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  noglobalizzazione [ Forum di critica alla modernita' e a questo nocivo sviluppo ]
         


30 aprile 2008

COME LEGGERE I SOGNI DI CARTA

 

Recentemente nella vasta messe di notizie che quasi ogni mese raccontano la trasfigurazione cinematografica di qualche eroe dei fumetti sono comparse due notizie uno l’annuncio da parte del Cartoonist italiano Bruno Bozzetto di avere già un progetto per presentare i suoi personaggi degli anni settanta rivisti alla luce dell’anno 2008, l’altro che si sta formando una produzione nippo-coreana per portare sugli schermi il famoso Capitan Harlock. Di per sé potrebbe essere due notizie di spettacolo, quasi pubblicitarie; ma a leggerle in modo approfondito e con una breve ricerca sulla rete si scopre una grande differenza fra la cultura del Belpaese e il resto della civiltà industriale. L’intervista dell’autore italiano è nato nel 1938, proprio come Leiji Matsumoto il creatore di Capitan Harlock, e la sua opera più nota “Allegro ma non troppo” è del 1977 contemporanea quindi alla serie classica, quella contro Raflesia e le aliene Mazoniane per capirsi, del pirata spaziale. Ebbene L’italiano ha il progetto già scritto e pensato e sta aspettando il produttore, dalle notizie in rete confermate peraltro da più fonti, pare che il problema di Matsumoto sia l’opposto: vuol assicurarsi che i produttori associati non stravolgano il senso della sua opera. Quindi ha fatto sapere che quel film che dovrebbe costare sui 100 milioni di dollari non ha la sua approvazione, il che vuol dire neanche il via libera. Mi sono con la fantasia immaginato la scena: da un lato l’autore italiano che aspetta in una stanzetta la telefonata decisiva di un qualche oscuro impiegato e dall’altro il maestro del fumetto giapponese che fa fare anticamera a una processione di avvocati e procuratori d’alto livello. Fantasie. Certamente! Ma neanche più di tanto ho il sospetto. Da un lato troviamo il talento italico alle prese con problemi di cassa e d’opportunità dall’altro una sovrabbondanza di potenza industriale, tecnologica, finanziaria. Del resto lo stesso Bruno Bozzetto in una intervista rilascita al quotidiano “Il Firenze” dichiara a proposito della crisi del settore:”Il nostro difetto è non programmare la produzione. Sembra che si voglia diventare ricchi con un film. Un po’ come chi gioca alla roulette: se va male alla prima puntata smette di giocare. Non funziona così. Dobbiamo credere di più nell’animazione e mettere in piedi una produzione seriale. Anche la distribuzione deve essere ragionata, non si può sempre puntare sul periodo natalizio perché la concorrenza è spietata. E infine non bisogna considerare il genere solamente indirizzato ai bambini.” Con queste sue affermazioni Bruno Bozzetto si conferma persona estremamente acuta e sensibile, e con capacità e competenza descrive in poche parole quello che da tempo chi scrive aveva intuito: manca nel Belpaese qualcosa di più dei quattrini. Questa evidenza io la spiego con l’incapacità nostra come cultura nazionale di aderire ad una contemporanea civiltà industriale, per noi qui e ora nella penisola i lavori del Bozzetto non sono arte o possibilità di creare occasioni di veicolare una certa immagine di forza della propria cultura e di lucroso commercio di gadget e affini, ma pupazzetti, robe per bambini, cose da Natale e da buoni sentimenti. Anche se gli esperti del settore sanno che non è così la cultura dei molti è questa; è una cultura pre-industriale che s’accconcia a far compromessi con il mondo reale senza esagerare troppo e senza stravolgere le categorie di fantasia a cui è abituata. Categorie rigide almeno quanto la limitata intellligenza e la poca cultura di chi oggi esercita un potere sulle nostre sfortunate genti, e del resto perché cambiare finchè la barca va e chi gode del privilegio vive nel benessere circondato dal’invidia sociale.

