.
Annunci online

  noglobalizzazione [ Forum di critica alla modernita' e a questo nocivo sviluppo ]
         


26 febbraio 2008

UN GOVERNO "ZU MIZURA"

Nel vasto immaginario fantascientifico e gotico di Warhammer 40.000 esiste la razza aliena degli Orki. Essi sono dei bestioni umanoidi verdastri e dalla fisionomia vagamente gorillesca che vivono di guerra e per la guerra e vengono fatti parlare in modo strano, di solito sostituendo la z con la s. Quello di cui voglio scrivere oggi ha a che fare con un mondo oscuro, bellicista e alieno perché riguarda il motivo per cui si formò il governo D’Alema del 1999, almeno per come emerge in un’intervista rilasciata dall’onorevole Cossiga al Corriere della Sera Sabato del 23 febbraio 2008, a pag.13. Questi alcuni stralci dell’intervista:

- Con Rispetto che si deve a un ex capo dello Stato, naturalmente

Va bene, così mi piace. Allora: intanto sgombriamo ogni dubbio. Per mandare Massimo D’Alema a palazzo Chigi, da dove poi ordinò gli attacchi aerei e terrestri contro i serbi, in Kossovo, non ci furono complotti, tra il medesimo D’Alema, Franco Marini, e il sottoscritto.

- No?

No. Posso raccontarle, tanto ormai è passato del tempo, che, caduto Prodi per mano rifondarola, l’ambasciatore britannico e il consigliere militare statunitense vennero da, che all’epoca guidavo un modesto partitito di transizione…”

- L’UDR

“Appunto, Ebbene , i due vennero da me e mi spiegarono lo scenario. Io li ascoltai e…”

- Sintesi del colloquio , signor presidente?

“La regione dei Balcani sta per esplodere, abbiamo bisogno dell’Italia, la più efficiente portaerei del Mediterraneo.”

- E lei

“Sapevo che erano venuti da me, anche perché io, con i voti del mio partitino, potevo sostituire Rifondazione. E decidere. Così, a quel punto, decisi pure che Massimo D’Alema sarebbe stato il leader giusto. Perciò salii al Quirinale e, in un colloquio di due ore e mezza , lo spiegai al mio successore Osar Luigi Scalfaro . Adesso, lascio stare che, quando uscii…”

- Cosa?

“ricorderà …certi giornali titolarono:”l’Ex capo dello Stato conferisce a D’Alema l’incarico…” Che poi, tra l’altro..”

L’intervista prosegue con altri dettagli, tuttavia il senso della cosa è evidente il governo del 1999 che portò un ex comunista alla presidenza del Consiglio era un governo tecnicamente necessario, creato su misura per gli interessi militari delle forze armate straniere. E’straordinario come gente che per una intera vita politica ha portato in piazza centinaia di migliaia di persone semplici e oneste contro la NATO, contro l’imperialismo, il militarismo e per l’antifascismo e la Resistenza dalla mattina alla sera si trasformi in ciò che non era sostenendo tutto ciò che aveva combattuto il giorno prima. Con questa considerazione non mi riferisco all’ex Capo dello Stato, il quale ha in materia di NATO l’evidente merito della coerenza, ma a coloro che si professarono Comunisti e come tali son diventati leader di livello nazionale. Evidentemente questa vicenda orcheska del governo “Zu Mizura” rivela l’evidenza di una Repubblica senza sovranità e senza dignità&morale, dove la cittadinanza può portare alla raccolta differenziata la fiducia nel sistema e nelle classi dirigenti. Forse siamo noi cittadini il problema: siamo degli illusi e degli allucinati che ogni giorno cercano di negare l’evidenza di essere parte dell’Italia notoriamente un vaso di coccio fra i vasi di ferro. Personalmente suscita in me ribrezzo il furore delle guerre degli stranieri, fatte dagli stranieri per interessi alieni. La vita di ogni comune mortale che ogni mattina si alza presto per andare a lavorare finisce con l’essere condizionata da queste atrocità, che solo lo stellone nazionale ha risparmiato alla nostra gente perché si sa che le guerre iniziano in un punto e in modo e finiscono altrove in un altro. Inoltre essere portaerei altrui vuol dire sottostare a limitazioni di sovranità, impegnarsi a far fronte a spese straordinarie per partecipare in qualche modo al conflitto, rischiare gli accidenti delle guerre senza alcun apparente vantaggio. Non c’è bisogno di Napoleone per capire che le guerre generano incerti, basta la fantascienza dove di solito gli alieni, come gli orki del 40.000, partono in vantaggio e perdono rovinosamente le guerre contro i soliti terrestri. Voglio concludere il pezzo ricordando che nel mondo umano gli imperi nati dalla violenza quando cadono lasciano dietro di sé solo pallide ombre a differenza di quelli che avendo acquisito nel corso della loro esistenza qualche merito sono criticati con indulgenza dai posteri e una parte di ciò che sono stati diventa elemento di domestica gloria.

