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  noglobalizzazione [ Forum di critica alla modernita' e a questo nocivo sviluppo ]
         


25 marzo 2011

La recita a soggetto: Impero e ciarlatani


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Le Tavole delle colpe di Madduwatta

La recita a soggetto

Anno 2010 estate, nel villino di periferia di Vincenzo Pisani si presentano di notte lo zio Francesco e lo Zio Marco Pisani  preoccupati da uno strano annuncio.  I due dopo anni si parlano di persona.

I due guardano dalla finestra e ragionano intorno alla città, intanto Marco sfoglia un giornale.

Marco: Non accetto questo tuo modo crudele di descrivere le vicende di famiglia. Come posso farti capire. A ecco. Lì ci sono dei giornali a disposizione. Questo è fresco. Ora lo sfoglio e ti faccio vedere. Accidenti è il “Fatto”!

Francesco: Sì. E allora. Hai paura dei due fogli messi assieme da chi ha ancora la forza di provar a scrivere in questo Belpaese due frasi oneste. Dai sfoglia. Provami che ho torto, che non c’è colpa e responsabilità, che tutto è perfetto perché meccanico, assoluto, puro nel suo crescere e distruggere, nel suo dare e togliere, nel suo vivere e morire.

Francesco fa un gesto di sfida, Marco comincia a sfogliare il giornale e dà un occhio ad altre riviste e fogli.

Marco: Vediamo un po’…31 luglio 2010 le notizie secondo il Fatto Quotidiano. Articolo sul Presidente della Camera Gianfranco Fini che dice basta a Berlusconi. Titolo: “Fini incastra il caimano”…Mah! Ci credo poco…Ormai la politica è una questione… Come dire…  Di soldi e il premier è ricchissimo e pieno di risorse personali e saprà trovare il modo di mettere assieme una nuova maggioranza parlamentare. Andiamo oltre… Fotografie di notabili e di potentissimi, vignette, ricostruzione di fatti di cronaca politica e giudiziaria; cavolo che razza di padroni! Questa poi…accidenti roba grossa:”Chrysler, Obama loda Marchionne. – Grande lavoro - “. Questa è strana…

Francesco: No è nella realtà del mondo.  Alla fine l’Impero USA  che ha distrutto il Duce nel 1945 si trova a un punto tale che la FIAT investe negli Stati Uniti perché conviene. Perché c’è forza lavoro a basso prezzo con questa crisi, perché la politica cerca ogni possibile investitore, perché c’è tanta gente disoccupata disposta a lavorare per pochi dollari e mercati nuovi dove collocare merce.

Marco: Sì…però qui trovo scritto “In Italia le polemiche su delocalizzazioni licenziamenti, in USA pronti 900 nuovi posti di lavoro”. Alla fine vince il mercato.

Marco: No. Vince la legge del più forte. Chi ha eserciti e armi non patirà mai la fame d’oro, la grande civiltà Statunitense è armatissima dalla culla alla tomba e quindi è liberissima e potentissima. La bomba all’idrogeno, i supercaccia invisibili, i satelliti spia, le legioni di mercenari e le forze speciali sono oggi i nuovi lanzichenecchi e le nuove compagnie di ventura. Chi ha potere militare ha in mano il sangue dell’economia che è la produzione di denaro attraverso il meccanismo della banca centrale che poi è un consorzio di banche private. Oggi la grande potenza militare in declino è ancora forte e può far calare su di sé investimenti e ben sperare di vendere le sue auto in America Latina e in Asia mentre masse di cittadini statunitensi un tempo appartenenti al ceto medio s’impoveriscono, perdono la casa che viene pignorata, vendono la propria auto e alla fine dormono in baracche e tende di fortuna ai bordi della stessa civiltà che hanno contribuito a creare.

Francesco: Sei tragico. Tutto previsto. Loro sono WASP o gente che è arrivata nel regno dei WASP. Essi hanno un Dio diverso dal nostro che è cattolico. Il loro Dio è quello di Calvino e del Vecchio Testamento: non perdona e non concede tregua ai miserabili e ai deboli. Se sei ricco e sei militarmente forte e distruggi i tuoi nemici  lui  ti ama.  Se sei povero, infelice, sconfitto allora lui ti ha cacciato dal paradiso che è qui sulla terra e non nel mondo dei sogni e delle allucinazioni misticheggianti dei cialtroni di provincia. Il potere vero è roba per gente che ci crede che sa far la guerra, che s’attacca come un cane mastino alla forza lavoro sottopagata, alle risorse strategiche al petrolio con ogni mezzo, anche quelli abietti. Non è solo una questione di avidità e stupidità come da noi. Il Dio, il loro Dio padrone del mondo comanda a costoro di vivere così, infatti quando vanno in guerra il loro presidente va a pregare in qualche chiesa protestante o battista.

Marco: Questo mi torna. Del resto non ho mai creduto che quella gente là fosse “Occidente”. Non somigliano questi uomini del Nord trapiantati nel nuovo mondo ai romani quanto piuttosto ai cartaginesi. Come i cartaginesi antichi adorano idoli d’oro astrattamente determinati dai biglietti di banca emessi dalla Federal Reserve, evidente riflesso dell’amore per il denaro e per i beni materiali. Il loro impero è fatto da basi militari e porti perché sono una talassocrazia, e il potere è retto da famiglie di ricchissimi che hanno il potere di finanziare i loro demagoghi e i loro campioni elettorali alle scadenze fissate dalla legge. Poi a pensarci bene i Romani sono spariti e di loro restano solo  rovine. Beduini, mercanti semiti e levantini, e predoni del deserto ci sono ancora e chissà fra un secolo o due potrebbero ricostruire un nuovo impero cartaginese. Forse quello è il buon modello imperiale. L’Occidente che è una patetica invenzione di giornalisti e gente strana. Qui da noi è morto nel 476 dopo Cristo. Ciò di cui tutti parlano in Italia e a cui nessuno ci crede è una storia morta al tempo della calata dei Goti quando andò distrutto ciò che restava dell’Impero Romano d’Occidente.

Francesco: Non so. Forse l’Occidente esiste. Basta affermare che le genti difformi e disperse del Belpaese non sono Occidente. Così tutto torna e funziona.

