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31 ottobre 2007

EMERGENZA INCENERITORI

Il partito della diossina non si è sciolto anzi lavora al suo progetto di costruire 100 inceneritori in Italia, uno per provincia. La salute viene dopo gli affari e i guadagni. Questo era e resta uno dei punti programmatici principali del PDS e si nasconde dietro un ambientalismo di facciata.

L'attacco alla salute pubblica fatto il 4 ottobre da Bersani con la sua richiesta di sanzioni disciplinari contro l'Ordine regionale dei Medici dell'Emilia Romagna è una emergenza democratica e deve servire a far prendere coscienza dell'emergenza sanitaria che si legge nelle ricerche medico/scientifiche in materia che molti medici hanno reso pubblico.

Bersani rappresenta nel Governo Prodi il mantenimento dei finanziamenti truffaldini dei CIP-6. Anche noi ci uniamo, forse con un po' di ritardo alla denuncia dei veri difensori della salute degli italiani tra i quali spiccano Beppe grillo e il dottor Montanari. Ricordiamo che essi sognano di realizzare un inceneritore a Campi Bisenzio!

Associazione Futuro Ieri

 

Per vedere nel dettaglio la polemica e la vicenda clicca su:

http://digilander.libero.it/amici.futuroieri

quindi clicca sulla casella GREPPIA ITALIA




26 ottobre 2007

EMINENTI BUROCRATI DEL P.D. (DOVE D STA PER DUROCRATICO)

Ci sembra interessante che i nostri amici internauti conoscano certi personaggi pubblici la cui ambizione è inferiore solo alla loro insensibilità sociale. Non faremo i nomi ma chi è intelligente capirà di chi si tratta. Si dice che il professor              sia esperto di lavoro. infatti ha studiato molto quello degli altri ed è ossessionato dagli sprechi tanto che ha scritto il libro "I nullafacenti". Egli ha un curriculum tutto particolare. Si iscrisse alla CGIL - FIOM da giovanissimo e nel 1969 divenne dirigente, aveva 20 anni. Si occupò del mondo del lavoro per 10 anni, senza aver passato troppi anni in fabbrica. Nel 1979           venne eletto alla Camera dei deputati, ed entrò in Commissione Lavoro. Vi restò solo 4 anni, ma maturò una ricca pensione che inizierà a riscuotere dal 2009. Durante la sua attività di parlamentare fu anche assunto come ricercatore all’Università di Milano. Nel 1986 diviene docente di Diritto del lavoro dopo concorso. Ecco come si diventa esperto di lavoro e riformatore, una carriera fulminante, ha sempre bruciato le tappe. A questo punto ci soffermiamo un momento sulla sua attività legislativa. Quando arrivò in parlamento (a legislatura iniziata da qualche mese) la Legge Mosca era in vigore (n. 252 del 1974), essa consentiva a chi avesse collaborato con partiti e sindacati di vedersi regolarizzata la propria posizione contributiva scaricando i costi sulla fiscalità complessiva, bastava una certificazione presentata dal partito o dal sindacato. In buona sostanza questa legge “avvantaggiava” le posizioni di migliaia di burocrati che risultarono essere stati dirigenti sin dalle scuole medie. Questa orda di oltre 40.000 veri nulla facenti è costata alle casse dello stato tanti miliardi.          si occupò subito dell'ennesima ed ultima proroga di questa legge aggiungendo la sua firma alla proposta di legge numero 291 avente a titolo “Riapertura di termini in materia di posizione previdenziale di talune categorie di lavoratori dipendenti pubblici e privati”. Questo progetto di legge favorì spudoratamente i sindacalisti come lui e contribuì a quella voragine nei conti pubblici che il professore propone oggi di sanare con i sacrifici e il duro lavoro (degli altri). A lui restano due ottime pensioni cumulabili (parlamentare + professore universitario) e forse altre due dato che è stato anche sindacalista e giornalista. La sua carriera politica (si spera) dovrebbe essere finita.