IANA per Futuroieri
http://digilander.libero.it/amici.futuroieri 




26 febbraio 2008

RALPH NADER SI CANDIDA PER LA CASA BIANCA

DA AGENZIE: Ralph Nader si candida per la Casa Bianca

Torna l'incubo dei Democratici: Ralph Nader, il leader del movimento dei consumatori e dei Verdi statunitensi, ha rotto gli indugi e annunciato l'intenzione di 'correre' di nuovo per la Casa Bianca. "Mi candido alla presidenza", ha detto nel corso del programma dell'Nbc, "Meet the Press", l'uomo accusato di aver favorito la vittoria di George W. Bush nelle elezioni del 2000.

Nader ha negato di volere giocare il ruolo del 'guastafeste' nella campagna. Se i Democratici non riusciranno a ottenere una "vittoria schiacciante" a novembre - ha osservato - "dovrebbero soltanto andarsene a casa".

L'attivista che da anni si batte per la tutela dei consumatori sostiene che Washington sia territorio esclusivo delle grandi corporation, e che le proposte avanzate dai candidati attualmente in corsa non siano adeguate per tutelare i diritti dei cittadini americani. Ritiene di avere ancora un messaggio da offrire sui temi dell'ambiente, della sicurezza sul lavoro, sulla lotta agli interessi delle corporation.

Nader, che compirà 74 anni mercoledì, ha criticato il frontrunner democratico, Barack Obama, colpevole di aver oscurato le sue qualità migliori schierandosi a favore della "distruzione" israeliana della Striscia di Gaza. Ma il candidato indipendente non è stato tenero neanche con il repubblicano John McCain.

Il senatore dell'Arizona è "il candidato della guerra perpetua", ha osservato, chiedendo l'impeachment del "regime criminale e recidivo di George W. Bush e Dick Cheney". Poche ore prima dell'annuncio di Nader, Barack Obama, il senatore nero democratico che punta alla Casa Bianca, aveva minimizzato gli effetti di una sua candidatura, convinto che i pochi punti che Nader conquisterà non faranno la differenza.

Approfondimenti:  http://digilander.libero.it/amici.futuroieri/nader.htm




22 febbraio 2008

UNA EMAIL RICEVUTA, UN DIBATTITO DA FARE

L'amico Franco mi manda la presente mail ricordandomi il peso che ha in questo paese l'evasione fiscale.  Aggiungo inoltre che tutti gli introiti della criminalità piccola o organizzata che sia non sono tassati e forse neanche tassabili.  A questo punto oso chiedere al gentile lettore un suo commento su questa lettera in modo da poter avviare un confronto di opinioni e forse un dibattito su dove sta andando questo Belpaese.

EVASIONE FISCALE: ECCO I DATI DELL'AGENZIA DELLE ENTRATE

Secondo i dati dell’Agenzia delle Entrate, ossia di Vincenzo Visco, essa è mediamente pari al 27% dell’imponibile dichiarato.

Ma ecco il rapporto tra base imponibile evasa e quella dichiarata per regione:

Lombardia 13,04 per cento.

Emilia Romagna, 22,26%.

Veneto, 26,05%.

Lazio 26,95%.

Friuli Venezia Giulia 28,22%.

Valle d’Aosta 28,29%.

Piemonte 30,53%.

Abruzzo 33,11%.

Toscana 33,67%.

Marche 33,95%.

Umbria 44,51%.

Basilicata 49,75%.

Liguria 50,29%.

Molise 54,61%.

Sardegna 54,71%.

Campania 60,55%.

Puglia 60,65%.

Sicilia 65,89%.

Calabria 93,89%.

Come si vede, ad evadere meno sono la Lombardia, l’Emilia Romagna e il Veneto, le aree dove secondo LA PROPAGANDA POLITICA si annidano i più ricchi evasori.

Lombardia ed Emilia sono addirittura più virtuose della media europea, che è attorno al 23 per cento (Belgio 23,2), dunque regioni di contribuenti modello, e in Italia si pagano tasse per mantenere raccomandati e sprechi. I paesi più virtuosi sono gli Usa e la Svizzera, con evasione valutata all’8% dei redditi dichiarati. Sono anche i paesi dove più forti sono le deduzioni e detrazioni consentite per la produzione del reddito.

Le regioni della grande evasione sono nel Meridione: Campania, Puglia, Sicilia sono oltre il 60% di evaso, con la punta incredibile della Calabria, dove l’imponibile evaso si valuta al 94 per cento del dichiarato. Non a caso, sono le regioni in mano alla malavita, camorra, n’drangheta, ’ndrine, sacre corone unite. Qui lo stato è assente ingiustificato.

L'assenza dello stato consente l’accumulo di capitali occultati e illeciti, e fa contrarre l’abitudine alla illegalità, al «nero», all’abusivismo, allo sfruttamento del lavoro. Una vera solidarietà politica decreterebbe agevolazioni ed esenzioni fiscali aperte e legali, anziché estendere a quel territorio leggi tributarie per poi non applicarle discrezionalmente. La politica degli occhi chiusi fa crescere le clientele malavitose e le servitù.