Diversamente nell’Arcipelago, nonostante alcuni distinguo, il senso della civiltà industriale è stato accettato, magari per forza maggiore. Le traumatiche esperienze della Seconda Guerra Mondiale, la perdita dell’Impero e la sua riduzione all’Arcipelago più Okinawa, due bombe atomiche cadute sulla popolazione spingono più di mille altre ragioni a dotarsi di una potenza almeno industriale, economica e tecnologica. Del resto gli americani prediligono certi paesi impregnati di cultura e di antica filosofia come la Germania, L’Italia e il Giappone, e sono usi lasciare in loco diverse decine di basi militari per sottolineare l’affetto che li lega ai loro ex nemici giurati della Seconda Guerra Mondiale. L’Italia sembra esser più cara e amata del Giappone, da questo punto di vista almeno. Alcune espressioni di questa civiltà industriale nipponica spaventano i più nel Belpaese, è inutile giraci intorno, ma lo spavento è pari all’intuizione del nostro ritardo, o meglio delle cose che per viltà non si osa dire apertamente. Questa Nazione italiana è senescente, e l’anzianità nostra porta la paura e il timore di cambiare, il sospetto verso ciò che è nuovo, diffidenza culturale e auto-limitazioni. La civiltà industriale esige di per sé una dose di trasformazione permanente e di distruzione creativa ai limiti della sopportabilità dell’essere umano. Tutto questo è potenza, è mutazione, è forza che s’esprime. Si può rifiutare tutto questo solo a patto che si fondi una cultura economica e civile che sappia sostituire questo modello dove la cultura anche popolare trovi un suo ruolo, in caso contrario con questo modello di vita anche le favole dei fumetti sono merce e come merce strumento di lucro e quindi di potere. Ma l’italico chiudersi nelle proprie piccole certezze culturali e antropologiche apre le porte al disordine e alla disperazione. Come sembra essere il caso di quella donna che secondo il Quotidiano “La Repubblica” scrive al Presidente affermando che in due guadagnano in modo precario e troppo poco e sta pensando di abortire. Con questa impotenza e con questo lasciarsi andare un giorno ci troveremo culturalmente colonizzati dagli immaginari collettivi altrui al punto di non sapere più chi siamo.

Sarebbe un disastro assoluto dal mio punto di vista, perché oggi più che mai c’è bisogno di un nostro originale contributo per limitare i disastri di una globalizzazione che si sta esaurendo e si sta trasformando nella germanica legge del pugno esercitata su coloro che sono economicamente forti contro coloro che sono economicamente deboli. La Nazione italiana non può aspettare un benevolo colonizzatore che spieghi a tutti noi la differenza fra il bene e il male, o saremo ciò che dobbiamo essere oppure non saremo nulla.

Per saperne di più:

http://www.animenewsnetwork.com/news/2008-04-16

http://www.animenewsnetwork.com/news/2008-04-11

Il Firenze, 28 aprile 2008, pag.4- intervista a Bruno Bozzetto

La Repubblica del 30-04-08 sulla crisi della Globalizzazione e sulla donna che vuol abortire a causa delle sue precarie condizioni di salario.

IANA per Futuroieri


http://digilander.libero.it/amici.futuroieri 




30 aprile 2008

PER TUTTI E PER NESSUNO

 

Se non ho ascoltato male nella sua adunanza-fiume a Torino del 25 aprile 2008 l’arcinoto Beppe Grillo presentò ai suoi uditori un numero imponente di basi NATO in Italia, 113 mi pare d’aver capito. Collegava a questo dato poco simpatico alcune considerazioni generali sulla qualità della “Democrazia” nel Belpaese. Credo che da questo sobrio dato si possa partire per delle pertinenti considerazioni sulla presente Repubblica e sulla sua costituzione.

