione rallenta, le logiche imperiali sembrano più forti dei grandi interessi commerciali e finanziari, intanto emergono i guasti politici e sociali legati ai processi di globalizzazione. L’Identità italiana è oggetto di dibattito pubblico segno della sua difficoltà a collocarsi in questi anni difficili con le proprie ragioni e la propria autonomia.




17 settembre 2011

Se per caso avessero ragione i pessimisti

Se per caso avessero ragione i “pessimisti”… Oggi in Europa e in Italia in modo particolare un vasto mondo umano di ceti medio-bassi e quasi poveri si sente abbandonato a se stesso, al proprio squallore quotidiano, al pericolo di rimetterci i propri soldi con questa crisi. C’è da chiedersi sa la ragione di quelli che vengono volgarmente denominati pessimisti non sia un concreto e oggettivo dato di fatto: Non esiste la possibilità di una crescita economica e industriale infinita in presenza di un solo pianeta con risorse grandi ma limitate, quindi questo mondo umano di terza rivoluzione industriale ha due possibilità la decrescita rapida e dolorosa o lo schianto del sistema di produzione e consumo. Questo pensiero mi sembra ragionevole, tuttavia c’è la terza possibilità che mi pare rafforzarsi ogni giorno: risolvere la situazione entrando in un ciclo di guerra e distruzione che si risolve in un grande conflitto distruttivo in grado di azzerare le condizioni presenti, di fare un falò nucleare delle montagne di debiti bancari e istituzionali e forzare l’umanità sopravvissuta a mettere in moto un nuovo ciclo di creazione e produzione per sostituire le macerie. Infatti il problema presente è la competizione per il dominio e controllo delle risorse naturali del pianeta e di centinaia di milioni di umani utili per fare produzione, consumo e ricerca e sviluppo da parte dei nuovi imperi emergenti che contrastano il declinante impero derivato dalla fusione della civiltà Inglese con quella Statunitense. Gli imperi emergenti sono arcinoti: CSI (ossia la Russia Putiniana), il Brasile, l’India, La Cina Comunista; assieme a queste potenze imperiali si muovono poteri politici ed economici e Stati interessati al declino dell’Impero Anglo-Americano. L’Europa priva di unità politica è destinata a frammentarsi davanti a un conflitto di grandi dimensioni, nella povertà e nel caos che viene dalle grandi guerre ogni Stato cercherebbe di recuperare la propria sovranità e di far da sé diffidando degli altri. La mancanza di una sola diplomazia europea e di un solo esercito europeo rende difficile la creazione di un potere della Comunità che si collochi oltre la forza finanziaria, peraltro piuttosto sfiorita a partire dal tragico 2008. Quindi la questione è se possibile una qualche forma di convivenza fra i nuovi imperi e il vecchio impero, per ora il vantaggio militare è tutto in mano agli USA, la loro potenza distruttiva è enorme e fa davvero paura; ragionevolmente le persone di buonsenso che non sono parte del fu Impero Inglese o Statunitense dovrebbero temere la potenza militare a Stelle e Strisce. Questo spiega perché l’atteggiamento di potenze ostili agli USA e al Regno Unito sia di solito prudente e poco aggressivo, nessuno intende dare avvio ad una guerra conoscendo in anticipo l’enorme sproporzione di mezzi a vantaggio delle forze NATO e USA. Tuttavia il pericolo del conflitto rimane perché è poco probabile tener fermo un mondo umano così scosso dalla crisi globale e dal problema del dominio e controllo sulle risorse umane e naturali del pianeta. In effetti il nodo vero non è la sopravvivenza delle forme di vita del pianeta o la continuità delle civiltà umane o la sopravvivenza di interi popoli, il problema che è alla base di questo sviluppo capitalistico - consumista distruttivo, scellerato e dissoluto è dato dal mantenimento di ristrette caste di ricchissimi ai vertici delle strutture di dominio e controllo. In caso di disastro economico-militare delle caste al potere nelle nazioni attualmente egemoni, ossia USA e fu Impero Inglese, ad oggi si avrebbe la sostituzione dell’ammiraglio inglese e del miliardario statunitense con il generale russo, il banchiere cinese, il proprietario terriero brasiliano, l’industriale indiano; in sintesi dal collasso emergerebbe solo una ridistribuzione del potere di dominio e controllo a svantaggio di caste di ricchissimi che fanno rifermento al potere militare e politico dell’Impero Anglo-Americano con caste altrettanto caste che fanno riferimento ai nuovi imperi in rapida espansione. Se c’è mai stata una missione del Belpaese nel mondo umano essa sarebbe individuabile in una riedizione del meglio dell’Umanesimo e del Rinascimento per dare un contributo di civiltà a questo mondo umano perduto dietro incubi e illusioni volte a confermare il potere di minoranze di ricchissimi e tecnocrati; ma proprio le genti d’Italia si sono sottratte a qualsiasi impegno in questo senso, ed oggi la Repubblica Italiana appare come una potenza minore associata al destino della NATO e delle grandezze e miserie del potere bancario e finanziario Francese, Inglese, Tedesco, Statunitense, e forse domani della Cina e dell’India. I pessimisti vedono questo in forme diverse, e dal mio punto di vista hanno ragione, non si può uscire dalla durezza della ragione appellandosi al sentimento, invocando miracoli, cambiando il senso delle parole. Occorre cercare le proprie ragioni profonde del vivere con l’istinto e con le passioni e comprendere la direzione di questa realtà con la rigorosa analisi e l’appello alla razionalità, per quel che è possibile, questa a mio avviso la medicina salutare per purgarsi dalle mille e mille allucinazioni mediatiche e ricette politiche un tanto al chilo. Se l’impegno politico e sociale dei molti si sottrae a uno studio individuale dei fatti del mondo umano e naturale si ripeteranno le condizioni per l’esistenza di ceti sociali di mediatori politici fra le loro plebi elettorali di riferimento e i poteri finanziari, bancari e militar-industriali. Proprio l’esistenza e la persistenza di ceti di mediatori e di mezzani che vivono di politica è il fondamento più forte nelle decedenti democrazia occidentali dei pessimisti di professione. Il politico che vive solo di politica e di mediazioni forse è latore di conoscenze e segreti, ma se esercita in democrazia questo ruolo di carattere tecnico-iniziatico distorce la democrazia stessa e pone le basi per una decadenza dei costumi e della civiltà di cui è espressione. La democrazia o è espressione di cittadinanze attive e capaci di pensare con la propria testa in gruppo o singolarmente oppure è una forma travestita di oligarchia o di tecnocrazia bancaria che si fonda su un consenso pilotato e pecoreccio espresso nel corso di elezioni condizionate da propaganda militare, pubblicità e sistemi elettorali truffaldini o ambigui. Sulla decadenza delle sedicenti democrazie “Occidentali” si fondano le speranze di quanti approvano l’ascesa al potere dei nuovi imperi globali. IANA