UNA CHIOSA FINALE

A cosa conduce tutto questo?

Non ci si può rassegnare alla discesa verso il terzo mondo, alle scarpe risuolate, agli abiti rivoltati, al mercatino dell’usato, all’ignoranza. Sia chiaro nei prossimi due mesi la situazione peggiorerà ancora, se oggi non si sa come fare nell'ultima settimana del mese, presto avremo problemi negli ultimi nove giorni. Per ora le autorità ignorano la miseria crescente che si diffonde da nord a sud, ma anche in tutto l'occidente!

IANA e AF per Fututoieri  http://digilander.libero.it/amici.futuroieri




21 febbraio 2008

COSA CI ASPETTA DAL 15 APRILE

Quello che immaginavamo - e temevamo - è successo persino prima di quanto aspettassimo. Il Partito (sedicente) Democratico e il Popolo delle (cosiddette) Libertà hanno già iniziato ad inciuciare. Qualche abbocco, per la verità, Wòlter “camomilla” Veltroni e Silvio “bellachioma” Berlusconi l’avevano avuto in occasione delle molteplici spallate a Prodi paraculate da riforma elettorale. Ma tant’è, ieri il primo vero bacio. In sede di Commissione Vigilanza Rai, i due moloch che stanno soffocando, giust’appunto, democrazia e libertà, già conciate piuttosto maluccio, hanno votato congiuntamente una modifica alla par-condicio che permetterà loro di avere spazi enormemente superiori a tutti gli altri candidati premier.

Se il buon giorno della campagna elettorale si vede dal mattino, non ci resta che attendere pacatamente, serenamente, le “larghe inciuciate intese” dal 15 aprile in poi, fra chi rappresenta la destra della fu sinistra (i noti radical chic col cuore a sinistra ma il portafoglio ben sistemato a destra) e la sinistra della fu destra (post sessantottini votati al capitale ma tutt’ora col fastidio per le toghe nere o rosse che siano).

Intanto, mentre sul Titanic Italia si balla, un grossa crisi economica appare all’orizzonte...

 

Associazione Futuro Ieri > http://digilander.libero.it/amici.futuroieri/vaini.htm




18 febbraio 2008

RISULTATI REFERENDUM SU TRAMVIA A FIRENZE

REFERENDUM CONSULTIVI CITTADINI FIRENZE 

Comunicazione votanti ore 22,00 - dato arrotondato

125.000  40% degli aventi diritto

 

Quesito n. 1 - Linea tranviaria Careggi - Viale Europa. Revoca Delibere istituenti.
SI  64.069  51,9%
    NO  59.440  48,1%

 

Quesito n. 2 - Linea tranviaria Peretola - Piazza della Liberta'. Revoca Delibere istituenti.
SI  66.466  53,9%    NO  56.974  46,1%

 

Il tram e la cupola

di Peter Gomez (L'Espresso 14 febbraio 2008)

A Firenze il referendum sulle nuove linee spacca destra e sinistra. Aprendo il dibattito sulle opere gestite con sistemi finanziari innovativi. E finite sempre alle stesse aziende.

 

Come ogni campagna elettorale è stata brutta, sporca e cattiva. E lo è stata fin dall'inizio. Fin dal giorno in cui Mario Razzanelli, 62 anni, imprenditore della moda, occhi azzurrissimi e una tessera dell'Udc in tasca, si è messo in testa di raccogliere 10 mila firme per sottoporre la nuova tramvia di Firenze a referendum. Il Comune l'ha presa male, la città rossa si è spaccata e il centrodestra pure: nonostante le dichiarazioni del portavoce di Berlusconi, Paolo Bonaiuti, che ha definito il tram «un mostro» destinato a oscurare al suo passaggio il Battistero, il Duomo con la cupola del Brunelleschi e il campanile di Giotto, tra i big azzurri, o presunti tali, si sono mossi in pochi. Anche loro, come buona parte di quelli del centrosinistra, sono infatti troppo legati al partito dei costruttori e delle banche (che finanziano le imprese), per poter dire una parola.
Solo l'assessore milanese Vittorio Sgarbi ha offerto volentieri il petto alle critiche a mitraglia, accusando il sindaco Leonardo Domenici (che Sgarbi si ostina a chiamare Dominci) di «essere profondamente incolto e modesto» e per questo incapace di capire come «Firenze non sia Atlanta» dove di tram ne circolano a bizzeffe. La risposta di Domenici non si è fatta attendere: prima una piccata lettera inviata alla sua collega milanese Letizia Moratti perché intimasse a Sgarbi di non interferire nelle vicende fiorentine, poi una staffilata degna delle peggiori campagne per le presidenziali Usa: «Sarebbe interessante sapere se Sgarbi ha offerto a Razzanelli il suo contributo in modo gratuito oppure no».
Tra spot, interviste a getto continuo, volantini, denunce e controdenuncie per pubblicità ingannevole, Firenze va così alle urne domenica 17 febbraio. Sulla carta il risultato del referendum consultivo è scontato. Il partito democratico ha esplicato la sua geometrica potenza: lega coop, sezioni, militanti, il candidato premier Walter Veltroni, sono scesi in campo tutti. E persino Legambiente, al contrario della più apolitica Italia Nostra, di dubbi non ne ha. Per lei infatti il tram, che non inquina, è la soluzione e non ha senso battersi contro i mastodonti di 32 metri che un giorno transiteranno in piazza Duomo, quando «in quella stessa piazza oggi passano più di duemila autobus rumorosi e velenosi». Ma in realtà la partita resta aperta anche perché lungo la strada Razzanelli ha trovato alleati apparentemente impensabili: 170 comitati di cittadini, Alberto Asor Rosa e l'ex leader girotondino Francesco Pancho Pardi.