Diverso è il caso dell'altro burocrate. Quel             che fa carriera passando da un disastro all'altro e da un'inchiesta giudiziaria all'altra. Alla fine arriva sempre una nuova promozione. Il politico fa grandi sogni. E' un rampollo di quella classe dirigente che non sacrifica mai nulla dei suoi privilegi, soprattutto è un collaboratore fidato dell'attuale ministro degli esteri che lo valorizza e promuove. In realtà quando divenne ministro dei trasporti a molti genovesi si drizzarono i capelli, conoscevano la sua attitudine a combinare incredibili sconquassi. Da un paio d’anni ha un'idea fissa, costruire la Gronda del Ponente ovvero vuole compiere un nuovo scempio a Genova. Questa grande opera dovrebbe risolvere il problema del traffico genovese: consiste in un grande ponte ad otto corsie che scavalcherà la Val Polcevera e immetterà il traffico di autoveicoli proveniente dalla Genova - Serravalle - Milano verso una grande e per ora ipotetica autostrada che dovrebbe giungere fino a Livorno. I lavori dovrebbero iniziare dal grande ponte anche se l'autostrada resta poco più di una mulattiera scoscesa e pericolosa. Insomma si vuole costruire un grande ponte per una piccola autostrada. Il progetto è assurdo,            lo ha presentato due volte ma la commissione competente lo ha bocciato. Il nostro ambizioso politico ritenterà, sono in ballo tanti soldi e Società Autostrade ha già presentato ricorso: questo ente pare essere il vero «ispiratore» di tutto. La Società Autostrade non tiene conto delle tante opposizioni, vuole realizzare il ponte e ha fretta. In regione nel frattempo si lavora, si sta cercando di far passare una legge regionale sugli espropri perché la Val Polcevera è una delle zone più densamente popolate dell’area metropolitana genovese. Una zona che un tempo era il cuore della Genova industriale e che oggi cerca con ogni mezzo di non diventare territorio abbandonato. La zona ha una forte percentuale di immigrati e una disoccupazione preoccupante, ma non è ancora una favela. Le resistenze al degrado sono organizzate grazie all'impegno dagli abitanti che cercano di sfuggire a un destino di precariato.                non vuole aiutare questa gente, lui pensa alla demolizione del vecchio ponte autostradale nonostante i rischi di disastro ambientale, il collasso della viabilità dell’unica arteria della valle e lo strangolamento di migliaia di negozi, laboratori, officine, piccole imprese, locali pubblici. La prima mossa sarà l'espropriazione e la demolizione di non meno di 800 alloggi. Serve una legge regionale che consenta di compiere gli espropri velocemente per evitare ritardi, anche se butterà sul lastrico migliaia di cittadini che spesso hanno tirato su quelle casette contraendo mutui che non hanno ancora finito di pagare. Le ruspe stanno accendendo i motori e saranno pochi i cittadini che guadagneranno con l'esproprio delle case, forse i soliti furbi. Ai cittadini onesti che perderanno la casa la nuova legge riserverà un compenso pari al 35% del valore erogabile in un tempo medio di 10 -15 anni. Se si trattasse di un rustico in campagna, una terza casa o quarta casa di un proprietario agiato non sarebbe la morte di nessuno. Se si tratta dell’unica casa di un lavoratore, di un pensionato, magari con figlio disoccupato a carico o di un immigrato allora la situazione cambia. Parliamo di gente che ha firmato cambiali. Di fatto si tratta di una condanna a morte. Saranno stritolati dal meccanismo messo in moto da Società Autostrade. Queste persone si sono riunite in un comitato il cui link del blog è (http://www.antigronda.splinder.com) che si è distinto per numerose iniziative di lotta.

In Regione i collaboratori di              hanno proposto di risolvere il problema degli espropriati insieme a quello della collocazione dei Rom realizzando un campo negli stabilimenti abbandonati dalla Miralanza. Ci porteranno container e prefabbricati ed ecco pronta una bella soluzione abitativa per tutti, una bella baraccopoli. E la gente non dovrebbe lamentarsi secondo loro! Non è uno scherzo, è tutto vero. E l'emergenza la stanno creando loro, che vedono tante modeste case come intralci per i loro progetti. Gli uomini di           hanno anche detto: <<Se viene fatta resistenza è per «immaturità democratica» e per, diciamocelo, un neppure troppo sotterraneo razzismo. E pensare che ci sono migliaia di genovesi che aspettano da anni l’assegnazione di un alloggio!>>

Questa è la nozione di Bene Comune con cui dovranno confrontarsi gli espropriati. Il potere unisce la casta dominante da anni, ma i segnali di insofferenza si fanno ogni giorni più forti.

