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  noglobalizzazione [ Forum di critica alla modernita' e a questo nocivo sviluppo ]
         


31 dicembre 2007

BUON 2008

Auguriamo un sereno 2008 a tutti i nostri visitatori (casuali o incalliti); soprattutto lo auguriamo alle persone oneste, coerenti e coraggiose, che quotidianamente pagano un prezzo salato per il lusso della propria condotta e di cui questo Paese e questo pianeta hanno tremendamente bisogno!

P.S.:  Come piccolo regalino, vogliamo segnalarvi che è da poco "on-line" l'ultima lettera di Ralph Nader, di cui forniamo in esclusiva una versione tradotta in italiano 
http://digilander.libero.it/amici.futuroieri/nader.htm

Associazione Futuro Ieri


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IL DISCORSO DI FINE ANNO DI BEPPE GRILLO
http://it.youtube.com/watch?v=dNQ9rjguwz0
 




29 dicembre 2007

BAFFINO D'ALEMA FRA UNIPOL/BNL, LE MORATORIE E I MORTACCI

Dopo aver detto del Tg1, divenuto una propaggine di Verissimo, il rotocalco gossipparo di Mediaset, ci vogliamo occupare oggi di una delle più colossali "bufale" spacciate dai mass media italiani.
Chiunque avrà udito notizia, fra le innumerevoli di cui invece non avrà mai traccia, dell'approvazione da parte dell'assemblea generale dell'Onu della risoluzione che invita gli Stati del pianeta ad una moratoria sulla pena di morte. Mercoledì 12 nessun quotidiano europeo apriva le sue prime pagine con questa notizia! Nessuno!
Ora, sgombriamo subito il campo dagli equivoci, noi siamo fermamente contrari all'uso abominevole della punizione capitale, poiché solo chi ha dato la vita o chi ne ha ricevuto dono può avere titolo a decretarne la fine.
Detto questo, non possiamo tacere dell'ipocrisia che gronda copiosa da quella risoluzione. Primo perché - come sappiamo bene da altre varie risoluzioni, per esempio quelle ad Israele relative ai territori palestinesi - questi atti di intenti nessuno se le fila, né se li è mai filati neppure in passato sin dall'epoca della Società delle Nazioni. Secondo perché non hanno nessuna cogenza di diritto internazionale in quanto non prevedono sanzioni. Terzo perché sono votati da Stati nessuno dei quali ha la coscienza veramente a posto.
Prendiamo il caso dell'Italia che è stata fra i Paesi che ha più trafficato per l'approvazione. Dove erano tutti gli esponenti politici pro-moratoria nei giorni, peraltro quasi gli stessi, in cui è venuto in visita a Roma il Dalai Lama, autorità morale e religiosa del popolo tibetano, da anni e anni oppresso e perseguitato dalla Repubblica "popolare" cinese? Nessuno si è degnato di riceverlo, tutti si sono defilati, chi per qualche inaugurazione fantasma, chi per un imprevisto, chi per un attacco di diarrea. Nessuno, né di centro-sinistra né di centro-destra. Tranne la lodevole eccezione di Beppe Grillo, oramai l'unica figura credibile di questo nostro povero Paese.
Sfiga ha voluto, però, che il giorno successivo all'approvazione della moratoria quattro persone venivano impiccate in Iran e due fatte secche in Cina per induzione alla prostituzione. Aspettiamo presto all'appello il Texas e altri Stati a stelle e strisce. In Iraq ed in Afghanistan, il problema non si pone neanche, visto che la gente salta in aria direttamente a domicilio. Una sorta di pena di morte pret-a-portet.
Ora, diciamolo. Se doveva essere uno spot per ricostruire la faccia politica di un personaggio abbondantemente squalificato come Massimo D'Alema, noto ai più col nomignolo di Baffino, responsabile di una delle più ignominiose guerre, quella del Kosovo, indagato oggi per le scalate dei furbetti del quartierino e ieri per la stecca che Primo Greganti portò in Botteghe Oscure e poi sparita nel nulla. Ecco, diciamolo, se doveva essere per questo, per beghe tutte italiane, bastava dirlo subito e non scomodare i funzionari Onu che dormono beatamente da decenni e che hanno ancora molto sonno da consumare. Altro che moratorie, ma li mortacci...




