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28 giugno 2010

Kucinich e la guerra afgana

26 Giu, 2010

Kucinich e la Guerra in Afganistan: ancora sulla Risoluzione Privilegiata

Tradotto da: F. Allegri 


Presento ai lettori una  nuova traduzione di Franco Allegri certo di far cosa gradita.

IANA

Kucinich e la Guerra in Afganistan: ancora sulla Risoluzione Privilegiata
08/03/2010

Di Dennis Kucinich
Ciao da Dennis,
Questa settimana una risoluzione privilegiata sarà portata sul terreno della House of Representatives per fare un tentativo di portare via l’America dalla guerra in Afganistan.
Questa risoluzione, che ho scritto richiede che il Presidente rimuova le truppe entro 30 giorni dall’approvazione della risoluzione e non oltre il 31 Dicembre 2010.
Ci sono molte ragioni sul perché dobbiamo venire via dall’Afganistan; ne nominerò alcune.
Spendiamo centinaia di miliardi di dollari – del tutto improduttive – perché il governo centrale afgano è totalmente corrotto.
Abbiamo un migliaio di soldati che hanno perso la vita. E molti altri feriti, alcuni di loro in modo permanente.
Tanti cittadini afgani sono stati uccisi o feriti come risultato di questo conflitto.
Dovevano fare attenzione all’esperienza russa in Afganistan.
L’Afganistan non sta per essere conquistato e noi dobbiamo capire che il peso dello storia va contro i nostri sforzi sin dall’inizio.
Ora dobbiamo determinare se l’America prenderà una nuova direzione in Afganistan oppure no. Non sprofondare ancora a causa della corrente, ma uscirne.
Quello è ciò che sarà discusso questa settimana a Washington.
Per favore aiutateci. Per favore passate la voce.
Per favore contatta chi pensi sia influente per ottenere che i membri del Congresso diano un’attenzione forte a questo voto.
Questo voto si verificherà Mercoledì.
Grazie, come sempre, per il vostro aiuto e per la vostra determinazione per vedere la creazione di un mondo più pacifico.
Grazie.
Tradotto da F. Allegri il 20/06/2010

TESTO IN INGLESE
Kucinich War in Afghanistan Privileged Resolution Update
08/03/2010
By Dennis Kucinich
Hi, Dennis here,
This week a privileged resolution will be brought to the floor of the House of Representatives to make an attempt to try to get America out of the war in Afghanistan.
This resolution, which I wrote, requires the President to remove the troops within 30 days from the time the resolution is passed and no later than December 31st, 2010.
There are many reasons why we need to get out of Afghanistan; I’ll just name a few.
We’re spending hundreds of billions of dollars - total waste - because the Afghanistan central government is totally corrupt.
We have a thousand troops whose lives have been lost. And many more injured, some of them permanently.
Countless individual Afghanistan citizens have been killed or injured as a result of this conflict.
We should take heed from the Russian experience in Afghanistan.
Afghanistan is not going to be conquered and we have to understand that the weight of history has been against our efforts from the start.
Now we have to determine whether or not America will take a new direction in Afghanistan. Not to go in deeper with the surge, but to get out.
That’s what is going to be discussed this week in Washington.
Please, help us. Please, get the word out.
Please, contact anyone who you think could be influential in getting members of Congress to pay close attention to this vote.
The vote will occur on Wednesday.
Thank you, as always, for your help and for your determination to see a more peaceful world created.
Thank you.
—-
Franco Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche e si dedica alla libera informazione politica ed economica anche traducendo gli scritti e le lettere di Dennis Kucinich, Michael Moore e Ralph Nader, l’avvocato e antropologo giuridico e sociale americano. Fa parte del meetup di Beppe Grillo di Empoli, di Firenze e di molti altri a titolo amichevole. L’associazione è stata inclusa nella redazione “allargata” di Anno Zero e il suo sito è stato selezionato da O. Beha come uno dei 100 siti resistenti italiani. Per approfondire visita il sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri e cercare il suo diario sulla crisi. Su Facebook puoi fare amicizia con lui cercando Futuro Ieri.




27 giugno 2010

Note sul tempo altro e sui giovani


per approfondire



De Reditu Suo - Terzo Libro

Note sul tempo altro e sui giovani

 Il vecchio mondo umano con i suoi costumi, le sue illusioni, la sua forza civile, le sue speranze è ormai polvere di cose morte dispersa nel vento. Quello nuovo che sta prendendo forma e che muta e si altera è un tempo altro e diverso. Esso è tale perché si dibatte in una grave crisi di senso delle ragioni intime del suo sviluppo tecnologico ed economico in questi anni di crisi, è diverso perché le grandi creazioni ideologiche novecentesche sono da tre decenni in disarmo e il suo posto è stato preso dalla spettacolarizzazione della politica, è altro perché le grandi speranze del passato in Europa e nell’Impero Anglo-Americano hanno lasciato il posto alle inquietudini e a un vivere intristito tutto ripiegato sul presente. Chi fa il facile gioco retorico di proiettare il suo passato, recente o antico che sia, su questi che hanno fra i diciotto e i venticinque anni d’età commette un grave torto verso la sua intelligenza. Non è una questione di cattiveria o di condizione di minorità: i giovani semplicemente vivono in un tempo altro e diverso rispetto a quello dei padri e dei nonni di conseguenza vanno forzatamente verso prospettive diverse di lotta sociale e politica. I profeti della domenica mattina che vedono miracolose resurrezioni di ideologie fasciste o comunistoidi proiettano il loro passato, o i finti ricordi, su questo concretissimo presente. L’Italia è un Belpaese anziano e quindi milioni di anziani temono il futuro che smentirà e sbugiarderà le loro pietose menzogne e i loro tristi egoismi per anni mascherati rozzamente e falsamente da ragioni politiche o moralistiche. Il vizio antidemocratico di mascherare i propri comodi e i propri egoismi sociali con ragioni politiche altisonanti e fumigazioni retoriche è stato per troppo tempo coltivato dai vecchi partiti politici e dalle organizzazioni sociali e di categoria; oggi le vecchie invenzioni e le furberie da ciarlatani del mercato rionale si collocano in un tempo non loro dove creano confusione e dividono fra chi capisce di che cosa si tratta, chi riesce a comprendere la loro natura di cose morte e chi diffidente li prende come cose strane e pazze. Il discorso sui giovani nel Belpaese cade dall’alto, il giovane non è oggetto di comprensione o di studio ma di giudizio e a seconda della passione politica che anima il giudicante il giudicato è trattato bene o male a seconda del caso e dell’opportunità. Nel discorso che comunemente sento sui giovani manca  l’umiltà di capire da quale tempo arrivano, come vivono qui e ora e dove andranno. Odo di solito giudizi pesantissimi o lusinghieri su di loro in nome di stereotipi vecchi di trenta o quarant’anni, per fortuna l’interesse per i giovani è poco e i giudici dalla parola facile  non vengono quasi messi davanti ai loro pesanti condizionamenti ideologici e alle discutibili certezze.