Questa Repubblica, che si vuole esser nata dalla Resistenza, presenta una caratteristica forse unica nel contesto almeno del panorama Europeo: essa è di tutti e di nessuno. Intendo dire che le principali forze politiche che oggi condividono lo spazio politico nazionale presentano degli orientamenti ideologici molto forti e pochi punti in comune, l’appartenenza ad un comune sentire ideale vincolato da una Costituzione ha del miracoloso o forse del falso. Partiamo dalla Lega Nord essa era nel 90’ secessionista oggi è forse federale, la Costituzione non parla di Repubblica federale o di Nazione Padana altra rispetto alla Patria ufficiale. Anzi la Costituzione descrive una Nazione indivisibile sul modello dello Stato nazionale ottocentesco. Forza Italia: non credo sia un mistero la forte ammirazione dei leader di quel partito per il modello Statunitense di civiltà, politica e cultura, nella Costituzione però non c’è posto per una Repubblica presidenziale ed inoltre nella Carta fondamentale si formula il concetto di economia mista che è ben diverso dall’economia liberale dura e pura. L’ex MSI, che oggi ha un diverso nome, pare si sia convertito ai valori democratici, comunque sia le sue antiche radici non sono certo nella vicenda Costituzionale o nella Resistenza, sui partigiani in passato non sono mancati dei distinguo da parte di alcuni suoi esponenti. Quel che resta della Sinistra-sinistra che ha fede nel comunismo ha cavalcato l’idea di un altro Mondo possibile o di un ritorno del comunismo sotto diverse spoglie segno che questa Repubblica è una veste che gli va stretta. I verdi, che tanto mi son cari, sono così pochi e bistrattati che contano ben poco nel dibattito sui massimi sistemi, certamente hanno espresso una forte critica nel come viene gestita la cosa pubblica e il territorio e vivono con disagio l’andazzo generale. Il mondo politico cattolico, se è tale, ha come tutore morale lo Stato del Vaticano e il Romano Pontefice; qualcosa quindi di altro e diverso rispetto alla Repubblica. Del resto essa, come era nei desideri di Pio XII, a suo tempo meritava di essere cristianizzata. Coloro che si fanno alle forze d’ispirazione liberale o liberaldemocratica conoscono bene il concetto di economia mista e di pubblica istruzione, e la conferma del concordato fra Stato e Chiesa che stona con i loro modelli di riferimento che sono collocati nel mondo Anglo-Americano dove il fare impresa è cosa, almeno idealmente, che compete al privato e al mercato e la fede è cosa da protestanti che riguarda il singolo, e l’istruzione è un fatto privato. L’estrema destra e i movimenti autonomisti&secessionisti esprimono istanze critiche dure nei confronti dello Stato e della Costituzione. Cosa tiene insieme questa Repubblica e le impedisce di disgregarsi forse è un mistero o forse no. Credo che questo sia dovuto al fatto che nessuno ci ha mai davvero creduto a questa nostra forma di Stato, alle sue istituzioni, del resto i modelli che davvero avevano in testa i più erano difformi da questa Repubblica Parlamentare, si pensi solo al voto Monarchico nel dopoguerra, e quindi il suo esistere o mutare non turba e non ha turbato più di tanto. L’arte di arrangiarsi e il compromessoal ribasso tengono a galla ciò che da mezzo secolo dovrebbe essere sprofondato nel fango. Una Repubblica di tutti e di nessuno, uno Stato come albergo da poco prezzo utile per trascorrere una notte e ripartire il giorno dopo e non molto di più. Del resto l’alternativa a questa lettura sembra essere la certezza che neanche le ideologie sanguinarie del Novecento sono state credute fino in fondo e che quindi ciò che era predicato nel pomeriggio al comizio in piazza era smetito nelle altre ore del giorno dalla granitica volontà di fare i propri comodi. Forse esagero con questo dualismo, le due cose possono convivere allegramente, del resto l’importante è essere italiani in Italia.

IANA per Futuroieri

http://digilander.libero.it/amici.futuroieri 




29 aprile 2008

INFORMATI SU TUTTO; SAPERE NULLA

 

