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23 giugno 2008

LA NAZIONALE E BERLUSCONI, BOLLINO DI SFIGA

Ormai è chiaro a chiunque: Berlusconi porta sfiga!
Ci riferiamo alla partita di ieri sera fra la Spagna e l'Italia, valevole per i quarti di finale dei Campionati Europei di calcio. Come era successo in precedenza per i mondiali del 1994 e del 2002 e per gli europei del 2004, quando il cavaliere è presidente del Consiglio la nazionale italiana non batte chiodo. E sempre con occasioni di particolare sfortuna...
La prima volta poteva essere una pura casualità, la seconda un maledetto incidente, la terza una jella sospetta, adesso, dopo la partita di ieri finita con la sonfitta ai rigori della squadra di Donadoni, la certezza: Berlusconi porta un male che ha dell'incredibile. Da toccarsi i santissimi al solo nominarlo.
Scusateci la caduta di stile, rispetto ad altri nostri commenti, ma quando ce vò, ce vò.
 
P.S.  Per restare allegri, un aggiornamento del nostro precedente "post" sull'inflazione galoppante in Italia:

Apr-2007 Apr-2008   3.3%   [131.4] [135.8]
Mag-2007 Mag-2008   3.6%   [131.8] [136.5]

Associazione Futuro Ieri  http://digilander.libero.it/amici.futuroieri




21 giugno 2008

SPERANZE PERDUTE

Sfogliando i principali quotidiani del Belpaese si osserva di una messe di sciagure: criminalità, tragedie della follia, povertà, mutui cari, famiglie in difficoltà, lavoro precario.  In questo contesto il quotidiano “La Repubblica” del 18/6  ricorda come una generazione intera quella fra i trenta e i quarant’anni è in gravi difficoltà, il quotidiano riporta i modi per descrivere questa parte dell’umanità usati in alcuni paesi europei, si tratta di gente che deve barcamenarsi fra delusioni e stipendi bassi in rapporto al costo della vita.  Risalta fra essi tuttavia il rozzo e sbrigativo “Bamboccioni” coniato da un ministro del passato governo; espressione che deve aver portato jella visto che ministro e governo sono stati malamente congedati prima da un voto parlamentare e subito dopo, e con molta meno comprensione, dal popolo sovrano attraverso l’esito delle elezioni. 

Eppure io ricordo che tanto tempo fa intorno agli anni settanta, al tempo della mia infanzia, c’erano molte più speranze, forse erano clamorose illusioni, ma davvero allora sembrava che quello che oggi è remoto e lontano potesse essere raggiunto.  C’erano state delle speranze anche quando si parlava di riduzione delle armi di distruzione di massa, di ridurre la fame nel mondo, addirittura la conquista dello spazio sembrava relativamente vicina, quasi pareva di poter toccare la Luna con un dito.  Illusioni?  Certamente!

Eppure quello che drammaticamente manca oggi sono proprio le speranze, le forti passioni, qualcosa in cui credere che dia la forza di provare a far qualcosa che vada oltre l’ordinario squallore.  La generazione a cui appartengo ha visto scendere il proprio tenore di vita rispetto a quello dei padri e per sovrammercato non ha un conforto nel credere che in un prossimo futuro un cambiamento modificherà la situazione, questo perché tutto sembra giocarsi qui e ora.  La mancanza del futuro, la riduzione di tutto il tempo all’immediato presente, la vertigine di non avere prospettive è il dato comune di tanta parte di quella che un tempo era la cosiddetta classe media, in realtà una diffusa piccola borghesia delle professioni e degli impieghi.  Con un fare da banchieri votati solo al profitto e alle percentuali questo vasto ceto sociale è stato scientificamente impoverito per il calcolo di creare nuove fasce di super-ricchi. Se sia stato un gesto determinato e tecnico o una serie di fatti casuali che hanno spinto in quella direzione non so dirlo, certamente questa colossale operazione ha avuto un potente supporto ideologico nel pensiero neo-liberale e nei suoi propagandisti.  Far perdere le speranze a milioni di ex borghesi piccoli-piccoli è un modo per indebolire la stabilità dei sistemi politici, per degradare la democrazia rappresentativa, per toglierle ampi margini di consenso e manovra.  Forse proprio questa è la segreta speranza dei tanti che esaltano il potere del Dio-Mercato e il sorgere delle nuove disparità sociali, per questo per costoro è così importante dare addosso alla democrazia rappresentativa, disgregarla, farla a pezzi e distruggere lo stato sociale che è il primo strumento di consenso sociale al sistema politico. Poi quando il sistema sarà andato a pezzi questa feccia troverà qualcosa da mettere al suo posto.