28 dicembre 2007

UNA DIVERSA CHIAVE DI LETTURA SULLA VICENDA DEGLI STUDENTI DI PERUGIA

La squallida vicenda dei ragazzini di Perugia, culminata con l'omicidio di Meredith Kercher, simboleggia meglio di un trattato di sociologia cosa significhi agli albori del terzo millennio il fenomeno epocale delle migrazioni e quello finora molto astratto dell'interculturalità.
Abbiamo letto le spiegazioni più svariate dell'episodio, da quelle criminologiche, a quelle sociali, a quelle di costume. Ma un tale abisso di perversione e abbrutimento, dato da una sessualità ancor peggio che venduta, svenduta, una depravazione degradante, non può esser letto come mero fatto di cronaca nera o come debita e auspicabile reclusione di tre o quattro imbecilli, pazzi scatenati. Occorre a nostro avviso, un elemento di analisi in più, un salto di qualità che dia quadratura vera la cerchio.
La ragazzina uccisa era inglese, la compagnuccia di casa è americana, il fidanzatino di questa un ragazzetto delle Puglie, il gestore del "pub" un giovane del Congo (sposato o solo accompagnato con una polacca), il quinto indagato un altro ragazzino della Costa d'Avorio poi ritrovato fuggiasco da amici in Germania.
Insomma, di perugini o umbri neanche l'ombra. Meglio così, data la vicenda, penseranno i cittadini di Perugia! In realtà, riflettendo con onestà, come non analizzare tutta questa vicenda come ennesimo frutto avvelenato della globalizzazione? Cioè dello sradicamento, della perdita di identità e annacquamento dei valori dati dal vissuto della propria tradizione.
Al pianto, comprensibile e dovuto, per una giovane vita tristemente cancellata, non aggiungiamoci quello da coccodrilli. This is the globalisation, baby!

                                    FUTURO IERI 
http://digilander.libero.it/amici.futuroieri




20 dicembre 2007

LA CRISI FINANZIARIA CONTINUERA', SARA' A TAPPE A PARTIRE DAL PROSSIMO ANNO

Se volete comprare casa, fatelo! I prezzi sono calati dappertutto, anzi, è meglio aspettare, caleranno ancora. Il grande malato (la finanza internazionale) sta ancora agonizzando.

In estate la banca d’affari Bear Stearns per sostenere due suoi fondi speculativi (hedge fund) appena nati e già fallimentari dovette iniettarvi un quarto del proprio capitale. Quei fondi si erano indebitati per comprare derivati garantiti da mutui contratti da persone insolventi. Nessuno vuole più certi titoli e le banche usano i loro capitali. Sono obbligazioni fuori mercato, possono essere sopravvalutate nei bilanci, ma il loro valore reale è vicino allo zero. Il problema è grave: il mercato internazionale è saturo di titoli che non valgono nulla. Vendono cartaccia!

Tenterò di offrirvi un chiarimento che è preliminare e sempre utile. Molti mutui degli insolventi sono stati comprati dalle banche di investimento con denaro preso a prestito e a basso costo e successivamente offerti come garanzie per obbligazioni che potevano contenerne migliaia; su questi mutui i debitori pagheranno (se possono) un interesse. Per di più, le obbligazioni sono state suddivise in varie «tranches» di rischio, ed ogni «tranche» - proprio perché ha poco mercato, non è normalmente scambiata - ha ricevuto una valutazione da una delle agenzie di rating. Dunque, non è stato il «mercato» a fare i prezzi, ma le agenzie che hanno assicurato: se comprate questa «tranche» essa vale tot. Le tranches hanno avuto rating diversi a seconda che siano finanziate dal fondo prima o dopo o praticamente mai. I rischi in teoria erano differenti, in realtà di rimborsabile c'è poco. Per esempio la tranches mediana aveva perso in estate un 40% se non si sapesse. Vuol dire che va venduta con uno sconto di tale percentuale.

Molte banche sono messe male da mesi e i nodi verranno presto al pettine: il prossimo anno dovranno restituire i soldi alle banche centrali, i prestiti sono sempre dilazionabili, ma ci sono gli interessi da pagare e alcuni avranno bisogno di nuovi sussidi. Vedremo nuove crisi modello Northern Rock, ne sono certo e non dimentichiamo che molti fondi pensione dei lavoratori americani hanno comprato quello sterco obbligazionario al prezzo valutato dalle agenzie di rating. C'è una lunga lista europea e asiatica, essa elenca i compratori di questi titoli - cartaccia.

Perché hanno comprato questi titoli? Li hanno comprati perché credevano di lucrare un bel 10 - 15% e consideravano come la verità rivelata i giudizi delle agenzie di rating. Ora sono nei guai e molta gente non lo sa. In futuro i giudizi delle agenzie verranno considerati come i bugiardini che vengono messi in certe medicine scadenti. Ma perché le obbligazioni non valgono nulla? Nessuno lo dice, sembra un mistero, invece la risposta è semplice: 2,2 milioni di americani che hanno contratto un mutuo «subprime» dal 1998 ad oggi hanno perso la loro casa per impossibilità di pagare i ratei dell’ipoteca; ovvero un debitore su cinque di quelli che hanno ottenuto tali prestiti nel 2005.