 

Chi avesse riconosciuto i protagonisti può lasciare un commento o mandare una email a:

amici.futuroieri@libero.it
 




22 ottobre 2007

IL BAVAGLIO A INTERNET ED IL TRISTE PALAZZO

Dalle ultime notizie, riportate dal Manifesto di Domenica 21/10, sembra che il ministro Gentiloni, alla luce delle critiche mosse da Grillo e dal popolo del web, abbia rimesso in discussione la contestata legge per l’obbligo di registrazione dei siti web e dei blog. Una legge curiosa che prevedeva la registrazione, con tassa par di capire, per i siti e i  blog e l’obbligo di iscriversi ad un registro tenuto dall’autorità della Tlc. Nel momento che il governo è contestato e le proteste di Grillo via web, e non solo, hanno scoperchiato il malcontento generale, anche quello truce, ecco che si concretizza uno strumento di controllo e di possibile repressione. Male che vada i siti web politicamente scomodi faranno come gli antifascisti al tempo del DVCE o i patrioti sotto i Borboni, emigreranno per mare o oltralpe in cerca di più libere e nobili patrie telematiche. Comunque sia un risultato è arrivato: sono cadute le maschere liberali, democratiche, socialdemocraticheggianti, riformatrici, della sedicente classe dirigente. Le maschere, cadendo, si sono portate via la carne ed è rimasto lo scarnificato teschio della solita  italietta Crispina. Anche stavolta, in questo 2007, a sessanta lunghi anni dalla promulgazione della Costituzione si ripropone la distanza fra il Paese reale e il triste Palazzo della politica e del “potere”.
IA.NA
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Per approfondimenti e affini: http://digilander.libero.it/amici.futuroieri

 




19 ottobre 2007

LA CRISI DEI MUTUI CRESCE E SUPERA LE FRONTIERE

Nessun paese del mondo sarà immune dalle prossime crisi economiche che saranno provocate dalla crisi finanziaria internazionale, nemmeno l'Italia. Prima di tutto la crisi è in corso, si è solo momentaneamente spostata dal reparto della borsa valori che tratta i titoli bancari a quello che quota le monete e il dato è lento ma costante: l'euro cresce, e crescerà può arrivare fino a 1.45 nelle prossime settimane e il petrolio corre verso i 90 dollari.

C'è anche un secondo effetto, parlo dell'economia reale e a questo proposito va ricordato che nel mese di settembre sono calati del 40% (rispetto a giugno, cioè prima delle ferie) i compromessi di acquisto di una casa. La causa evidente di tale crollo è la paura di contrarre un mutuo. La paura è giustificata, chi ha un mutuo a tasso variabile potrebbe dimostrarlo, gli interessi stanno lievitando in modo impressionante, anche del 30%, ovvero 300.000 lire in più al mese. Uso le lire perché si capisce meglio la dimensione del fenomeno nascosto dietro 160 euro in più o in meno. E parlo di mutui molto diffusi ovvero un mutuo trentennale da 100 mila euro, per cui la rata mensile passa da 427 euro a 587.

L'Italia è raggiunta dalla crisi anche in un altro modo, l'ho capito seguendo il Vaffa day di Beppe Grillo per televisione. La diretta era interrotta di tanto in tanto da messaggi pubblicitari di un solo tipo: si vedevano tante persone felici di aver preso un prestito e la cosa stonava parecchio.

Il punto è questo: si vuole far spendere la gente fino al punto di offrire oggi tanti nuovi mini mutui senza garanzie. Siamo all'avvelenamento deliberato, alla roulette russa con la pistola carica. Ma è un canto di sirene. Una truffa fuori tempo massimo che dimostra ancora una volta che il paese non è pronto ad affrontare le crisi che verranno. Si l'Italia sarà investita dalla crisi dei mutui, ma occorre precisare. La crisi investirà per prime le famiglie e le ultime piccole industrie operose che chiuderanno e a causa di una super inflazione e di un cambio che chiude le porte agli esportatori. Le banche hanno ancora qualche asso nella manica per barare, ma non tutte.

Per ora il virus infetta l'edilizia e il calo colpisce un settore con 2 milioni di addetti, il 27% degli occupati industriali e quasi il 10% del prodotto lordo, ci sarà tempo per parlare di banche quando tanta gente non potrà pagare i mutui come nel caso dei contadini sardi impoveriti dalle banche e che hanno avuto un minimo di spazio dalla stampa nazionale.