In gioco a Firenze, infatti, non c'è più solo la costruzione delle linee 2 e 3 del tram (la linea 1 è quasi terminata ed entrerà in funzione nel 2009 con un anno di ritardo sul previsto), ma il modello di sviluppo urbanistico e soprattuto finanziario che comincia pericolosamente a scricchiolare. Le indagini della magistratura e della Corte dei conti si stanno moltiplicando: nelle carte della Guardia di finanza e dei carabinieri ricorrono sempre gli stessi nomi di politici, imprenditori, banchieri. I contratti poi appaiono quasi in fotocopia: visto che i fondi sono pochi, da sette anni a questa parte il Comune ricorre spesso al project financing per costruire quel che serve. In teoria si tratta dell'uovo di Colombo: tu scavi un parcheggio o posi i binari (la linea 2 e 3) e per qualche decina d'anni incameri gli incassi. Poi quando l'opera si è ripagata da sola e il privato ha realizzato il suo giusto guadagno, tutto torna ai cittadini. In realtà il sistema a Firenze, almeno sui parcheggi, ha funzionato male e adesso il timore è che la scena si ripeta sui tram. Anche perché il protagonista del nuovo affare è lo stesso. Cooperative rosse a parte, a farla da padrone sulle rotaie è la Baldassini-Tognozzi, un'impresa di costruzioni toscana che oggi fattura 500 milioni di euro l'anno e ha in portafoglio oltre un un miliardo e mezzo di ordini.
Per capire che cosa sta accadendo all'ombra del Battistero conviene dunque partire dalla Baldassini, vero mattatore del mattone toscano, ultimamente alle prese con forti difficoltà d'immagine causate dalla decisione dell'architetto Jean Nouvel, vincitore nel 2002 di un concorso internazionale patrocinato dal Comune per il recupero dell'area dell'ex concessionaria Fiat di via Belfiore, di ritirare la firma da un albergo che l'azienda sta tuttora costruendo. La Baldassini fa capo a Riccardo Fusi, uno dei protagonisti sul finire degli anni '80 del cosiddetto Piano Casa varato dal Comune poco prima dell'esplodere di Tangentopoli. A quell'epoca Fusi era solo il patron dell'azienda di famiglia e nel 1992 era finito pure in manette con un bel gruppo di politici locali di area dc e il suo consulente finanziario, un professionista di Prato, fratello dell'attuale leader di Forza Italia in Toscana, il banchiere Dennis Verdini.