IANA per Futuroieri




21 giugno 2008

NEL REGNO DEL TRAPASSATO


Leggendo il quotidiano Metro del 17 giugno 2008 trovo in alto, sulla destra, un lancio di agenzia: “L’autunno di RaiUno riparte dalla Carrà”.  Questa notizia è per chi scrive l’occasione per una riflessione sulla natura senescente di questo paese, tutto deve essere vecchio, già visto, già udito; quasi che una grande paura aggredisse la maggior parte degli italiani.  Non è solo la programmazione televisiva, questo è un paese che teme il proprio futuro, forse i molti intuiscono di non averne uno simile a ciò che ha visto o fatto nel passato e s’agganciano ad ogni segno d’immutabilità, quasi che la televisione, nuovo specchio magico in grado di congelare lo scorrere del tempo e annullare almeno tre decenni di trasformazioni sociali e politiche.  Ovviamente presumo non tanto che la composizione del palinsesto televisivo rappresenti qualcosa per il nostro popolo e non sia solo una scelta di pochi, ma che questo ritorno di personaggi che sono stati importanti nel passato sia il segno di qualcosa di profondo, di quasi antropologico.   L’Italia è fisicamente e spiritualmente vecchia, vuole miracoli, vuole vivere nel trapassato remoto  perché non ha la forza di vedere un suo futuro da creare con la sola propria volontà e con proprie, anche se discutibili, virtù.  Questo citare se stessi, questo vivere nel trapassato  fa vivere chiusi in un piccolo mondo artificiale dove una comoda finzione crea il gran danno dell’illusione.  Al contrario nel mondo reale&concreto tutto è in discussione, tutto è minacciato dalle trasformazioni, gli stessi personaggi creati dalla televisione vengono rapidamente sostituiti, nulla è rassicurante, nulla è certo.   Hanno un bel coraggio i nostri benpensanti, talvolta sedicenti psicologi da uscio e bottega, a parlar male dei videogiochi o dei fumetti violenti: questo è un mondo violento e aspro perché tutto deve trasformarsi, siano essi uomini o cose, per creare profitto, per creare potenza; è la ferrea legge del capitale e del Dio-Denaro.  Qui si ama il passato la rendita, il lontano ricordo, la fuga nel miserabile dato di un presente senza futuro e senza prospettiva.  Le cose non sono sempre andate così, ci sono stati dei momenti e dei periodi diversi, queste diverse genti d’Italia hanno saputo anche affrontare con un diverso sentire le difficoltà e le grandi tragedie della storia.  Per uscire da questo limbo occorre che quelle che fino ad oggi sono minoranze di pochi trovino le molte vie per creare un diverso paese e per coinvolgere queste sfortunate genti del Belpaese che son chiuse nelle loro paure nel loro passato. Occorre che quei pochi spiriti liberi ancora in circolazione influenzino positivamente i molti che son persi nella paura del vuoto spirituale e morale che li circonda.  I limiti di questa Repubblica e di questo Belpaese sono enormi, eppure il primo problema delle genti d’Italia risulta  l’essere fin troppo italiani.

 Tutto qui.

 

IANA per Futuroieri

http://digilander.libero.it/amici.futuroieri/




21 giugno 2008

SEDERSI DALLA PARTE DELLA RAGIONE

E’ sempre imbarazzante per chi scrive trovare conforto da fonti e personaggi in fin dei conti molto diversi e lontani da ciò che si è.  Questo è stato il mio caso quando ho avuto modo di leggere l’ultimo scritto del generale Mini “Soldati” edito dalla Casa Editrice Einaudi.