Marco: E noi come italiani…

Francesco: Non so. Forse… Forse l’Italia non esiste. Forse è solo una nostra illusione. Forse è qualcosa che si sta formando o forse che non si è mai formata. Di certo non è possibile che una Patria esista solo in occasione di qualche festa solenne o della partita del mondiale di calcio. Di sicuro questi stranieri che vivono aldilà dell’oceano e che sono così diversi da noi sono una civiltà completa, armata, potente, dominate, autosufficiente e di sicuro non hanno bisogno di noi. Io non mi sono mai bevuto questa sola dell’Occidente. Occidente è un termine geografico non uno Stato, una cultura, una razza, una fede. Se fossero onesti i nostri ciarlatani dell’informazione darebbero nome e cognome del presidente di questo “Occidente”, ci mostrerebbero i suoi eserciti, le sue leggi, il suo Impero, la sua razza e più importante di tutto e di tutti il nome del DIO di questa civiltà. Non ci crede nessuno, ad iniziare da chi declama decine di volte questa parola insensata. Loro sono i primi a non crederci.

Marco: L’Occidente è una truffa ideologica per vecchi imbecilli terrorizzati da questo mondo nuovo pieno di disordine e di forze vitali crudeli e aggressive. Rassicura solo i nostrani padroni senescenti e qualche pensionato impaurito. Per quel che riguarda l’Impero USA solo dei pazzi o della gente in assoluta malafede possono pensare che una simile civiltà necessiti di qualche apporto o sostegno italiano in termini di arte, cultura, idee, spiritualità, visione del mondo. I popoli che formano gli Stati Uniti sono un blocco forte di fede e di valori propri non hanno bisogno di nessuno straniero che monti su una cattedra e faccia loro lezione. Spiace di non essere uno di loro. I miei talenti naturali e la mia competenza mi avrebbero dato grandi soddisfazioni e ricchezze in quella terra dove si premia il merito e l’efficacia.

Francesco: In quella terra lontana per evasione fiscale o falso in bilancio si va in galera e il giudice butta la chiave nell’oceano. Ti consiglio di ripensare molto bene all’ultima cosa che hai detto. Ci sono dei valori negli USA, valori veri. Non acqua fresca.




24 marzo 2011

Il Fascista Immaginario: potere e illusione

libia


Le Tavole delle colpe di Madduwatta

Il Fascista Immaginario

Breve scritto teatrale sulla disgregazione del vecchio mondo umano al tempo del ministro della pubblica istruzione Letizia Moratti e dell’ennesimo governo Berlusconi; è l’ estate del 2003.

-          Il materiale di scena viene descritto e si scopre la sua funzione, e perché alcuni ricchi chiedono la messa in scena di Sergio.

-          Sergio: Le guerre per il petrolio, le Petrol War. Ne sentiremo parlare. Hitler perse la guerra a Stalingrado che era sulla strada degli oleodotti che dal Caucaso e dai territori dell’Asia centrale portavano al cuore dei centri industriali sovietici.  Non lo sai? Il petrolio era fondamentale anche per il Duce e per Rommel. Senza la benzina per aerei e carri armati l’esercito motorizzato del feldmaresciallo era una balena arenata sulla spiaggia. E capisco perché. Chi controlla il petrolio controlla una risorsa strategica globale, condiziona i prezzi di tutte le materie prime e impone la sua volontà agli altri. Viaggi, trasporti, concime, industria chimica, automobilistica, cantieri navali ed edili: tutto si ferma senza il petrolio che è plastica e benzina. Hitler nel momento della disfatta aveva i depositi di carburante vuoti e le caserme con ancora dentro i veicoli e i carri armati e gli aerei bloccati per mancanza di carburanti. Le raffinerie di petrolio sintetico erano un obiettivo strategico dei bombardieri americani e inglesi. Il petrolio è guerra, è potere, è dominio, è economia, è pura forza militare, industria chimica e potenza agro-alimentare.

-          Lazzaro:  Come mai una schiera grande di retori e opinionisti di destra racconta una favola diversa? Narra di masse arabe e asiatiche che vogliono la libertà, il parcheggio libero e il grande supermercato, e il rotolo di dollari in tasca e le riviste pornografiche in edicola?

-          Sergio: Non confondermi con quelli là, grazie. Io non ti associo a quelli che hanno fatto in gioventù gli incendiari e la sinistra arrabbiata e il casino in piazza e da vecchi si godono l’assessorato, la poltrona nel consiglio d’amministrazione della municipalizzata, il posto da onorevole e da commendatore, amano gli USA, lodano i berretti verdi e i SAS inglesi che proteggono i loro padroni delle multinazionali e delle grandi banche d’affari internazionali dalle masse di umani del secondo e del terzo mondo immiserite e sfruttate e razziate anche nei beni primari. Quindi sei pregato di non fare la stessa cosa. Gli affari si concludono tra pari, giusto? Quindi io non ti confondo con i vecchi arricchiti che furono di sinistra in gioventù e tu non mi confondere con chi a destra fa mestiere, e privatissimo lucro, della politica. A destra. Qui in Italia Per mia disgrazia.

-          Lazzaro: Scusa, d’accordo. Ma allora ascolta. Dimmi cosa vuol dire questa massa un po’ rivoltante di cose e oggetti per te. Così capisco la tua distanza da chi fa della politica puro lucro. E potrei capire perché gente con i soldi paga per sentire le tue orazioni e magari ha investito in azioni di multinazionali USA o ha in frigo due o tre bottiglie di Coca-Cola e nell’armadietto il bourbon statunitense di pregio, e in tasca il biglietto per la gita di piacere a Londra.

-          Sergio: Ti descrivo l’allestimento così capisci il mio linguaggio che è simbolico. Per prima cosa va onorata la memoria di quanti sono morti per la Patria senza tradire e senza scappare. Quindi la strumentazione evocativa è collocata sopra due o tre divise stracciate che fanno da panno. Il tavolo può essere da campo o anche una scrivania, nel caso sia poco consono occorre la bandiera di Salò a coprire. Così abbiamo evocato il sangue e l’onore. Poi occorre lui. Meglio se è un busto che lo raffigura così la sua immagine appare simile a quella dei consoli Romani o dei Cesari. L’evocazione della figura è più forte se al posto dl ritratto c’è la scultura, nella penombra sembra un monito che arriva dall’antichità. Poi ci vuole la storia e qui ho delle foto fatte fare in tipografia con la scusa di qualche esame di storia: città distrutte, parate, carri armati, aerei, edifici monumentali a seconda del discorso e dei casi le dispongo secondo un ordine che mi sono inventato. Di solito a gruppi di quattro, di sette o di tre.