Le notizie che mi piacerebbe avere sottomano la mattina riguardano quando e se vinceremo questa maledetta guerra afgana in cui siamo coinvolti assieme al potente “alleato” nord-americano, quando finirà questa crisi finanziaria, quando vedremo all’opera nuove tecnologie che ci metteranno almeno un po’ al riparo dai combustibili fossili e dal petrolio, come uscire dalle nostre miserie presenti date dall’ignoranza, dal nepotismo nelle carriere pubbliche e private, dalla viltà generale. Al contrario trovo spesso notizie di per sé curiose come l’analisi della vittoria di un tale alla trasmissione del “Grande Fratello”, o le ultime considerazioni “antropologiche” di miss Anna Falchi sul fu sesso forte, la convocazione di una teoria di 33 VIP al processo per Vallettopoli davanti al PM Frank Di Maio, o la storia di un prete brasiliano che ha effettuato un volo con 2.000 palloncini per battere non so quale record ed è scomparso. Esagero? Queste le notizie della terza settimana di aprile dell’anno del signore 2008, invito le gentili persone che mi leggono a verificare quanto vi sia di esagerato nelle mie affermazioni. Credo sia incontestabile il fatto che le notizie davvero importanti non arrivano, o arrivano quasi in sordina, di nascosto; da qui un vero e proprio esercizio da parte del lettore accorto per capire dove trovare i dati giusti, le informazioni necessarie. Nella confusione generale è difficile scoprire dentro di sé che cosa è necessario e utile sapere, la selezione diventa così un fattore decisivo per non perdersi nel mare grande di storie e discorsi. Ripeterò qui quel che vorrei sapere:vinceremo la guerra afgana? Come?,Quando?, eviteremo di fare nuove avventure militari al fianco dell’”invincibile alleato” statunitense? Continueremo a subire la concorrenza in manifattura di beni materiali e servizi da parte di cinesi e indiani o come Europa ci daremo una vera politica industriale e culturale al posto di questo gioco al massacro inventato da finanzieri, burocrati e affaristi senza scrupoli?, Quando passeremo all’uso esteso di tecnologie nuove che consentano l’uso di fonti energetiche rinnovabili? Come trovare una collocazione dignitosa e onorevole alle genti d’Italia in questo mondo umano in rapida trasformazione? Quali strumenti e quale volontà politica ha oggi il nostro Belpaese per non essere stritolato culturalmente dalle altre nazioni o dalle nazioni-continente come la Cina, l’India, Gli stessi Stati Uniti e quel che resta del fu Impero Inglese? Non ostento come vede il gentile lettore immagini di Risorgimenti o Rinascimenti prossimi venturi, ma mi accontento di una Nazione italiana in continuità con se stessa. E’ anche ottuso sperare nei miracoli dovuti alla nostra presenza in Europa, o si è ciò che si deve essere o non si è; l’Europa non fa miracoli. Inutile chiedere a questo stranissimo superstato tenuto assieme dagli interessi finanziari di creare per noi ciò che non sa fare per se stesso. Dare un senso alla propria esistenza che trascenda gli alti e bassi dell’Euro è più che un dovere: si tratta di una necessità individuale e collettiva.

La moneta unica per quanto simpatica possa essere non mi dice molto su dove si voglia andare come collettività umana del “Vecchio Mondo” e del Belpaese, del resto una moneta non è di per sé né un Rinascimento culturale, né una trasformazione antropologica ma solo un buon affare per pochissimi.

Quando le domande più importanti non trovano maestri buoni o cattivi per una ragionevole risposta è tempo di rispondersi da soli, di trovare dentro di sé i valori e le ragioni per vivere e cercare ciò che gli altri, sedicenti bene informati, ci negano o che a loro volta non conoscono.

IANA per Futuroieri.
http://digilander.libero.it/amici.futuroieri 




29 aprile 2008

ANCHE A ROMA “NUN SE PO’FA”, ECCO PERCHE’ VELTRONI DOVREBBE FAR LE VALIGIE (PER L’AFRICA)

Wòlter camomilla Veltroni ha fatto davvero più danni della grandine. Alla sua parte, s’intende. Proviamo innanzi tutto a riepilogarli in ordine, per non perdere di vista il quadro d’insieme.

1) Ha dato la spallata decisiva per la caduta del Governo di Romano Prodi dopo neanche due anni dall’insediamento;

2) Ha sciolto la sua Giunta di centro-sinistra a Roma, anche qua dopo meno di due anni dal rinnovo chiesto ed ottenuto dall’elettorato romano, per candidarsi a succedere a Prodi;

3) Ha distrutto l’Unione di centro-sinistra a livello nazionale, dopo anni di faticosa ricomposizione;

4) Ha regalato a Silvio Berlusconi una delle vittorie più nette che si ricordino ad elezioni politiche;

5) Ha fatto scomparire la sinistra dal Parlamento italiano, altro risultato inedito nella storia italiana;

6) Ha quindi fatto rialzare un esanime Berlusconi, facendolo tornare trionfale al Governo del Paese;

7) Ha regalato il Comune di Roma, dopo oltre un quindicennio, al centro-destra col risultato travolgente di Alemanno sullo squalificato (e inviso) Ruttelli.