IANA per FuturoIeri




25 giugno 2010

Sui tetti del mondo: l’acqua solare scalderà la rivoluzione


Sui tetti del mondo: l’acqua solare scalderà la rivoluzione

Tradotto da: F. Allegri 

   


Earth Policy Institute
http://www.earthpolicy.org
SUI TETTI DEL MONDO: L’ACQUA SOLARE SCALDERA’ LA RIVOLUZIONE

Di Lester R. Brown
Earth Policy Release
Book Byte
8 Marzo 2010
http://www.earthpolicy.org/index.php?/books/pb4

Lo sfruttamento dell’energia solare si espande su ogni fronte in seguito al cambiamento climatico e all’intensificazione della sicurezza energetica, grazie agli aiuti governativi per aumentare lo sfruttamento del solare e perché i costi declinano mentre quelli dei combustibili fossili crescono.
Una tecnologia solare che realmente inizia ad essere imitata è l’uso dei collettori termici solari per convertire la luce del sole in calore da usare per scaldare sia l’acqua che lo spazio.
La Cina, per esempio, è ora la casa di 27 milioni di impianti solari per l’acqua sul tetto.
Con quasi 4.000 imprese cinesi che realizzano queste tecnologie: questo sistema relativamente semplice e a basso costo è arrivato nei villaggi che non avevano ancora l’elettricità.
Per poco meno di $200, i contadini possono avere un collettore solare installato sul tetto e fare la loro prima doccia calda.
Questa tecnologia si estende in Cina come un lampo: si avvicina già la saturazione del mercato in alcune comunità.
Pechino pianifica di aumentare gli attuali 114 milioni di metri quadri di collettori solari sui tetti per scaldare l’acqua fino a 300 milioni nel 2020.
L’energia prodotta da queste installazioni in Cina è uguale all’elettricità generata da 49 centrali elettriche a carbone.
Anche altre nazioni in via di sviluppo come India e Brasile potrebbero vedere presto milioni di famiglie convertirsi a questa conveniente tecnologia per scaldare l’acqua.
Questo balzo nelle aree rurali senza una rete elettrica è simile alla linea dei telefoni cellulari che bypassano la rete fissa tradizionale, offrendo servizi a milioni di persone che sarebbero ancora nelle liste d’attesa se si fossero affidati alle linee telefoniche tradizionali.
Dopo aver pagato il costo d’installazione iniziale degli impianti solari sul tetto, l’acqua calda è essenzialmente gratuita.
In Europa, dove i costi energetici sono relativamente alti, gli impianti solari sul tetto si diffondono velocemente.
In Austria, oggi il 15% di tutte le famiglie si affidano a loro per l’acqua calda.
E, come in Cina, in alcuni villaggi austriaci vicino a tutte le case hanno i collettori sul tetto.
Anche la Germania sta facendo passi avanti.
Janet Sawin del Worldwatch Institute nota che quasi 2 milioni di tedeschi vivono ora in case dove sia l’acqua che lo spazio sono scaldati da sistemi solari sul tetto.
Ispirata dalla rapida adozione in Europa dei riscaldatori di spazio ed acqua sul tetto negli ultimi anni, l’European Solar Thermal Industry Federation (ESTIF) ha stabilito un obbiettivo ambizioso di 500 milioni di metri quadri, o di 1 metro quadro di collettore sul tetto per ogni europeo entro il 2020 – uno scopo leggermente più grande degli 0,93 metri quadri a persona presenti oggi a Cipro, il leader mondiale.
La maggior parte delle installazioni sono progettate per essere sistemi “Solar-Combi” capaci di scaldare sia l’acqua che lo spazio.
I collettori solari dell’Europa sono concentrati in Germania, Austria e Grecia; anche la Francia e la Spagna cominciano a mobilitarsi.
L’iniziativa della Spagna aumentò con la legge del marzo 2006 che impose l’istallazione di collettori nelle costruzioni nuove o ristrutturate.
Il Portogallo seguì veloce con la sua legge.
La ESTIF stima che la UE abbia un potenziale di sviluppo a lungo termine di 1.200 gigawatts termici di acqua solare e spazi scaldati; questo significa che il sole darebbe gran parte del calo di temperatura che l’Europa necessita.
L’industria del riscaldamento dell’acqua solare sul tetto USA si è concentrata storicamente in un mercato di nicchia – vendendo e commerciando 10 milioni di metri quadri di impianti solari per piscine tra il 1995 e il 2005.
Vista questa base, tuttavia, l’industria si è bilanciata al mercato di massa dei sistemi di riscaldamento dello spazio e dell’acqua quando i crediti fiscali federali furono introdotti nel 2006.
Guidata dalle Hawaii, la California e la Florida, l’istallazione in USA di questi sistemi triplicò nel 2006 ed ha mantenuto un passo rapido da allora.
Ora abbiamo il dato per fare qualche proiezione globale. Con la Cina che fissa l’obiettivo di 300 milioni di metri quadri di capacità di riscaldamento solare per il 2020, e con lo scopo dell’ESTIF di 500 milioni di metri quadri per l’Europa entro il 2020, un’istallazione USA di 300 milioni di metri quadri per il 2020 è alla portata dati gli incentivi fiscali adottati di recente.
Il Giappone, che ha 7 milioni di metri quadri di collettori solari per l’acqua ma che importa tutti i combustibili fossili, potrebbe arrivare facilmente agli 80 milioni di metri quadri per il 2020.
Se la Cina e la UE arriveranno ai loro scopi e il Giappone e gli USA raggiungeranno le adozioni progettate; avranno un totale combinato di 1.180 milioni di metri quadri di capacità di riscaldare acqua e spazio entro il 2020.
Con le giuste adozioni per sviluppare altri paesi oltre la Cina, il totale globale nel 2020 potrebbe eccedere il miliardo e mezzo di metri quadri.
Questo darebbe al mondo una capacità termale solare entro il 2020 di 1.100 gigawatts termici, l’equivalente di 690 centrali a carbone.
Questo sarebbe più della metà del nostro sforzo per il riscaldamento con energia rinnovabile per il 2020; una parte del grande sforzo per stabilizzare il nostro rapido cambiamento climatico sferzando le emissioni globali nette di carbonio dell’80% entro il prossimo decennio.
(Per altre informazioni, guarda i Capitoli 4 e 5 di Plan B 4.0: Mobilizing to Save Civilization, in linea e scaricabile liberamente a www.earthpolicy.org/index.php?/books/pb4.)
La vasta crescita prevista del riscaldamento solare di spazio e acqua nei paesi industriali farà chiudere delle centrali a carbone esistenti e ridurrà l’uso di gas naturale mentre gli impianti solari sostituiscono quelli a gas o elettrici.
In nazioni come la Cina e l’India, tuttavia, i pannelli solari ridurranno semplicemente la necessità di nuove centrali a carbone.
Gli impianti per scaldare acqua e spazio in Europa e Cina hanno un vantaggio economico.
In media, in una nazione industriale questi sistemi rimborsano l’investimento con risparmi energetici in meno di 10 anni.
Essi rispondono anche alla sicurezza energetica e ai problemi del cambiamento climatico.
Con la diminuzione del costo dei sistemi di riscaldamento da tetto, in particolare in Cina, molti altri paesi come Israele, Spagna e Portogallo adotteranno la regola che le nuove costruzioni incorporino impianti solari.
Meglio di una mania passeggera, questi impianti per il tetto saranno presto prevalenti.
#   #   #
Riduzione del Capitolo 5: “Stabilizing Climate: Shifting to Renewable Energy”, in Lester R. Brown, Plan B. 4.0: Mobilizing to Save Civilization (New York: W.W. Norton & Company, 2009), disponibile in linea a www.earthpolicy.org/index.php?/books/pb4
Altri dati e fonti di informazione sono a www.earthpolicy.org
Sentiti libero di passare questa informazione agli amici, familiari e colleghi!
Contatto per i media:
Reah Janise Kauffman
(202) 496-9290 ext. 12
rjk@earthpolicy.org
Contatto per i ricercatori
Janet Larsen
(202) 496-9290 ext.14
Jlarsen@earthpolicy.org
Earth Policy Institute
1350 Connecticut Ave. NW, Suite 403
Washington, DC 20036
www.earthpolicy.org