Crescono i sequestri di immobili crolla il mercato delle obbligazioni garantite da quelle ipoteche!

Il mercato delle obbligazioni coperte da mutui insolvibili valeva 800 miliardi di dollari, ora è destinato a crollare almeno di un 25% minimo ma poi verranno le altre obbligazioni coperte da debiti ed eventuali crisi aggiuntive. Il dimezzamento è dietro l'angolo. I finanzieri hanno in testa un'unica soluzione: spalmare il debito fra più azionisti di base da un lato e il richiamo dei prestiti dall'altro, l'economia sana sarà coinvolta. Per ora crescerà l'inflazione poi la crisi finanziaria globale arriverà. Molti economisti la ritengono inevitabile a partire dal prossimo anno. Torneremo sull'argomento.

Intanto sposto il discorso sulle banche d'affari, o meglio sulla Goldman Sachs. La particolarità di questa banca è quella di coniugare politica ed economia internazionale. E' potentissima, tanto da influenzare e condizionare i governi, anche quelli occidentali. Due esempi: l'amministrazione Bush e il governo Prodi. Per chi non lo sapesse il negromante di Bologna è un ex dirigente della suddetta banca. Tra le banche di affari è la più grande!

Come fa a condizionare l'amministrazione americana? E' semplice Hank Paulson è stato nominato ministro del tesoro nel 2006 da George Bush. Chi è questo signore? E' il presidente nonché direttore esecutivo ed azionista di riferimento di Goldman Sachs. E' stata una scelta tragica per Bush, il suo secondo grande errore dopo le guerre infinite: con questa nomina un soggetto che il ministero del tesoro dovrebbe controllare e divenuto controllore. Il collasso della finanza non è curabile se al ministero del tesoro ci sono questi personaggi. O meglio sono li proprio perché la situazione è grave e non sono possibili molte riforme. Questo ministro è legato alla finanza speculativa.

Un dato aggiuntivo: prima della nomina a ministro questo banchiere guadagnava quasi 40 milioni di dollari, dopo la nomina si contenterà di 170 mila dollari. Non è la fame ma non si lavora per la gloria. Bush è stato disastroso in politica estera, ma quando si parla di finanza azzera il suo sapere e le sue azioni, è crollato nei sondaggi, non ha seguito popolare che cosa poteva fare? I guai se li è cercati e la sua incapacità lo ha ricondotto verso quei poteri da cui dipende e che contano di più, per lui, dei voti degli elettori. Se i poteri forti sono usciti allo scoperto e con un anno di preavviso un motivo c'era ed abbiamo cominciato a vederlo da qualche mese: la tempesta finanziaria è molto pericolosa. In scala, riducendo tutte le proporzioni, il discorso fatto su Bush vale per Prodi, Padoa Schioppa e per un governo tecnico guidato da Draghi che potrebbe profilarsi all'orizzonte.

Amici di Futuro Ieri - Per approfondimenti
http://digilander.libero.it/amici.futuroieri/vaini.htm




17 dicembre 2007

CONSEGNATE IN PARLAMENTO LE 350.000 FIRME DEL V-DAY

Per chi non ne avesse avuta informazione (ed è molto probabile!)... 
 