-          Lazzaro: Scusa, come hai detto: esame? Ti sei spacciato per universitario, che faccia di bronzo!

-          Sergio: Certo, basta far girare i soldi e tutti credono a tutto. Comunque il centro deve essere dato dalle candele, esse in quanto luce rappresentano la sacralità e la luce si deve diffondere verso il basso e verso l’alto. C’è bisogno di ascendere al cielo nel tempo del consumismo straccione.

-          Sergio si mette a far dei gesti che indicano la luce che si diffonde verso l’alto e verso il basso.

-          Sergio: La luce che va verso l’alto seguendo la fiamma rappresenta lo spirito e il mondo immateriale, quella che si diffonde il tempo e il mondo concreto e quindi la storia con i suoi dolori e i suoi traumi. Con questo la coreografia è quasi completa, manca l’odore della candela per suggestionare l’olfatto che può essere integrato da qualche goccia di olio essenziale e infine i suoni, i discorsi, gli inni del tempo che danno all’udito il senso del tempo e della civiltà. Così i miei uditori sono portati nel mio mondo attraverso i simboli che esprimono dominio e potenza. Così piace loro.

-          Lazzaro: Efficace forma di persuasione ideologica, ma nel concreto mi pare una tragica illusione e non per il fascismo. Qui nel Belpaese non c’è nessuna potenza e nessun dominio; anzi finiremo di sicuro nel pantano iracheno e non sapremo mai fino in fondo perché e per chi. Me lo sento.




22 marzo 2011

Sulla comune identità italiana

scarponi


Brevi note cronologicamente infilate una dietro l'altra


L’Italia Unita

 

1861-  Il Risorgimento

L’avventura dell’Italia Unita si apre a grandi speranze di gusto romantico per via della presenza di grandi eroi ottocenteschi come Mazzini e Garibaldi. Il Regno Unitario che si costituisce e che è privo di alcune regioni si presenta come un nuovo Stato Nazionale su cui sono collocate molte speranze.

1861- 1876   La destra Storica al potere

L’Italia passa dalla poesia alla Prosa, al posto dei grandi ideali – la poesia- emerge l’evidenza di un Risorgimento tormentato e contrastato, di una Nazione giovane con grandi masse popolari e contadine povere e poverissime, di classi dirigenti insensibili alle sofferenze quotidiane dei loro amministrati e di un popolo italiano tutto da costruire  e da istruire. Intanto il brigantaggio è represso con estrema durezza e grande è la distanza fra la stragrande maggioranza degli italiani e le minoranze al potere.

1876-1887  La Sinistra Storica

La sinistra storica constatando la distanza enorme fra paese legale e paese reale, fra sudditi del Regno d’Italia e la minoranza di ricchi e di nobili che di fatto governa il paese e ha diritto di voto cerca di avvicinare le masse popolari con misure sociali e edificando monumenti agli eroi del Risorgimento e attuando titolazioni patriottiche di piazze e vie. Intanto l’emigrazione italiana verso il Nuovo Mondo si presenta come un fenomeno inedito che coinvolge milioni d’Italiani. Tuttavia per la prima volta la minoranza al potere si pone il problema di nazionalizzare le masse che costituiscono il popolo italiano.

1887-1896  L’età Crispina

L’età Crispina segna l’emergere di una minoranza politica autoritaria con forti legami con i grandi industriali del Nord e i latifondisti del Sud. Da una lato aggredisce con estrema violenza poliziesca le manifestazioni di protesta operaie e contadine dall’altro coltiva un nazionalismo aggressivo e colonialista che fa presa sui ceti medi, la formula di creazione degli italiano è combinata da riforme di carattere giuridico, amministrativo e sociale. La disfatta coloniale dell’esercito italiano ad Adua fa emergere un nazionalismo esasperato e forze socialiste diffidenti del concetto stesso di Nazione. Emerge l’impegno politico dei cattolici in quel momento culturalmente  ostili alle minoranze che esercitano il potere in Italia.

 

1898-1900  Sangue e fango sull’Italia.

L’età Crispina cessa al momento della disfatta coloniale, la protesta sociale è soffocata nel sangue anche nella civilissima e industrializzata Milano dove  spara con i cannoni contro donne e bambini in sciopero. La repressione sociale è durissima, l’idea risorgimentale di fare gli italiani s’allontana. La politica diventa aspra, per evitare la disgregazione delle libertà fondamentali l’opposizione ricorre all’ostruzionismo parlamentare. Su questo biennio di sangue e fango  cade il regicidio del 1900 per mano dell’anarchico Gaetano Bresci.

1901- 1913  L’Età di Giovanni Giolitti

L’età di Giovanni Giolitti segna un periodo di riforme e di progresso sociale, economico e industriale che trasforma lentamente ma inesorabilmente l’Italia in una potenza regionale dotata di una propria potenza militare e industriale anche grazie alle innovazioni della Seconda Rivoluzione Industriale e fra queste l’energia elettrica. Le proteste contadine nel sud sono represse, aperture alle forze sociali e operaie nel Centro-Nord. Emerge l’impegno politico dei cattolici fino a quel momento culturalmente  ostili alle minoranze che esercitano il potere in Italia. Il suffragio universale maschile è un fatto, c’è la possibilità di avvicinare le masse popolari alla Nazione nonostante la presenza fortissima di una cultura cattolica e socialista diffidenti verso lo Stato Nazionale e le sue classi dirigenti.

1914  L’Italia del Dubbio.

L’Italia è l’unico paese  fra le potenze d’Europa che evidenzia una massa popolare ostile all’entrata nella Grande Guerra, il grande massacro scientifico e  industrializzato che riscriverà la storia del pianeta e della civiltà industriale. Giolitti è ostile al conflitto coche comporterebbe il rovesciamento dell’alleanza con il Secondo Reich e l’Impero d’Austria-Ungheria, il parlamento è contrario  alla guerra, il popolo freddo e diffidente, i ceti popolari impauriti.  Solo una minoranza di nazionalisti di varia origine è favorevole e la Corona per motivi di prestigio internazionale e  di potere.  

1915-1918  L’Italia della Grande Guerra.