15 settembre 2011

Schiavi di tutti

Schiavi di tutti, padroni di nulla Oggi un vasto mondo umano di ceti medio-bassi e quasi poveri nei paesi sedicenti ricchi e in Europa è malato di illusioni e idiozie che nascono dalla cattiva esposizione quotidiana alla pubblicità commerciale e alla propaganda di guerra e politica. Le illusioni che narrano la vita meravigliosa di gente ricca, soddisfatta, abbiente, con oggetti e beni di consumo meravigliosi è ripetuta con ossessiva intensità propagandistica migliaia di volte alla settimana attraverso film, spettacoli televisivi, pubblicità, spot televisivi, pagine e pagine di pubblicità sulle riviste di moda e sui settimanali e quotidiani d’informazione. Un ceto medio-basso è frustrato e infelice perché per decenni la felicità e il rispetto in Italia come altrove sono passati attraverso esibizione di beni e di disponibilità di denaro per consumi e piaceri offerti con relativa abbondanza e questa presa del rispetto di sé e della felicità attraverso la merce è sempre più difficile. Il mondo si è fatto piccino e nuovi imperi stanno sorgendo e competono con la vecchia Europa e l’Impero Anglo-Americano per il controllo di beni, risorse naturali, fonti energetiche, masse di consumatori e di umani disposti a lavorare per pochi soldi e perfino di governi fantoccio piazzati in punti strategici del globo. Si apre una feroce lotta competitiva e aggressiva per il diritto alla presa del potere da parte di minoranze e di caste al potere nei paesi a vocazione imperiale, ed è la paura reciproca e la consapevolezza delle conseguenze di una grande guerra fuori da ogni limite e controllo che finora ha preservato l’umanità inquieta da una catastrofe. Ma in tanti fra banchieri, finanzieri, miliardari, presidentissimi, despoti e tiranni tendono da anni una corda tesa sospesa fra un mondo di consumi e produzione sempre più fragile e l’abisso di nuovi conflitti e di grandi sciagure, intanto mentre prosegue questa lotta silenziosa milioni di umani in Europa e in Italia sono persi dietro le illusioni di una finto mondo di consumo e abbondanza e stanno perdendo il senso della realtà. L’informazione che parte dalla televisione, la cattiva informazione, il servilismo e la volgarità di tanti spettacoli televisivi creano qualcosa che è una grande illusione collettiva, allucinazione che finisce con inquinare la vita di milioni di umani, disturbare la lettura della loro quotidianità, far credere a possibilità solo ipotetiche o immaginarie come una vincita alla lotteria o un lavoro da dirigente strapagato ottenuto chissà come. Le illusioni e le finte prospettive che si formano nella mente di milioni di esseri umani li trasformano in padroni di nulla e schiavi di tutti perché perdono il loro rapporto con questa realtà, con l’evidenza dei fatti e con la concretezza dei loro limiti. Si trasformano in esseri manipolabili e condizionabili con grande facilità, diventano umani che possono essere tratti in errore da una menzogna ripetuta decine di volte o dalla distorsione dei fatti concreti data dalle forme presenti della propaganda di guerra e dalla pubblicità. Ripetere migliaia di volte che esiste un pericolo islamico e terrorista crea davvero nella mente di milioni di umani l’dea del pericolo islamico, quando un concetto del genere si è fissato nella testa è quasi impossibile disinnescarlo, se per decine di migliaia di volte si ripete con la pubblicità e gli esempi di film e telefilm che il telefonino è indispensabile allora il telefonino diventerà indispensabile, un bene che serve e se non si ha si è tagliati fuori da una parte notevole dei rapporti sociali e di lavoro, se il modello di partecipazione politica d’impronta liberale fondato su singoli personaggi, fondazione di circoli, raccolta di fondi elettorali e comitati diventa il modello dominante e quello che viene sempre e comunque esaltato dai media, proposto e riproposto sarà difficile per la maggior parte della popolazione pensare a una partecipazione alla vita democratica diversa da quella proposta nel modello. Questi