Scrive l’illustre ufficiale a pag.18: "La cosiddetta guerra umanitaria, al pari di quella santa, ha riproposto la divisione tra chi appartiene all’umanità e chi no.  Oggi ci sono giuristi e magistrati americani, tedeschi, italiani che non solo giustificano la tortura in un presunto stato di necessità o di eccezione, ma che tentano di sottrarre all’avversario criminale anche lo status di persona detentrice di diritti e doveri legali.  E mentre è diventato biologicamente difficile negare la natura “umana” di un membro qualsiasi della nostra specie rimane semplice, con l’artificio giuridico, stabilire chi ha titolo ai diritti e chi no: compresi quelli inalienabili. Tutti i combattenti scomodi che verrebbero in qualche modo tutelati alle leggi di guerra sono diventati criminali e terroristi. I nostri stessi soldati lo sono per gli avversari, e non solo.  E chi non combatte come vorremmo e non soccombe come farebbe comodo viene escluso persino dalla categoria dei criminali e dei terroristi.  Le non-persone sono disumanizzate e cacciate dalla specie.  Per esse non c’è tutela  di legge, ma solo la vecchia liturgia già applicata dalle inquisizioni e dai tribunali speciali, nazisti, fascisti, comunisti, maccartisti e di tutti i regimi efferati.  Tortura, deportazione e annichilimento diventano mezzi leciti, mentre ci scandalizziamo per quelli usati dai terroristi.  Come esseri razionali dovremmo capire che applicare  questi metodi agli altri ne comporta l’applicazione automatica nei nostri confronti..."

Questo è quanto ha scritto il generale e occorre dire che il messaggio è chiarissimo: queste nuove guerre stanno producendo una situazione di eversione dalle precedenti regole. Se le cose stanno così certamente i prossimi anni saranno carichi di crisi e di disordini d’ogni tipo.  E’ evidente che una situazione bellica degenerata e trasformata in abuso e deviazione dalle regole comporta una scia di vendette e di risentimenti che rendono più difficile il darsi di una situazione che almeno assomigli alla pace.   Se criminalizzi l’avversario o ammetti la sua disumanità come puoi poi farci una tregua o concordare con lui senza cadere nel ridicolo o nel tragico.  Se uno si accorda con un delinquente diventa un complice per la legge e per il senso comune, è evidente, per facile intuizione, che questo modo di fare molto statunitense esige vittorie totali sul campo di battaglia, perché l’accordo o è impossibile o degradante.  Quello che a quanto pare non si è verificato finora né in Iraq né in Afganistan è proprio la vittoria totale e definitiva che a suo modo giustifica a posteriori la criminalizzazione del nemico.  Non sono né un generale né uno stratega ma mi sovviene tuttavia che sarebbe stato meglio per tutti i partecipanti a questa stramba “crociata” criminalizzare a posteriori questi nemici, magari con un piccolo”processo di Norimberga” e non correre il rischio di veder fallire questa guerra contro forze ostili  che son state denominate  le forze del male e del terrore.  In fin dei conti questa guerra lontana è pur sempre una guerra che ci vede coinvolti e se non si riesce a vincerla occorrerà almeno evitare di perderla e di pagare le conseguenze del caso.

 

IANA per Futuroieri

http://digilander.libero.it/amici.futuroieri 




18 giugno 2008

IL SUMMIT EUROPEO DI DOMANI E I BAMBINI BIZZOSI

C’erano una volta, e ci sono anche adesso, dei bambini che quando perdevano una partita a pallone esigevano subito la rivincita, non accettando evidentemente la sconfitta patita. Alla fine, molto spesso, dovevi concedergliela tanto erano piccati nel pretenderla. Talvolta vincevano e si sentivano paghi, altre volte riperdevano e gli strilli li sentivi da un chilometro. Ma tant’è. Oggi, insieme a quella tipologia di bambini mal educati, rischia di esserci anche una Istituzione governativa. La più significativa Istituzione del vecchio continente, il Consiglio d’Europa.

Qualcuno potrebbe subito interrompere qua il discorso affermando che anche l’Italia ha un Presidente del Consiglio (Berlusnano) che non ci sta al gioco e s’impunta di cambiare l’arbitro che lo sta giudicando per il reato di corruzione in atti giudiziari nel “processo Mills”. Vero, touché.