L’eterogenesi dei fini è una figura retorica per cui, spesso, personaggi sfigati per fare del bene procurano il peggior male possibile. Ora, secondo chi scrive, Wòlter camomilla era animato da interessi meschini e non dalla volontà di fare del bene (salvo quello buonista al Berluska), tuttavia ha veramente prodotto il risultato più nefasto che neanche il più pessimista avrebbe potuto lontanamente immaginare.

Dicono che persino Obama stia meditando di cambiare lo slogan “Yes, we can”, bruciato dall’imitatore maccaronico.

Ora, non è che gli sfiora il pensiero che un bel viaggetto in Africa - ammesso che non stiano già toccandosi gli attributi -, come lui stesso diceva qualche anno fa, sarebbe cosa buona e giusta...?! Oppure dovremo aspettare un cecchino coi baffi che fa il solito, ma stavolta auspicabile, lavoro sporco??? Romano non li abbandonare a se stessi.

 

Amici dell’Associazione Futuro Ieri  http://digilander.libero.it/amici.futuroieri/piccino.htm




28 aprile 2008

FW: IL V2-DAY E L'ORANGO PETRONILLA

Il V2-day è stato un successo perché quasi 500 piazze in Italia e all’estero hanno partecipato, perché sono state raccolte 1.300.000 firme in un giorno, perché 120.000 persone a Torino hanno ascoltato per sei ore in piedi sotto un caldo estivo economisti, ambientalisti, operai, matematici e anche Beppe Grillo. Ma il V2-day è stato un successo enorme, straordinario soprattutto per la reazione dell’informazione. Per il silenzio dell’informazione. Per la comicità dell’informazione con i telegiornali che hanno dedicato tre minuti all’orango Petronilla di Roma e neppure un secondo al V2-day. Cinque minuti allo squalo bianco della California e neppure un secondo a due milioni di persone che sostenevano un referendum popolare.
L’informazione di regime è stata il miglior sponsor del V2-day. Imperdibili alcune mie inquadrature dal basso in modo da non far vedere la gente. E’ la stessa tecnica usata dal regime comunista polacco per la visita di Giovanni Paolo II nella sua prima visita in Polonia. C’erano milioni di persone, ma sembrava che parlasse al vuoto.
Ragazzi, se non ci foste voi mi sentirei un po’ a disagio, un po' solo. Comincerei a pensare che il pazzo sono io. Che è giusto che un politico possieda tre televisioni nazionali. Che l’Italia sia considerata semilibera per l’informazione da istituti internazionali. Che in Parlamento ci siano70 tra condannati, prescritti e rinviati a giudizio. Si, il pazzo sono io e lo siete anche voi che siete scesi in piazza in questo bellissimo, solare, 25 aprile.
Siamo pazzi di libertà. Grazie, ancora grazie, passerei le ore a gridarvi grazie dalla finestra. So che mi sentite.  [Beppe Grillo da
www.beppegrillo.it]
 
        Associazione FUTURO IERI - http://digilander.libero.it/amici.futuroieri




24 aprile 2008

DOMANI, 25 APRILE, IL V2-DAY DI BEPPE GRILLO

V2-Day 25 aprile 2008

Libera informazione in libero Stato

 

L'Italia non ha una informazione libera. Questo è il motivo per il quale nessuna televisione, nessun giornale sta promuovendo il referendum del 25 aprile per una "Libera informazione in un libero Stato". Sarebbe la loro fine.

Abbiamo bisogno del tuo aiuto. Diffondi la notizia e i punti di raccolta delle firme.
Invia questo “post”, via email, a tutti coloro che vogliono una informazione libera in Italia per firmare il 25 aprile per i tre referendum:
1- abolizione dell'ordine dei giornalisti, siamo l’unico Paese al mondo ad averlo;
2- cancellazione dei contributi pubblici all'editoria, che la rende dipendente dalla politica;
3- eliminazione del Testo Unico Gasparri sulla radiotelevisione, per un'informazione libera dal duopolio Partiti-Mediaset.