sono tre esempi banali di come l’essere umano sia animale politico che vive in comunità di simili e sia egli piuttosto portato a farsi manipolare lasciarsi sottomettere da modelli di comportamento, organizzazioni politiche e sociali, forme autoritarie di produzione e consumo. Gli umani di oggi devono liberarsi da se stessi e dal proprio quieto riposare nelle illusioni e nei deliri di un sistema di comunicazione e informazione espressione della pubblicità e della propaganda apertamente falso e infarcito di semplificazioni e pericolose illusioni. Il denaro seppur mezzo potente in questo sistema industriale e capitalista non è un Dio o un profeta, è un meccanismo di dominio e controllo, non è una creatura intelligente e chi cerca di trovare nel Dio-denaro e Dio-mercato si trova ad affidarsi a un meccanismo manipolato da umani senza scrupoli, da caste, da minoranze di miliardari. Il problema è che l’essere umano immette in questo nuovo Dio se stesso, ne fa un folle idolo che si moltiplica, che chiede fedeltà, che impone una credenza forte nei suoi miracoli e nella sua gloria data dalla compartecipazione o dalla partecipazione al consumo di beni e servizi di lusso destinati alle minoranze di privilegiati e di dominanti. Proprio i ceti medio-bassi sono quelli maggiormente colpiti da questa grande adorazione paganeggiante perché la loro quotidianità segnata spesso da rinunce e da sogni di consumo infranti esige una compensazione in qualche grande illusione, in qualche desiderio di rivalsa, di elevazione sociale. Questo mito del denaro qui in Europa va sgonfiato perché esso sta diventando non più legittima ambizione ma segno di follia, distorsione della realtà, accumulo di frustrazioni e di paure; un meccanismo di potere non può trasformarsi in Dio, le sue illusioni non possono diventare verità di fede, la sua pubblicità relativa ai consumi non può corrodere l’esistenza umana. Le illusioni e le allucinazioni sociali non possono essere usate per creare consenso perché questo fatto scatena in milioni di umani odio e paura e queste pulsioni prima o poi trovano sfogo in forme poco piacevoli o in fenomeni isolati o di massa di devianza criminale o di violenza sociale, di alienazione e infelicità. Questo sistema del Dio-denaro si basa sull’infelicità e sul bisogno di compensarla con masse crescenti di denaro e consumi di lusso che il privato può manipolare o consumare, esso serve a mantenere e mandar avanti il sistema di civiltà industriale capitalista e a confermare determinate gerarchie e un certo ordine del mondo. La questione del consenso di milioni di appartenenti ai ceti medi è importante per il sistema, ma se fosse difficile da mantenere non ci sarebbe da parte delle minoranze al potere, cosa che sta già avvenendo, alcuno scrupolo nell’impoverire milioni di appartenenti ai ceti medi e medio-bassi. Oggi che l’impoverimento e la conseguente espulsione dal meraviglioso mondo dei consumi e dei beni di lusso colpisce milioni di ex appartenenti al ceto medio in Europa e nell’Impero Anglo-Americano per la salute mentale collettiva è bene che in tanti si ripiglino la propria capacità di discernere il bene dal male, la follia dalla lucidità, le illusioni e le allucinazioni pubblicitarie dal dato concreto dei fatti. Un mondo umano che ha creduto, sulla base di queste pazzie già denotate, ad una crescita infinita della produzione di capitali e di beni in presenza di risorse planetarie limitate deve oggi ricredersi amaramente. Senza un balzo tecnologico e creativo incredibile per questi tempi non si può dare ai sei miliardi di esseri umani del pianeta lo stesso livello di beni e servizi di un cittadino europeo e men che mai di uno statunitense. Si apre davanti a questo mondo umano una più che probabile decrescita che s’annuncia piuttosto dura e nello stesso tempo crescono i pericoli per una diffusione e proliferazione dei nuovi conflitti che hanno per oggetto le risorse che servono a tenere alto il tenore di vita di una piccola minoranza interna ad una minoranza della popolazione umana.