 

Per approfondimenti dai un’occhiata anche al sito:

http://digilander.libero.it/amici.futuroieri 




17 ottobre 2007

SAGGIO SUL PREZZO DEL PANE

Tutti si sono resi conto del rincaro dei prodotti alimentari dato che si tratta di aumenti folli: 80% sul mais e 50% sul grano in pochi mesi. La situazione non migliorerà, anzi arrivano cattive notizie: la Siria ha bloccato l’export del grano, il Canada non ne venderà fino a Novembre e l'Australia ha ridotto la produzione. A cosa sono dovuti questi rialzi dei prezzi? I fattori principali sono due:

1) la speculazione finanziaria;

2) la lunga catena distributiva.

LE SPECULAZIONI SUL GRANO PARTONO DALLA BORSA DI CHICAGO

La Borsa di Chicago è il più grande mercato del mondo del frumento e si chiama Cbot. L'incremento delle quotazioni del frumento, dall’11 aprile all’11 settembre 2007, è stato di circa il 55% con un trend sempre in crescita, mentre quello del mais, nello stesso periodo, ha avuto un trend oscillante. Infatti, mentre da aprile fino all’inizio di luglio il trend è sempre stato in crescita, successivamente ha avuto un calo. Poiché il mercato di queste due prodotti è strettamente interdipendente si può sostenere, senza ombra di dubbio, che a determinare questo andamento sono intervenuti capitali speculativi, i quali, hanno agito sul mercato del mais mentre in queste settimane sono entrati nel mercato del grano, determinando un aumento dei prezzi in tutto il mondo, anche dei prodotti derivati es.: pane, pasta. LA PENURIA alimentare NON E' NATURALE. Molti agricoltori sono stati incentivati a passare a colture diverse dal grano e il prezzo è salito.


LA CATENA DISTRIBUTIVA

A questo punto ci poniamo una nuova domanda: è possibile che una nazione che consuma la pasta come l’Italia debba dipendere dal grano dell’Australia, della Siria o degli Stati Uniti? Purtroppo si, perché il mercato alimentare è impazzito. Tutto deve viaggiare come dice Beppe Grillo. Noi mangiamo pomodori e arance provenienti da Israele. L'Olanda è il primo esportatore di arance e non ha aranceti; ha i depositi dei grandi gruppi di distribuzione e le infrastrutture per lo stoccaggio e il commercio. Ma la cosa più incredibile è che non si trova traccia nei mass-media di questi problemi, forse perché è meglio dare la colpa alla Cina.

 

Per leggere o riprodurre l'intero saggio visita il sito:

http://digilander.libero.it/amici.futuroieri

subito dopo clicca sul riquadro dove è scritto PECUNIA POWER

 

PER APPROFONDIMENTI VEDI ANCHE

dove è scritto MONDO PICCINO


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15 ottobre 2007

LA SOMMA INUTILITA’ DEL PARTITO (PSEUDO) DEMOCRATICO

Qualcuno ci ha chiesto come mai non abbiamo disvelato l’ipocrisia sottostante il nascituro Partito (pseudo) Democratico, qualcun altro ci ha invece detto di prendervi parte per orientarne un po’ meglio la bussola. Sia agli uni che agli altri rispondiamo: perché del Partito (pseudo) Democratico a noi non importa un piffero!

E’ una cosa vecchia, quasi decrepita, prima ancora di nascere, chi sa dirci a cosa serve? Possiamo capire a chi serve, ma nessuno ha detto o scritto a cosa serve, salvo spartirsi le agognate poltrone e poltroncine.

E’ ammuffito perché si tratta del tentativo, peraltro patetico, di un’accolita di tardo catto-comunisti che si mette a fare il verso agli Yankee, quando ormai l’America non è più le “dream-roads” ma un Paese in grandissima crisi politica e culturale.

Non è neppure un tentativo di rianimare l’agonizzante democrazia italiana, o più in generale occidentale, visto che la gente era chiamata a votare liste bloccate secondo il meccanismo elettorale meglio noto come “Porcellum” alla Calderoli.