Franco Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche e si dedica alla libera informazione politica ed economica anche traducendo gli scritti e le lettere di Dennis Kucinich, Michael Moore e Ralph Nader, l’avvocato e antropologo giuridico e sociale americano. Fa parte del meetup di Beppe Grillo di Empoli, di Firenze e di molti altri a titolo amichevole. L’associazione è stata inclusa nella redazione “allargata” di Anno Zero e il suo sito è stato selezionato da O. Beha come uno dei 100 siti resistenti italiani. Per approfondire visita il sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri e cercare il suo diario sulla crisi. Su Facebook puoi fare amicizia con lui cercando Futuro Ieri.




24 giugno 2010

Ipazia: il film





De Reditu Suo - Terzo Libro

Ipazia: il film

 Il film tanto atteso è arrivato in questa primavera 2010 Ipazia è sul grande schermo. La storia della filosofa e astronoma di Alessandria d’Egitto massacrata e fatta a pezzi  da una turba di monaci e fanatici cristiani aizzati molto probabilmente dal santo vescovo della metropoli del mondo antico era arcinota. Era una figura leggendaria da secoli e rappresentava il contrasto fra la fede fanatica e oscurantista e la scienza. Tuttavia il film che rappresenta la sua vicenda umana mostra anche il contesto nel quale avviene il suo omicidio. Da un lato una ristrettissima minoranza di personaggi eruditi e ricchissimi padroni di ville, beni e  schiavi con a disposizione il meglio della cultura del mondo antico, dall’altra parte una crescente massa di plebei affamati  e schiavi umiliati e offesi che per trovare un senso alla loro vita abbracciano la fede cristiana e sono pronti a reagire con la forza a qualunque provocazione e a sovvertire le regole della convivenza fra culti diversi nella stessa città a loro vantaggio. In effetti la scienza  del mondo antico poggiava su delle minoranze che erano il vertice culturale di una società schiavista, il mondo della grande cultura era il mondo dei pochi che erano liberi e che avevano altri che lavoravano per loro spesso e volentieri incatenati o con qualche modo simbolico per indicare una condizione servile.  Quando i pagani padroni, ricchi e pochi arrivano allo scontro fisico con i cristiani si accorgono loro malgrado che i cristiani che gli son sempre sembrati brutti, ignoranti, sporchi e cattivi sono migliaia e di fatto controllano la maggior parte della popolazione della metropoli. C’è una scena che rivela il fallimento di questi pagani ed è quando armano gli schiavi per combattere i cristiani, uno di questi rimproverato da un pagano libero prende la clava che gli è stata data per ammazzare il suo leader e poi il suo padrone al grido di “Sono Cristiano”. La cristianità nel film è certamente fanatica ma è anche la stragrande maggioranza della popolazione e si è imposta sull’indifferenza dei pagani verso le condizioni di vita della stragrande maggioranza degli abitanti della metropoli antica e sulla loro incapacità di promettere ai loro servi e amministrati qualcosa di diverso da una vita di sfruttamento e servitù senza alcuna prospettiva di riscatto in questo o nell’altro mondo. Cosa c’è di nuovo in questo modo di rappresentare il mondo antico e la sua fine: credo il tentativo di capire le ragioni più profonde di una Questa storia vera è istruttiva intorno alla fine del mondo antico, una leggenda culturale che racconta senza troppi veli i turbamenti di una società confusa che teme che dopo il crollo delle sue certezze arrivi un tempo nuovo e tragico. Ovviamente è la nostra, perché è evidente che questa storia della filosofa rappresenta una crisi  di civiltà che è qui e ora e riguarda l’Europa e l’Impero Anglo-Americano e la racconta sotto i panni dissoluzione e distruzione immane riportando la trama del film a un contesto storico senza troppo concedere ai luoghi comuni e ai diversi stereotipi pseudo – eroici che da anni dominano le sceneggiature dei film.  della fine della civiltà dell’Impero Romano.  

IANA per FuturoIeri




20 giugno 2010

Allegri traduce una lettewra aperta di M.Moore

20 Giu, 2010

Una lettera aperta di Michael Moore

Scritto da: F. Allegri In: Michael Moore

 