L’Italia in tutte le sue articolazioni sociali paga un prezzo spaventoso al conflitto mondiale imposto da una minoranza di nazionalisti politicizzata e organizzata e di estremisti politici di destra politicizzata e organizzata a tutto il resto della popolazione della penisola. I morti sono più di Seicentomila, tutta l’Italia è coinvolta, lo sforzo è enorme e ipoteca il futuro del paese a causa dei debiti contrati e delle perdite umane, quasi tutte le famiglie italiane direttamente o indirettamente sono toccate dal conflitto.

 

1919-1920  Il Biennio rosso

L’influenza della rivoluzione d’Ottobre e della presa del potere Comunista in Russia determina e la resa dei conti fra le forze politiche e sociali dopo la Grande Guerra determina un periodo di forte scontro sociale che porta all’occupazione delle fabbriche e di alcuni latifondi incolti da parte delle masse popolari arrabbiate e impoverite. Il mito della rivoluzione Bolscevica e la disillusione per la Vittoria Mutilata sembra spegnere qualsiasi identità patriottica. Emerge la reazione quadristica,  armata e terroristica  fascista che intende imporre all’Italia intera la sua concezione di patria  e di Stato.

 

1922-1924  Il Fascismo al potere

Mussolini riesce a trasformare i fasci di combattimento in una forza politica autorevole che ha rapporti con il Vaticano, con la Corona, con l’Esercito e con la grande industria italiana. Nell’Ottobre del 1922 con un finto colpo di Stato che segue la “Marcia su Roma” comincia a costituire un modello di Stato che deve sostituire quello liberale e giolittiano attraverso un governo di coalizione che trova ampio consenso in parlamento. L’idea è usare il fascismo per creare lo Stato fascista che deve a sua volta creare l’italiano nuovo. Il fascismo manipola la scuola, lo Stato, i riti pubblici per arrivare al suo scopo politico.

1925-1935  Il  Regime fascista

Il fascismo cerca di creare il suo italiano ideale militarizzando la scuola pubblica, determinando riforme sociali, trasformando il partito in istituzione, plagiando al gioventù e distorcendo la vita quotidiana sulla base della sua demagogia patriottica.  L’Italiano del futuro dovrebbe essere l’italiano del fascismo.

1935-1939  Anni Ruggenti

Il fascismo appare vincente. Crea l’Impero a danno delle popolazioni dell’Etiopia che vengono aggredite e conquistate, sfida i grandi imperi coloniali d’Europa e la Società della Nazioni. Il prezzo per questa operazione è il legarsi ai destini del nuovo regime nazista che ha proclamato al fine della Repubblica di Weimar e la nascita del Terzo Reich. Hitler e Mussolini s’impegna nella guerra di Spagna, emerge una diffidenza fra gli italiani e il regime, stavolta la guerra del regime è ideologica e non nazionalista e colonialista. Tuttavia le vittorie in Etiopia e Spagna spengono il dissenso. Intanto Hitler con il suo Terzo Reich inizia la seconda guerra mondiale, è il 1 settembre del 1939.

 

 

1940-1943  La guerra Fascista

Il fascismo e il suo Duce Mussolini s’impegnano nella guerra mondiale al fianco del Giappone e del Terzo Reich ma le forze armate italiane son mal equipaggiate, peggio comandate e in generale il morale è basso. L’Italia fascista e monarchica dimostra di non essere in grado di sostenere il conflitto pur essendo una delle tre potenze principali dell’ASSE.  Le disfatte del 1942  del 1943 in Russia e  Africa e l’invasione del territorio italiano da parte degli Anglo-Americani nel luglio del 1943 determinano la caduta del fascismo e la resa incondizionata del Regno d’Italia resa di pubblico dominio  il giorno otto settembre 1943. L’esercito si dissolve nel giro di pochi giorni e la truppa scappa, si arrende o viene catturata dalle  forze germaniche.

1943-1945  La Resistenza

Si formano due stati in Italia, uno monarchico a Sud e uno Nazi-fascista a Nord. Uno controllato da Hitler e denominato Repubblica Sociale di cui è leader Mussolini appoggiato da una schiera di fanatici fascisti e l’altro sotto il controllo degli alleati. Si formano nell’Italia Centro-Settentrionale le forze armate partigiane antifasciste malviste dagli alleati per via della componente comunista e socialista. L’Italia diventa così un campo di battaglia, l’unità nazionale è dissolta, gli italiani si dividono e si combattono fra loro. Il futuro è incerto e legato alla prossima spartizione dell’Europa e del mondo che sarà fatta dai vincitori del Conflitto mondiale.

1946-1947  Il Dopoguerra

L’Italia dopo una difficile e contrastata votazione diventa Repubblica e s’inizia a pensare alla sua ricostruzione. Intanto nel 1947 a  Parigi le speranze italiane sono deluse, il trattato di pace è punitivo la Resistenza non viene valorizzata dai vincitori che ne hanno dopotutto tratto profitto , Alcide De Gasperi si trova a dover liquidare la pesante eredità fascista e monarchica.

1948-1953 L’Italia Democristiana

L’Italia diventa democristiana, nell’aprile del 1948 il responso elettorale punisce socialisti e  comunisti e premia i democristiani legati agli Stati Uniti e al Vaticano. L’Italia della Democrazia Cristiana di Alcide De Gasperi fra molte contraddizioni e tanti limiti cerca di legare l’economia all’Europa del Nord e la politica estera agli Stati Uniti impegnati nella lotta contro il comunismo. Si forma una Repubblica Italiana che esce dalle emergenze e comincia a ritagliarsi un suo ruolo economico e politico.

 

 1954-1963 Il Miracolo economico

L’Italia si trasforma in civiltà industriale, le antiche culture contadine, rionali, cittadine, popolari iniziano a dissolversi. Quanto di antico e  di remoto aveva fino ad allora limitato l’azione propagandistica dei nazionalismi fascisti e  monarchici si dissolve. L’Italia si trasforma rapidamente e aldilà della volontà delle classi dirigenti timorose di non controllare più la mutazione sociale ed economica in atto. La criminalità organizzata intanto diventa una potenza economica nel Mezzogiorno d’Italia.