14 Dicembre 2007
Un risciò per ripartire
Che bella gente ho visto questa mattina pedalando nelle strade di Roma. Troppo buona con me. Certo che se due ali di folla ti gridano “Sei er mejo” un po’ ti monti la testa. Mi sembrava di essere Cesare in trionfo sul risciò.
Quando sono arrivato a Palazzo Madama con gli scatoloni delle vostre firme mi sono svegliato da un bel sogno. Quello di un popolo libero senza pregiudicati per reati, anche gravissimi, in Parlamento. Marini mi ha ricevuto, è stato gentile.
Un funzionario del Senato mi ha protocollato con il numero 1936. Aveva della sabbia nelle tasche. Mi sono insospettito perchè la usava per benedire i moduli. Ha parlato di commi, procedure, integrazioni e di tampax. La legge popolare “Parlamento Pulito” potrebbe infatti essere “assorbita” nelle proposte legislative di Calderoli, quello della “porcata” che, per coerenza, va a passeggio con un maiale la domenica mattina. E questa è l’ipotesi migliore. Infatti le tre proposte di legge, nel pieno rispetto dell’iter costituzionale-parlamentare potrebbero essere subito affossate dalle commissioni parlamentari senza neppure una discussione in aula.
Ho spiegato a Marini che per la prima volta nella storia della Repubblica sono state raccolte 350.000 firme in un giorno per una legge popolare, che un milione e mezzo di persone VERE sono scese in piazza. E’ rimasto pensoso, credo che ci rifletterà almeno un quarto d’ora. Poi fumerà la pipa.
De Rita ha definito il nostro Paese nell’ultimo Rapporto Censis: “Una società mucillagine al posto dello sviluppo di popolo”. Il Rapporto Demos-La Repubblca ha fotografato “Un’Italia insicura, sfiduciata e stufa del vecchio che avanza”. Il New York Times ha scritto su di noi un articolo che sembra un necrologio.
Sono segnali che sveglierebbero i morti.
Il presidente Napolitano ha però dichiarato: “L’Italia non è quella di Grillo”. E ha ragione, è la sua Italia, della sua classe politica. Quella che si è insediata da trenta/quaranta/cinquant’anni nelle stanze del potere. Devo svelarvi un segreto: l’Italia è sotto il controllo delle pantere grigie. Che pensano per solidarietà alla pensione dei loro coetanei, ma non ai giovani che non l'avranno mai.
Cari politici, qualunque cosa questa parola significhi ormai, la ricreazione sta per finire. ( da www.beppegrillo.it )
       > http://digilander.libero.it/amici.futuroieri <




13 dicembre 2007

UN RICORDO LONTANO

Tanti anni fa quando ero alle prime classi delle elementari nella mia zona passava ogni tanto un tale che vendeva il formaggio a domicilio, a ripensarci oggi a distanza di tanti anni da quei ricordi lontani e sbiaditi degli anni settanta una cosa mi resta impressa che segna una differenza.   Quel tale che vendeva il formaggio si fermava a parlare con mio nonno che era anche suo “cliente”, in una certa misura il venditore aveva un rapporto personale che andava oltre lo stretto interesse.   La differenza è che oggi il cliente è un consumatore rappresentato dal codice a barre, il quale corrisponde ad una serie numerica di 0 e 1 dentro dei programmi che lo misurano, lo calcolano, lo pensano, ogni cliente e consumatore è integrato in una statistica, in un gruppo umano, in un segmento di mercato.  Il rapporto personale e di autentica comunicazione è finto, è un trucco pubblicitario, è un obbligo del rivenditore, oppure è impossibile.   Provi il gentile lettore a dialogare con una delle sue tante carte-fedeltà delle imprese di distribuzione, o ragionare dei casi suoi con una statistica che lo include nel numero degli umani presi in considerazione.  Chi scrive non vuole idealizzare il passato sia perché sarebbe ipocrita, sia perché non è giusto scappare all’indietro nel tempo cercando un comodo sollievo ai problemi del presente.  Chi scrive intende solo rimarcare la grande differenza che passa fra un cittadino, ossia di un umano integrato in un sistema di relazioni economiche e di vita, e un certo modello di consumatore che è un soggetto perlopiù passivo, plagiato dalla pubblicità e che facilmente può essere misurato, analizzato, e in una certa misura controllato attraverso ricerche di mercato e simili.   Occorre ripensare il concetto espresso dalla generica parola libertà anche per quelle genti che credono di averla a portata di mano, in questo inizio di nuovo millennio; è evidente che degli umani misurati, calcolati, indirizzati, scrutati dal loro sistema di consumo, vita e lavoro hanno in mano una libertà di qualità del tutto nuova che merita l’attenzione dei filosofi e degli storici e forse anche della pubblica opinione.   Sempre che quest’ultima voglia svegliarsi non più dal sonno della ragione, ma dallo stordimento quotidiano degli innumerevoli “consigli per gli acquisti”.  Forse sarà il fatale incontro di un sistema economico e di consumo che prevede una crescita infinita con i limiti delle risorse mondiali a far svegliare nel più brusco dei modi questa umanità fintamente e stupidamente felice e ricca.

IANA per Futuroieri




13 dicembre 2007

ANTICIPAZIONE: ALITALIA E’ DI AIRONE

Leggete bene la data e l’ora di questo commento. Sì perché vi anticipiamo una notizia che leggerete fra qualche ora o fra qualche giorno.

Il 49,9% delle azioni di Alitalia, nel portafoglio del Ministero del Tesoro, è già assegnato a Carlo Toto, “patron” di AirOne, che batte AirFrance/Klm.