Il 25 aprile saremo in 460 punti in tutta Italia e in città su 5 continenti. Trova quello più vicino a te su:
http://www.beppegrillo.it/v2day/mappa/

 

DIRETTA DA PIAZZA SAN CARLO A TORINO CON BEPPE GRILLO: Venerdì 25/4 dalle ore 16 su ECO TV, visibile in chiaro su satellite: Hot Bird 6 Trasponder: 125 Polarizzazione: orizzontale Frequenza: 11013 Symbol rate: 27500 Fec: 3/4 - oppure Sky Canale 906. La trasmissione, oltre che in streaming su www.beppegrillo.it e www.ecotv.it, dovrebbe essere rilanciata anche dalle emittenti locali appartenenti al circuito televisivo EUROPA 7.
 
[a cura di Futuro Ieri http://digilander.libero.it/amici.futuroieri/greppia.htm]




22 aprile 2008

TEMPO D'ESILIO

L’esilio degli Dei e degli Eroi della letteratura, come di quelli del cinema e perfino dei fumetti e dei cartoni animati è solitamente qualcosa di clamoroso, di estremo, latore di un disprezzo del mondo o promessa futura della redenzione dell’umanità o almeno di una parte più o meno grande di essa. Nel mondo umano le vicende sono ben più squallide e miserabili di quelle che solitamente nascono dalla fantasia e dal mito. Oggi con le vicende tibetane e cinesi va in esilio il senso alto e nobile delle Olimpiadi per lasciare il campo alla legge del più ricco, del più forte,  e degli sponsor. La dimensione di lealtà, onestà, “pacifismo”, sana competizione pensata dal rifondatore ottocentesco dei giochi barone De Coubertin è per così dire scomparsa sotto la pioggia di polemiche sull’assenza dei diritti umani in Cina.  Del resto la loro presenza in una nazione che è retta da un partito unico al potere e perdipiù comunista sarebbe una cosa più unica che rara. Questo che per universale carità vogliamo chiamare esilio è avvenuto sotto il peso degli interessi dei generosi sponsor, sotto il gretto calcolo della politica intesa dal suo lato peggiore, sotto i bizantinismi diplomatici usati dal sedicente “mondo libero” per evitare le ritorsioni del “Grande Drago” con gli occhi a mandorla. Qui non si vuol da parte di chi scrive giudicare la quinta parte della razza umana, milione più o meno che sia, ma constatare l’assenza ormai palpabile del piccolo quotidiano eroismo che era dato dal mito sportivo, onorevole surrogato di tante fantasie eroiche morte da secoli o comunque perdute in questa contemporaneità. E’ evidente che l’aspetto eroico esige una condizione di dedizione e di sacrificio ad una causa che nel suo tendere a un fine alto rappresenta quanto di meglio può fare l’essere umano in quella situazione e in quel momento, sempre che non si parli di leggende che parlano di esseri divini. In quel caso si può leggere il tutto come allegoria della condizione umana. Nel mondo umano c’è anche bisogno d’eroi, anche finti. Servono a rappresentare la differenza fra ciò che è possibile e quella cosa che è la sconvolgente banalità del quotidiano dei molti, fra ciò che è poco, desiderabile, grande, nobile e quel che è molto meschino, oscuro, quotidiano, ordinario nel senso peggiore del termine. Segnare le differenze è importante; senza le differenze si perde anche la sanità mentale, un mondo umano omogeneo tendente allo squallido, all’interesse, all’egoismo illimitato, alla ricompensa sottobanco più che una realtà è una dannazione fatta a misura di questo tempo e di questo luogo. Piace quindi pensare ad un esilio, dove la triste vicenda Olimpica è uno dei tanti episodi, auspicando ovviamente che sia possibile ritrovare un giorno se non Dei ed eroi in carne ed ossa almeno una decente trasposizione di quel che essi hanno rappresentato nella fantasia e nel racconto. Ma mentre scrivo quel ce deve accadere accade e il vecchio mondo di fantasie e speranze si dissolve, mostra la sua essenza di sogno e ciò che resta è lo squallore di un concreto che più venale e materiale di così potrebbe essere.