Allora l'indagine si concluse con una completa assoluzione di tutti gli imputati, ma da quella sfortunata disavventura giudiziaria Fusi ne uscì come rafforzato. Con amici a destra (attraverso i Verdini) e a sinistra. Nel 2000 la sua impresa, diventata prima Baldassini, poi Baldassini e Tognozzi e infine Baldassini-Tognozzi-Pontello, capisce che il futuro sta nel project financing e si fa di nuovo avanti con il Comune di Firenze. La proposta, accettata, è quella di realizzare grazie alla finanza di progetto quattro posteggi e varie opere urbane, tra cui un parco pubblico, degli spazi commerciali e un lungo viale interrato. Nasce Firenze Mobilità, una società cui adesso partecipano, oltre alla Baldassini, la Firenze Parcheggi (a maggioranza pubblica), la Camera di commercio e altri soci. Il meccanismo però ben presto s'inceppa. Il Comune dice sì a un parcheggio davanti alle mura della Fortezza da Basso. E lo fa sebbene il progetto preveda pure un piano fuori terra in cui ospitare negozi.
Il risultato sono le proteste popolari. Tutti infatti si rendono subito conto di come i negozi finiscano per oscurare le mura cinquecentesche del Sangallo. Il resto dei problemi arrivano dagli scavi. A pochi metri di profondità salta fuori la falda acquifera. Dei tre piani sotterranei previsti ne vengono realizzati solo due. Così Firenze Mobilità chiede un risarcimento, il project financing viene modificato (spariscono il parco pubblico e un sottopasso) e il Comune mette mano al portafoglio: in totale la bolletta imprevista è di 10 milioni e 200 mila euro.
Cose che succedono, si dirà. Mica tanto, perché in parallelo alla vicenda della Fortezza devono essere lette anche le storie degli altri parcheggi di Firenze Mobilità. I due realizzati in project, probabilmente perché localizzati male, restano sempre semivuoti, mentre un terzo, quello di piazza Ghiberti, questa volta vinto dalla Baldassini con regolare gara d'appalto, è costato a un influente tecnico del Comune, Annibale Todaro, e a Luigi Di Rienzo, l'ex amministratore delegato di Firenze Parcheggi di nomina politica, un rinvio a giudizio per truffa aggravata e abuso di ufficio. Anche a piazza Ghiberti vennero realizzati dei posti auto in meno: per la precisione due piani, invece che i quattro previsti, perché era troppo difficile scavare la roccia. Ma,nonostante il dimezzamento dell'opera, la Firenze parcheggi non dimezzò il compenso che spettava alla Baldassini: all'impresa vennero così versati 10 milioni di euro, la somma prevista per scavare quattro piani. Per il pm è stata truffa anche ai danni del Comune. Ma finora, al contrario dei nuovi amministratori di Firenze Parcheggi, la giunta non si è costituita parte civile. Eppure il processo è destinato a riservare molte sorprese: in aula si discuterà molto del ruolo degli uomini della Baldassini (nessuno dei quali è imputato, sebbene sia stata l'azienda di costruzioni a beneficiare dei 5 milioni versati in più), e anche del contenuto di una consulenza tecnica del pm, in cui il perito parla esplicitamente di «un contesto che potrebbe rivelarsi inquietante di possibili collusioni tra pubblici amministratori, amministratori di società e soggetti facenti capo all'impresa aggiudicataria dei lavori». In altre parole, l'accusa ha la sensazione che a Firenze esista una sorta di cupola che si spartisce quasi legalmente i lavori, ma per ora non lo può dimostrare.

Se le cose stanno così ecco perché tra i fiorentini l'inquietudine aumenta, e il risultato del referendum non è da tutti considerato segnato. In questi giorni oltretutto il vicesindaco Giuseppe Matulli si trova costretto ad assicurare che il contratto per la gestione della linea 1 siglato con il raggruppamento d'imprese Tram, guidato dal colosso francese Rapt, ma di cui fanno parte anche la Baldassini (13 per cento) e le coop, verrà rivisto. Così come è stato oggi strutturato appare infatti capestro: prevede che a partire dallo scorso gennaio Palazzo Vecchio versi ai gestori 750 mila euro al mese, anche se i tram, a causa dei ritardi nei lavori, si metteranno a viaggiare solo nel 2009. Per quanto riguarda invece le altre due linee, sottoposte a referendum, si continuerà a procedere con il solito project financing, con la Baldassini impegnata sulla linea 2 e le coop del consorzio Etruria sulla 3.
Il clima di veleni e di sospetti dunque si chiarirà, con tutta probabilità, solo dopo le prossime elezioni amministrative del 2009, prima del quale Firenze deve approvare il Piano Strutturale (il vecchio piano regolatore oggi in fase avanzatissima). Poi verranno decise anche le sorti della grande area dell'ex Manifattura tabacchi, di cui sono proprietari al 50 per cento la Baldassini, Salvatore Ligresti e il consorzio Etruria, e quella del Castello, dove Ligresti è l'unico padrone. I lavori nella zona dell'ex Leopolda, dietro Porta al Prato, dove nel 2011 sorgerà il nuovo teatro comunale, nel 2009 saranno invece già iniziati. A fine dicembre il comitato dei ministri per le celebrazioni del 150° anniversario dell'Unità d'Italia, coordinato da Rutelli, ha scelto il progetto per il Parco della musica, il nuovo auditorium per il Maggio fiorentino. Hanno vinto l'architetto Paolo Desideri e due imprese della capitale. Nella corsa, tutta giocata a Roma, la toscana Baldassini-Tognozzi con l'elaborato di Arata Isozaki si è classificata terza. Ma quella era una gara, non un project financing.