Comunque, miserie italiane a parte, ci riferivamo al recente Referendum con cui il popolo irlandese - ma altri lo avrebbero preceduto o seguito se solo si fossero fatti esprimere i cittadini invece delle caste parlamentari - ha bocciato la scorsa settimana (53,4%) il Trattato di Lisbona, maquillage della pluribocciata Costituzione europea. Orrore. Come si è osato disturbare i manovratori, peste gliene incolga. Così hanno pensato gli Euro-burocrati di Bruxelles capeggiati da tal Barroso, mettendo a punto il cosiddetto “Piano B”. In cosa consiste. Dal momento che le regole vigenti impongono l’unanime ratifica da parte degli Stati aderenti e l’Irlanda ha questa fottutissima Costituzione che impone di far ratificare all’intero corpo elettorale ogni Atto si rilevante importanza per il Paese, non è possibile bypassare quel voto, come pure sarebbe stato tanto bello fare. Colpo di genio, si fa per dire visto che già con la Danimarca e con la stessa Irlanda, all’epoca del Trattato di Nizza era stato architettato. Qualcuno si domanderà quale strategia sofisticata hanno messo a punto? Banalissimo, quella dei bambini bizzosi. Far completare le ratifiche degli addomesticati parlamenti e, una volta sancito il 26 a 1, tornare di nuovo ad interpellare gli irlandesi: Volete voi, popolo di m..., continuare a rompere le scatole a noi che sappiamo il fatto v(n)ostro?

Un detto popolare ammonisce che sbagliare è umano, ma perseverare è diabolico! Si può anche prendere per la gola un popolo, prenderlo per disperazione o per stancamento, ma così facendo non si approva il Trattato di Lisbona, o qualunque altro Trattato, si sancisce in realtà la morte, definitiva ed irreversibile, di un progetto politico importante e carico di speranze: l’Unione Europea.

 

Associazione Futuro Ieri  ( http://digilander.libero.it/amici.futuroieri.piccino.htm )




12 giugno 2008

DIRITTO ALLA PRIVACY O IMPUNITA’ LEGALIZZATA?

Quello che il Berluscoso, come lo definisce simpaticamente Bossi, ha architettato per frapporre ostacoli alla magistratura, in tema di intercettazioni finalizzate ad indagini, è stato definito Decreto Legge “solo per mero errore materiale”. Ora, non si capisce se noi abbiamo dei dirigenti ministeriali così incompetenti da confondere Decreto Legge (immediatamente vigente, salvo poi ratifica parlamentare) e Decreto Legislativo (deliberata delega dal Parlamento), tanto che il Ministro Prunetta avrebbe da divertirsi…, oppure qua ci stanno di nuovo pigliando in giro.

A noi preme comunque mettere in allerta la gente su un punto. Le intercettazioni che fino ad oggi possono essere autorizzate da una Procura, secondo criteri e parametri molto rigorosi, sono state fondamentali per scoprire non solo clamorosi fatti di criminalità organizzata (Riina, Provenzano, etc) ma anche enormi sistemi di corruzione politico-amministrativa (uno per tutti tangentopoli), politico-economica (Fazio e i furbetti del quartierino), politico-televisiva (caso Saccà), persino sportiva (calciopoli di Moggi, Giraudo etc).

Per arrivare alle notizie odierne della clinica privata Santa Rita di Milano, dove, se le Forze dell’Ordine non potevano supportare le loro indagini con intercettazioni telefoniche ed ambientali, oggi si continuava a macellare esseri umani per gonfiare i rimborsi regionali.

Noi cittadini vogliamo vivere nella stupida ignoranza o vogliamo sapere? Sapere che cosa fa chi ci governa, cosa fa chi gestisce finanziariamente i nostri soldi, chi lavora nella tv pagata col canone, come si comporta chi si occupa dello sport che dovrebbe farci appassionare, e soprattutto chi cura e opera i nostri cari. Oppure non ce ne frega niente? E la cosiddetta privacy deve essere solo quella di Lorsignori, mentre a noi comuni mortali ogni giorno chiama - senza autorizzazione alcuna - Sky, oppure Tele 2 per appiopparci abbonamenti, piuttosto che chi ci comunica vincite o ci rifila bottiglie di qualcosa!