E non è neppure lo sforzo di ricambio di una classe politica screditata - non solo dai Vaffa che quotidianamente si piglia, ma da un’arroganza di casta che non vuole mettere neanche lontanamente in discussione - dal momento che le liste pro o contro Wòlter Camomilla Veltroni erano inzeppate dei soliti arnesi diessini o margheritini.

Ecco perché non ce ne siamo voluti occupare finora e vi chiediamo scusa di avervi sottratto adesso secondi preziosi.

 

Per approfondire le tematiche italiane:

http://digilander.libero.it/amici.futuroieri/greppia.htm




12 ottobre 2007

CHI HA LO STIPENDIO PIÙ ALTO NEL PARLAMENTO EUROPEO?

Gli stipendi degli europarlamentari italiani sono di gran lunga i più alti, i più onerosi per le finanze della pubblica amministrazione. Sarà che i nostri politici sono dei fuoriclasse e meritano di essere pagati molto? Nella classifica Ue i parlamentari italiani percepiscono in un mese 12.007,03 €, quasi quanto un lettone prende in un anno. Ecco le buste paga annuali:

1 - Italia 144.084,36 €

2 - Austria 106.583 €

3 - Olanda 86.125 €

4 - Germania 84.108 €

5 - Irlanda 82.065 €

6 - Gran Bretagna 81.600 €

7 - Belgio 72.017 €

8 - Danimarca 69.264 €

9 - Grecia 68.575 €

10 - Lussemburgo 66.432 €

11 - Francia 62.779 €

12 - Finlandia 59.640 €

13 - Svezia 57.000 €

14 - Slovenia 50.400 €

15 - Cipro 48.960 €

16 - Portogallo 41.387 €

17 - Spagna 35.052 €

18 - Slovacchia 25.920 €

19 - Rep. Ceca 24.180 €

20 - Estonia 23.064 €

21 - Malta 15.768 €

22 - Lituania 14.196 €

23 - Lettonia 12.900 €

24 - Ungheria 9.132 €

25 - Polonia 7.370 €

Gli italiani guadagnano più del doppio per svolgere lo stesso lavoro della maggior parte dei loro colleghi. La Ue però dal 2009 allineerà a 7.000 € al mese gli stipendi dei parlamentari, ovvero 84.000 euro all'anno che vuol dire parificare tutti al livello dei tedeschi.

 

Per visitare il sito e trovare altre libere informazioni clicca su:

http://digilander.libero.it/amici.futuroieri 




10 ottobre 2007

INTRUGLI ELETTORALI PRO DOMO LORO

In questi giorni si fa un gran parlare di riforma elettorale. Lo si fa, ovviamente, purtroppo, con grande malafede. Sul tavolo di una politica sempre meno credibile c’è il “Veltronellum” intruglio un po’ spagnolo e un po’ tedesco, il “Biancum” che non s’è capito proprio cosa sia, e pende anche una richiesta di referendum dai più considerata illegittima. Il punto è che non si tratta di un problema di bottega. Non è accettabile che, alle spalle di un’intera popolazione delusa, distratta e ignara, Wòlter camomilla Veltroni e Silvio vatusso Berlusconi si appartano in un angolino e si fabbricano una leggina cucita su misura per il Popolo delle Libertà (vigilate) e per il Partito (sedicente) Democratico. E’ davvero troppo.

Nessuno dice che la questione più urgente è il ritorno al voto di preferenza per recuperare quanto sottratto dalle segreterie di partito, quindi una legge sul conflitto di interessi che valga per tutti coloro che detengono concessioni pubbliche di qualunque natura, infine una preclusione per chi ha avuto condanne passate in giudicato per reati contro una pubblica amministrazione ed un limite ai mandati legislativi per i parlamentari e per ogni amministratore della cosa pubblica. Il resto è tutta aria fritta che non interessa a nessuno!