Presidente Obama: Sostituisca Rahm con Me …

Una lettera aperta di Michael Moore
Venerdì 5 Marzo 2010

Caro Presidente Obama,
Io so che voi state cercando di sostituire Rahm Emanuel come vostro capo di gabinetto.
Modestamente gradirei offrire me stesso, cordialmente, come suo sostituto.
Verrò nel D.C. e riordinerò il disordine che è stato creato intorno a voi.
Lavorerò per un dollaro all’anno.
Aiuterò i Dems a Capitol hill a ritrovare le loro forze e insegnerò loro come battere in modo non violento i Repubblicani in uno scontro.
E vi aiuterò a fare quello che la gente americana ti chiese di fare laggiù.
Non mi serve molto, basterà una brandina nella base della Casa Bianca.
Ora, non farti venire le vertigini per l’eccitazione della mia offerta perché tu ed io andremo ad alzarci alle 5 del mattino, 7 giorni alla settimana ed io otterrò che tu ti attivi per la battaglia ogni giorno (vedi foto).
Ogni mattino tu ed io faremo 100 salti l’uno sull’altro e tu ripeterai dopo di me:
“LA GENTE AMERICANA ELESSE ME, NON I REPUBBLICANI, PER GUIDARE IL PAESE! IO SONO IN CARICA! ORDINERO’ A TUTTI GLI OSTRUZIONISTI DI SGOMBERARE LA MIA STRADA!
SE LA GENTE AMERICANA NON AMA QUELLO CHE FACCIO MI MANDERA’ VIA NEL 2012.
NEL FRATTEMPO, IO PARLO PER CONTO LORO! ORA CONGRESSO, ABBASSATI E DAMMI LA MANO!!”
Dopo indosseremo le nostre maglie per lo jogging e correremo fino a Capitol Hill.
Prenderemo i nomi, tireremo ai bersagli e poi prenderemo altri nomi.
Se dovremo fare alcuni canti o prese Nelson, allora così sia.
Nelle tasche avremo della carta per mostrare ai Dems incerti come vinsero nel 2008 – i dati dei sondaggi che mostrano come la maggioranza degli americani si oppongono alle guerre in Afganistan e Iraq e vogliono i banchieri puniti.
Come sergenti addestrati, li guarderemo in faccia e chiederemo loro: “QUALE PARTE DEL MANDATO PUBBLICO NON COMPRENDETE, SOLDATO?!! ABBASSATI E DAMMI LA MANO!”
Lo so questo è il lavoro che Rahm Emanuel doveva fare.
Ora non consideratemi in errore.
Ho ammirato spesso Rahm Emanuel (se non contate che negli anni ’90 sostenne al Congresso quel NAFTA che distrusse città come Flint Michigan. Lo so, sono scelte.).
Lui ci serve nel lungo periodo – una macchina da guerra che non fa prigionieri o apologie.
Uno che non ha paura di sporcarsi le mani e di colpire la destra fino a sottometterla.
Lontano dall’essere il bullo da declamazioni oscene egli è stato ritratto come: Rahm è quello che BATTE i bulli e ci protegge da loro.
Questo è certamente quello che fece nel 2006.
Dopo 6 lunghi, miserabili anni nei quali la classe media fu massacrata e il povero fu fatto scorrere giù per il gabinetto, Rahm Emanuel prese il lavoro di riportare il Congresso ai Democratici.
Nessuno credeva che ce l’avrebbe fatta.
Ma egli lo fece. Gran momento.
Egli mise la paura di Dio nel partito di Rush e Newt. Essi non sono stati mai così spaventati.
Pure più importante, egli instillò un senso di speranza nei Democratici che ora potrebbero segnare la madre di tutti i cappelli decorati nel 2008 – e con voi, un Afro Americano niente meno, in pole position!
Questo lavorò. L’Oscurità finì.
La vasta maggioranza della nazione pianse con gioia la notte dell’elezione (quelli che non piansero uscirono e comprarono un numero record di armi e pallottole).
Al contrario dell’ultimo presidente, non “vinceste” con 537 voti in Florida (anche Gore vinse il voto popolare di mezzo milione), voi batteste McCain con 9.522.083 voti in più!
La House democratica inflisse una sconfitta di 79 voti di margine. Il Senato Dems si riunisce con una super maggioranza di 60 voti mai vista in 30 anni. Le guerre dovrebbero finire ora.
L’America vorrebbe avere la sanità universale.
Wall Street e le banche andrebbero controllate, come minimo. I cittadini che lavorano duro non andrebbero buttati fuori dalle loro case.
Si pensava che fosse l’alba di una nuova era.
Ma i Repubblicani non se ne andarono calmi nella notte.
Voi vedete, invece di avere solo un Rahm Emanuel, sono TUTTI Rahm Emanuel.
Ecco perché di solito vincono.
Diversamente da molti Democratici, sono inflessibili e inarrestabili.
Quando credono in qualcosa (che di solito è stessi e il lavoro di K Street che essi sperano di essere premiati con qualcosa), essi lotteranno per quello fino alla morte.
Sono fedeli ad una responsabilità verso l’altro (non furono capaci di denunciare Bush quando seppero che lui stava distruggendo il partito).
Colpirono forti i loro talloni non importa come.
Se li esiliate in un pezzo solitario del polo struggente, diranno che è un normale “disgelo di Gennaio” anche se l’Artico glaciale bagna di rosa i loro colli che temono Dio (“Vedi che intendo per – acqua FREDDA! ‘*riscaldamento* globale’?! Adamo e Eva a cavallo dei dinosauri .. aghh! Gulp gulp gulp”).
Pensammo di essere tutti fatti con questa follia, ma ci sbagliavamo.
Come una bestia che non potete ingabbiare, i Repubblicani convinsero non solo i media, ma VOI e i vostri seguaci Dems che 59 voti era una *minoranza*!
Tempo prezioso fu perduto cercando di ottenere un “consenso” e cercando di essere “bipartisan”.
Bene, voi e i Democratici siete in carica adesso da oltre un anno e nessuna regolazione bancaria è stata reintrodotta.
Non abbiamo la tutela sanitaria universale.
La guerra in Afganistan si è intensificata.
E decime di migliaia di Americani continuano a perdere il lavoro e sono sfrattati dalle loro case.
Per la maggioranza di noi, semplicemente non è più abbastanza buono che Bush se ne sia andato.
Ale ale. Bush se n’è andato. Felicità.
Questo non ha creato un nuovo tipo di fregatura.
Siete proprio un buon ragazzo, Presidente.
Voi veniste a Washington con le vostre mani tese verso i Repubblicani e subito loro le tagliarono.
Voi volete essere rispettoso e loro decisero che avrebbero detto “no” a tutto quello che voi avreste suggerito.
Ancora, voi continuate a dire che credete ancora nel modello bipartisan.
Bene, se volete l’equidistanza, andate avanti e fate vincere i Repubblicani a Novembre. Allora avremo l’equidistanza che volete.
Fatemi essere chiaro su una cosa: I Democratici nell’Election Day del 2010 otterranno una sconfitta di proporzioni bibliche se le cose non cambiano da ora.
E dopo la presa del potere della nuova maggioranza Repubblicana, essi con pochi conservatori democratici al Congresso otterranno un’incriminazione bipartisan per voi che siete socialista e cittadino del Kenya.
Quanto sarà bello vedere i due lati della navata lavorare insieme di nuovo!
E il breve tempo che abbiamo per fissarequesto paese va usato.
Andiamo. Andiamo, ragazzo, andiamo.
Non so cosa volesse fare il vostro team, ma non vi ha servito bene.
E Rahm, povero Rahm, è ora un combattente – non contro i Repubblicani, ma contro la sinistra.
Chiama quelli di noi che vogliono la sanità universale “fo***ti ritardati”.
Guarda, non so se Rahm è il problema o se lo è Gibbs o Axelrod o qualcuno degli altri grandi personaggi con i quali abbiamo un debito di riconoscenza per avervi fatto eleggere.
Tutto ciò che so è che tutto quello che alimenta la vostra Casa Bianca sta andando in fumo.
Il tempo di agitarsi è arrivato!
Il tempo di portarmi a farvi impegnare ogni mattina!
Vai Barack! Dai Obama! Lotta, Squadra, Lotta!
Sarò impacchettato e pronto a venire a D.C. domani. Se aiuta, voi non perderete Rahm del tutto perché porterò suo fratello con me — il mio agente, Ari Emanuel.
Uomo, dovresti vederlo negoziare un accordo!
Hai mai voluto vedere Mitch McConnell camminare lungo Capitol Hill portandosi la sua testa tra le mani dopo essere stato maneggiato da lui l’infame Ari?
Oh, ragazzo, sarebbe grazioso – ma ragazzo esso sarà dolce! Che dici, Barack?
Io e te contro il mondo! Si può fare!
Sarebbe curioso — e si potrebbe fare qualcosa. Cosa abbiamo da perdere? La speranza?
Vostro con ritardo, Michael Moore
MMFlint@aol.com
MichaelMoore.com
P.S. Solo per darvi un’idea del nuovo stile che porterei con me, quando la prossima volta un “cornhole” come il Sen. Nelson cercherà di moderarvi, ecco quello che dirò per ottenere il suo voto: “Avete 30 secondi per ritirare la vostra richiesta o io personalmente farò in modo che il Nebraska non ottenga un altro dollaro federale per il resto del mandato di Obama. E poi io farò sapere a tutti nel paese che voi indossate mutande alla moda , a rovescio: ORA RINUNCIA E DAMMI LA MANO!”
Tradotto da F. Allegri il 12/06/2010.

Franco Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche e si dedica alla libera informazione politica ed economica anche traducendo gli scritti e le lettere di Dennis Kucinich, Michael Moore e Ralph Nader, l’avvocato e antropologo giuridico e sociale americano. Per approfondire visita il sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri e cercare il suo diario sulla crisi. Su Facebook puoi fare amicizia con lui cercando Futuro Ieri.