15 febbraio 2008

FONDATA SUL LAVORO

Non si finisce mai di stupirsi delle cose di questo mondo e in particolare del nostro strampalato Belpaese. Il quotidiano City del 12 febbraio 2008 presenta a pag.4 un documentato servizio sulla prostituzione in Italia frutto di uno studio portato avanti dall’”Associazione Sessuologi”. Emerge che le prostitute nazionali leggono 5 o 6 libri l’anno contro il 62% di italiani che in media non ne legge neanche uno, e sono prostitute del nuovo millennio. Il titolo chiarisce che si tratta di donne colte, informate, qualcuna ha famiglia, lavorano in casa e alle volte si dedicano al mestiere più antico del mondo per compensare i magri guadagni di quelli nuovi: come è per le operatrici di call-center citate nell’articolo. Non mancano fra queste signore e signorine coloro che esercitano per pagarsi gli studi, si sa la retta universitaria è gravosa. Qualche sorpresa viene dal fatto che il 32% delle 386 prostitute intervistate rivela di usare internet almeno tre volte al giorno, il 43% di esse considera la prostituzione una “scelta professionale temporanea”. Il pezzo riporta due brevi interviste a due donne di vita, una chiede i diritti civili e la depenalizzazione del reati inerenti alla professione, l’altra si considera imprenditrice perché fa a pagamento ciò che prima faceva per beneficenza. Un tempo parte della cristianità e della sinistra più rossa teneva in considerazione la parola degli ultimi e anche delle prostitute spesso confuse col concetto del criminale per bisogno o per disperazione. Oggi con un cinismo deliberato e consono ai tempi voglio prendere in considerazione questa pagina di questo quotidiano gratuito per proporre al lettore una lettura amorale e storica. Le ragioni e i valori del passato non esistono più ad iniziare da quel valore fondante che è stato il lavoro il quale con il passare dei decenni si è distorto, ed è diventato da un monoblocco di granito quale era una terra di nessuno fatta di polvere in sospensione dove nulla è certo e nulla è stabile. Nel vuoto di valori e di civiltà ecco mille e centomila piccoli valori personali e privati che riconoscono solo se stessi, e se il proprio personalissimo interesse porta ad essere prostituta che c’è di male, dopotutto non è questa la società dove tutto è permesso a chi è ricco e solo la povertà e il bisogno è certissima colpa. La Costituzione della Repubblica assume fin dal primo articolo il lavoro come valore collettivo e fondamento sociale della Repubblica, di conseguenza per la Carta Fodamentale il lavoro va tutelato e promosso in quanto fattore capace di elevare il singolo come la collettività. Quello che è capitato e che sta materializzandosi anche a livello di concetto, per così dire, dell’uomo della strada è il venir meno del confine fra legale e illegale in materia di lavoro, tutto è denaro e la differenza morale è data dal successo o dal fallimento. Questo fatterello di cronaca in cui alcune prostitute rivendicano diritti e il riconoscimento professionale o si considerano lavoratrici e imprenditrici è considerato da chi scrive come ennesima manifestazione dell’inclusione dell’economia legale in quella illegale e del darsi nel Belpaese di un materialismo e di un consumismo straccione incapace di distingure il bene dal male, dove tutto è denaro e tutto è quel potere che l’umano esercita sull’altro umano e sulle cose. Di conseguenza, tanto per citare un filosofo è spiritualmente sempre notte e le vacche sono tutte nere perché col buio più fitto non si possono distinguere i colori. Rimane a chi scrive l’auspicio che una felice custodia in qualche segreto convento dei valori oggi perduti possa in un prossimo futuro permettere la sopravvivenza dei medesimi in una diversa situazione e in un diverso tempo.

IANA per Fututoieri  http://digilander.libero.it/amici.futuroieri




15 febbraio 2008

SI VIVE ANCHE SENZA GLOBALIZZAZIONE

Il quotidiano “Metro” del 13 febbraio 2008 riporta l’ultimo esito di un coraggioso, a chi scrive pare anche un po’ solitario, dibattito fra il quotidiano e i lettori sul fatto se sia o no auspicabile il boicottaggio dei giochi olimpici in Cina. I fatti sono noti: dopo decenni di retorica sui diritti umani perlopiù sbandierati per giustificare le avventure politiche e militari di tanti paesi aderenti all’Alleanza Atlantica in terre lontane e presso popolazioni diversissime per costumi, mentalità e stile di vita questo modello retorico pare aver preso forma di per sé al di là della volontà dei suoi creatori e viene evocato in funzione critica. Il 97% contro il 3% dei letttori di Metro nel suo sondaggio fra i lettori si è espresso a favore del boicottaggio dei giochi Olimpici di Pechino, forse non vuol dire nulla ma è un fatto di cronaca anche questo che deve far riflettere in quanto evidenzia almeno due cose: la prima è che i cinesi e il loro governo attuale presso una parte della pubblica opinione godono di pessima fama, la seconda è che i giochi olimpici sembrano aver perso sull’altare del Dio-mercato il senso della loro funzione di riconciliazione tra le genti. Valore questo che era anche alla base dello spirito olimpico presso gli antichi elleni. Il ministro Melandri intervistato dal quotidiano rende nota la sua posizione per la quale i giochi di Pechino del 2008 sono un’occasione, per il ministro si tratta di “globalizzare i diritti” e con essi ciò che l’onorevole chiama “il rispetto autentico della persona umana”. Propone il ministro per le “Politiche giovanili e le attività sportive” una giustificazione alta in quanto:”La Cina rappresenta un quinto dell’umanità, se vogliamo globalizzarer i diritti, il rispetto autentico della persona umanna , fare passi in avanti in quel Paese significa fare passi importanti nel mondo”. Del resto ciò che in generale e di solito è contestato alla Cina Comunista è la pena di morte, i limiti alla libertà di stampa,la repressione della dissidenza politica e di quella religiosa, oltre alle note vicende del Tibet. Ora c’è da chiedersi che cosa siano questi fantomatici diritti umani se possono essere messi tra parentesi con così tanta facilità non apena le esigenze del Dio-quattrino lo esigono, con buona pace sarebbe miglior cosa anche per i nostri leader o presunti tali, e in particolare quelli nazionali, parlare solo ed esclusivamente nei termini del più brutale e schietto realismo politico. Sarebbe una cosa buona iniziare ad affermare la più semplice della banalità ossia che la Cina è una potenza mondiale e quindi è oltre l’ottusa e strumentale minaccia del ricatto umanitario, in prospettiva è il paese leader del pianeta per economia, scienza, forza militare e presto anche per cultura e civiltà. L’Italia solito vaso di coccio fra vasi di ferro può solo prendere atto di questa assoluta banalità, forse se l’Europa non fosse il fantasma politico, militare e diplomatico che è potrebbe un ben diverso Belpaese giocare un ruolo come Nazione Europea in un contesto di azione politica ed economica concordata e collegiale. Miglior cosa per tutti in questi tempi così difficili è senza dubbio evitare questo gioco ipocrita e dire la verità: della Cina si teme lo sviluppo economico, la forza culturale e la potenza militare; tutto il resto è fumo. Inoltre è bene precisare che la globalizzazione non è una ricetta sanitaria, la politica ha dato qui nel mondo Atlantico il primato al potere finanziario. La Cina insegna che la politica questo potere può anche riprenderselo per indirizzare l’economia o per far assumere ad essa un valore politico.