1963-1968 Il primo Centro-Sinistra

L’Italia è governata con il contributo del Psi, inizia una stagione di riforme volta ad aiutare i ceti popolari, a riequilibrare le differenze sociali, a migliorare la scuola pubblica, nasce la scuola media. Ma i tempi sono aspri, il contrasto fra comunismo sovietico e regimi capitalisti è durissimo e il riflesso in Italia è pesantissimo. Intanto la televisione inizia a rideterminare e a formare la comune lingua italiana. Emerge la distanza enorme fra cultura alta e fra le masse popolari avviate al consumismo acritico e una ridefinizione di sé sulla base degli stimoli pubblicitari della società mercantile. Pasolini denunzia la trasformazione degli italiani da cittadini a consumatori.

1969-1976 L’Italia della Strategia della tensione

L’Italia paga un prezzo spropositato alla miopia politica delle minoranze al potere e alle mire politiche degli stranieri, la contestazione di carattere sociale diventa durissima emerge un terrorismo italiano di destra e di sinistra inserito nelle logiche degli ultimi anni della guerra fredda. Per l’Italiano contano due sole identità quella derivata dall’appartenenza politica e quella data dalla propria collocazione entro i parametri della società dei consumi. Pasolini muore atrocemente in circostanze non chiare il 2 novembre 1975.

1976-1990  L’Italia di Craxi

Craxi diventa il leader indiscusso del PSI e l’ago della bilancia della Repubblica, con la presidenza Pertini avviene un fatto inaudito la distanza fra masse popolari e  potere politico, il famoso Palazzo, si riduce e aumenta il consenso per il PSI e per i partiti di governo il PCI viene ridimensionato l’Italia ascende al rango di potenza globale. Questo ha però un rovescio della medaglia: corruzione, clientelismo, disgregazione di ogni morale e di ogni valore social o umano non di natura mercantile, pesante indebitamento  dello Stato, ingerenza di poteri illegali nella vita pubblica del paese. Il Craxismo dominate esprime una labile forma di nazionalismo garibaldino che cerca di collegarsi alle antiche glorie risorgimentali.

1991-1994 L’agonia della Prima Repubblica

L’Italia di Craxi si decompone, la crisi politica e morale della Repubblica italiana è evidentissima e le inchieste giudiziarie travolgono, disfano e umiliano i grandi partiti di massa che cambiano nome e ragioni ideologiche o si dissolvono. le novità internazionali successive alla Prima Guerra del Golfo del 1991 tendono a determinare il governo mondiale di una sola grande potenza gli USA e lo spostamento dei grandi affari internazionali verso l’Asia e l’Oceano Pacifico  riducono l’importanza dell’Italia e del Mediterraneo. La confusione fra gli italiani è enorme perché i vecchi punti di riferimento si dissolvono.

1994-2000 L’Italia della Globalizzazione

Berlusconi e il suo schieramento di centro-destra e i raggruppamenti eterogenei di centro-sinistra sono i protagonisti della vicenda politica italiana. L’identità italiana malamente formata  negli anni della Repubblica attraverso il mutuo riconoscimento dei partiti usciti dalla realtà della Resistenza e della creazione della Repubblica inizia a dissolversi. Lentamente si forma un quadro politico fra due grandi raggruppamenti politici contrapposti che sconfessa la molteplicità della identità politiche di parte e la crisi sociale creata dai processi di globalizzazione dissolve le identità legate al benessere e al facile consumismo. L’identità italiana sembra disgregata in una miriade di suggestioni pubblicitarie e demagogiche. Intanto la situazione internazionale peggiora partire dalla guerra del 1999, si determinano nuove potenze imperiali che contrastano gli Stati Uniti.

2001-2011 L’Italia della crisi globale

Il progetto di creare un Nuovo Secolo Americano pare dissolversi fra le dune irachene e le montagne afgane, gli USA sono impegnanti in due guerre logoranti contro insorti e  terroristi in Medio Oriente e Asia, l’Italia vi partecipa con sue forze. La globalizzazione rallenta, le logiche imperiali sembrano più forti dei grandi interessi commerciali e finanziari, intanto emergono i guasti politici e sociali legati ai processi di globalizzazione. L’Identità italiana è oggetto di dibattito pubblico segno della sua difficoltà a collocarsi in questi anni difficili con le proprie ragioni e la propria autonomia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 




19 marzo 2011

Nota polemica

Intorno al perchè di tanti comportamenti sciagurati e inquinanti della nostra civiltà "post-industriale" promossi dall'industria dei consumi e accolti dalla parte più ricca e anziana del Belpaese ho dato questa risposta nel Forum di Empolitica. 

Alla domanda retorica mi permetto di rispondere a caldo e privatamente così all’amico Matteo: è la Biografia di tanta parte del Belpaese e segnatamente di quella che anagraficamentre ha più di sessant’anni. Che frega ai vecchi nostrani se i loro nipoti schianteranno tutti di cancro e leucemia? Nulla sono italiani in fondo. Il qui e ora è l’assoluto. L’altro sia esso figlio, nipote, parente, compatriota, moglie, amante non esiste se non in funzione del piccolo interesse del momento, o del piacere o del progetto egoistico a breve scadenza. La Repubblica ha educato le disperse genti d’Italia all’egoismo assoluto, ottuso, illimitato, e alla cieca irresponsabilità condita dal cercare capri espiatori nella natura maligna o nei demoni infernali o nei comunisti alieni e sovietici. Le ideologie politiche del Secondo Dopoguerrra che qualche esaltato continua a resuscitare in una retorica marcia e meschina erano la falsa coscienza di concreti interessi di minoranze che aspiravano al possesso di beni, terreni, case, fabbricati, posti ben remunerati nel pubblico come nel privato. Chi ha capito questo per tempo si è fatto ricco e ha lucrato sopra la credulità popolare, gli altri si sono rovinati o sono stati truffati. Nessuno è responsabile per altri e nessuno è più del suo privato interesse e dei suoi possessi personali. Nella Seconda Repubblica conta solo il dare e l’avere, la politica è ridotta al solo dato materiale e la cronaca giornalistica conferma questa mia certezza.

IANA




16 marzo 2011

Il Fascista Immaginario: assolti!


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Le Tavole delle colpe di Madduwatta

Il Fascista Immaginario

Breve scritto teatrale sulla disgregazione del vecchio mondo umano al tempo del ministro della pubblica istruzione Letizia Moratti e dell’ennesimo governo Berlusconi; è l’ estate del 2003.