Come facciamo a saperlo? Infatti non lo sappiamo, ma abbiamo – come chiunque ponga attenzione all’affaire – sufficienti elementi per prevederlo. Toto ha allacciato in questi mesi rapporti “strategici” con mezzo mondo politico, anzi con la quasi totalità. Perché, cari amici, è così che si fanno gli affari. Le cifre son di contorno. L’offerta dei francesi è sotto la maggior parte dei profili migliore, a partire dal cosiddetto piano esuberi, che per AirOne prevederebbe 2.700 licenziamenti, mentre per AirFrance il sostanziale reimpiego (più produttivo) di tutte le unità oggi nella, quasi ex, compagnia di bandiera italiana.

AirOne che compra Alitalia, ha scritto qualcuno, è come un negozio di camicie che compra la Rinascente. Ma tant’è!

Come dicevamo, se si esclude “la Sinistra e l’Arcobaleno”, cioè il ressemblement rosso-verde, tutto il quadro politico, dai famigerati Piddì e Pidielle, oggi sventola l’italianità della cordata di Toto (salvo poi fare la scimmietta rispetto alle galoppanti delocalizzazioni delle ditte italiane che lasciano le maestranze nostrali per strada...).

E’ un mondo davvero bizzarro, proprio in crisi.

A proposito: ma Alitalia non doveva essere venduta con una gara??? Come mai adesso alla chetichella di gara non si parla più, quali sarebbero – di grazia – i criteri oggettivi di assegnazione, a parte l’ “italianità”??? Mica faremo una vendita, di nuovo, stile Alfa Romeo o Telecom???

Associazione Futuro Ieri  http://digilander.libero.it/amici.futuroieri/vaini.htm




11 dicembre 2007

AFFOGARE

Affogare i dispiaceri nell’alcool.  Il quadro che offre il quotidiano City del 6/12 è inquietante, esso fin dalla prima pagina richiama il fatto che in Europa sono 7 milioni gli adulti che sono stati coinvolti in risse dopo aver bevuto; si afferma inoltre che in Italia si comincia a bere a 12 anni e in Europa a 14.  L’articolo nelle pagine interne ricorda che in “Europa l’alcool droga 23 milioni di persone”.  Una ricerca del 2003, citata dal giornale, indica i costi economici causati dall’abuso di alcool in Europa nel numero di 33 miliardi di euro, i morti causati dall’abuso sarebbero stimati annualmente nel numero di  195 mila in Europa e 25 mila in Italia.   Per chi scrive è evidente che cresce in Europa un malessere profondo che trova anche in questa stampella un sostegno alla fatica e al male di vivere.  Per la verità il problema dell’alcolismo e della degenerazione dall’abuso esiste fin dalla notte dei tempi, e forse a ben pensarci l’alcool è nel “vecchio mondo” una droga legale consacrata dalla storia e dalla cultura.   Eppure adesso c’è la novità, che fa il paio con l’incremento del consumo delle sostanze stupefacenti fra cui la cocaina, qui le dimensioni del fenomeno sono nuove e par di capire in ascesa.  Perché ciò che affoga in questo presente per tanti cittadini europei è la speranza, vi è una profonda infelicità in questa finta società del benessere; un vero e proprio male di vivere che s’accompagna ad ogni sorta di fallimenti individuali e collettivi.  Qui chi scrive vuol ricordare come l’adesione, in Italia rozzamente acritica e mitigata solo dalla difficoltà di applicare le leggi in presenza di interessi e situazioni particolari, di tanta parte della classe dirigente europea ai dettati dell’ideologia neo-liberale e alle logiche del mercato selvaggio ha indebolito quando non snaturato lo stato sociale.  Dietro il vecchio stato sociale non c’era solo una stagione politica ed economica che attraversò il dopoguerra fino agli anni settanta, ma un modo di stare assieme e delle garanzie sociali per tutti, liquidare quel sistema ha un prezzo ed è una maggior insicurezza collettiva.  Questa condizione dovrebbe essere giustificata dall’incremento di competitività e da maggiori possibilità di guadagni individuali che dovrebbero poi ricadere su tutta la popolazione.   Purtroppo a fronte di questo smantellamento del passato questo presente non pare aver mantenuto la promessa.  Minoranze di ricchi sono diventate potentissime, i gruppi di pressione hanno rafforzato la loro capacità d’intervento e di condizionamento politico a livello continentale, una ristretta minoranza della popolazione europea si gode i benefici della competitività e del successo individuale, gli altri, che sono la maggior parte, non sono invece della partita.

E’ forse venuto il tempo di dire che ciò che accade non è maledizione o una legge divina ma il portato di azioni integralmente umane, ambiziose quando non temerarie, fallibili,  errate. Quello che comunemente è detto essere una legge di mercato dal vago sapore della volontà divina altro non è che la decostruzione e ricostruzione di un mondo umano, troppo umano.