IANA per Futuroieri  http://digilander.libero.it/amici.futuroieri




15 febbraio 2008

A FIRENZE REFERENDUM PER UNA MORATORIA SULLA TRAMVIA

La città di Firenze si appresta a vivere Domenica prossima, 17 febbraio dalle 8,00 alle 22,00, uno dei momenti di più aspro confronto politico-sociale. In tale occasione si terrà un referendum cittadino sulla pessima realizzazione della Tramvia, chi lo ha promosso chiede una "moratoria" per ripensarne i progetti, piuttosto onerosi (sia in termini di costi che di sacrifici), e sottoporli ad un vero confronto tra la cittadinanza.

 
Un approfondimento di Futuro Ieri qua:
http://digilander.libero.it/amici.futuroieri/nove.htm 




11 febbraio 2008

IL NUOVO CHE AVANZA

Ed ecco a voi, il nuovo che avanza...

 

                                              

 

Silvio Berlusconi (Milano29 settembre 1936) è un politico e imprenditore italiano, fondatore e proprietario della società multimediale Fininvest (oggi Mediaset), di Medusa Cinema, socio di maggioranza delle case editrici Mondatori e  Einaudi, titolare della Banca/Assicurazione Mediolanum, fondatore e presidente del movimento politico Forza Italia nonché presidente del club calcistico del Milan.

È conosciuto anche come Il Cavaliere in ragione dell'onorificenza conferitagli di cavaliere del Lavoro.

Iscritto alla loggia massonica Propaganda 2 di Licio Gelli con tessera 1816, codice E.19.78, gruppo 17, fascicolo 0625, data di affiliazione 26 gennaio 1978.

Stretta e mai celata l’amicizia tra Bettino Craxi e Silvio Berlusconi (Craxi è stato testimone di nozze al matrimonio tra Berlusconi e Veronica Lario e padrino di battesimo di Barbara Berlusconi).

Da uomo politico siede alla Camera dei Deputati dal 1994, anno della sua prima elezione. Ha tenuto tre mandati di presidente del Consiglio, il primo nella XII legislatura (1994) e gli altri due, consecutivi, nella XIV (2001/2005 e 2005/2006), ricoprendo in tale occasione anche gli incarichi ad interim di ministro degli Esteri, dell’Economia, della Salute e della Funzione Pubblica.

Il 18 novembre, durante un comizio in piazza San Babila a Milano, Berlusconi ha annunciato lo scioglimento di Forza Italia e la nascita del Popolo della Libertà, un nuovo soggetto politico contro i «parrucconi della politica».

Secondo la rivista Forbes Silvio Berlusconi è l’uomo più ricco d’Italia e il 51° più ricco del mondo, con un patrimonio stimato nel 2007 in 11,8 miliardi di dollari USA.  [Tratto da Wikipedia]

 

 

Walter Veltroni è figlio di Vittorio Veltroni, dirigente della RAI degli anni cinquanta.