-          Il materiale di scena del fascista immaginario è messo su un tavolo della facoltà occupata…

-          Sergio: Ecco comunque quel che resta del passato imperiale di questa penisola, di questa Patria a mezzadria da una parte noi stessi e dall’altra le basi della NATO…

-          Lazzaro: Che cosa patetica, i resti pietosi di miti morti e decomposti, di cose che non sono più. Certo che come italiani siam stati sfortunati scivoliamo da un mito morto all’ammirazione per qualche padrone forestiero sia esso comunista cinese o russo o capitalista inglese o statunitense.  Ma di tutti gli imperi e i dominatori che nel corso dei tre millenni di storia umana di questa penisola, di tutti i regimi schiavisti, feudali, fanatici, capitalisti questo fascista è stato il  peggiore. Ha dimostrato a noi stessi e al mondo l’impossibilità della civiltà italiana, almeno come impero o come potenza.

-          Sergio: Questa poi…non c’è una civiltà italiana ora?

-          Lazzaro: Ma tu che hai visto? Cosa ne sai di quello che è lontano da qui? In Francia, in Germania, in Svizzera e ancora  più in là? L’Europa dei grandi Stati nazionali è Europa imperiale, come l’Euro come la BCE. Noi cosa siamo? Un popolo che non sa neanche conservare l’unico primato su cui può puntare ossia quello umanistico e artistico, perché semplicemente la stragrande maggioranza della sua popolazione non sa nemmeno che esiste. Forse neanche le nostre docenze universitarie illustrissime hanno idea di cosa sia un patrimonio culturale. L’opera di conservazione e valorizzazione del proprio passato si è persa, del resto i nostri amministratori cavernicoli non capiscono neppure l’importanza di aiutare l’arte contemporanea o di creare centri di ricerca liberi dal nepotismo, dalla corruttela, dall’incapacità. Chi ci comanda è estraneo alla storia e alla vita del Belpaese e alle sue tradizioni. Siamo preda di ciarlatani e imbonitori televisivi. In gioventù sono finti Comunisti per vivere d’espedienti e farneticare, in maturità sono capitalisti marci per far intrallazzi e truffe con la politica e una volta anziani diventano falsi liberali perché sono terrorizzati dall’idea di perdere la loro roba e credono che il liberalismo classico santifichi il loro diritto al possesso. Personalmente credo che i nostri liberali sia solo gente rozza, incolta e assolutamente ossessionata dalla conservazione egoistica e amorale della propria proprietà privata; credono che Adam Smith il teorico del liberalismo classico abbia giustificato il possesso della loro roba in qualsiasi modo acquistata o presa. Ben altra cosa è la civiltà francese o germanica. Si sente nell’aria la potenza di un popolo che sa chi è e che cosa vuole e che non deve nascondersi dietro i cadaveri di tempi perduti ormai ridotti polvere.

-          Sergio: Una cosa che dici è giusta, il resto è vomitevole e mi chiedo perché non ti metto le mani addosso. Sì è vero che esiste una civiltà germanica e forse hai ragione. Se c’è una speranza per l’Europa essa ha ragion d’essere solo fra i pesi del grande Nord. Inoltre è vero che noi qui nel Belpaese non abbiamo capi ma gente strana che vive d’espedienti e non mi meraviglia l’estraneità del corpo docenti di questa e delle altre facoltà italiane dalla storia e dalla vita del nostro popolo. Ma su una cosa sbagli. Sbagli tanto. Il sangue. C’è chi è morto e da entrambe le parti.

Lazzaro mette alcune riviste e libri sul tavolo nella scatola, ne guarda uno e due e poi lascia volutamente  fuori “La fine del lavoro”. I due sui  osservano, Sergio muove le mani è  leggermente nervoso e tira fuori da una cartellina una foto in bianco e nero. E’ una foto di Dresda dopo il bombardamento del febbraio del 1945.

-          Lazzaro: Che fai t’interessano i massacri e le rovine, cosa vuoi farmi vedere…

-          Sergio: Nulla che non sai già, questo Belpaese ormai vive fra le rovine che lui stesso ha costruito. Rovine di memorie finite e distorte da narrazioni politiche di fantasia, rovine religiose di popoli italiani privi di trascendenza che vivono solo per la roba e per il qui e ora, rovine di classi dirigenti politiche che cambiano contenitori elettorali riciclandosi a colpi di milioni generosamente donati da privati ricchissimi, multinazionali e società commerciali, minoranze di privilegiati che difendono con espedienti e cavilli legali privilegi feudali, abusi e nepotismo nella pubblica amministrazione e perfino nel privato. Tutta la realtà di questo Belpaese urla che siamo in mezzo alle macerie civili e morali di generazioni che non hanno saputo costruire e fondare. Anzi le rovine del remoto passato, di Dresda, Berlino, Cassino comunicano quasi un senso di sicurezza; era un punto fra un prima e un dopo. Invece qui siamo all’inizio di una caduta non si sa bene verso dove. In questo cadere vedo tutta l’impotenza di chi come me cerca di trovare nel passato i segni di una resurrezione di cose che sono state. La realtà è che questo è un sistema inquinante e distruttivo, un modello consumista e capitalista a crescita infinita in presenza di risorse planetarie  limitate anche se grandi. Siamo arrivati al punto che tutti i dirigenti politici e finanziari  fingono di credere che si possa creare il denaro all’infinito, produrre all’infinito, inquinare all’infinito, distorcere la realtà e dei fatti e la memoria come se il passato fosse una lavagna su cui riscrivere la lezione del giorno ad ogni suono della campanella.

-          Lazzaro: Che dici…Ti accusi. Guarda che noi due non siamo responsabili di nulla. Certo le scelte e le idee personali… Tu fascista delle favole, io il solito rosso che deve lavorare di bassa cucina per far prevalere il diritto sull’abuso.

