.
Annunci online

  noglobalizzazione [ Forum di critica alla modernita' e a questo nocivo sviluppo ]
         


17 febbraio 2010

La fortezza nel deserto dei tartari


 


De Reditu Suo - Secondo Libro

La fortezza nel deserto dei tartari

Certo che è dura per uno come me far la parte del soldato che scruta il deserto dei tartari da una feritoia di una fortezza in mezzo al nulla aspettando il momento in cui quest’azione avrà un qualche senso. Questa è la condizione di quanti da anni non approvano le presenti condizioni politiche e sociali; l’attesa del nuovo rischia di durare tutta la vita e anche qualcosa di più. Il Belpaese deve avere una forte capacità di restare inalterato davanti ai drammi della storia, di preservare le solite indecenti minoranze al potere, di lasciar immutata la sua condizione di potenza europea mancata, di abbandonare al loro destino milioni di abitanti poveri o in difficoltà. La fortezza delle anime belle, dei giusti, di chi ha buoni sentimenti si condanna ad essere qualcosa di accessorio nella vicenda del Belpaese, una realtà superflua o peggio un comodo alibi per pochi che non hanno i denari per mutare la loro sorte o piegare la malvagità del mondo alla loro volontà. Perché nel Belpaese per il suo mondo umano tutto ciò che vive ha senso solo se in relazione con il guadagno, con l’interesse dei privati, con l’ambizione dei potenti di turno perché i valori precedenti non esistono più ed esistono solo progetti vitali legati al qui e ora. Un paio di decenni fa questa condizione sarebbe stata impensabile. Di fatto le ambizioni del Belpaese in questi sei decenni e passa di regime democratico si son rivelate esser  il seguire le potenze dominanti in Europa e fermare (si fa per dire) nella nostra metà di Gorizia l’orrore del bolscevismo ateo durante la guerra fredda, assicurare  ai ricchi la tranquillità e il possesso delle loro proprietà private, infine tranquillizzare con un po’ di benessere la maggior parte della piccola e piccolissima borghesia. Di fatto le ambizioni della nostre due Repubbliche o erano coincidenti con la volontà delle altre potenze o si son rivelate delle cortine di fumo per nascondere il senso ultimo e profondo della vita politica di questa democrazia: tutelare la proprietà privata dei ricchi. Solo la tutela della proprietà privata è riuscita bene nel Belpaese durante gli anni di questa libertà. Il resto ha lasciato il tempo che ha trovato o si è semplicemente corrotto; aggiungo che anche le misure sociali e previdenziali vanno considerate come parte di una vicenda politica che presentava in Italia un Partito Comunista elettoralmente forte e ben strutturato nel centro-nord. Prova ne sia che al tempo della Seconda Repubblica quando è venuto meno il pericolo del bolscevismo, e il conseguente Partito Comunista Italiano, una parte significativa della popolazione del Belpaese ha visto peggiorate le condizioni di lavoro mentre le minoranze dei ricchi si sono ulteriormente arricchite.

Chi cerca di vedere qualche segno di un futuro meno meschino oggi fa la parte del soldato nella fortezza che scruta il deserto dei tartari. Quando si materializzerà, se mai accadrà, l’esercito nemico il soldato che scruta lontano dovrà chiedersi:” Che fare...”.

IANA  per FuturoIeri



sfoglia     gennaio        marzo
 







Blog letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom

ISCRIVITI: "no-globalizzazione" direttamente nella tua casella email