11 settembre 2011

11/9 il golpe in Cile del 1973 e la presente tragedia dell'umanità

 


11/9 Il golpe in Cile del 1973 e la presente tragedia dell'Umanità


11 settembre 1973 alcune multinazionali bene introdotte fanno fare un golpe in Cile a generali traditori e corrotti capitanati dal despota cileno Pinochet. La mancanza di vigilanza da parte degli Stati sedicenti democtratici sui centri di comando e controllo delle multinazionali e della grande finanza, denunciata dal presidente cileno legittimo Salvador Allende in un discorso alle Nazioni Unite poco prima d’essere spodestato e ammazzato, si trasformava in quel giorno funesto in una tragica realtà.
Oggi che cade la ricorrenza è bene non dimenticare il pericolo terribile e presentissimo costituito da poteri economici e finanziari che si credono in diritto di rovesciare governi legittimi o di distruggere vite, ecosistemi, economie, pianificare guerre, determinare le scelte economiche di governi legittimi, far battere moneta a sistemi di banca centrale controllati da associazioni di banche private. La sovranità presa in custodia o in ostaggio da poteri illegittimi o criminali o peggio ancora tende a trasformare il mondo umano in una discesa verso condizioni sociali e culturali tendenti all’autodistruzione, alla guerra, all’empietà, alla degenerazione fisica e morale. C’è una dimensione nel sistema della multinazionale che non ha natura umana e che tende a distruggere l’umano. La multinazionale infatti dalla fine dell’Ottocento ha personalità giuridica; è come se fosse un soggetto umano per quel che riguarda gli affari e il commercio. Un sistema di società per azioni con un logo e una struttura può comprare, vendere, stipulare contratti, come se fosse un essere umano. Nei fatti per le loro gravi violazioni della legge le multinazionali vengono spesso multate ma quasi mai sciolte e spesso gli amministratori delegati non vengono condannati se non in presenza di crimini pesantissimi e di prove schiaccianti e definitive. Se venisse tolta alla multinazionale la personalità giuridica e gli azionisti rispondessero loro in prima persona dei danni e delle violazioni dellla legge con multe pesantissime e condanne a decine di anni di galera o anche peggio la natura distruttiva di questi poteri economici risulterebbe ridimensionata.

http://www.youtube.com/watch?v=cBJfZJoN5Uk
http://it.wikipedia.org/wiki/Golpe_cileno_del_1973



sfoglia     agosto   <<  1 | 2  >>   ottobre
 







Blog letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom

ISCRIVITI: "no-globalizzazione" direttamente nella tua casella email