Ma questa realtà non è la nostra  è qualcosa che ci è piovuta addosso. Chi non ha terre, case, rendite, protettori potenti, pacchetti di voti, cariche politiche, posti di rango e di privilegio nella pubblica amministrazione è assolto da tutto questo. Sbarchi il lunario come fascista immaginario, hai debiti, non hai potuto studiare perché non avevi protettori, soldi, aiuti. Sei assolto e io con te. Chi è responsabile sta in alto, chi si è arricchito sta in alto, chi è vissuto di frodi è altrove, noi siamo assolti davanti agli uomini, alla legge morale e a Dio ammesso che esista e non sia una leggenda per poveri grulli. Assolti, liberi dal male. Intendi! Io e te siamo forse dirigenti di multinazionali, o grandi finanzieri che spostano capitali, giudici di corti internazionali che ad orologeria condanno i dittatori e i despoti che hanno scelto le multinazionali sbagliate per vendere le risorse e la forza lavoro dei loro sudditi-schiavi, generalissimi che schierano superbombardieri e spianano interi popoli, presidentissimi eletti con i soldi delle banche e dei ricchissimi, assolutamente no! Siamo assolti e solo dei malvagi che sono malvagi, degli iniqui che sono iniqui, dei corrotti che sono corrotti, degli empi che sono empi aldilà di ogni possibile spiegazione e giustificazione possono dire il contrario. Io credo che il tuo modo di fare sia sbagliato. Certo. Assolutamente. Ma c’è un nemico che è  oltre ed è non meno ideologico delle dittature del passato ed è questa concentrazione globale di potere economico e finanziario nelle mani di pochissimi che sta devastando il mondo per mire di egemonia globale, di potere, di controllo delle risorse energetiche e della forza lavoro. E così in confidenza, far noi, tu lo sai vero che adesso c’è una guerra in Iraq per il petrolio?





10 marzo 2011

Le Tavole delle colpe di Madduwatta - La Recita a Soggetto. Il conto

tanti-giornali


Le Tavole delle colpe di Madduwatta

La recita a soggetto

Anno 2010 estate, nel villino di periferia di Vincenzo Pisani si presentano di notte lo zio Francesco e lo Zio Marco Pisani preoccupati da uno strano annuncio.  I due dopo anni si parlano di persona.

Marco: Non so cosa pensare, i tuoi discorsi mi confondono. Mi disturbano, Con una frase condanni, con quella successiva ammetti che non si può cambiare, e alla fine ti assolvi come ad allargare le braccia in un gesto di sconforto e rassegnazione. Ci siamo venduti… E allora! E’ il sistema. Sono io il sistema, sei tu il sistema, siamo tutti il sistema o forse nessuno è il sistema. O forse il sistema del capitalismo trionfante è in noi perché è la forma stessa di questa esistenza globalizzata e  industrializzata. Se è tutti e nessuno allora, proprio per questo, ciò che ci capita è giustificato, puro, assoluto. Le numerose malattie dovute alla cattiva alimentazione piena di conservanti e di alimenti di dubbia qualità, le malattie polmonari dovute alle polveri del  traffico e delle industrie e alle sigarette, le turbe mentali e le paranoie scatenate da relazioni familiari logorate e da impieghi alienanti dove si pratica una concorrenza interna per scavalcare le posizioni interne all’azienda sono razionali e giustificate. Sono relazioni, atti meccanici, fisici come la caduta al suolo  di un sasso caduto da una torre.                 

Francesco: Se sono atti fisici, meccanici, puri…come mai siamo qui a parlarne da ore? Centinaia di parole e ancora non si ragiona neanche su quanto tempo restare qui ad aspettare il nostro caro nipotino casinista. Per anni mi hai evitato tranne qualche telefonata a Natale, irritante. Come tutto il tuo atteggiamento verso te stesso e quel che resta della famiglia. Ma ora, che strano. I due fratelli qui a ragionare. Come non avevano mai fatto. E un caso? No. Io dico di no.

Marco va verso il distributore, si fruga, estrae un borsello e mette le monete. Prende un caffè lungo, gira con lentezza la palettina di plastica, sorseggia lentamente e non smette di osservare il fratello ricambiato in modo penetrante e inquisitorio.

Marco: Chi ha detto che nella vita si deve viver felici, dico felici non in senso quotidiano o relativo ma in senso assoluto, perfetto. Da pace nel regno celeste, sempre che esista e non sia una fogna per anime malate. I profeti? Il profeta? Il Figlio di Dio?. Un sistema come il nostro deve produrre quella dose di odio, morte e infelicità che serve a dare stimoli, ad aggredire il mercato, a moltiplicare la merce. La merce è la nostra droga di umani della civiltà industriale e la droga stessa è merce. Per essere nel sistema deve avere la tua utilità, devi produrre, devi vendere, devi comprare altrimenti sei fuori e quindi non sei nel sistema, sei altro, sei diverso, sei pericoloso. Ma tu vuoi essere pericoloso? Non lo sei mai stato, neanche quando potevi, neppure quando dovevi. Il potere più elevato oggi è il sangue del sistema. E’ molto di più del pezzo di carta emesso dalle banche centrali formate da banche private in mano di pochissimi ricchissimi, è più di un simbolo, di un segno, di qualche numero con delle parole, più di una serie di numeri in un sistema informatico fra banche estere e finanziarie nei paradisi fiscali; è il senso di ogni vita. Il denaro è il punto più alto del potere, è un Dio fondato sulla quantità che muove e manipola gli esseri umani, li incanti, li deforma, li plasma, ne modella aspirazioni e sogni anche quelli pornografici.  E’ UNO e tutti, perché tutti da esso scaturiscono e fuori da lui si dissolvono i sogni, la vita, gli affetti, le speranze.

Marco: Basta! Il tuo concetto è pura idolatria. Questo è un qualcosa di empio, un demone possessore di menti e di vite.

Francesco: Sì, è così. Guarda questa casa. Era il simbolo incarnato della centralità di una famiglia, del suo esistere, del suo essere, del suo darsi. Oggi cosa è mai? Un posto dove stranieri vengono, occupano una stanza arredata per loro, dormono e ripartono. La motivazione: i costi. Costa una casa, e se c’è sopra l’ipoteca diventa un peso che uccide, che distrugge gli affetti, che annienta le famiglie. Ieri simbolo del passato di una piccola borghesia nazional-popolare di benpensanti timorati di Dio, oggi simbolo morto. Oggi è affare, merce, investimento. Dare e  avere e quindi tasse, denari  che alla fine dallo Stato e dai privati ritorneranno alle banche che li hanno emessi. Il bello è che il denaro non è più garantito dall’oro e quindi tutto si muove da un Dio-denaro che è potere sugli umani che sono convinti dal sistema  stesso ad attribuirgli potenza, vita e destino. Il sistema è il denaro e il denaro è il sistema. Il cerchio del destino si chiude su se stesso.