TESTO IN INGLESE
President Obama: Replace Rahm with Me …
an open letter from Michael Moore

Friday, March 5th, 2010




19 giugno 2010

Note sulla morte del vecchio mondo umano e sul nuovo

per approfondire


De Reditu Suo - Terzo Libro

Note sulla morte del vecchio mondo umano e sul nuovo

 Il vecchio mondo umano nel Belpaese, e non solo, è morto; perfino il consumismo che ha stroncato ciò che era d’origine antica soffre tanto e può dare meno e offrire  a tanti esseri umani finzioni e  illusioni al posto di cose concrete. Il vecchio mondo umano era pieno di cose sbagliate e di palesi iniquità, tuttavia aveva un pregio: veniva da un passato anche comune, da una serie di vicende storiche e umane note, sofferte, comprensibili. Questo mondo umano nuovo non si può dire che sia proprio cosa delle genti disperse e infelici del Belpaese, esso è stato creato e delineato a partire dall’impero made in USA e dai suoi soci imperiali: russi, cinesi, inglesi, indiani. Tuttavia voglio dedicare questo scritto  a uno degli elementi chimici che hanno decomposto la vecchia Italia ossia i Partiti Politici della Prima Repubblica. Nella Costituzione attualmente vigente e precisamente nell’Art.49 è scritto che:”Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”. I partiti politici dovrebbero assolvere la funzione di organizzare la vita politica, di associare i cittadini intorno a delle proposte concrete e motivate che propongono quelle scelte che ordinariamente un regime politico democratico deve assumere. Questo almeno secondo la Costituzione. In realtà fra gli anni ottanta e questo inizio di millennio si sono trasformati in realtà che assolvono la funzione di trasformarsi in ascensori sociali, in realtà dove si contrattano carriere o peggio si  riesce a perorare la riparazione di un torto subito grazie a qualche candidato in cerca di facile consenso o in centri di collocamento paralleli a quelli dello Stato e dei servizi sociali. Mi riferisco all’evidenza che riguarda i grandi partiti travolti da Tangentopoli, essi  si erano trasformati in centri per la promozione sociale di amici degli amici, raccomandati, appaltatori, procacciatori d’affari; questo in un Belpaese dove l’ascesa sociale è di fatto bloccata si trasforma in una possibilità aperta non solo per i mascalzoni ma anche per chi non è più disposto a vedere inetti e truffatori  premiati da un sistema-Italia che è per sua intima natura estraneo al merito e alla moralità. Ora questo meccanismo immorale di promozione sociale e ascesa delle gerarchie ha decomposto il senso morale e  civile della vita politica che milioni di abitanti del Belpaese non distinguono più dalla delinquenza e  dal piccolo malaffare. La politica ufficiale si è progressivamente privata del contributo di milioni di cittadini indignati o diffidenti verso la funzione che hanno assunto i partiti politici, tale massa di cittadini mormora, non partecipa, si ritira diffidente dalle questioni pubbliche; milioni d’italiani si sono auto-esclusi dalla vita politica, questo aiuta la decomposizione.

IANA per FuturoIeri




14 giugno 2010

Considerazioni sulla Crisi di Franco Allegri

14 Giu, 2010

Considerazioni sulla crisi in corso e futura

Scritto da: F. Allegri In: Politica in generale| Varie e letto 104 volte.

Certo di far cosa gradita propongo questa riflessione di Franco Allegri


Considerazioni sulla crisi in corso e futura
08/06/2010
Di F. Allegri
Domenica ho finito di tradurre e ho pubblicato lo scritto di Ralph Nader che dal primo marzo ha ispirato le mie considerazioni sulla crisi attuale.
In quello scritto intitolato “Impero, Oligarchia e Democrazia” e ispirato da 2 pagine del New York Times si esprimevano 2 concetti principali:
a) il fallimento Greco era vicino e causato dalle solite banche di affari;
b) la crisi USA è dovuta anche alla guerra in Afganistan che langue e alle scelte degli ultimi presidenti (a suo tempo tradussi anche la lettera del capitano Hoh che Nader richiama: la trovate in archivio).
Ralph Nader ha scritto tante volte della crisi USA, fu lui che nell’aprile del 2008 scrisse che Lehman Brothers era una banca fallita e fu grazie a questa convinzione che calcolai il giorno del fallimento ovvero il 18 settembre.
Anche questa volta Nader ha selezionato bene le informazioni e con un preavviso adeguato!
Prosegue il deterioramento della società USA: da un lato certe oligarchie portano avanti indisturbati le loro speculazioni, dall’altro l’impero indebolito assediò in quei giorni 300 presunti talebani a Marja con un contingente di 15.000 uomini e i mortai: Il nome della città aiuta a preoccuparsi e a interrogarsi.
La parte finale della prima considerazione mi preoccupa; ecco cosa dice Nader: “I 2 principi gonfiati di Impero e di Oligarchia portano il nostro paese verso uno stato profondamente corporativo, di fatto non compatibile con democrazia e regno della legge.”
Nader ha scritto tante volte sul tracollo del regno della legge, e non so dargli torto quando dice che il deterioramento continua: stavolta ha chiamato i derivati tossici con il loro nome, altre volte non l’aveva fatto, mi pare che non lo fece nemmeno quando propose di tassare i titoli con una Tobin Tax riveduta e aggiornata.
La rovina finanziaria greca c’è stata, trovo calzante la metafora dell’assicurazione sull’incendio della casa del vicino e dico anche che la svalutazione dell’euro è la conseguenza logica di un mondo politico europeo che ha agito con colpevole ritardo.
Si doveva svalutare prima e lo faranno di nuovo quando i nodi della crisi portoghese verranno al pettine! Questo potrebbe accadere il prossimo settembre e dico subito che temo meno un eventuale crollo ungherese: di questo parlavano i giornali di domenica.
Nader sostenne anche questo concetto: “E se la Grecia cadesse, Spagna, Portogallo o Italia potrebbero essere il prossimo e la globalizzazione porterebbe gli effetti rapaci della speculazione avventata sulle nostre rive”.
Il crollo greco c’è stato e credo che l’ordine degli stati proposti da Nader sia casuale.
Ora abbiamo la svalutazione dell’euro e questa aiuterà alcuni settori della nostra economia, non tutti e solo nel nord Italia. Un’altra svalutazione futura (per me certa) metterebbe in difficoltà gli USA e si ripartirebbe con il giro della crisi. I prossimi mesi dovrebbero essere migliori, ma il futuro resta nero.
In questo scritto che cito Nadet ha ribadito un suo vecchio pensiero: si potrebbe mettere l’IVA sui derivati, perché no? Se c’è sul pane e sui gioielli? Considerate che in USA l’IVA non è come da noi e non ha i nostri tassi!
L’IVA sarebbe una restrizione governativa adeguata? Se con un tasso adeguato (diciamo un 9%) e unita alla Tobin tax aggiornata dico di SI, sarebbe uno strumento utile, forse tardivo certamente difficile da sostenere e introdurre in qualsiasi nazione.
Tra febbraio e marzo molti liberi pensatori denunciarono le manovre degli speculatori (anche su qualche giornale a tiratura nazionale); in contemporanea i grandi mezzi di disinformazione seminavano ancora ottimismo!
Oggi siamo davanti alla manovra e voglio spiegarla e valutarla: a che serve?
Forse l’avete già capito: si rafforzano gli argini in previsione dell’ondata di crisi che potrebbe colpire il Portogallo dopo l’estate.
I tagli serviranno solo a questo?
Posso aggiungere che ci potrebbe essere la caduta del governo Berlusconi (sarebbe un film già visto) e anche che alcune proposte sono interessanti, ma ad oggi sono cosciente che il mercanteggiare è destinato a caratterizzare i prossimi giorni. Bisogna aspettare l’arrivo della manovra in parlamento!
Certamente si poteva tagliare di più e soprattutto si poteva tagliare meglio, soprattutto si poteva tutelare il prodotto italiano. Oggi ho visto una pubblicità dove la scritta fabbrica era sovrapposta a una bandiera italiana e dopo varie scene si vedeva una FIAT 500 bianca che si allontanava.
Roba da tempi di crisi!
La vera battaglia è sulle pensioni pubbliche, più forti saranno i tagli a quel settore, più grossa è la crisi. Solo ad inizio 2011 potremo stimare i danni di questa mareggiata prolungata.