Se non ce ne importa niente, ben venga il Decreto di Berluscoso e Dell’Utri che impedisce di fatto le intercettazioni e rende impossibile sorvegliare episodi di illegalità della Casta, altrimenti ribelliamoci e inondiamo di lettere il Ministero della Giustizia a questo indirizzo: callcenter@giustizia.it o alfano_a@camera.it .

 

Amici di Futuro Ieri http://digilander.libero.it/amici.futuroieri




9 giugno 2008

LE CENTRALI NUCLEARI, UNA BOMBA ATOMICA SEMPRE INNESCATA

Per i vecchi e i nuovi fan del nucleare e delle centrali atomiche (meglio se sotto il sedere degli albanesi!), tacendo del problema "scorie residue" lasciato alle prossime cento generazioni (se, di questo passo, ci saranno), ecco una piccola recente rassegna di lanci d'agenzia. Ai quali poi è seguito un curioso silenzio...

-BRUXELLES-
La Commissione europea ha lanciato un'allerta per il rischio radioattivita' conseguente a un incidente avvenuto nella centrale nucleare di Krsko, in Slovenia. Il sistema europeo d'allerta e' scattato dopo che dalla Slovenia e' stato comunicato che si era verificata una perdita nel circuito di raffreddamento della centrale di Krsko. Al momento - si legge in un comunicato diffuso a Bruxelles - non e' stata rilevata alcuna fuga radioattiva. In Slovenia sono scattate le procedure per lo spegnimento della centrale, procedure che sono attualmente in corso. (SWISSINFO 4/6)
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Allarme nucleare rientrato dopo l'incidente verificatosi nella centrale nucleare di Krsko, in Slovenia. L'impianto -situato a 130 km in linea d'aria da Trieste- non lavora ed e' in condizioni "sicure", hanno detto fonti della Nek, la societa' che gestisce l'impianto. La Commissione Europea, che nel pomeriggio aveva lanciato un allarme su tutto il territorio europeo temendo una fuga radioattiva, ha confermato che "l'allarme e' rientrato". "La procedura di spegnimento e' andata avanti dalle 17 alle 20 e alle 10 era tutto finito", ha continuato il portavoce della Nek, contattato telefonicamente. "Il reattore e il generatore non lavorano e non producono più elettricita'. Il prossimo passo sara' quello di riparare l'impianto. Nei prossimi giorni, la Commissione potrebbe inviare dei tecnici sul sito, per ispezionare la situazione. (AGI 4/6)
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Il sindaco di Trieste Roberto Di piazza da parte sua si e' dimostrato molto prudente dichiarando che "telefonero' al sindaco di Lubiana per conoscere esattamente l'entita' di quanto avvenuto. La centrale e' solo a 135 chilometri da Trieste, ma la preoccupazione in questi episodi e' per tutto il territorio e anche per la vicina Croazia". (AGI 4/6)
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"Non c'e' stata perdita nell'ambiente" ha detto un portavoce della Nek nella centrale di Krsko, "la fuoriuscita si e' verificata all'interno della struttura del reattore. E' stato avviato il processo di spegnimento che avviene per fasi e sara' ultimato entro questa sera. Allora sara' possibile ispezionare il sito per verificare la situazione". (AGI 5/6)
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La Slovenia comunica che non intende aprire un'inchiesta penale sull'incidente di Mercoledi' alla centrale di Krsko che ha fatto scattare un allarme rosso europeo. Lo ha riferito il ministro della Giustizia di Lubiana, Lavro Sturm, a margine di una riunione con i colleghi dell'Ue a Lussemburgo. "Non ci sono stati problemi particolari, si e' solo esagerato nelle reazioni", ha affermato Sturm. Il ministro ha ammesso comunque che ci sara' un'inchiesta interna per appurare i motivi del guasto al circuito di raffreddamento della centrale. (AGI 6/6)

http://it.wikipedia.org/wiki/Referendum_abrogativi_del_1987 

http://www.thepetitionsite.com/1/petizione-sulluranio-impoverito-la-paura-e-i-pericoli 