 

FUTUROIERI  http://spazio.libero.it/amici.futuroieri




8 ottobre 2007

LA BRUTTA FINE DEL TG1

L'involuzione del Tg1 da telegiornale di riferimento a telegiornale di intrattenimento è, ahinoi contribuenti di mamma Rai, sotto gli occhi di tutti.
E dire che nessuno avrebbe scommesso una lira che qualcuno avrebbe saputo fare peggio di Clemente(!)Mimun. Invece il famigerato Ri(c)otta sta riuscendo nell'ardua impresa. Il vecchio Tg 1, da sempre governativo ma mai deplorativo, del quale a mala pena si conosceva chi fosse il Direttore quasi come accadeva al Times, è oggi un triste e pallido emulo di un qualsiasi Studio Aperto (il tg gossipparo ma simpatico di Italia 1). Con una patetica spruzzata di vetero-modernità data solo dal richiamo all'indirizzo internet.
Le inchieste sono sulle buche della statale Pontina, o sul bracconaggio dei dàini, per non dire degli indimenticabili scoop sui testamenti del povero Pavarotti... forse, chissa?, per occultare il Vaffanculo-Day di Beppe Grillo o l'iniziativa delle Liste civiche l’altro ieri in Piazza Farnese a Roma o qualunque cosa disturbi un pochetto il manovratore.
Ne sentivamo proprio il bisogno, caro Ri(c)otta, sì. Era proprio il salto di qualità che tutti attendevano. Certo che se per fare 'sto capolavoro occorre aver studiato in America, aridatece Citterich che veniva dal Galluzzo.
Noi ne siamo sempre stati certi: meglio lo stagionato parmigiano all'insipida ricotta!!!
 
P.S.  Meno male che esistono anche trasmissioni come Annozero (ogni Giovedì alle 21 su Rai2) o Report (ogni Domenica alle 21,30 su Rai3), che testimoniano un superstite giornalismo d’inchiesta deontologicamente serio e professionale.
 
FUTURO IERI
( http://digilander.libero.it/amici.futuroieri )
 


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2 ottobre 2007

SE IL MONDO FOSSE UN PALAZZO DI CINQUE PIANI

Se il mondo fosse un palazzo di cinque piani

di etleboro http://etleboro.blogspot.com

 

LE NOSTRE STATISTICHE

Se il mondo fosse un palazzo di cinque piani abitato da cento persone suddivise in gruppi di venti per ogni piano, gli inquilini dell'attico avrebbero l'86% della ricchezza. Quelli subito sotto il 9%, quelli dei due successivi il 2 %, quelli del primo solo l'1%. Inoltre, se noi potessimo ridurre la popolazione del mondo intero in un villaggio di cento persone, mantenendo le proporzioni di tutti i popoli esistenti al mondo, il villaggio sarebbe composto nel modo seguente:

- 57 Asiatici

- 21 Europei

- 14 Americani (Nord Centro e Sud America)

- 8 Africani

- 52 sarebbero donne

- 48 uomini

- 70 sarebbero non bianchi

- 30 sarebbero bianchi

- 89 sarebbero eterosessuali

- 11 sarebbero omosessuali

- 6 persone statunitensi avrebbero il 59% della ricchezza del mondo

- 80 vivrebbero in case senza abitabilità

- 70 sarebbero analfabeti

- 50 soffrirebbero di malnutrizione

- 1 starebbe per morire

- 1 starebbe per nascere

- 1 avrebbe un computer

- 1 sarebbe laureato

Da questa statistica facilmente si intuisce il perché delle guerre, perché il governo globale controlla la situazione demografica globale. Gli tsunami, i "virus dei polli", così come le tempeste e le alluvioni che portano con sé migliaia di vittime, sono forse uno strumento nelle mani di coloro che trattano la popolazione mondiale come un database da gestire e manipolare. Noi siamo dati, siamo informazioni e siamo statistiche, la nostra struttura e configurazione viene programmata come se fossimo un dato contabile all'interno di un budget di impresa, perché come avviene nelle grandi imprese, esistono dei limiti nelle risorse che devono essere distribuite tra i vari paesi.

Come disse Tesla, "siamo delle formiche che si trovano su un pezzo di legno", immersi nel caos perché con esso possono meglio controllarci. E' il terrore la chiave di tutto, "la guerra è pace" scrisse Orwell, e tramite esso le nostre vite stanno cambiando: stiamo diventando una massa informe che segue l'onda di informazioni e ordini provenienti da una scatola, da un computer o una televisione. Forse che la lotta e la prevenzione al terrorismo non ci spingerà a viaggiare nudi? Strano a dirsi adesso, ma neanche molto lontana è questa eventualità, perché saremo sempre più propensi e disponibili a rinunciare alla nostra privacy pur di avere protezione e sicurezza.

ASSOCIAZIONE FUTURO IERI
( http://digilander.libero.it/amici.futuroieri )



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