IANA per Futuroieri




9 dicembre 2007

VALORI 2

Un sistema politico che sia anche concreta realtà economica e sociale e sia strutturato e burocratizzato deve prima o poi uscire da una condizione primitiva di pirateria e banditismo e fondarsi su dei valori comprensibili e riconosciuti almeno dai facenti parte di quella comunità. I valori condivisi non sono cose da poco, limitano e giustificano le forme politiche nelle quali si esprime una data civiltà o una cultura sviluppata, danno un senso alla vita delle moltitudini di umani che ne fanno parte, mettono assieme gruppi umani altrimenti conflittuali o disorientati su un canovaccio minimo di regole e buoni propositi, creano una morale e il rispetto condiviso della legge, prospettano spesso in un orizzonte profetico un futuro per le nuove generazioni nel segno della continuità e della conformità alle regole e alle leggi. Al tempo dell’età dei Lumi si associava alla tirannide il fondamento dell’uso della paura, la monarchia e l’aristocrazia erano rese salde e credibili dal concetto dell’onore, le Repubbliche si dovevano fondare sulle virtù dei cittadini. Queste democrazie del “sedicente occidente” sono entrate in crisi anche perché i veri valori che sono riconducibili al comune agire e vivere sono impregnati di nichilismo e di volontà autodistruttiva, di cieco egoismo amorale e a tratti inumano reso chimico e sintetico dall’uso di psicofarmaci e stupefacenti che sono i nuovi pilastri psicologici di molti umani, anche giovani. I valori non creduti e ritenuti non utili sono propagandati come virus folli che viaggiano come le spam nella rete. Essi sono tendenzialmente: “altruismo, rispetto per le differenze e per l’ambiente, compassione per il prossimo, forza morale e spirituale, curiosità, amore nelle più vaste interpretazioni”. Per quello che è il vero assoluto e unico valore del sistema del sedicente “occidente” che è il Dio-denaro permane la difficoltà a riconoscerlo come ragione e fine di ogni agire e vivere in questo sistema complesso: forse perché esso non fonda la civiltà ma può distruggerla. Del resto il fondamento di un sistema di potere incentrato su di esso non sembra neanche l’egoismo o l’avidità quanto al contrario la viltà di coloro che temono l’onta della povertà e della perdita del rango sociale.

IANA per Futuroieri
http://digilander.libero.it/amici.futuroieri




7 dicembre 2007

PER CAPIRE MEGLIO LA VICENDA FORLEO E DE MAGISTRIS, CUI VA TUTTA LA NOSTRA SOLIDARIETA'

Alcune analisi imperdibili sulla gravissima vicenda dei magistrati Forleo (indagine (Unipol/Bnl) e De Magistris (indagine Why Not)...


Io rubo, tu tieni il sacco, lui fa il palo

( da http://www.voglioscendere.ilcannocchiale.it )
Sabato ho partecipato a Catanzaro al convegno per la presentazione del numero speciale di MicroMega dedicato al caso Calabria col titolo (tratto da una splendida frase di Vaclav Havel) “La legalità è il potere dei senza potere”. C’erano giuristi, avvocati, giornalisti, un sacerdote, Sonia Alfano, i ragazzi di Ammazzatecitutti, tanti cittadini e alcuni magistrati (i pochi che, a Napoli, hanno osato rompere il silenzio della magistratura associata e castale, firmando un appello di Marco Del Gaudio e Raffaello Magi per solidarizzare con De Magistris).
C’era anche il pm Luigi De Magistris, che s’è limitato a un saluto, ribadendo che intende continuare a fare il magistrato fino alla pensione, e intende farlo solo in Calabria. Già, perché da questa settimana comparirà, in contemporanea con Clementina Forleo, dinanzi al Csm per affrontare la prima delle prove che lo attendono nei prossimi mesi: il procedimento disciplinare intentatogli all’unisono dal cosiddetto ministro della Giustizia Mastella e dal Pg della Cassazione, cui seguirà il 17 dicembre la decisione sulla richiesta del cosiddetto ministro Mastella di trasferirlo d’urgenza, in via cautelare, lontano dalla Calabria.
Nel convegno di Catanzaro, ci siamo ritrovati tutti d’accordo su un punto fondamentale: il “caso De Magistris” e il “caso Forleo” non esistono. Esiste il caso, ben più generale e pericoloso, di un grumo trasversale di potere e di poteri, non soltanto politici, che non vogliono farsi processare, anzi vogliono continuare a rubare possibilmente indisturbati, e hanno scelto le vicende della Calabria e delle scalate bancarie per sperimentare un nuovo tipo di rapporto fra politica, economia, informazione e magistratura. Riscrivendo i princìpi di Montesquieu e svuotando la Costituzione repubblicana, sognano una nuova divisione dei poteri, che suona pressappoco così: politica ed economia rubano, l’informazione tiene il sacco e la magistratura fa il palo. Questa è la partita che si apre da oggi al Csm. Al convegno, ha voluto essere presente a distanza anche lo scrittore Antonio Tabucchi, con un intervento scritto che compare sul sito
www.micromega.net .