5 giugno 2008

I SOGNI SON FINITI

Ormai la realtà di un Belpaese alle prese con gravi difficoltà economiche e con i suoi ritardi emerge con evidenza fra gli spettacoli televisi e la cronaca mondana. Un paese di illusi e storditi lentamente ma inesorabilmente fa i conti con ciò che è davvero e non con quel che si era illuso di essere, la povertà che colpisce le nostre diverse genti è il frutto di decenni di malaffare e di disordine morale e mentale, di abbandono della cosa pubblica a bande di criminali e a consorterie di mascalzoni. Se Dio c’è egli ci ha abbandonato a ciò che siamo qui e ora. In questo giovedì 29 maggio dell’anno del signore 2008 leggo sul quotidiano City:”Le famiglie italiane sono in difficoltà, Quasi una su tre non riesce a far fronte a una spesa imprevista, il 50% vive con meno di 1.900 euri al mese, il 15% non arriva alla quarta settimana. Il quadro lo fornisce il rapporto dell’Istat, l’Istituto di Statistica Nazionale”. Le promesse della Repubblica e di sessant’anni di retorica lavorista e perbenista sbianchettata con un cattolicesimo da libro illustrato per bambini si son smascherate da sole: erano lucide menzogne per rincretinire e narcotizzare psicologicamente la gente ignorante. Come sempre il problema degli esseri umani è l’esercizio del potere e chi non l’esercita, o lo limita nei suoi eccessi quando è in mano altrui, lo subisce a suo danno. Così è stato per noi gente del Belpaese che in questi sessanta lunghi anni abbiam subito due violenze: quella degli stranieri che usavano la nostra terra e la nostra gente per il loro comodo particolare e quella che ci hanno portato i nostri domestici e sedicenti democratici, con il loro egoismo, con le loro frodi e con la loro viltà.

Questo Belpaese va a finire i suoi sogni in un brutto momento. La speculazione sui grani e il commercio dei bio-combustibili sta creando qualcosa come 800, 862 secondo la FAO, milioni di esseri umani senza cibo o alle prese con una carestia artificiale. Questo non è un particolare ma l’essenza di un certo tipo di sviluppo criminale e criminogeno e di riduzione del commercio a qualcosa di molto simile ad una guerra di tutti contro tutti. E’ il trionfo della legge del più forte, dove ogni violenza è lecita perché per chi esercita in grande la violenza c’è la sostanziale impunità. In questi primi giorni di giugno i fatti del disastro alimentare mondiale sono sotto i riflettori dei mass-media per via di un solenne incontro della FAO a Roma; ovviamente la scena mediatica è stata scippata dalle questioni suscitate dalla presenza del presidente iraniano che non ha risparmiato a nessuno il suo noto repertorio. Il dramma del momento meritava forse ben diverse considerazioni. I miliardari che speculano sui grani attraverso le loro multinazionali sono esseri umani e come tali possono essere chiamati a rispondere delle loro azioni e il loro potere, in un civile contesto, non può essere illimitato. La stessa multinazionale anche se ha persona giuridica è pur sempre una realtà creata da esseri umani e come tale può essere sciolta grazie alle leggi. Il potere politico in Italia come in Europa deve tornare ad essere tale, ovvero un potere e non una stramba mezzadria fra potentati locali e multinazionali moderata appena da organizzazioni politiche e sindacali, come è adesso. L’Italia solito vaso di coccio fra i vasi di ferro oltre a vedere questo contesto negativo si trova suo malgrado anche a perdere le speranze a non sapere più chi è il suo popolo e su quale percorso s’incamminano le sue genti. Più che dei miracoli del presunto libero mercato, che è molto poco libero in verità, è la politica e i poteri legittimi che devono assumersi l’impegno di mutare la situazione negativa; il mercato del Dio-denaro non lo farà perché per la sua logica ogni catastrofe è buona per speculare e far quattrini. Il vero miracolo parte da quel che si e da quel che si vorrebbe essere, solo uno sforzo straordinario e nuovissimo di lucidità mentale potrà restituire una ragionevole speranza alle diverse genti del Belpaese.