Questo esilio si annuncia più patetico che tragico.


IANA per Futuroieri
http://digilander.libero.it/amici.futuroieri 




19 aprile 2008

E ALLA FINE DELLA GIOSTRA ELETTORALE UN PUGNO DI MOSCHE

C'è da domandarsi, alla luce del risultato delle recenti elezioni, che bisogno c'era di fare tutto 'sto puzzo con Barak Obama ("No, We can't"), il modernismo fine a se stesso, i sondaggi, la rimonta, l'avversario infantilmente innominabile, il maanchismo inciucista, e le mille menate di questi mesi, quando il Partito sedicente Democratico ha preso due punticini percentuali in più del prodiano Ulivo (Ds+Margherita), due punticini peraltro sottratti a sinistra. Neanche l'ombra di un cosiddetto moderato. Per tacere delle figuracce dei Caleari, Colannini etc, che dove si son candidati non hanno raccattato neanche il voto dei loro sottoposti/dipendenti. Ma tant'è.
Quanto alla sinistra, l'arcobaleno viene dopo la tempesta che - ci auguriamo - spazzi via un'intera classe dirigente fallimentare. Se così fosse, il risultato elettorale sarebbe stato, di per sé, eccezionale. In realtà non ne siamo affatto sicuri, quindi prendiamo intanto atto che tantissima gente di sinistra, ha optato per l'astensione (cresciuta del 4%), ascoltando l'indicazione di Beppe Grillo, ed in parte combattendo la globalizzazione, vero grande pericolo di questi tempi, affidando il proprio consenso alla Lega.
Questo il dato oggettivo. Non ci piove.
Cosa ci aspetta adesso non è facile prevederlo, neppure per chi sa scrutare la sfera di vetro. Di certo c'è solo un Berlusconi mai così forte e premiato nelle urne, che non indugerà e non indulgerà nella gestione delle leve di potere. Non è mica coglione come altri…
Dal Parlamento dobbiamo attenderci poco o nulla per quanto riguarda la funzione di contrappeso che la Costituzione affiderebbe all'opposizione, viste le persone che dovrebbero rappresentarla.
Fuori dal Palazzo, ci sarà chi sarà tentato dal riempire le piazze, legittimissimo perché temerlo?, chi dal tornare con umiltà a stare fra la gente, ascoltarla e capirla. Come dovrebbero fare, ad esempio, i Verdi. Forza potenzialmente nuova e genuina, vera vincitrice nell'emergente sensibilità ambientale delle persone, ma quasi estinta da organismi dirigenti irresponsabili. Ricominciando dalle loro origini, ripartendo dalle periferie e dalle campagne per arrivare nei centri e nelle città, dall'agricoltura piuttosto che dall'industria, dalla legalità piuttosto che dall'indulto. Infine dalla messa in discussione dell'immigrazione come fattore di arricchimento per i datori di lavoro più rapaci, ma di crisi per i diritti dei lavoratori (manodopera a poco prezzo e non sindacalizzata che espelle o indebolisce quella italiana) e di incompatibilità con l'ambiente (all'immigrato, spesso edile, cosa gliene frega del territorio non suo e dei limiti alla cementificazione)!
Solo ripensando tutto questo, con umiltà e spirito di servizio, affidando il timone a Beppe Grillo, unico capace di parlare in modo semplice di cose complesse, potrà rinascere dalle ceneri del 13 e 14 aprile qualcosa di veramente nuovo in questo disgraziato Paese alla vigilia di una crisi economica epocale.

Amici di Futuro Ieri  http://digilander.libero.it/amici.futuroieri/nove.htm





19 aprile 2008

L'INGANNO OBAMA

Segnaliamo che è stato da poco pubblicata l'ultima lettera di Ralph Nader, candidato indipendente e ambientalista alla presidenza degli Stati Uniti, sull'ambiguo Barack Obama.
Potete leggerne la versione originale inglese e la traduzione integrale in italiano qua:
 