Segnalazioni:
Anche la corte d'appello da ragione a Marco Travaglio e Daniele Luttazzi per l'intervista a Satyricon del 14 marzo 2001.
La sentenza .

 

Nessuno tocchi Clementina

( da www.beppegrillo.it )

La magistratura in Italia è indipendente dal potere politico. Così indipendente da avere nel Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), in qualità di presidente, il diessino Giorgio Napolitano e, come vice presidente, il biancofiore Nicola Mancino. Il tutto per garantire gli equilibri istituzionali (a favore della politica).
“Il CSM è l'organo di autogoverno della Magistratura; tramite la previsione del CSM, i costituenti hanno teso a garantire l'autonomia e l'indipendenza della magistratura dagli altri poteri dello Stato, in particolare da quello esecutivo.” (
Wikipedia). Autonomia, indipendenza?
Il CSM ha dieci commissioni. La prima, che si occupa delle inchieste sui magistrati, è composta da: Patrono Antonio (presidente), Vacca Letizia (vicepresidente), Anedda Gianfranco, Pepino Livio, Roia Mario, Arcuri Maurizio, Lignola Ferdinando, Brancaccio Matilde, Digilio Maria. Una commissione talmente autonoma e indipendente che alcuni suoi membri sono messi in quota, pubblicamente, ai partiti: Vacca (Pdci), Anedda (An). Cosa vuol dire essere messi in quota? Fare gli aquiloni per Diliberto e Fini?
Il CSM dovrebbe riferire agli italiani, non ai partiti perchè, se riferisce ai partiti, se ha a capo esponenti di partito, allora succede che la Forleo è trasferita, umiliata, scippata dell’indagine Unipol (che tocca due partiti: Ds e ex-Forza Italia) e accusata non si sa più di che cosa:
“La Prima Commissione del Consiglio Superiore della Magistratura ha deliberato all’unanimità l’apertura della procedura per incompatibilità ai sensi dell’art. 2 della Legge sulle Guarentigie nei confronti della dott.ssa Mariaclementina Forleo, giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Milano, in relazione a situazioni di grave disagio determinatesi nell’ambiente nel quale ella svolge le proprie funzioni giudiziarie e a dichiarazioni pubbliche rese dal magistrato relativamente ad interferenze ed intimidazioni istituzionali subìte, che non hanno trovato riscontro nell’istruttoria svolta”.
www.csm.it
La vicepresidente dilibertiana della commissione Vacca ha spiegato: “Le sue dichiarazioni (della Forleo, ndr), eccessive, forzate e gravissime, hanno creato preoccupazione negli ambienti giudiziari e sono state lesive dell’immagine dei magistrati di Milano, che si sono sentiti offesi. Il nostro problema è riportare la serenità negli uffici giudiziari di Milano. Lo spirito che ci muove non è certo persecutorio nei confronti di Forleo” assicura Vacca, che intanto però pronuncia un giudizio durissimo sul magistrato milanese e sul pm di Catanzaro Luigi De Magistris, anche lui, nei prossimi giorni, oggetto di una pronuncia della Prima Commissione: “Sono cattivi magistrati”. “Dire ‘ho fatto il nome di D’Alema e per questo mi perseguitano, non è un sillogismo che può valere. Questa non è una magistratura seria e questi comportamenti sono devastanti. I magistrati devono fare le inchieste e non gli eroi; altrimenti sono figure negative”.
Oliviero, hai qualcosa da aggiungere o sei troppo impegnato a Ballarò?
Il CSM deve cambiare nome in Consiglio Superiore della Magistratura sotto Tutela Politica, CSMTP, oppure rispondere ai suoi veri datori di lavoro, i cittadini. Rendere pubbliche le sedute in cui si sanzionano magistrati coraggiosi come la Forleo e si insabbia l’inchiesta Unipol. Forza Clementina, non sei sola.
Invito i cittadini a scrivere il loro pensiero sulla sentenza della prima commissione direttamente al presidente del CSM, Giorgio Napolitano:
clicca.