Franco Allegri è presidente dell’associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche e si dedica alla libera informazione politica ed economica anche traducendo gli scritti e le lettere di Dennis Kucinich, Michael Moore e Ralph Nader, l’avvocato e antropologo giuridico e sociale americano. Per approfondire visita il sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri e cercare il suo diario sulla crisi. Su Facebook puoi fare amicizia con lui cercando Futuro Ieri.


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13 giugno 2010

Note italiane su Urusei Yatsura

De Reditu Suo - Terzo Libro

Note italiane su Urusei Yatsura

Urusei Yatsura Altro non è che il famosissimo cartone animato di Lamù. Quello che lo rendeva straordinario ai suoi tempi era la sintesi fra ironia, comicità grottesca, fantascienza e trama da telenovela sui fidanzamenti adolescenziali. Adesso che è passato più di un ventennio dalla prima messa in onda in Italia (1983) e che son passati trentun anni dalla sua prima edizione in fumetto si può prendere questa cosa singolare e straordinaria con intenti analitici. Occorre dire e ribadire che mi ha colpito negativamente osservare la ristampa della serie nelle edicole con la dicitura “consigliato a un pubblico adulto”, ho visto quelle puntate quando frequentavo la quinta elementare! Le cose sono due o  l’Italia era impazzita nel 1983 oppure è impazzita oggi. Credo proprio che qualcosa si sia rotto oggi a livello di buonsenso e non ventisette anni fa. L’altra nota è la dimensione ludica con cui si racconta una bizzarra storia d’amore in un contesto grottesco di un Giappone che convive con la presenza aliena.  Questa leggerezza, questa dimensione amabile la considero la componente più interessante dell’assemblaggio narrativo della serie, parlare di cose anche difficili da rappresentare con una semplicità quasi disarmante. Il personaggio maschile il giovane Ataru è forse la rappresentazione più crudele e nello stesso tempo bonaria di una condizione adolescenziale nei paesi post-industriali e culturalmente e scientificamente sviluppati: da un lato la società sembra eccitare ogni passione e ogni vanità e dall’altro non dà alla gioventù un suo rito d’iniziazione, una collocazione morale e civile diversa da quella dell’inclusione del soggetto in qualche fascia di consumatori a seconda dei denari che possiede. Ataru è un personaggio universale in questi anni di finto benessere. I  suoi problemi sono nella loro intima natura di alienazione e frustrazione condivisi da milioni di liceali e adolescenti.  Forse a ben vedere se Lamù fosse stata nel  cartone animato accompagnata da un damerino o da un atleta olimpionico la serie avrebbe perso tanta parte della sua capacità di coinvolgere lo spettatore. Concludo queste brevi note riportando osservazione che ho fatto mentre ero dal giornalaio sottocasa.  Ho osservato che il dvd di Zambot 3,  che presenta massacri e stragi di umani da parte degli alieni malvagi,  non aveva la dicitura – consigliato per un pubblico adulto –  ho pensato e devo aver detto più o meno questo:”oggi in Italia inquieta di più  un cartone animato che parla di fidanzati che vengono da lontano  che non una strage aliena con tanto di umani fatti esplodere”.

IANA per FuturoIeri




13 giugno 2010

Dibattere, discutere, pensare, trovare, capire

12 Giu, 2010

Impero, Oligarchia e Democrazia

Una traduzione di Franco Allegri per Empolitica su Nader

 


Impero, Oligarchia e Democrazia
01/03/2010
Di Ralph Nader
I 2 principi gonfiati di Impero e di Oligarchia portano il nostro paese verso uno stato profondamente corporativo, di fatto non compatibile con democrazia e regno della legge.
Ancora una volta il New York Times offre ai suoi lettori l’evidenza.
Nel suo numero del 25 Febbraio 2010, 2 pagine di fatti confermano questo deterioramento implacabile a spese di tanta gente innocente.
La storia principale dimostra che il tipo di speculazione massiccia – il capitalismo da casino una volta detto Business Week – in derivati complessi è ancora forte e sfrutta il debole e il senza potere che paga il conto finale.
Titolato “Banks Bet Greece Defaults on Debt They helped Hide”, l’articolo scuote anche i lettori induriti dai racconti dell’avarizia e dell’abuso di potere.
Ecco l’inizio dello scritto: “Le scommesse di alcune banche che aiutarono la Grecia a coprire i suoi debiti crescenti ora spingerebbero velocemente la nazione alla rovina finanziaria”.
“Ripetendo il tipo di commerci che rovesciarono da vicino l’American Insurance International Group /AIG/, l’assicurazione a popolarità crescente contro il rischio del default greco rende più duro per Atene la raccolta del denaro che le serve per pagare i suoi debiti: secondo i mercanti e gli amministratori del denaro”.
“Tali contratti, detti credit-default swaps, di fatto permettono a banche ed hedge funds di lucrare sull’equivalente finanziario di un allarme incendio di tipo 4: il crollo di un’impresa, o nel caso della Grecia, un paese.
Se la Grecia non onorasse i debiti, i titolari questi swaps faranno profitto.”
“E’ come fare un’assicurazione anti incendio sulla casa del vicino – create un incentivo ad incendiare la casa”, disse P. Gisdakis, capo della strategia del credito all’UniCredit di Monaco.
Questi credit-default swaps incrementano “il rischio sistemico” temuto che prolifera finché non tocca le spalle di contribuenti, lavoratori e risparmiatori che pagano il conto.
E se la Grecia cadesse, Spagna, Portogallo o Italia potrebbero essere il prossimo e la globalizzazione porterebbe gli effetti rapaci della speculazione avventata sulle nostre rive.
La Grecia entrò nel guaio finanziario per una varietà di ragioni, ma è stato dimostrato che Goldman Sachs e altre grandi banche le insegnarono, per onorari generosi, come nascondere la vera condizione finanziaria statale. L’avarizia al lavoro.
Notate due punti.
Questi derivati sono contratti che riguardano centinaia di miliardi di dollari ed essenzialmente non sono regolamentati. Di fatto tali transazioni non sono tassate, diversamente dalla tassa sul valore aggiunto europea su manufatti, acquisti all’ingrosso e al dettaglio.
L’assenza di restrizioni governative produce la depredazione illimitata.
Come dissero gli investitori astuti nell’economia reale: “quando il denaro per la speculazione sostituisce quello per l’investimento, l’economia reale soffre insieme alla gente”.
Ricordate il collasso di Wall Street del 2008 e chi paga per il grande aiuto di Washington.