http://digilander.libero.it/amici.futuroieri/nader.htm
 




18 aprile 2008

QUALCOSA E' CAMBIATO

Nei prossimi giorni vedremo all’opera il nuovo governo per i consueti 100 giorni. Quale che sia questo governo per certo sarà sicuramente lontano dai sentimenti di chi scrive. Quel che mi fa pensare è il profondo cambiamento nella società italiana, alla fine la precarietà e la perdita di consistenza del potere politico, le difficoltà economiche di milioni d’italiani, il bisogno di atti concreti in materia di sicurezza, la mancanza di leader credibili e la centralità dal potere economico hanno giocato solo a favore di una certa destra. Perde l’idea politica di una ripresa  della moderazione da sinistra incarnata dai “vecchi” socialisti, escono distrutte dal voto le formazioni che si erano fatte forti della pace sia pure declamata nella forma depotenziata di un pacifismo generico, dell’idea di un altro mondo possibile, della difesa dello stato sociale (quel poco che c‘è), della visione di forze di sinistra dinamiche e legate all’ipotesi di un riscatto dei ceti medi e dei poveri. La scelta dei ceti meno abbienti, o caduti in ristrettezze economiche, è precipitata sui nemici storici di queste visioni del mondo e delle formazioni politiche che l’impugnavano (qualche volta con grande arroganza e imperizia): un mondo umano ha chiuso la sua parabola storica. Gli esperti sono concordi gli elettori della sinistra-sinistra hanno abbandonato in massa i loro vecchi riferimenti, e non si parli di voto utile, se votare per partiti di centro o di destra o la lega è voto utile allora questo è possibile perché quei votanti da tempo avevano nel loro cuore abiurato e rimosso le antiche fedi politiche. La sinistra-sinistra come è stata conosciuta finora non può più esistere nemmeno come movimento, è ovvio che occorre un cambiamento che parta dall’abiura di un certo modo di far politica nostalgico e parolaio, che guarda al passato e a valori che erano quelli dei nonni, forse.
Non si ripeta la storiella dell’importanza della storia e della tradizione, in politica i verdetti elettorali contano quando si collocano in un contesto democratico, e questo verdetto è inflessibile e netto: chi non è più credibile deve sparire dal contesto politico. Si ammetta che un mondo umano e di valori condivisi fra simili è terminato. Quel che resta può solo essere una sensibilità di natura intima, domestica, memorie di famiglia o lo studio dell’erudito che fa della storia passata una sua ragione di vita; queste condizioni non sono però strumenti e argomenti della politica intesa come governo del paese o come esercizio di un reale potere. 
Per ciò che riguarda quella categoria di perdenti che sono i Verdi, non  lo nego a me son tanto cari, il verdetto elettorale consegna un’Italia talmente impaurita dalla povertà e dalla concorrenza nel mondo del lavoro con il mondo dei migranti e dei paesi stranieri da esser disposta a sacrificare tutto il buonsenso delle loro proposte e delle loro posizioni. Gli italiani, con l’eccezione di alcune minoranze quasi nicciane, non sanno che farsene di aria sana, ambiente, territorio, eredità culturali, forma e stile di vita consono ai limiti naturali del pianeta Azzurro, vogliono solo arrivare alla mattina successiva senza dover affrontare la disgrazia della povertà o qualche malvagia violenza e prepotenza proveniente chissà da chi e perché. Anche in questo caso il verdetto elettorale è tanto impietoso quanto crudele. Mi chiedo cosa accadrà ora alle minoranze elettorali e dello spirito con questo nuovo che avanza. Forse non ci sarà bisogno di auto-esiliarsi perché l’Italia che verrà di qui a qualche mese avrà ben poco tempo e spazio mediatico da dedicare loro, quindi restare o fuggire darebbero gli stessi esiti nel contesto del Belpaese.  Un silenzio assordante li avvolgerà certamente.

Così vanno le cose nel Belpaese e per le sue genti che così bene han votato.   Ripetiamo loro l’auspicio di non pentirsi della loro scelta augurando di nuovo loro di tener fede a quanto hanno fatto. A tutti loro dedicai l’antico grido dei soldati di due secoli fa: Gloria o Morte!  Se lo meritano.  A coloro che dovranno affrontare il duro silenzio di esser minoranza incompresa non resta che auspicare loro di saper attingere a tutta la loro forza interiore.  Ne avranno bisogno.


 IANA per Futuroieri
http://digilander.libero.it/amici.futuroieri
 



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