Ps: Ricevo e pubblico una precisazione del deputato del PDCI Elias Vacca.
Ho letto come mia abitudine il post di oggi ed essendomi a suo tempo registrato ho inserito il seguente commento. Mi dispiace che la cognonimia con la persona di cui si parla nel post e la riferibilità, pur in diversi ruoli, alla stessa area politica mi esponga ingiustamente all'equivoco ed alla possibilità di un integrale travisamento della mia posizione. Mi rendo conto che Vacca contro Vacca è meno elegante che Kramer contro Kramer, ma...è così, basta leggere le agenzie di ieri l'altro ed il Corriere della Sera di ieri. Sarebbe preferibile considerato il caso di omonimia e di coincidenza di sigle che quando si parla di "VACCA-PDCI" si specificasse di volta in volta il nome proprio, considerato che il sottoscritto ELIAS VACCA-deputato del PDCI-sul Corriere della Sera e su La Repubblica di ieri ha espresso considerazioni diametralmente opposte a quelle della quasi omonima LETIZIA VACCA (non deputato ma membro del CSM) sul caso Forleo.Nello specifico il sottoscritto ha affermato che salve le critiche di merito ad aspetti tecnici dei provvedimenti della Forleo, come di qualsiasi altro magistrato, il provvedimento invocato nei confronti della Forleo è SPROPOSITATO.Detto commento è stato ripreso dal Corriere in un trafiletto dal titolo "SCONTRO TRA OMONIMI NEL PDCI". Non specificare quindi i nomi e non citare neppure il mio commento nel post mi espone ingiustamente (ed in parte espone il PDCI che evidentemente in sede politica è rappresentato dai deputati e senatori) ad una ingiusta critica." Elias Vacca

 

A proposito della Forleo e di D’Alema. E di Latorre. E del CSM.

( da www.olivierobeha.it )
Affido alla rete quello che la rete della informazione stampata e audiovisiva evidentemente non vuole sapere. Se no, dopo che oggi alcuni giornali riportano le parole del Gip Clementina Forleo, appena “scaricata” dal CSM per una sfilza di incompatibilità, la quale interrogata in Procura a Brescia mi cita con nome e (quasi) cognome come destinatario insieme ad Elio Veltri delle confidenze su lei medesima dell’ex giudice ed ex senatore Pci, Ferdinando Imposimato, forse qualcuno mi avrebbe chiesto o permesso di scriverne. Oppure almeno avrebbero provato a sentire la mia minima “campana”.
Che suona così. Più volte, prima e dopo l’estate, Imposimato mi ha detto esplicitamente di pesanti influenze sul CSM da parte dei coinvolti dei Ds, il solito trio (adesso del Partito Democratico), e perfino del Quirinale, affinché la Forleo venisse delegittimata. Con la delegittimazione della Forleo, sempre secondo Imposimato, evidentemente uomo dotato di perfette capacità divinatorie secondo quel che sta accadendo, ne  sarebbe uscita “depotenziata” o  addirittura “nebulizzata” l’ipotesi di reato sulle scalate bancarie concernente sia non parlamentari che appunto parlamentari, i tre Orazi e i tre Curiazi di destra e sinistra. E mai Imposimato me ne ha parlato come fossero sue supposizioni, ma sempre come informazioni ricevute. Questo per quel che mi riguarda, tanto che di ciò in forma chiarissima ho anche scritto una nota per le agenzie di stampa in nome della Lista Civica Nazionale.
Per il resto, rilevo con preoccupazione e dolore che mentre la Forleo è fuori gioco l’inchiesta su quel maleodorante intreccio intercettato è ferma (o “sotto controllo”) per tutti i parlamentari, e sfido l’opinione pubblica nella sua stragrande maggioranza a farsi un’idea diversa da quella che ci vogliono comunicare. E cioè:  la Forleo sarà pure per bene, ma è una psicolabile e una pasticciona. Questo dunque tinge di inverosimiglianza tutta la faccenda dalemiana e consortiana. E così sembra quasi logico che di come siano e che cosa combinino invece quelli che ci governano e trafficano in banche in odore di reati neppure troppo trascurabili nessuno parli. Il caso D’Alema è diventato insomma il caso Forleo, come volevasi dimostrare e come si tenta di fare con successo per il caso De Magistris in luogo di un’inchiesta da far tremare il Palazzo.
Tutto ciò ha un nome: golpe bianco, ovvero furto di democrazia. Se poi qualcuno in questo Paese dovesse svegliarsi, preparatevi e prepariamoci al peggio. Ma se così, ce lo saremo andati a cercare.



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