L’altra storia dimostra che la Presidenza è divenuta un Imperio regolato fuori dalla legge e dalla responsabilità verso i cittadini.
Il Times riferisce “quanto lontano la C.I.A. abbia esteso la sua guerra segreta straordinaria oltre la cintura tribale montagnosa e in profondità nelle città periferiche del Pakistan”.
Lavorando con la controparte segreta pachistana, la C.I.A ha avuto qualche copertura per fare quello che voleva nel realizzare “dozzine di raid attraverso tutto il Pakistan l’anno passato”, secondo il NY Times.
“Guerra Segreta” è stata una frase applicata molte volte in tutta la storia della C.I.A., anche se all’inizio l’agenzia era stata creata dal Congresso, proprio dopo la 2° Guerra Mondiale, per riunire i servizi, non per impegnarsi in operazioni letali in tutto il mondo.
Senza il freno congressuale o delle corti federali, i Presidenti dicono che possono dare e danno l’ordine ai subordinati di andare ovunque nel mondo, penetrare in ogni paese: se solo dicono che è necessario sequestrare e distruggere per quella che credono sia la sicurezza nazionale.
I cittadini americani all’estero non sono esclusi.
Sopra la legge e oltre la norma spiega il tipo di illegalità che i padri della nostra costituzione aborrirono in Re Giorgio e limitarono nella separazione dei poteri del nostro paese.
Poiché i fondatori non avrebbero tollerato che il Presidente fosse accusatore, giudice, giuria e carnefice, misero la dichiarazione di guerra e le autorità delle assegnazioni nel Congresso.
Sia il Presidente G. W. Bush che Barack Obama credono di avere una discrezione sfrenata per impegnarsi in qualsiasi atto coperto o palese.
Questa è una definizione d’Impero che disprezza la legge internazionale e più di un trattato che gli Stati Uniti aiutarono a scrivere e firmarono.
“Forniti” con lontani e mortali tecnologie come i droni che volano sopra Pakistan e Afganistan grazie ad operatori in Nevada, molti civili sono stati uccisi, inclusi quelli alle feste matrimoniali e nelle case.
Nondimeno, ha portato 15.000 soldati (USA e Afgani) con gli armamenti più moderni ad occuparsi di trecento guerrieri Talebani a Marja i quali con molti altri Afgani, per varie motivazioni, ci vogliono fuori dalla loro nazione.
L’ex Marine Combat Captain Matthew Hoh descrisse queste ragioni nella sua dettagliata lettera di dimissioni lo scorso autunno. (http://www.huffingtonpost.com/2009/10/26/matthew-hoh-resigns-state_n_334840.html)
Il consigliere alla sicurezza nazionale di Obama, il generale in pensione J. Jones stimò in circa 100 gli uomini di Al Qaeda in Afganistan, gli altri sarebbe migrati in altri paesi.
Ed uno potrebbe aggiungere, quelli la cui migrazione ha incrementato i loro numeri perché si considerano come combattenti per espellere gli invasori stranieri.
Perciò molti osservatori capaci hanno fatto questa riflessione: l’occupazione militare alimenta le insurrezioni e crea le condizioni per maggiori arruolamenti e mutilazioni
Persino la gente della sicurezza nazionale e militare di Bush ha concluso questo.
La gente americana deve capire che il suo governo avventato e i contrattisti aziendali depositano quantità di vendetta nelle regioni occupate che potrebbe tornare a perseguitarci.
Abbiamo più da perdere dal disprezzo della legge internazionale che dai terroristi suicidi che reagiscono a quello che credono sia il terrorismo statale occidentale contro il loro popolo e il passato storico dell’occidente fatto di dittature che opprimono la loro popolazione.
L’Americano non fu scelto per i Re e le loro attività militari fuggiasche.
Quanto è tragico che noi siamo arrivati a questo impero fortificato così detestato dai padri fondatori e previsto in anticipo dal duraturo discorso di commiato di George Washington.
Dove è il “We the People”?
—-
Tradotto il 6 giugno 2010 da F. Allegri per Futuroieri. Per approfondire visita il sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri e cercare anche il suo diario sulla crisi.
TESTO IN INGLESE
Empire, Oligarchy and Democracy
01/03/2010
By Ralph Nader
The twin swelling heads of Empire and Oligarchy are driving our country into an ever-deepening corporate state, wholly incompatible with democracy and the rule of law.
Once again the New York Times offers its readers the evidence.
In its February 25, 2010 issue, two page-one stories confirm this relentless deterioration at the expense of so many innocent people.
The lead story illustrates that the type of massive speculation - casino capitalism, Business Week once called it - in complex derivatives is still going strong and exploiting the weak and powerless who pay the ultimate bill.
Titled “Banks Bet Greece Defaults on Debt They Helped Hide,” the article shocks even readers hardened to tales of greed and abuse of power.
Here are the opening paragraphs: “Bets by some of the same banks that helped Greece shroud its mounting debts may actually now be pushing the nation closer to the brink of financial ruin.”
“Echoing the kind of trades that nearly toppled the American Insurance International Group /AIG/, the increasingly popular insurance against the risk of a Greek default is making it harder for Athens to raise the money it needs to pay its bills, according to traders and money managers.”
“These contracts, known as credit-default swaps, effectively let banks and hedge funds wager on the financial equivalent of a four-alarm fire: a default by a company, or in the case of Greece, an entire country.
If Greece reneges on its debts, traders who own these swaps stand to profit.”
“It’s like buying fire insurance on your neighbor’s house - you create an incentive to burn down the house,” said Philip Gisdakis, head of credit strategy at UniCredit in Munich.
These credit-default swaps increase the dreaded “systemic risk” that proliferates until it lands on the backs of taxpayers, workers and savers who pay the price.
And if Greece goes, Spain or Portugal or Italy may be next and globalization will eventually bring the rapacious effects of mindless speculation to our shores.
Greece got into financial trouble for a variety of reasons, but it was widely reported that Goldman Sachs and other big banks showed them, for generous fees, how to hide the country’s true financial condition. Avarice at work.
Note two points.
These derivatives are contracts involving hundreds of billions of dollars and are essentially unregulated. These transactions are also essentially untaxed, unlike Europe’s value added tax on manufacturing, wholesale and retail purchases.
The absence of government restraints produces unlimited predation.
As astute investors in the real economy have said, when money for speculation replaces money for investment, the real economy suffers and so do real people.
Remember the Wall Street collapse of 2008 and who is paying for the huge Washington bailout.