Nel 1976, a ventun'anni, fu eletto consigliere comunale di Roma nelle liste proprio del PCI, mantenendo questa carica fino al 1981. Nel 1987 divenne per la prima volta deputato nazionale. Un anno dopo entrò nel comitato centrale del Partito Comunista Italiano. Fu scelto nel 1992 come direttore "di compromesso" de L'Unità, sebbene non fosse ancora giornalista professionista. Nel 1994 la "base" del PDS lo candidò come segretario nazionale. Fu però sconfitto da Massimo D'Alema per 249 voti (dei componenti del consiglio nazionale) a 173. Nel 1996 Romano Prodi lo chiamò a condividere la leadership de l'Ulivo e, dopo la vittoria della coalizione del Centrosinistra, divenne vicepresidente del Consiglio e Ministro dei Beni Culturali e ambientali con l'incarico per lo spettacolo e lo sport. Nel 1998, dopo la caduta del governo Prodi, tornò a concentrarsi sul partito, che si era trasformato in DS, ovvero Democratici di Sinistra. Nel 2001 venne scelto dal centrosinistra come candidato a sindaco di Roma. Veltroni fu eletto sindaco con il 53% dei voti. Pur essendo non-credente ("credo di non credere"), da sindaco di Roma diede la cittadinanza onoraria a Papa Giovanni Paolo II e propose di intitolargli, subito dopo la sua morte, la stazione Termini. Nel gennaio 2006 il Presidente della Repubblica Ciampi lo ha nominato Cavaliere di Gran Croce. Il 29 maggio 2006 è stato riconfermato sindaco della capitale con il 61,45% dei voti. Ospite della trasmissione Che tempo che fa (8 gennaio 2007) Veltroni dichiarò che, in caso di rielezione a sindaco di Roma, avrebbe concluso la sua carriera politica alla fine del mandato, ovvero nel 2011, per poi accettare, pochi mesi dopo, la segreteria del Partito Democratico.  [Tratto da Wikipedia]

 




7 febbraio 2008

IL SESTO CONTINENTE

Ancora una volta uno dei nostri scritti si apre prendendo in considerazione il quotidiano City fra i tanti che, ad onor del vero, hanno dato risalto alla notizia. L’edizione del 6/02/08 si presenta con le immagini dei 100 milioni di tonnelati di scarti, perlopiù composti di plastica, che galleggiano nell’Oceano Pacifico e che hanno formato una massa immane di rifiuti. Questa quantità di pattume galleggiante è stata definita nel titolo “un continente di plastica”, termine centrato, forse non sarebbe sbagliato pensarlo come sesto continente del nostro pianeta. Questa nuova non-terra, che non sostiene la vita ma la schiaccia si presenta come un minestrone di scarti della società dei consumi e a suo modo aumenta ed esiste, quasi che fosse una creatura viva. In realtà questo modello di produzione e commercio è stato pensato per massimizzare i profitti e accrescere il potere di alcune minoranze di privilegiati, per creare consenso attraverso i consumi e il divertimento per il vigente ordine costituito, e per aumentare la volontà di potenza di alcune minoranze di ambiziosi quando non addirittura di singoli personaggi. E’evidente che le conseguenze ambientali sono in questo contesto marginali, anche nella prospettiva di una catastrofe o di uno stravolgimento del sistema sociale. Non c’è bisogno di avere l’animo poetico o romantico per capire che questa “creatura” generata inconsapevolmente è la manifestazione di un sistema che sta mostrando i suoi limiti e che forse tra poco li conoscerà da vicino dato il ripetersi dei problemi economici e delle crisi militari e politiche legate all’approvvigionamento di energia e materie prime. Oggi più che mai si rivela la necessità di avere cittadini pronti a mettere in discussione le piccole certezze e sicurezze ereditate dai padri e dai nonni per avventurarsi in una rischiosa terra di nessuno generata dallo scatenamento di tutte queste forze uscite dai cattivi esperimenti dei troppi apprendisti stregoni. La situazione che si sta formando imporrebbe leader politici ed economici di natura morale fortissima e di carattere straordinario supportati da funzionari fedeli e disinteressati e da una popolazione pronta a seguirli anche nelle difficoltà. Questo non è possibile perché non si può per decenni promettere il Paradiso dei consumi alle masse con gli annunci elettorali e il lavaggio del cervello pubblicitario e poi imporre ad esse le fatiche e le espiazioni del Purgatorio; quindi a quanto pare solo la durezza dello schianto con la realtà più amara ed aspra imporrà per forza ciò che con intelligenza e onestà si può far con minor danno o con sofferenze equamente ripartite. Del resto come può una umanità così vasta, egoista, difforme e violenta procedere secondo decenza e calcolo . L’impulso, la paura, il desiderio del possesso e del potere sono i motori delle decisioni e de la volontà in questi tempi e in questo modello industriale, oltre ad essere il naturale terreno di fondazione delle scelte politiche come di quelle individuali. Forse il Sesto Continente è apparso in questo momento per ricordare ai pochi che si sforzano di riflettere che quando ogni limite è superato solo la nudità della sopravvivenza conta. Come singoli e come realtà collettive.

IANA per FuturoIeri



sfoglia     gennaio   <<  1 | 2  >>   marzo
 







Blog letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom

ISCRIVITI: "no-globalizzazione" direttamente nella tua casella email