IANA per Futuroieri. 
http://digilander.libero.it/amici.futuroieri 




3 giugno 2008

FINO AL PROSSIMO DISASTRO

Il Quotidiano City del 27/05 offre al lettore due pezzi che rivelano qualcosa di molto spiacevole sulla nostra realtà, e che riguardano i giovani e gli adolescenti. Il primo è tratto dal titolo della prima pagina ed è esplicito: “Giovani, uno su 4 rischia la povertà. In 900.000 lasciano gli studi.”, questo dato è preso da un rapporto nel quale si nota il fatto che in Italia il 24% dei minorenni è a rischio povertà, se la famiglia ha un reddito unico esso cresce al 30%, nel Sud le famiglie povere son cinque volte più numerose che nel resto del paese. Il secondo pezzo è una coraggiosa intervista a Claudio Lazzaro l’autore del Film-documentario Nazirock“. Questo documentario, che conosco direttamente, aldilà di qualche sbavatura dovuta alla diffidenza dell’autore per il fenomeno è interessante per un punto in particolare nel quale si rivela analitico e preciso: il fenomeno neo-nazista è sostanzialmente un fenomeno giovanile. Infatti Lazzaro fra le molte cose dichiara a propositodelle migliaia di giovani che affollano i raduni neo-nazi-fascisti :”…Nella maggior parte dei casi non sono dei borghesi ma dei ragazzi spaventati che appartengono alle fasce sociali più basse. Sono ragazzi che non hanno gli strumenti culturali per trarre benefiicio, cavalcare l’onda della globalizzazioine. Si ritraggono impauriti e vedono la novità come un nemico, rifugiandosi in un mondo di archetipi leggendari” L’autore conclude l’intervista con questa affermazione:"… La gente ha bisogno di miti, di certezze, di bandiere e la svastica può essere un simbolo e può diventare interessante per chi vede la società come nemica.”.

Alla fine la combinazione fra paura della povertà, inquietudine, disprezzo per un mondo costruito ad immagine e somiglianza della vita agiata di pochissimi miliardari, vita precaria e lavori malpagati si manifesta in un rigetto della stessa democrazia da parte di gruppi consistenti di giovani. Il fatto che siano presi ad esempio e simbolo le icone dei regimi totalitari del secolo scorso è indice della radicalità e di questo rifiuto. C’è da chiedersi cosa sia questo capitalismo al tempo della globalizzazione dal momento che ha trovato la condizione per rescitare e dare un corpo agli spettri di un remoto passato. Solo un mondo di mostruosità, fallimenti e sciagure può convocare quale forza consolante antichi poteri politici responsabili per massima parte degli oltre cinquanta milioni di morti della Seconda Guerra Mondiale. Si potrebbe pensare al disagio di minoranze istigate al torto da cattivi maestri e dall’ignoranza, eppure questa soluzione mi sembra consolatoria e non rende conto di un rifiuto che è tanto politico quanto sociale.  Quando qualcuno indossa consapevolmente, e non per scherzo o travestimento, oggetti o capi d’abbigliamento le cui immagini rimandano ai regimi totalitari,  non solo vuol esprimere disagio sociale e morale verso questo sistema ma anche esprimere la sua estraneità nei confronti della democrazia così come si manifesta qui e ora. Certamente non si tratta di un macabro scherzo di pochi scellerati, o dell’insieme delle bravate di alcuni giovinastri istigati dai soliti cattivi.

Regalare una seconda vita a nazisti e fascisti è l’ammissione del fallimento delle democrazie rappresentative in Europa, dei loro miti di benessere e meritocrazia, della loro vuota retorica dei diritti in un contesto dove si è uomini solo se si ha molto denaro e potere sugli uomini. L'ombra nera si nutre anche dei processi di riduzione del lavoro a una cosa incerta e precaria, della dissoluzione dei valori condivisi fino a poco tempo fa, del disagio crescente dei ceti medi travolti da cambiamenti epocali.  Quale sarà la conclusione ultima e il lascito ai posteri di democrazie che si mostrano così incerte e deboli?

IANA per Futuroieri. 
http://digilander.libero.it/amici.futuroieri 



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