The other story shows that the Presidency has become a self-driven Empire outside the law and unaccountable to its citizens.
The Times reports “how far the C.I.A. has extended its extraordinary secret war beyond the mountainous tribal belt and deep into Pakistan’s sprawling cities.”
Working with Pakistan’s counterpart agency, the C.I.A. has had some cover to do what it wants in carrying out “dozens of raids throughout Pakistan over the past year,” according to the Times.
“Secret War” has been a phrase applied numerous times throughout the C.I.A’s history, even though the agency was initially created by Congress right after World War II to gather intelligence, not engage in lethal operations worldwide.
Unrestrained by either Congress or the federal courts, Presidents say they can and do order their subordinates to go anywhere in the world, penetrate into any country, if they alone say it is necessary to seize and destroy for what they believe is the national security.
American citizens abroad are not excluded.
Above the law and beyond the law spells the kind of lawlessness that the framers of our constitution abhorred in King George and limited in our country’s separation of powers.
Because our founders would not tolerate the President being prosecutor, judge, jury and executioner, they placed the war-declaration and appropriations authorities in the Congress.
Both Presidents George W. Bush and Barack Obama believe they have unbridled discretion to engage in almost any overt or covert acts.
That is a definition of Empire that flouts international law and more than one treaty which the United States helped shape and sign.
Equipped with remote and deadly technologies like drones flying over Pakistan and Afghanistan by operators in Nevada, many civilians have been slain, including those in wedding parties and homes.
Still, it is taking 15,000 soldiers (U.S. and Afghan) with the most modern armaments to deal with three hundred Taliban fighters in Marja who with many other Afghans, for various motivations, want us out of their country.
Former Marine Combat Captain Matthew Hoh described these reasons in his detailed resignation letter last fall. (http://www.huffingtonpost.com/2009/10/26/matthew-hoh-resigns-state_n_334840.html)
Mr. Obama’s national security advisor, Ret. General James Jones estimated that there are about 100 Al Qaeda in Afghanistan with the rest migrating to other countries.
And one might add, those whose migrate are increasing their numbers because they cast themselves as fighting to expel the foreign invaders.
So many capable observers have made this point: occupation by our military fuels insurgencies and creates the conditions for more recruits and more mayhem.
Even Bush’s military and national security people have made this point.
The American people must realize that their reckless government and corporate contractors are banking lots of revenge among the occupied regions that may come back to haunt.
We have much more to lose by flouting international law than the suicidal terrorists reacting to what they believe is the West’s state terrorism against their people and the West’s historical backing of dictatorships which oppress their own population.
American was not designed for Kings and their runaway military pursuits.
How tragic that we have now come to this entrenched imperium so loathed by the founding fathers and so forewarned by George Washington’s enduring farewell address.
Where are “We the People”?

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2 Commenti a "Impero, Oligarchia e Democrazia"

1 | iacopo nappini

Giugno 13th, 2010 at 13:26

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Il difensore dei consumatori statunitensi usa termini e fa afffermazioni che nel Belpaese hanno cittadinanza solo presso alcune minoranze politiche e sociali. Temo che l’immagine che ci viene offerta degli Stati Uniti sia perlopiù propaganda quando non invenzione giornalistica o visione parziale e faziosa. Perchè di Nader non parlano i telegiornali o le riviste del Belpaese? Dove sono gli articoli critici e analitici sul sistema made in USA? Cosa si sa davvero in Italia di quel che succede nella Nazione-Impero che regge il sistema attuale di produzione e consumo?

2 | F. Allegri

Giugno 13th, 2010 at 14:34

Avatar

Caro professore, ho capito 3 anni fa che era nader il nostro pensatore vietato, la sua esistenza era negata ai più distorta agli altri.
Perché?
E’ difficile dirlo, ma è mia opinione che la sua forza di innovazione dia noia a conservatori di destra e di sinistra che si sono innamorati del bipolarismo con 60 anni di ritardo e per giunta in modo distorto.
Nel nostro piccolo colmiamo la lacuna.
nei prossimi giorni posterò anche uno scritto di Kucinich sulla guerra e uno di Moore sulla politica interna che somiglia in modo incredibile agli scritti di grillo.
Oggi comincio a lavorare ad un nuovo scritto di nader sulla povertà a Washington!




13 giugno 2010

La Guerra degli altri-pezzo ripubblicato

13 Giu, 2010

De Reditu Suo - 2° Libro: un pezzo ripubblicato da Franco Allegri su Empolitica


De Reditu Suo - Secondo Libro
La Seconda Guerra Mondiale degli altri

26/02/2010
Del Prof. I. Nappini
Se è difficile scrivere della Seconda Guerra Mondiale in Italia, È DIFFICILE ANCHE SCRIVERE DI UN FILM CHE NE MOSTRA UN ASPETTO POCO NOTO e portatore di dubbi e di nuove considerazioni.
Quasi per caso e a pezzi su Youtube ho potuto vedere qualcosa di un film sulla guerra in Italia fatta dalle truppe francesi golliste al seguito delle forze armate Statunitensi.
Sto prendendo in considerazione il film nominato in lingua inglese Days of Glory del 2006, in francese è noto sotto il nome di “Indigènes” il regista è Rachid Bouchareb.
Si tratta della storia di una forza armata di Marocchini, Tunisini, Marocchini e montanari del Nord-Africa arruolati nella Prima Armata Francese che combatté sul Fronte di Montecassino in Italia, in Francia del sud e infine in Alsazia-Lorena ai confini della Germania.
A onor del vero queste truppe nel Belpaese si son fatte una fama tremenda, DEL RESTO SECONDO UN VECCHIO GIUDIZIO E PREGIUDIZIO LE GENTI D’ITALIA AMANO CONSIDERARE COME LIBERATORI SOLO GLI STATUNITENSI CHE ERANO UNA DELLE TANTE FORZE che combattevano il Nazi-Fascismo nel Belpaese nel periodo 1943-45.
L’immagine dello statunitense in divisa e elmetto che regala Coca-cola e cioccolata ai bambini, vera o falsa che sia, è per così dire quella alla quale s’affezionano le genti del Belpaese.
Gli altri Marocchini, Inglesi, Greci, Nepalesi, Maori, Sudafricani, Neo-Zelandesi, Brasiliani e quanti altri ora sul momento non ricordo, sono poco considerati o dimenticati da una certa retorica ufficiale e da una certo modo di pensare la Seconda Guerra Mondiale.
Del resto a onor del vero c’è da dire che le truppe francesi che sfondarono le difese tedesche e aggirarono la posizione di Montecassino erano proprio quelle di cui si racconta nel film in una cruda scena di combattimento ed esse ricavarono dalla campagna d’Italia una fama sinistra di violenza gratuita contro le popolazioni civili.
Occorre precisare che questa triste fama è stata sfruttata dalla pubblicistica della Repubblica Sociale molto attenta alle paure fondamentali della piccola borghesia italiana e in particolare al terrore che suscita il diverso, anche in quanto negro o magrebino, e il comunista ateo in quanto distruttore della proprietà privata dei ricchi.
Quel che considero interessante tuttavia è l’emergere della guerra degli altri, OSSIA DI COLORO CHE NON SONO PARTE DI UN CERTO MODO STEREOTIPATO E RETORICO DI DESCRIVERE LE VICENDE BELLICHE DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE; i quali peraltro hanno anche pagato con la vita la loro partecipazione al conflitto.
Credo che fra non molto anche nel sonnolento Belpaese si aprirà, fra l’indifferenza generale delle diverse popolazioni, il problema della cultura degli altri che non sono affatto delle pagine bianche ma recano con sé le loro ragioni e i loro modi di vivere anche in materia di storia comune.
Le genti del Belpaese si son illuse: hanno chiesto braccia e badanti e son arrivate intere famiglie e son qui per restare e portano la loro storia e la vicenda umana; questo film ne è la dimostrazione.
—-
Il professor Nappini cura il sito http://noglobalizzazione.ilcannocchiale.it



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