Marco: No, non così…Questo da parte tua è viltà. Il sistema è quel che è, ma non puoi esser più radicale e arrabbiato di me. Quel che dici offende i ricordi e mi umilia nello spirito.

Francesco: Sì, è giusto così. Lo dico senza cattiveria. Una casa ridotta a merce non è più una casa, è altro. E’ uno spazio spogliato del suo senso e degli affetti che conservava, e forse anche delle memorie, dei ricordi d’infanzia.  Ma questo è il tempo dei ricordi perduti, delle speranze tradite, della semplificazione della complessità umana, di un mondo umano  votato a inseguire i suoi sogni malati e la sua volontà dio potenza fondata sul denaro. Siamo colpevoli e vittime, ma non innocenti.




4 marzo 2011

Linea 18 fra Calenzano, Sesto e Firenze

Il fattto che mi fa scrivere questo pezzo è un fatto di cronaca banale: la soppressione di una linea dell'Ataf fiorentina in quel di Toscana, ma da utente di quella linea da circa sette anni, anno più anno meno, posso dire qualcosa.

Si tratta di una linea a me cara perchè oltre alla comodità di portarmi sul posto di lavoro e a Firenze in zona Cascine e Ospedale aveva il pregio indiscutibile di esser sotto casa.
La cosa che merita attenzione sono i toni nuovi che ho udito quando ho preso la corsa all'andata e  al ritorno dal lavoro in quello che sarà l'ultimo giorno della linea, i commenti malevoli degli utenti, soprattutto sestesi, non erano rivolti tanto al governo o alla regione ma al potere locale in quel di Firenze e Sesto. Cosa ho capito in questi ultimi viaggi fra Sesto e Firenze: non esiste più una credibilità del potere politico a prescindere e per ideologia neanche fra i più anziani. Nel momento in cui il cosidetto zoccolo duro dei partiti qui in Toscana è toccato nella sua quotidianità e nel suo privato ecco che ogni finzione ideologica si dissolve, le parole volano e non sottovoce, la gente parla ed emerge un quadro di un mondo umano di provincia fortemente legato al qui e ora e alieno da passioni e furori ideologici. Mi spiace per quanti sognano rivoluzioni o ribellioni, ma quel che vedo del banale vissuto quotidiano è un mondo privo di qualsiasi trascendenza o volontà di superamento dell'uomo in una forma vivente superiore o evoluta rispetto al quotidiano. Fra le note mentali che mi sono fatto nell'ascoltarte i discorsi degli utenti delle ultime corse del 18 c'è l'evidenza che non esitono più pasti gratis per le coalizioni del centro-sinistra o sedicente tale. Se l'elettorato, giovane o anziano che sia, si ritiene colpito nel suo quotidiano al momento del voto trarrà le dovute conseguenze; e questo nonostante certi benpensanti, oratori di provincia con un piede in politica, professorissimi senza cattedra che smaniano per veder qualche mutamento in un corpo sociale disulluso, cinico, incattivito dalle troppe violenze morali e pecuniarie subite, e dalle amarezze della vita.
Ecco la grande novità nella disgrazia di dover ripensare la mia sveglia mattutina: scopro che è viva e  reale una condizione elettorale e umana nella quale contano i fatti, il bisogno, il quotidiano e dove il resto più o meno ideologico e mitologico è cosa per poche  minoranze di esaltati, di oratori, di ciarlatani televisivi. La politica, a parole, si è fatta amministrazione di orientamento più o meno liberal-democratico o social-democratico e il suo elettorato l'inchioda a questa sua nuova natura che ha scelto per se stessa.
Si tratta di una nota importante di natura personale che forse da sola aiuta a spiegare la pesante flessione della coalizione di Centro-sinistra alle ultime elezioni che hanno riconfermato il Sindaco e la coalizione a guida PD in quel di Sesto Fiorentino. In generale conta da quando al poilitica ha voluto essere manifestazione dell'amministrare entro il parametro di un sistema capitalista corretto rozzamente e malamente dal clientelismo e dal corporativismo cadaverico  all'italiana il puro
il dare e il puro  avere.
Da alcuni anni a questa parte contano solo i fatti e il dare e l'avere anche per l'elettorato. Il resto è politica che pensa se stessa e pochi fra i comuni mortali intendono quale sia la sua parabola sulla vita umana e il suo discorso sul mondo.

Questa la cronaca dei fatti secondo una fonte credibile:

http://www.toscanatv.com/leggi_news?idnews=NL119060

Trasporto pubblico, dal 5 marzo soppressa la linea 18 dell'Ataf
TOSCANA - 17/02/2011 - Sabato 5 marzo parte il nuovo assetto delle linee del trasporto pubblico locale Ataf e Linea nell'area fiorentina di Sesto e Calenzano.

Una riorganizzazione resa particolarmente complessa dalla consistente riduzione dei trasferimenti statali per il TPL decisi dal governo quantificabili in circa 550.000 euro per l'area metropolitana nord-ovest, pari a quasi il dieci per cento della spesa totale per l'intero servizio. 'Ciononostante - ha affermato stamani l'assessore alla mobilita' Ernesto Appella - siamo riusciti a salvaguardare sia gli assi portanti del servizio che a mantenere tutti i collegamenti tra l'area e il centro di Sesto Fiorentino'. Nello specifico, il nuovo assetto contemplera' la soppressione dell'attuale linea 18 dell'Ataf che sara' in parte sostituita, per quanto riguarda il territorio sestese, dal nuovo percorso della linea 64 che servira' l'area di Querceto da via Don Minzoni a via dell'Olmo. Tutte le altre linee cittadine saranno mantenute o potenziate. il 2 che collega l'asse Calenzano-Sesto-Firenze S.Maria Novella sara' rafforzato introducendo venti corse giornaliere in piu'; confermate al livello attuale anche le linee 56 (Piagge-Careggi) e 57 (Firenze S.Maria Novella-Polo Scientifico). Il 28 (Volpaia-Firenze S.Maria Novella) vedra' una lieve diminuzione delle corse mentre saranno rafforzate le linee 96 (Sesto FS-Osmannoro) e 97 (Calenzano-Polo Scientifico), che avranno una frequenza ogni quarto d'ora nei giorni feriali (...)

Per i miei venticinque lettori: IANA per FuturoIeri



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